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Transessuali sì, culturisti no: ecco lo Stato Etico Ormonale

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Dopo la decisione della giunta della Regione Emilia Romagna di Bonaccini, l’Agenzia del Farmaco pubblica in Gazzetta ufficiale la determina: farmaci ormonali per i transessuali a carico dello Stato.

 

Chi vuole cambiare sesso con l’intervento chirurgico potrà ricevere gratuitamente le terapie ormonali. L’Arcigay in festa: «È una rivoluzione nazionale e regionale».

Un uomo che vuole un corpo da donna sarà ormonalizzato per via statale a spese del contribuente.  Un uomo che vuole un corpo da uomo invece può andare in galera

 

Già, interessante questa simmetria: l’AIFA si muove in armonia con Bologna, da svariati anni avanguardistica capitale polisessuale nazionale. L’AIFA fa di più, rompe gli argini: per la prima volta usa, validandolo, il termine Transgender nelle sue comunicazioni ufficiali. La legge farmaceutica italiana si transessualizza, è definitivo. Pazienza se qualche studio ne indica la pericolosità medica.

 

Risolvono così, dicono, la cosiddetta «disforia di genere»: sentirsi una donna in un corpo di uomo, o sentirsi uomo nel corpo di una donna – le varianti per il momento lasciamole perdere, perché altrimenti ci tocca parlare della contraddizione primaria dell’ideologia genderista, ma qui non rileva, perché non parliamo di idee, ma di ormoni, di carne umana.

 

E lasciamo pure perdere la facile obiezione che i pannolini e il latte in polvere, e le creme per il culetto, e i farmaci vari – un capitale mensile mai coperto dall’eventuale assegno famigliare – ve li dovete pagare tutti, e non fiatare, anche se state curando e nutrendo un nuovo cittadino, nella sua parte più delicata, l’avvio della vita, nell’era della sua innocenza. Stiamo sui farmaci, stiamo sugli ormoni.

 

Interessante questa simmetria: l’AIFA si muove in armonia con Bologna, da svariati anni capitale polisessuale nazionale

Quindi, un uomo che vuole un corpo da donna sarà ormonalizzato per via statale a spese del contribuente.  Un uomo che vuole un corpo da uomo invece può andare in galera.

 

Sul serio.

 

Il mondo del fitness – in ispecie il body building, anche detto bizzarramente in Italia «culturismo» – è per lo più fatto da uomini così. Chi vuole un fisico massiccio, scolpito («definito», in gergo), come quello degli attori dei film ma anche della scultura classica (pensate al discobolo di Mirone), in genere vive a suo modo una «disforia».

 

Chi vuole un fisico massiccio, scolpito («definito», in gergo), come quello degli attori dei film ma anche della scultura classica (pensate al discobolo di Mirone), in genere vive a suo modo una «disforia»

La maggior parte dei body-builder parte da una situazione di insoddisfazione totale del proprio corpo. Sono troppo magri, secchi – endomorfi, nel linguaggio parascientifico che usano – oppure grassi e grossi – endomorfi. La soluzione al loro problema in parte è una vita di dolore e sacrificio (allenamenti estenuanti, dieta ferrea, almeno 8 ore di sonno obbligato) in parte è la stessa soluzione che ora lo Stato pagherà ai candidati al transessualismo: ormoni sintetici.

 

Tra i professionisti e tra gli entusiasti del fitness, salvo una minuscola frazione detta naturalnatty»), è difficile trovare qualcuno che non faccia uso di ormoni sintetici. In genere, si tratta di derivati dal testosterone, l’ormone maschile per eccellenza. Et pour cause: questi ragazzi, magri o grassocci (e per questo, chissà quanto scherzati e tormentati nella vita) vogliono possedere un corpo più virile.

 

Guardate gli attori di Hollywood (i supereroi, soprattutto), ma anche i ragazzoni nelle pubblicità degli stilisti, dei profumi e degli shampoo. Segreto di Pulcinella: vi riveliamo che non c’è nessuno di loro, nessuno, che non sia sotto steroidi. Nandrolone, Oxandrolone, Trenbolone, Stanozololo… le varianti sono tantissime, e le sconsigliamo tutte, perché gli effetti possono essere tremendi.

