Epidemie
La Francia conferma il primo caso di Ebola
La Francia ha confermato il suo primo caso di Ebola in un medico rientrato di recente da una missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), ha riferito mercoledì il ministero della Salute francese.
Il ministero ha dichiarato che il paziente è stato ricoverato in una struttura specializzata e si trova in condizioni stabili. È stato posto in isolamento a scopo precauzionale.
«È in corso un’indagine epidemiologica approfondita per identificare le persone che potrebbero essere entrate in contatto con il paziente», ha dichiarato il ministero in un comunicato.
La ministra della Salute francese, Stephanie Rist, ha successivamente confermato che cinque persone sedute vicino al medico infetto sul volo per la Francia sono state identificate e isolate. L’Alleanza per l’Azione Medica Internazionale (ALIMA), un’organizzazione senza scopo di lucro impegnata nella risposta all’Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, ha dichiarato che il paziente è un medico che lavora con la sua équipe.
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Il caso si inserisce nel contesto di un’epidemia di Ebola in corso nella Repubblica Democratica del Congo orientale. Dall’inizio dell’epidemia, legata al ceppo Bundibugyo del virus, il 15 maggio, sono stati registrati 1.094 casi confermati e 277 decessi, ha dichiarato mercoledì l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Secondo Marie Roseline Belizaire, direttrice dell’OMS per le emergenze, almeno 75 operatori sanitari sono stati contagiati e 17 di loro sono deceduti. Al momento non esistono vaccini o trattamenti specifici approvati per il ceppo Bundibugyo.
Il mese scorso, gli Stati Uniti hanno negato l’ingresso a un volo Air France con a bordo un passeggero proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo, a causa di restrizioni più severe legate all’Ebola, costringendo l’aereo a dirottare in Canada. Il 18 maggio, Washington ha inasprito le misure di viaggio in risposta all’epidemia, imponendo ai viaggiatori provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo, dal Sud Sudan e dall’Uganda di entrare negli Stati Uniti esclusivamente attraverso l’aeroporto internazionale di Washington Dulles.
Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha affermato che, sebbene l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo «continui a superare la capacità di risposta», il rischio di una più ampia diffusione internazionale rimane basso. Tedros ha dichiarato ai giornalisti che negli ultimi 50 anni sono stati rilevati meno di 30 casi di Ebola al di fuori dell’Africa, aggiungendo che la Francia e gli altri paesi europei non dovrebbero «reagire in modo eccessivo», come riportato dall’agenzia Reuters.
Anche il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha valutato il rischio come «molto basso per la popolazione europea in generale», secondo quanto riportato dal ministero della Salute francese.
Secondo quanto riportato dal ministero della Salute, la scorsa settimana i casi di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo orientale sono saliti a 782, con 181 decessi registrati, mentre il Paese combatte una rapida diffusione dell’epidemia in una regione dilaniata dal conflitto.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana manifestanti avevano dato fuoco a un centro di cura per l’Ebola dopo essere stati impediti di portare via il corpo di una presunta vittima per la sepoltura.
Due settimane fa, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’epidemia congolese di Ebola si era già estesa a oltre 900 casi sospetti, con 101 infezioni confermate finora. L’India, dove si vociferava vi fossere dei casi, non ha confermato alcun caso di contagio.
Come riportato da Renovatio 21, il produttore di sieri genici mRNA Moderna la scorsa settimana si è aggiudicata un contratto da 50 milioni di dollari per il vaccino Ebola.
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Immagine di Pan American Health Organization via Flickr pubblicata su licenza CC BY-ND 2.0
Epidemie
Parassita diarroico si diffonde in America
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Armi biologiche
Fauci ha finanziato la ricerca che ha dato origine al COVID: cosa dicono i documenti secretati dalla Gabbard
Una serie di comunicazioni e documenti resi pubblici dalla direttrice uscente dell’intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, dimostrano che il dottor Anthony Fauci «ha fornito milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di tipo gain-of-function» sui coronavirus dei pipistrelli presso l’Istituto di Virologia di Wuhan (WIV) e che Fauci «ha mentito al Congresso».
La Gabbard ha fatto le sue dichiarazioni in un video divenuto virale sui social media, già visto da milioni di persone.
«Oggi, nel mio ultimo giorno come Direttore dell’Intelligence Nazionale, sto rendendo pubbliche comunicazioni e documenti inediti che svelano come il Dottor Fauci abbia fornito milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di “guadagno di funzione” presso il laboratorio di Wuhan, abbia collaborato con elementi politicizzati all’interno della comunità dell’Intelligence per sopprimere la verità sulle sue azioni e nascondere le origini della fuga di laboratorio del virus, e abbia mentito al Congresso sotto giuramento nel 2024. È ora che conosciate la verità.»
