Gender
Transessuale attacca scuola cristiana e uccide tre bambini e tre anziani
Un letale attacco armato è stato fatto contro una scuola cristiana di Nashville, nello Stato americano del Tennessee nella giornata di ieri. Dettagli stanno emergendo nelle ultime ore.
Secondo quanto riportato dai media, il perpetratore sarebbe una transessuale nata donna ma sedicente maschio di nome Audrey Hale, 28enne della zona.
La transessuale sarebbe entrata nella scuola, che pare lei stessa abbia frequentato, pesantemente armata, sparando a studenti e al personale. Sono morti tre bambini di 9 anni e tre individui sopra i 60.
La polizia metropolitana di Nashville ha pubblicato un video della Hale che si fa strada nell’edificio e poi si aggira metodicamente all’interno; le immagini non mostrano tuttavia le scene di violenza.
Active shooter Audrey Elizabeth Hale drove to Covenant Church/School in her Honda Fit this morning, parked, and shot her way into the building. She was armed with 2 assault-type guns and a 9 millimeter pistol. pic.twitter.com/mIk2pDmCwQ
— Metro Nashville PD (@MNPDNashville) March 28, 2023
Dopo aver parcheggiato l’auto, ha sparato alle porte per entrare, All’arrivo delle forze dell’ordine avrebbe cominciato a sparare contro le auto dal secondo piano.
La transessuale active shooter è stata quindi uccisa dalla polizia che è entrata e le ha sparato, appena 14 minuti dopo la chiamata al 911, il numero del pronto intervento negli USA.
As officers responded to the Covenant campus, Hale fired on arriving police vehicles from a 2nd story window. pic.twitter.com/7JiLdCHhF1
— Metro Nashville PD (@MNPDNashville) March 28, 2023
La polizia ha anche pubblicato foto delle armi della transessuale stragista. Vi sarebbero un fucile automatico Grunt AR della Lead Star Arms, una carabina calibro pistola KelTec SUB2000, una pistola Smith & Wesson M&P Shield EZ da 9 mm.
La versione EZ presenta una modifica per rendere più facile l’uso alle donne e per gli altri con minore forza della mano – scelta particolare per qualcuno che dice di essere un uomo.
Secondo la polizia almeno due delle armi usate erano state acquistate in loco in maniera legale.
Hale fired a number of rounds inside the Covenant Church/School building. She was armed with these 3 guns and significant ammunition. pic.twitter.com/3LYOU2r0sh
— Metro Nashville PD (@MNPDNashville) March 28, 2023
Interessante notare che tutte le armi erano addobbate di adesivi. Haley pare essere stata un’illustratrice dedicata ai temi LGBT.
Le forze dell’ordine hanno dichiarato che l’attacco sarebbe stato preparato: la transessuale avrebbe lasciato mappe che indicavano le posizioni delle telecamere di sicurezza, le porte e altri dettagli nonché un «manifesto».
La cosa fa pensare che si tratti di un atto di persecuzione anticristiana vera e propria, perpetrato da un individuo transgender. La strage arriva infatti a poche settimane dalle restrizioni imposte dal governo dello Stato sugli spettacoli transessuali per bambini (i famigerati drag queen show, che negli USA sono organizzati anche per scolaresche di bambini piccoli) e la legge, firmata dal governatore Bill Lee, che proibisce chirurgia e ormoni per il cambio di esso per i minori.
Il movente, tuttavia, non è ancora stato specificato dalla polizia. «In questo momento c’è una teoria di cui potremmo essere in grado di parlare in seguito, ma non è confermata» ha dichiarato il capo della polizia metropolitana di Nashville, John Drake.
BREAKING: Audrey E. Hale, the 28-year-old woman who identifies as he/him and uses the name "Aiden," is identified as the now-deceased suspect who shot up a Christian school in Tennessee, killing 6, including 3 children. The killings follow the state banning the medical… pic.twitter.com/Sp4RfGwcUj
— Andy Ngô ????️???? (@MrAndyNgo) March 27, 2023
Drake ha inoltre affermato che la Hale avrebbe preso in considerazione di colpire altri luoghi. Tuttavia avrebbe rinunciato all’altro potenziale obiettivo perché era troppo ben protetto, dice il capo della polizia.