 

Guardate gli attori di Hollywood (i supereroi, soprattutto), ma anche i ragazzoni nelle pubblicità degli stilisti, dei profumi e degli shampoo. Segreto di Pulcinella: vi riveliamo che non c’è nessuno di loro, nessuno, che non sia sotto steroidi

Il problema è che è proibito. Le sostanze anabolizzanti sono fuorilegge, e a toccarle si rischia molto. Ciclicamente vi sono operazioni con arresti in tutta Italia che vengono sbandierate sui giornali. Finiscono nei guai personal trainer, amanti della palestra e altre figure di contorno. Durante il lockdown, si ricorda un’indagine che toccò anche alcuni appartenenti alle forze dell’ordine, perché in palestra ci vanno anche loro, e un corpo virile, con muscoli scattanti, potrebbe essere che possa servire anche nel loro lavoro.

 

Proprio in concomitanza con l’ormone di Stato, le Forze dell’Ordine hanno effettuato 32 perquisizioni in 26 province per traffico di sostanze del tutto simili a quelle per i transessuali. Testosterone e derivati, magari pure dalla triptorelina, che i culturisti usano per riattivare la produzione naturale del testosterone al termine di un «ciclo» di steroidi sintetici. Nello Stato etico moderno, invece, la triptorelina si dà ai bambini, e dal 2019 anche qui con copertura finanziaria del contribuente.

 

La triptorelina colpisce il sistema endocrino sospendendo l’arrivo della pubertà in modo di dare al bambino più tempo per riflettere sulla sua «disforia di genere», visto che la povertà accentuerebbe i caratteri sessuali del suo corpo, un corpo sessuato nel quali magari non si riconosce – sospendiamo quindi, grazie all’ormone magico, la natura della crescita, così magari da dargli altri ormoni che non gli facciano sviluppare completamente l’apparato riproduttivo, non gli diano peli e un tono di voce particolare.

Le sostanze anabolizzanti sono fuorilegge, e a toccarle si rischia molto. Ciclicamente vi sono operazioni con arresti in tutta Italia che vengono sbandierate sui giornali

 

Tocca di ribadire anche qui: chi dà la triptorelina a un bambino fermandogli la crescita (con praticamente nessuno studio sugli effetti a lungo termine!) viene rimborsato dallo Stato. Invece il palestrato vuole usare la triptorelina per tornare alla produzione naturale dell’ormone maschile, potrebbe finire al gabbio.

 

Come sia avvenuta la maledizione degli steroidi, che fino a qualche anno fa dicono fossero tranquillamente disponibili in farmacia, non lo sappiamo di preciso: c’è un bellissimo documentario americano sull’argomento, Bigger Stronger Faster, ma alla fine neanche quello dà risposte precise. C’entra forse in qualche modo il babau del doping, ma quello che avviene poi è che nelle palestre nessuno è uno sportivo professionista.

 

Quello però che sappiamo è, che in realtà, gli steroidi non sono spariti dalla circolazione, anzi: hanno solo, come nel caso recente degli ormoni-trans, trovato circolazione presso la popolazione secondo determinate direttrici etiche.

Chi dà la triptorelina a un bambino fermandogli la crescita (con praticamente nessuno studio sugli effetti a lungo termine!) viene rimborsato dallo Stato. Invece il palestrato vuole usare la triptorelina per tornare alla produzione naturale dell’ormone maschile, potrebbe finire al gabbio

 

Sì, etiche. Lo Stato non ti consente di gonfiare il tuo corpo in modo maschile, se sei un uomo. Te lo consente se sei una donna, con le medesime sostanze, lo abbiamo visto.

 

Ma riveliamo poi un’altra cosa. Se sei una donna, e vuoi rinunciare alla capacità più femminile del tuo corpo – la riproduzione umana – la farmacia nazionale ti offre lo steroide giusto: la pillola. Magari non lo sapevate, ma la pillola anticoncezionale è uno steroide.