Today, on my final day as Director of National Intelligence, I’m releasing never-before-seen communications and documents exposing how Dr. Fauci provided millions in US taxpayer dollars to fund dangerous gain-of-function research at the Wuhan lab, worked with politicized elements… pic.twitter.com/ZMdliW4zyS
— DNI Tulsi Gabbard (@DNIGabbard) June 19, 2026
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Secondo una dichiarazione rilasciata dall’ufficio di Gabbard (ODNI), i documenti appena pubblicati «svelano il ruolo diretto di Fauci nell’influenzare e manipolare le valutazioni della comunità dell’intelligence (IC) sul COVID-19 e come Fauci abbia mentito al Congresso nel 2024, quando sotto giuramento negò di essere a conoscenza o di aver partecipato a discussioni con funzionari dell’intelligence sulla ricerca virale».
«La pandemia di COVID-19 ha causato enormi difficoltà e sofferenze a milioni di nostri concittadini americani e a innumerevoli persone in tutto il mondo. Dopo anni di menzogne, censura e insabbiamenti, il popolo americano merita trasparenza, verità e responsabilità», ha dichiarato la Gabbarda.
«Le tattiche utilizzate per nascondere la verità provengono direttamente dal manuale del deep state: leader politicizzati e opportunisti come il dottor Fauci hanno insabbiato le proprie malefatte e gli abusi di potere, manipolato i dati dell’intelligence, mentito al Congresso e minato l’autorità di un presidente regolarmente eletto», ha aggiunto.
Nella sua dichiarazione, l’ODNI ha affermato che i documenti pubblicati sono il risultato di un processo di declassificazione durato un anno, condotto da Gabbard a sostegno del mandato di massima trasparenza del Presidente Trump. «Durante questo processo, i funzionari dell’ODNI hanno raccolto testimonianze da diversi informatori della comunità dell’intelligence (IC) che hanno denunciato ritorsioni per aver contestato la manipolazione delle informazioni sull’origine del virus da parte dell’IC. Ciò ha rivelato un chiaro schema di soppressione del dissenso, di silenziamento dei critici e di occultamento di prove che hanno minato l’integrità dell’IC e danneggiato il popolo americano.»
La dichiarazione spiega che gli stretti rapporti di Fauci con la comunità dell’Intelligence gli hanno permesso di «assumere tre ruoli chiave durante la pandemia che lo hanno protetto da controlli, consentendogli al contempo di esercitare un’influenza sproporzionata»: Fauci ha finanziato ricerche rischiose sul coronavirus legate alle grandi aziende farmaceutiche e alla ricerca di «vaccini universali» per un valore di migliaia di miliardi di dollari; Fauci era il consulente dietro le quinte che, con i suoi esperti scelti personalmente, ha spinto la comunità internazionale ad avallare un’origine naturale, animale, per nascondere la sua pericolosa ricerca.; Fauci è diventato l’«esperto» nazionale della pandemia e ha diffuso pubblicamente menzogne, disinformazione e censura.
L’ODNI ha inoltre spiegato che la corrispondenza appena resa pubblica contraddice direttamente la testimonianza resa da Fauci nel 2024 alla Sottocommissione speciale della Camera sulla pandemia di coronavirus.
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In quell’udienza, sotto giuramento, a Fauci è stato ripetutamente chiesto se avesse parlato con «FBI, CIA, DIA o qualsiasi altra agenzia di intelligence statunitense in merito alla ricerca sui virus» prima, durante o dopo la pandemia. Fauci ha ripetutamente eluso le domande, prima di affermare falsamente: «a mia conoscenza, no, riguardo al COVID».
La dichiarazione dell’ODNI afferma inoltre che «le testimonianze di numerosi informatori rivelano che gli analisti dell’intelligence che hanno contestato le conclusioni di Fauci sull’origine del COVID hanno subito minacce di ritorsioni, sono stati emarginati e spesso hanno subito battute d’arresto nella carriera. Ciò ha messo a tacere il dissenso e ha favorito una cultura in cui la verità è stata sacrificata al conformismo e le prove credibili sono state insabbiate».
Segnalazioni di informatori che la Gabbard ha riportato all’Ispettore Generale della Comunità dell’Intelligence comprendono: il caso di un appaltatore licenziato pochi giorni dopo essersi rivolto all’ODNI in qualità di informatore; i dirigenti che ricordano agli analisti che sostenevano l’ipotesi della fuga dal laboratorio che sarebbe stata la leadership a decidere quali analisti sarebbero stati promossi (il messaggio era chiaro: dissentire da un risultato manipolato avrebbe compromesso la carriera); i dirigenti di alto livello avrebbero eretto degli ostacoli per i whistleblower, eliminando l’anonimato dal processo di denuncia e insistendo sulla presenza di manager o avvocati alle riunioni dell’ODNI, creando un clima di intimidazione.
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Immagine di Christopher Michel via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Epidemie
Rapporto OMS avverte: entro settembre rischio di oltre 8.000 casi di Ebola in Congo entro settembre
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