Droga
Trump promette di designare i cartelli messicani come terroristi
Il presidente eletto degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha dichiarato domenica che intende etichettare i cartelli della droga messicani come organizzazioni terroristiche e lancerà una campagna pubblicitaria antidroga negli Stati Uniti.
«Designerò immediatamente i cartelli come organizzazioni terroristiche straniere», ha detto Trump in Arizona durante una conferenza del gruppo Turning Point, ribadendo la promessa elettorale di fare questa dichiarazione.
Durante il suo mandato nel 2019, Trump aveva pianificato di procedere con questa designazione, ma alla fine non lo fece dopo una richiesta dell’allora presidente messicano Andrés Manuel Lopez Obrador (detto AMLO), che affermò di voler collaborare con il governo degli Stati Uniti per affrontare i cartelli della droga.
Il programma elettorale di Trump prevede che, al suo ritorno alla Casa Bianca, ordinerà al dipartimento della Difesa di utilizzare «forze speciali, guerra informatica e altre azioni palesi e segrete per infliggere il massimo danno alla leadership, alle infrastrutture e alle operazioni del cartello».
I narcos messicani utilizzano ora droni, sia per il trasporto che per l’attacco di gang rivali. Armamenti come razzi RPG «donati» dagli USA all’Ucraina sono riemersi lungo il confine in spalla a picciotti del cartello. Il riciclaggio dei miliardi dei loro traffici di morte pare passare su varie banche internazionali così come in Canada.
Come riportato da Renovatio 21, la voce di un uso massiccio di operazione delle forze speciali (Delta Force, Navy Seal) contro i narcocartelli d’oltreconfine da parte dell’amministrazione Trump sta circolando da giorni.
Domenica Trump ha anche presentato in anteprima una nuova iniziativa pubblicitaria pensata per fornire informazioni sugli effetti dell’uso di droghe.
🚨‼️Turning Point Highlights:⚠️ Trump on Border Security and Drug Crisis
“We don’t want Hannibal Lecter in the country.” At Turning Point, President Trump stressed the importance of securing the border to prevent dangerous individuals and the flow of illegal drugs into the… pic.twitter.com/3pE588OLeu
— Kristy Tallman (@KristyTallman) December 22, 2024
«Faremo pubblicità di quanto le droghe siano dannose per voi», ha detto Trump in Arizona durante una conferenza Turning Point, riferendosi alla campagna pubblicitaria. «Rovinano il vostro aspetto, rovinano il vostro viso, rovinano la vostra pelle, rovinano i vostri denti».
Sebbene non abbia fornito ulteriori dettagli sulla campagna, sembra che questa sia la prima volta che Trump fa riferimento al piano.
Come scrive Epoch Times, negli anni Settanta e Ottanta, vennero lanciate campagne pubblicitarie antidroga in tutti gli Stati Uniti, che culminarono nella campagna «just say no» dell’ex first lady Nancy Reagan, concepita per impedire ai giovani americani di fare uso di droghe. Le scuole pubbliche presentavano anche la Drug Abuse Resistance Education, nota anche come DARE, che cercava di fornire informazioni sulle droghe illegali e sulle sostanze controllate, nonché di prevenire l’appartenenza a gang e comportamenti violenti.
Molti della generazione X (cioè nati tra il 1965 e il 1980) ricordano come la campagna antidroga di Reagan tracimò anche nei videogiuochi da bar (i cosiddetti coin-op), dove perfino in quelli di fabbricazione giapponese compariva la schermata con lo stemma dell’FBI e la scritta «Winners don’t use drugs» («I vincenti non usano droghe»), una supposta citazione del direttore del bureau William S. Sessions.
New Video! “How ‘Winners Don’t Use Drugs’ Invaded The Arcade.” The story of how the FBI and the “Winners Don’t Use Drugs” screen made their way into 90s #arcades all over the U.S.
Retweets are greatly appreciated! Watch full video at this link 👇🏽https://t.co/rvZy4gUOQe pic.twitter.com/yNbG6sNyPc
— Yahel – Wrestling With Gaming (@WrestlesGaming) September 4, 2021
L’efficacia di tale schermata è dibattuta, o forse no.