Si tratta di un crimine orrendo, ma in qualche modo bizzarramente preconizzato dalla popolarissima trasmissione di qualche giorno fa di Tucker Carlson, faro dell’America conservatrice, che si era dilungata sull’esistenza di milizie di transgender armati, unico caso in cui, notava, i media incoraggiano i cittadini a sfruttare il Secondo Emendamento della Costituzione che prevede il libero accesso alle armi da parte dei cittadini.
Almost prophetically, just last week, Tucker Carlson covered NPR's fawning coverage of armed Trans groups like "Rainbow Reload":
"We’re as for guns as you could possibly be, but this seems like an incitement" pic.twitter.com/0DIx7PUrkG
— Charlie Kirk (@charliekirk11) March 27, 2023
C’è da notare che alcuni media mainstream (quindi, di default, omosessualisti) stanno riportando l’incidente utilizzando per la transessuale Haley i pronomi femminili, quasi da toglierle il diritto di essere chiamata secondo la grammatica politicamente corretto trans che impone pronomi a scelta.
La questione è stata portata subito sul controllo delle armi, tuttavia, come ha detto bene la deputata della Georgia e pasionaria trumpiana Marjorie Taylor Green, va focalizzato qualcos’altro: i farmaci.
«Quanti ormoni come il testosterone e i farmaci per le malattie mentali stava assumendo il tiratore transgender della scuola di Nashville? Tutti possono smettere di incolpare le armi ora».
How much hormones like testosterone and medications for mental illness was the transgender Nashville school shooter taking?
Everyone can stop blaming guns now.
— Rep. Marjorie Taylor Greene???????? (@RepMTG) March 27, 2023
La roid rage, la «rabbia da steroidi» è un fenomeno noto, anche se non ancora provato scientificamente, ma con una ben ampia aneddotica. La Haley stava prendendo testosterone sintetico per tentare di diventare un uomo?
E se era malinconica, «depressa», etc., è possibile che fosse sotto psicofarmaci SSRI, di quelli che, da bugiardino, potrebbero aumentare le idee suicidarie?
Renovatio 21 da anni ricorda come dietro ogni caso come questo, le stragi improvvise e perfino certi incidenti aerei causati dal pilota, potrebbe essere una droga psichiatrica. Talvolta la cosa è ammessa, talvolta – vista la pressione delle farmaceutiche sui media grazie ai budget pubblicitari – no. Talvolta ci vogliono mesi per scoprire che l’attentatore prendeva il dato farmaco, il quale, invece che farti stare meglio, è ammesso che possa modificarti il cervello per farti stare peggio.
Qui potremmo essere dinanzi ad una misture inedita, testosterone più SSRI – in pratica, la possibilità di piani di morte sotto steroidi.
State tranquilli che non se ne parlerà. Lo Stato Etico ormonale, come abbiamo già scritto, ti dà gratis il testosterone se vuoi cambiare sesso, ma mette in galera i culturisti che ne fanno uso. È lo stesso stato che inonda di psicofarmaci la popolazione (milioni di italiani ne fanno uso, ed è un numero in crescita) senza considerare davvero gli effetti collaterali, le crisi di astinenza che seguono, gli effetti rebound che hanno travolto anche il cantante tatuato Fedez e pure l’inquinamento ambientale, con i pesci dei fiumi che impazziscono.
Rimane comunque il fatto che potremmo trovarci davanti al primo caso di terrorismo transessuale della storia. Un terrorismo transessuale che potrebbe pure essere programmaticamente anticristiano.
Anticristiano lo è comunque già nei fatti: come un antico culto pagano sanguinario, uccide vecchi e bambini.