 

Così: lo steroide sterilizzante potete prenderlo quando e come volete. Lo steroide per i muscoli invece no: galera.

 

Lo steroide che vi rende infertili, la pillola Pincus, ve la prescrivono come fosse una caramella. Non importa se poi gli effetti collaterali si stanno rivelando sempre più devastanti, sia da un punto di vista medico, che da un punto di vista psichico, che addirittura da un punto di vista ambientale: i fiumi sono pieni di pesci transgender, perché la quantità di ormoni scaricati con l’orina delle donne ha compromesso biologicamente il sistema endocrino della fauna.

Se sei una donna, e vuoi rinunciare alla capacità più femminile del tuo corpo – la riproduzione umana – la farmacia nazionale ti offre lo steroide giusto: la pillola

 

Nel legalissimo steroide sterilizzante per le donne c’è persino, ancora meno citato, un effetto collaterale sociale impressionante: le donne sotto pillola, secondo uno studio, tendono a non preferire uomini che esibiscono i tratti maschili (la mascella, i muscoli, etc.) che sono peraltro indotti dal testosterone. In pratica, la pillola distrugge l’equilibrio fra i sessi, perfino in termini di attrazione fisica.

 

Diventa chiaro, quindi, che l’ormone steroideo per lo Stato moderno, è legale solo se distrugge il rapporto fra i sessi, o ancora meglio, se annienta la fertilità.

 

Diventa chiaro, quindi, che l’ormone steroideo per lo Stato moderno, è legale solo se distrugge il rapporto fra i sessi, o ancora meglio, se annienta la fertilità.

Se vi servisse un altro esempio, possiamo pescare ancora dall’attualità. Avrete sentito che l’ineffabile ministro piddino Speranza quest’estate si è prodotto orgogliosamente in un blitz per diffondere ovunque la RU486, ovvero la pillola dell’aborto.  Ebbene, giova rammentare che il  mifepristone, nome chimico della RU, è uno steroide sintetico.

 

In pratica, se vuoi uccidere tuo figlio e scaricarne il corpo nel cesso, eccoti lo steroide. Se vuoi far crescere i muscoli, carcere. Non diciamo a caso: così come c’è chi a termine del «ciclo» di anabolizzanti assume la triptorelina, nel mondo del body building vi è chi teorizza l’uso della RU486 per il suo effetto contro gli estrogeni.

 

Ora capite: la sostanza è davvero la stessa. L’Italia punisce il consumo a meno che non si tratti di sterilizzare, far mutare sesso, financo uccidere bambini. Se è servire la Morte e la sua Cultura, lo Stato italiano sgancia i suoi danari – i nostri danari.

In pratica, se vuoi uccidere tuo figlio, eccoti lo steroide RU486. Se vuoi far crescere i muscoli, carcere

 

Renovatio 21, qualche tempo fa, fu subissata di critiche da parte di esponenti politici di un comune dell’Alta Italia dove doveva tenere una conferenza. Dicevano che la nostra è un’organizzazione estremista e financo anticostituzionale, perché ipotizzerebbe una «società cristiana» e magari persino uno «Stato cristiano». Rabbrividiamo: non sarà mica lo «Stato etico»?

 

Ebbene, il presente Stato non possiamo dire che agisca al di fuori di un’etica, visto che giudica giusto punire degli atleti mentre promuove trans e figlicide. Si tratta dello Stato etico moderno, che è giocoforza Stato etico della Morte, Stato necroculturale.

Il presente Stato non possiamo dire che agisca al di fuori di un’etica, che giudica giusto punire degli atleti e al contempo promuovere trans e figlicide. Si tratta dello Stato etico moderno, che è giocoforza Stato etico della Morte, Stato necroculturale

 

Ora, grazie al contribuente e all’annesso sistema farmaceutico, lo Stato non ha solo da diffondere l’etica della Morte: la può concretizzare con gli ormoni, così che gli ideali perversi possano incidere nella carne, trasformarla, o anche ucciderla.