Negli ultimi anni, centinaia di migliaia di americani sono morti per overdose del potente oppioide sintetico fentanil, cosa facile da fare grazie alla sua potenza: appena 2 milligrammi possono essere fatali. Il farmaco, che è da 50 a 100 volte più potente della morfina, viene spesso trafficato attraverso il confine tra Stati Uniti e Messico dai cartelli della droga con sede in Messico.
La campagna di Trump per il 2024 si è fortemente concentrata sul messaggio di fermare l’epidemia di fentanil e l’immigrazione illegale negli Stati Uniti. Dopo aver vinto le elezioni il mese scorso, il presidente eletto ha affermato che avvierà anche operazioni di deportazione di massa e dichiarerà un’emergenza nazionale sulla questione.
Lo zar delle frontiere della nuova amministrazione Trump, Tom Homan, ex direttore ad interim dell’US Immigration and Customs Enforcement, e altri funzionari di Trump hanno affermato che daranno priorità all’espulsione degli immigrati clandestini che hanno commesso reati o sono considerati una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Si sono inoltre impegnati a deportare chiunque risieda illegalmente nel Paese, anche se Trump ha indicato che prenderebbe in considerazione l’idea di consentire agli immigrati clandestini che sono negli Stati Uniti fin dall’infanzia di rimanere, a determinate condizioni.
In un’intervista con il giornalista di Fox Sean Hannity, lo Homan ha osservato che «questi cartelli sono animali. Ed è per questo che il presidente Trump li cancellerà dalla faccia della Terra», aggiungendo che Trump intende «utilizzare tutta la potenza delle operazioni speciali degli Stati Uniti per eliminarli».
NEW: Donald Trump’s ‘Border Czar’ Tom Homan says they are going to use US Special Operations to wipe cartels off the face of the Earth.
“The illegal animals coming across the border… 31% of women that make their journey get r*ped by criminal cartels.”
“Children get r*ped.… pic.twitter.com/DshXIkG4ru
— Collin Rugg (@CollinRugg) November 12, 2024
Lo Homan ha inoltre sottolineato che «il 31% delle donne che intraprendono il loro viaggio vengono stuprate dai cartelli criminali… I bambini vengono stuprati. Ho parlato con bambine di appena nove anni che sono state stuprate più volte».
Il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti stima che 11 milioni di immigrati clandestini vivessero negli Stati Uniti nel 2022, le ultime statistiche disponibili. Durante la campagna elettorale per le elezioni del 2024, Trump ha parlato di creare il «più grande sforzo di deportazione nella storia del nostro Paese» e ha chiesto di utilizzare la Guardia Nazionale e le forze di polizia nazionali nello sforzo.
Non è chiaro se nello suo sforzo pubbliciatario l’amministrazione Trump, che pare meme-friendly vista la presenza di Elone Musk e altri personaggi amanti di questa forma di comunicazione, utilizzerà il meme più efficace mai visto nella lotta contro il consumo di narcotici.
Le dipendenze….. pic.twitter.com/cMCADUsSLP
— Alberto Forchielli (@Forchielli) January 16, 2016
Il lettore può scandalizzarsi, ma se guarda dentro di sé sa che ciò corrisponde a verità. In realtà, anche se guarda fuori.
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Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0
Alimentazione
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Droga
Il primato umbro dell’eroina
Un altro triste primato per la piccola Umbria. Come riportato dalla testata locale Umbria24, attualmente Terni risulta la città italiana con il consumo più elevato di eroina.
In un tempo non troppo lontano Perugia fu etichettata come «capitale della droga» con 5 dosi al giorno ogni 1000 abitanti (dati riportati da PerugiaToday nel 2012), ma ora i ternani – che vivono la rivalità calcistica con il capoluogo di regione – hanno vinto questa tristissima gara.