Immagine screenshot da YouTube
Gender
Mons. Viganò: la chiesa sinodale ha l’ordine di normalizzare la sodomia. E ricorda Don Milani…
Dopo aver attaccato frontalmente le parole del gesuita filo-omotransessualista James Martin, che vuole l’ordinazione di omosessuali come sacerdoti, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò è tornato a tuonare sulla questione della chiesa LGBT.
Il prelato lombardo ha commentaot su X un’inizativa di un pellegrinaggio francescano LGBT, con tanto di Tau arcobalenata, che si tiene in questi giorni in Umbria.
«Gli adepti della chiesa sinodale – sulla falsariga di quanto avviene nella sfera civile in tutti gli stati soggetti all’élite globalista – ha l’ordine di normalizzare la sodomia» scrive monsignore. «Per fare ciò non si accontentano di legittimare o depenalizzare i comportamenti dei singoli, ma addirittura di “canonizzarli”».
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«Ecco perché autorizzano Messe sacrileghe e pellegrinaggi. Non vogliono soltanto che il Sacerdozio sia accessibile a sodomiti e transgender, ma si preparano anche a canonizzare qualche omosessuale pedofilo».
«In questo quadro si comprende come la figura controversa di don Milani (elogiata tanto da Bergoglio quanto da Prevost) sia “perfetta” – per così dire – come simbolo di riscatto del modernismo e della sodomia» accusa Viganò.
«Si appoggeranno alle leggi antidiscriminazione per ottenere non solo l’accesso delle donne al Sacerdozio, ma anche l’imposizione di preti trans e gay. Difficile immaginare una dissoluzione più disastrosa, condotta con più efficacia».
Monsignor Viganò si è scagliato più volte contro lo scandalo delle ripetute udienze concesse dagli ultimi papi a Martin e alla sua «omoeresia». Ancora due anni fa il prelato lombardo aveva accusato che «lo scopo di Bergoglio è normalizzare sodomia e perversione e distruggere il Sacerdozio».
Come riportato da Renovatio 21, l’altro ieri l’arcivescovo aveva dichiarato che «insomma, qui siamo al «Cicero pro domo sua»: una lobby di pervertiti incistata nel corpo ecclesiale sta inesorabilmente conducendo la Gerarchia neomodernista a schierarsi apertamente in favore della sodomia, per vantaggio personale. Il modus operandi è sempre il medesimo: coloro che legittimano certi peccati (nella sfera religiosa) e certi reati (in quella civile) lo fanno solo perché quelli sono i peccati e i reati che costoro praticano impunemente».
Colpisce il riferimento a don Milani, in effetti subito lodato da papa Leone appena salito al soglio. L’11 ottobre, parlando ai pellegrini delle diocesi toscane, Prevost ha citato in modo molto benevolo il controverso prete-maestro della Barbiana: «Don Lorenzo Milani, profeta della Chiesa toscana, che Papa Francesco ha definito “testimone e interprete della trasformazione sociale ed economica”, aveva come motto “I care“, cioè “mi importa”, mi interessa, mi sta a cuore».
Come sa il lettore di Renovatio 21, Don Milani negli ultimi anni è stato accusato di essere una figura molto ambigua, che in una sua lettera, pubblicata dagli stessi seguaci, parlava della sodomizzazione dei suoi allievi ragazzi.
Citiamo dalla lettera di Don Milani a Giorgio Pecorini, contenuta nel libro di quest’ultimo Don Milani! Chi era Costui?, edito Baldini&Castoldi nel 1996, alle pagine 386-391.
«… Come facevo a spiegare che amo i miei parrocchiani più che la Chiesa e il Papa? E che se un rischio corro per l’anima mia non è certo quello di aver poco amato, ma piuttosto di amare troppo (cioè di portarmeli anche a letto!). E chi non farà scuola così non farà mai vera scuola e è inutile che disquisisca tra scuola confessionale e non confessionale e inutile che si preoccupi di riempire la sua scuola di immaginette sacre e di discorsi edificanti perché la gente non crede a chi non ama e è inutile che tenti di allontanare dalla scuola i professori atei … E chi potrà mai amare i ragazzi fino all’osso senza finire col metterglielo anche in culo se non un maestro che insieme a loro ami anche Dio e tema l’Inferno e desideri il Paradiso?». Il corsivo è nostro.