 

Ecco a voi lo Stato Etico Ormonale.

 

Voi dove credevate di vivere? Nella «Repubblica fondata sul lavoro»?

 

No. Vivete nello Stato della Cultura della Morte, con tutti i suoi veleni.

 

Vivete nello Stato della Cultura della Morte, con tutti i suoi veleni

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

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Tutti pazzi per il vecchio spot dei rasoi: quando i maschi avevano un mento non rovinato dalla pillola

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La rete è travolta da un nuovo video virale. Si tratta, tuttavia, non un reperto storico: uno spot televisivo della Gillette, il produttore di rasoi, di decenni fa.

 

La pubblicità è recentemente riemersa sui social media, lasciando i commentatori sgomenti per quanto celebri, senza fronzolo alcuno, la mascolinità. Ciò in un netto, oramai quasi impensabile contrasto con i messaggi androfobi delle comunicazioni di massa moderna – e, osserva qualcuno, con quanto fatto dalla stessa azienda negli ultimi anni.

 

In meno di 48 ore, in tantissimi hanno postato lo spot pubblicitario del rasoio usa e getta totalizzando milionate di milioni di visualizzazioni, destinate giocoforza ad aumentare.

 

Lo spot utilizzava il celebre slogan dell’azienda «Gillette, il meglio di un uomo», che era il refrain della sua regionalizzazione italiana, che ancora in tanti ricordano con affetto, in ben due versioni che circolavano nelle TV italiane di fini anni Ottanta, una a tema familiare ed una a tema sportivo.

 

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Lo spot, realizzato con l’abbondanza di mezzi e finanze di cui godeva all’epoca la pubblicità catodica, presenta un montaggio di immagini di un uomo che raggiunge un successo straordinario nella vita: nel lavoro, nello sport e conquistando la mano di una bellissima sposa.

 

Il film mostra anche padri che condividono momenti preziosi con i loro figli, sia giovani che anziani, e celebra l’importanza delle relazioni maschili e dei successi raggiunti dai maschi. Si tratta di immagini per le quali non è difficile, oggi, trovare qualcuno che parli di «mascolinità tossica» e «patriarcato».

 

 

Ecco l’uomo che lavora, l’uomo che corteggia, l’uomo che si sposa, l’uomo che vive con i suoi compagni, l’uomo che si sforza, l’uomo che figlia, l’uomo che insegna al bambino, cioè l’uomo che consegna alla generazione successiva qualcosa.

 

«Di padre in figlio / la nostra tradizione» sottolinea giustamente la canzone dell’edizione italiana.

 

Insomma: pochi anni fa, parlare di maschi e di tradizioni non era tabù: anzi, era la normalità, era ciò che serviva al marketing delle grandi aziende, che sembrava appellarsi alla legge naturale e non ai costrutti del politicamente corretto, della UE o del Forum di Davos.

 

Renovatio 21 nota anche un dettaglio più sottile, ma molto indicativo: il mento. Di fatto, tutti i personaggi che si vedono in questa gloriosa cavalcata hanno incontrovertibilmente la mascella squadrata, un tratto spesso associato a virilità, forza e simmetria nel volto maschile. Ciò è particolarmente evidente guardando i fumetti o i film nell’era pre-genderista.

 

Il mento definito è uno dei segni più evidenti del fatto che si è in presenza di una persona passata per una naturale impennata del testosterone, l’ormone maschio pax excellence, durante la crescita 0 tenendo a mente che ora si parla invece di «bloccanti della pubertà per bambini» che impediscano il fluire naturale della molecole nel giovane organismo.

 

Il testosterone stimola la crescita laterale e longitudinale dell’osso mandibolare, rendendolo più robusto, ampio e angolato rispetto a quello femminile. Promuove l’ipertrofia del muscolo massetere (il muscolo principale della masticazione), che aumenta il volume ai lati del viso, accentuando la forma squadrata.