All’inizio del secondo decennio degli anni Duemila, il capoluogo del cuore verde d’Italia era tra le città europee con il maggior numero di morti per droga con 800 tossicodipendenti in cura al SERTe 6 mila dosi giornaliere vendute tra le mura della città creando un giro di affari vicino ai 40 milioni di euro annui. Perugia in questi ultimi quindici anni ha cambiato rotta, vuoi anche per l’inaspettato cambio di amministrazione di destra «bluette» che forse, con politiche più mirate e decise, ha arginato il problema per quanto possibile, nei suoi due mandati conclusi ormai due anni fa a favore della «rossa» Ferdinandi.
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Il processo per giungere a tali conclusioni è ben spiegato dalla testata locale: «La metodologia dell’epidemiologia delle acque reflue viene utilizzata per monitorare il consumo delle principali sostanze stupefacenti nella popolazione italiana e per individuare l’emergere di nuove sostanze psicoattive. Si basa sull’analisi dei residui metabolici delle sostanze nelle acque reflue urbane che confluiscono negli impianti di depurazione e consente di stimare quali e quante sostanze vengono complessivamente assunte dalla popolazione servita dai depuratori sottoposti a monitoraggio».
La droga è una piaga che fende longitudinalmente le generazioni, ma è ovvio che desti più preoccupazione quando sono i giovani a cadere in questa nefasta dipendenza. Scorrendo i dati ufficiali del Governo, si evince che nel 2025 oltre 950mila studenti tra i 15 e i 19 anni (39%) riferiscono di aver consumato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della vita; 640mila (26%) lo hanno fatto nell’ultimo anno.
I dati emersi da questi monitoraggi tracciano un quadro che richiede una forte attenzione di istituzioni e famiglie; proprio queste ultime dovrebbero rappresentare la prima barriera e la prima sicurezza per evitare che i nostri ragazzi cadano nella trappola delle droghe.
Il report governativo ci dice che: «I consumi medi nazionali, espressi in dosi riferite a 1.000 persone al giorno, risultano in diminuzione per cannabis (circa 45 dosi/giorno/1.000 persone rispetto alle 51-52 degli anni precedenti) e per eroina (0,3 dosi/giorno/1.000 persone), mentre rimangono costanti per cocaina (circa 11 dosi/giorno/1.000 persone) e metamfetamina (circa 0,16 dosi/ giorno/1.000 persone). Si riscontra un progressivo aumento del consumo di ecstasy (da 0,06 a 0,17 dosi/giorno/1.000 persone) e per la prima volta si rileva un aumento del consumo di amfetamina (da 0,02 a 0,11 dosi/giorno/1.000 persone).
La sostanza maggiormente utilizzata nel 2025 si conferma la cannabis con consumi variabili e compresi tra 10 dosi e 97-98 dosi a Bologna e Torino. La sottovalutazione del problema e il pressapochismo con cui si analizzano i danni delle droghe cosiddette leggere sono una criticità da non prendere sottogamba. Come riportato da Renovatio 21, numerosi studi oltreoceano dimostrano che la marijuana può avere un impatto deleterio sullo sviluppo cognitivo negli adolescenti, compromettendo la funzione esecutiva, la velocità di elaborazione, la memoria, l’attenzione e la concentrazione.
C’è da aggiungere che secondo un recente studio, gli adolescenti che consumano cannabis presentano il doppio del rischio di sviluppare disturbi psicotici e bipolari.
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La seconda sostanza maggiormente rilevata è la cocaina. Anche in questo caso, i consumi sono molto variabili con estremi da 2-3 dosi (Vibo Valentia, Trapani e Salerno) a 27 dosi a Venezia. Il consumo di cocaina rimane in costante e preoccupante aumento considerando anche che la produzione mondiale di «polvere bianca» ha raggiunto un nuovo record nel 2023, accompagnata da un’impennata dei sequestri, un numero crescente di consumatori e un aumento dei decessi, come ha affermato l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC).