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Un piccolo scandalo in merito era esploso sui giornali mainstream nel 2017, quando uscì per i tipi di Rizzoli un romanzo dello scrittore Walter Siti intitolato Bruciare tutto, ove si racconta la storia di Don Leo, un immaginario prete pedofilo, e dei suoi struggimenti. È un’opera di fiction, Tuttavia si apre con una dedica molto reale: «All’ombra ferita e forte di don Lorenzo Milani».
Il clamore sui giornali fu tanto. Negli stessi giorni il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli organizza al MIUR «un evento dedicato a Don Milani, a cinquant’anni dalla sua scomparsa (…) “Avere una scuola aperta ed inclusiva era l’obiettivo di Don Milani ed è l’impegno del mio ministero».
Non ci sono solo le parole, da parte delle istituzioni civili e religiose che sembrano agire all’unisono nei confronti del controverso sacerdote toscano. Il 20 giugno 2017 papa Francesco effettua un «pellegrinaggio» (sic – proprio come per i viaggi presso santuari e luoghi sacri) a Barbiana, per onorare don Milani.
Insomma: con don Milani, non si apre segretamente solo un pertugio, ma anche il successivo, ancora più spaventoso.
La finestra di Overton spalancata sulla pedofilia è solo uno dei tasselli del disegno, che in realtà è già bello che scritto: una società mostruosa, dove i tabù – compreso soprattutto l’incesto – sono rimossi definitivamente dai suoi schiavi perverso-polimorfi, dove la morte (per eutanasia, per aborto, per omicidio tout court pienamente legalizzato) è un valore auspicabile, e con essa, vero obiettivo, il sacrificio umano.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; immagine modificata
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Cardinale Zen: «il Dio misericordioso fece piovere fuoco anche per distruggere Sodoma»
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Mons. Viganò: una lobby di pervertiti incistata nel corpo ecclesiale vuole legittimare la sodomia anche nel Clero
Renovatio 21 pubblica il commento dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò in risposta alle parole del gesuista filo-omotransessulista James Martin. La scorsa settimana, alla domanda riguardante «gli uomini gay che sentono la vocazione al sacerdozio», Martin ha affermato che «la mia risposta… è sì».
Si tratta di una possibilità negata – in teoria, la pratica, dopo il Concilio, abbiamo capito che va in direzione opposta – dalla Chiesa e dalla sua dottrina. «Nei miei quasi 40 anni da gesuita, ho conosciuto decine di sacerdoti omosessuali celibi che hanno condotto quella che Papa Francesco ha definito una vita “buona, santa e celibe”, incarnando il messaggio di amore e misericordia di Gesù», ha scritto Martin nel suo articolo per il sito web catto-omotransessualista da lui fondato, Outreach. «Per me e per molti dei miei amici, sono stati direttori spirituali, pastori, professori e mentori».
Vi è stato un tempo in cui tutti coloro che avevano tendenze omosessuali venivano immediatamente scartati dai seminari: si apprende ora che in alcuni casi sarebbe vero il contrario, un processo di dissoluzione sacrilega sodomita che sarebbe stato filierizzato, secondo ricostruzioni, dall’ex cardinale statunitense Theodore McCarrick (1930-2025), di cui Viganò fu grande accusatore, creando una «”pipeline” omosessuale che incanalava i candidati latinoamericani vulnerabili in alcuni seminari statunitensi dove venivano sfruttati sessualmente, e successivamente ordinati come preti attivamente omosessuali in alcune diocesi americane».