 

La sparizione dai mass media di uomini con un mento maschile può quindi ascriversi ad un cambio culturale inflitto dai vertici politici, occulti o meno che siano, alla nostra società, che va de-maschilizzata e femminilizzata, così da essere resa sprotetta e più malleabile.

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Tuttavia, Renovatio 21 crede vi possa essere anche un motivo di carattere biochimico e farmaceutico, oltre che sessuale e culturale, per la fine delle mascelle squadrate: la pillola anticoncenzionale.

 

Esiste infatti un’ipotesi scientifica secondo cui la pillola anticoncezionale può orientare la preferenza delle donne verso uomini con tratti facciali meno mascolini, come un mento meno prominente e una mascella meno squadrata.

 

Di fatto i picchi ormonali stimolano un’attrazione inconscia verso indicatori di alto testosterone. Tratti come la mascella squadrata, il mento prominente e la voce profonda vengono percepiti come segnali di «buona qualità genetica» ed efficienza del sistema immunitario. La preferenza vira naturalmente verso tratti più morbidi e «femminei», associati a comportamenti di accudimento, fedeltà e supporto a lungo termine. Poiché la pillola anticoncezionale simula una costante fase non fertile (bloccando l’ovulazione), l’ipotesi evoluzionistica suggerisce che le donne che la assumono tendano a mantenere una preferenza costante per volti meno mascolini.

 

Non si tratta solo di voci. Uno studio dell’Università di Stirling del 2013 ha rilevato che le donne che hanno iniziato ad assumere la pillola hanno mostrato un calo nella preferenza per i volti marcatamente mascolini, scegliendo partner reali con tratti più dolci. I partner scelti da donne che assumevano la pillola sono stati valutati, in media, come esteticamente meno «maschili», ma associati a relazioni più stabili e durature.

 

Secondo alcuni, la pillola renderebbe le donne pure più attratte dai famigliari, portando alcuni a gridare ad una deviazione della sessualità femminile verso l’incesto.

 

Possiamo comprendere così l’ascesa di personaggi androgini – inediti in precedenza: anche i divi di Hollywood omosessuali (lo erano, segretamente, Montgomery Clift, Rock Hudson, Cary Grant) sullo schermo apparivano come maschi – nella cultura di massa, dall’introduzione della pillola in poi: ecco quindi, con l’arrivo della pillola sterilizzante Pincus, David Bowie, Leonardo Di Caprio, Timoteo Chalamet. Il successo di tali figure è correlato direttamente alla sterilizzazione chimica (offerta come una liberazione) di intere generazioni di donne.

 

Vi sono tanti altri effetti collaterali della pillola, come la depressione e l’ideazione di pensieri suicidiari – e non è che togliendo alla donna la sua funzione più sacra potrebbe essere diversamente. Vi è inoltre il tema dell’inquinamento, con i casi di pesci transessuali a causa dell’orina delle donne sotto pillola scaricata in mare.

 

Per questo, pare che le nuove generazioni stiano rifiutando la pillola.

 

La donna merita il meglio di una donna, così come l’uomo, dice giustamente lo storico spot, merita «il meglio di un ùomo».

 

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Negato il transito all’aeroporto di Londra alla deputata finlandese condannata per aver citato la Bibbia

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Alla parlamentare finlandese Päivi Räsänen, recentemente condannata dalla Corte Suprema finlandese per aver citato la Bibbia, è stato comunicato che non può transitare per l’aeroporto di Heathrow a Londra a causa della sua condanna per «crimine d’odio». Lo riporta lo scrittore Rod Dreher, che ha diffuso la notizia ieri sul suo profilo Substack. L   La Räsänen, intervenendo a una conferenza dell’ADF, ha condiviso la notizia con il pubblico. «Mi è stato riferito che a Päivi è stato comunicato, durante il suo volo dalla Finlandia, che non può transitare per l’aeroporto di Heathrow a Londra al ritorno», ha scritto il Dreher. «Perché? Perché è una criminale condannata per incitamento all’odio! Il Regno Unito ha stabilito che la sua presenza in Gran Bretagna, anche solo per un volo in coincidenza, non è gradita».   Dopo una battaglia legale durata sette anni, il famigerato processo per il «tweet sulla Bibbia» contro la parlamentare finlandese Päivi Räsänen si è concluso con un verdetto misto da parte della Corte Suprema nel marzo.   Il tribunale ha assolto all’unanimità l’ex ministro degli interni per il suo tweet del 2019 contenente una citazione delle Sacre Scritture, ma ha condannato Räsänen per «incitamento all’odio» ai sensi della sezione «crimini di guerra e crimini contro l’umanità» del codice penale finlandese per un opuscolo del 2004 che aveva scritto in collaborazione con il vescovo Juhana Pohjola, anch’egli riconosciuto colpevole, per la sua chiesa.