Il consumo di eroina appare in diminuzione in tutte le città monitorate e risulta molto ridotto rispetto agli anni precedenti. Il consumo è sempre inferiore a 1 dose/ giorno/1.000 persone, mentre nel biennio 2020-2022 si osservavano consumi fino a 8 dosi. Come osservato negli studi precedenti, i consumi più elevati si rilevano in alcune città dell’Italia centrale, in particolare Terni (0,98 dosi) e Firenze (0,8 dosi)».
L’assuefazione da eroina non è più una piaga sociale massiva come molti anni fa, ma desta comunque preoccupazione; un amico farmacista mi diceva candidamente che la vendita di siringhe a persone tra i trenta e i cinquant’anni gli suscitava stupore, in quanto erano consumatori abituali di eroina non per cercare lo sballo, ma semplicemente per affrontare una giornata di lavoro.
La dipendenza da sostanze stupefacenti è un dramma che mina il nostro tessuto socio-economico e, purtroppo, causa spesso la morte del tossicodipendente. Anche se le morti sono in calo rispetto a decenni fa, il fenomeno non va certamente sottovalutato. «I decessi per intossicazione acuta da sostanze stupefacenti (rilevati dalle Forze di Polizia su base indiziaria) nel 2025 sono stati 249», riporta il sito del Governo, «un valore sostanzialmente in continuità con quello osservato negli ultimi tre anni. Nel complesso, i casi di mortalità per intossicazione acuta dal 1973 a oggi hanno raggiunto quota 27.456: dopo livelli particolarmente elevati osservati fino agli anni Novanta, si è registrato, a partire dagli anni Duemila, una progressiva e graduale riduzione».
Non ci sono solo i pericoli delle droghe illegali. Come riportato da Renovatio 21, nel 2022 quasi 300 mila ragazzini hanno assunto psicofarmaci senza ricetta, con un record assoluto in Toscana. La maggior parte dei consumatori è di sesso femminile. Uno studio del CNR riporta che il 10,8% della popolazione tra i 15 e i 19 anni consuma psicofarmaci per «uso ricreativo».
Non si tratta, quindi, di droghe da prescrizione usate per curare disturbi emotivi, ma di veri e propri «psicofarmaci dello sballo» spesso miscelati appositamente con altre droghe o con l’alcol per ampliarne l’effetto stupefacente: benzodiazepine, cannabis, energy drink, sono ingredienti di «cocktail» psicoattivi di cui i farmaci da farmacia sono un elemento fondamentale.
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Leggendo la Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia notiamo proprio che «L’uso di psicofarmaci senza prescrizione medica (SPM) mostra un quadro in crescita negli ultimi anni. Oltre 470mila studenti (19%) ne hanno fatto uso almeno una volta nella vita e 280mila (11%) nell’ultimo anno; per circa 65mila (2,5%) si tratta di un consumo frequente (almeno 10 volte nel mese). Dopo il picco del 2024, i consumi nella vita e nell’anno registrano una lieve flessione, mentre il consumo frequente continua, seppur di poco, ad aumentare».
Il mercato e l’offerta che questi criminali propongono ai nostri ragazzi è sempre in continua evoluzione. In Asia c’è un nuovo sballo che si chiama «olio spaziale» perché la sensazione che provoca è di essere mandati in orbita. Si tratta di una sostanza il cui ingrediente base è un anestetico, l’etomidato, che viene assunto tramite le sigarette elettroniche. Sempre più popolare tra i giovanissimi di Hong Kong, ma anche della Cina continentale e di Taiwan.
Il mercato della droga pare non conoscere soste e parrebbe difficile da eradicare: tuttavia, l’indifferenza dei cittadini e l’istigazione di forze sociopolitiche liberali e progressiste non possono che aggravare sempre più il fenomeno.
Francesco Rondolini
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droga
Mosca: l’Ucraina è a letto con i signori della droga messicani
A militant wearing the insignia of Mexico’s notorious Gulf Cartel (CDG) has been filmed in the state of Tamaulipas carrying a US-made anti-tank Javelin missile launcher, thousands of which were sent to Ukraine by the Pentagon over the last year.
Footage filmed in Matamoros on… pic.twitter.com/5UMQ4ONDOy — Mats Nilsson (@mazzenilsson) June 2, 2023
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