Le parole di padre Martin, ad ogni modo, ricordano quelle vergate 36 anni fa da don Gianni Baget Bozzo (1925-2009), già europarlamentare per il Partito Socialista Italiano. Nell’agosto del 1990 don Baget Bozzo scrisse per il settimanale L’Espresso un articolo intitolato «Omosessuale sacerdote ideale», dove affermava che la condizione omosessuale può integrarsi nella vita sacerdotale in modo del tutto analogo a quella eterosessuale. In un’intervista del luglio del 2000 al Corriere della Sera, don Baget Bozzo si pronunciò a favore del riconoscimento delle coppie omosessuali, anche ai fini sociali ed economici.
Padre Martin fu tra i primi ad utilizzare la Fiducia supplicans per benedire una coppia omosessuale nella residenza dei gesuiti a Nuova York.
Monsignor Viganò si è scagliato più volte contro lo scandalo delle ripetute udienze concesse dagli ultimi papi a Martin e alla sua «omoeresia». Ancora due anni fa il prelato lombardo aveva accusato che «lo scopo di Bergoglio è normalizzare sodomia e perversione e distruggere il Sacerdozio».
La farneticante proposta di James Martin sj non è una boutade provocatoria, ma l’ultimo passo di una lunga serie, volta a legittimare la sodomia non solo tra i laici, ma addirittura tra il Clero.
Essa costituisce una palese e intollerabile contraddizione con la dottrina perenne di Santa Madre Chiesa, con la Sacra Scrittura che condanna senza ambiguità gli atti omosessuali come abominio contro natura (cfr. Levitico 18, 22; Romani 1, 26-27; 1 Corinzi 6, 9-10), e con il Magistero.
L’argomento addotto da James Martin — «la presenza di molti santi e sani preti gay e celibi» — è un sofisma ingannevole e una menzogna: la santità, quando è autentica, combatte le tendenze disordinate con la grazia sacramentale e l’ascesi, nell’orrore di offendere Dio con peccati detestabili.
La Santa Chiesa insegna che la sodomia è un gravissimo disordine oggettivo, non una realtà neutra o positiva. Pretendere di fondare su di essa una «apertura» all’Ordinazione implica la negazione della Legge naturale, oltre che la violazione dei Comandamenti di Dio.
La farneticante proposta di James Martin sj non è una boutade provocatoria, ma l’ultimo passo di una lunga serie, volta a legittimare la sodomia non solo tra i laici, ma addirittura tra il Clero.
Essa costituisce una palese e intollerabile contraddizione con la dottrina perenne… https://t.co/8xmHq9jA7P
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) July 24, 2026
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Ordinare uomini con tendenze omosessuali radicate non solo violerebbe la norma ecclesiale, ma esporrebbe il gregge a scandali gravissimi, alimenterebbe la già diffusissima lobby gay all’interno del Clero, e offenderebbe la santità del Sacramento. Il Sacerdozio non è un diritto soggettivo né uno strumento di «inclusione» ideologica: è un dono divino che richiede piena corrispondenza alla volontà di Dio e santità di vita.
È altresì evidente che questa operazione – ampiamente sostenuta da alti esponenti della Gerarchia conciliare-sinodale e dallo stesso Prevost – serve anzitutto a sovvertire il giudizio morale sulla sodomia, facendo di un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio uno stato di elezione degno addirittura del Sacerdozio.
Insomma, qui siamo al «Cicero pro domo sua»: una lobby di pervertiti incistata nel corpo ecclesiale sta inesorabilmente conducendo la Gerarchia neomodernista a schierarsi apertamente in favore della sodomia, per vantaggio personale. Il modus operandi è sempre il medesimo: coloro che legittimano certi peccati (nella sfera religiosa) e certi reati (in quella civile) lo fanno solo perché quelli sono i peccati e i reati che costoro praticano impunemente.
I conservatori osservano – con il cinismo che li contraddistingue – che questi spropositi giungono da un gesuita notoriamente «border line», e che il Magistero non è cambiato. Fingono di non capire che James Martin è solo un giullare cui il potere lascia dire esplicitamente ciò che ha già deciso ufficiosamente di fare.
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