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L’opuscolo di 22 anni per il quale è stata condannata, tuttavia, sosteneva la validità del matrimonio naturale basandosi sulla Bibbia, oltre un decennio prima che il «matrimonio» tra persone dello stesso sesso fosse legalizzato in Finlandia.   Ciononostante, la Räsänen è stata condannata retroattivamente per aver difeso la posizione biblica sul matrimonio, poiché gli attivisti LGBT e i loro alleati in ambito giudiziario hanno perseguitato incessantemente la sua causa. A Räsänen è stata inflitta una multa di 1.800 euro e alla fondazione che ha pubblicato l’opuscolo è stata inflitta una multa di 5.000 euro. In precedenza, Räsänen era stata assolta all’unanimità da due tribunali di grado inferiore da tutte le accuse.   La Räsänen, parlamentare in carica, medico ed ex ministro, è stata formalmente incriminata per incitamento all’odio. Le conseguenze di questa condanna – e l’obiettivo degli attivisti LGBT che l’hanno perseguitata – si stanno ora concretizzando.   «Credo che Päivi sia un canarino nella miniera di carbone della civiltà», ha scritto Dreher. «L’ordine burocratico progressista nei paesi europei preferisce attaccare i cristiani fedeli definendoli nemici della società piuttosto che affrontare i problemi reali che hanno. Possiamo aspettarci che questo accada ancora di più. Oggi è una parlamentare luterana finlandese e nonna; domani potrebbe toccare facilmente a te».   Come riportato da Renovatio 21, la parlamentare finnica era stata assolta tre anni fa per aver citato versetti della Bibbia, ma i giudici hanno continuato a perseguirla.   Come riportato da Renovatio 21, sondaggi di tre anni fa hanno mostrato che un giovane britannico su quattro sarebbe pronto a censurare la Bibbia «a meno che le parti offensive non siano rimosse».  

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Leone nomina vescovo che aveva approvato le «benedizioni» omo e affermato che la sodomia «non è peccaminosa»

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Papa Leone XIV martedì ha nominato monsignor Christian Würtz, vescovo ausiliare della diocesi di Friburgo in Brisgovia, in Germania, noto per il suo sostegno alle «benedizioni» omosessuali e per le sue posizioni contrarie all’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità, come nuovo vescovo di Eichstätt.

 

Monsignor Würtz, 55 anni, era tra i 38 vescovi tedeschi che nel 2023 votarono a favore di un documento che sanciva le «benedizioni» per le «coppie» omosessuali, nonché per i divorziati risposati.

 

Sei mesi prima, il Würtz aveva appoggiato il documento eterodosso del Cammino sinodale tedesco sulla «Rivalutazione dottrinale dell’omosessualità», che definiva erroneamente gli atti omosessuali «non peccaminosi» e «non intrinsecamente malvagi».

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«Non vedo l’ora di iniziare il mio nuovo incarico», ha dichiarato Würtz (a sinistra nella foto) in un comunicato ufficiale della diocesi.

 

«È una splendida coincidenza che la mia nomina avvenga nel giorno della festa di San Willibaldo, patrono della diocesi di Eichstätt. Spero che, con la mia esperienza e le mie capacità, potrò contribuire anch’io alla costruzione del Regno di Dio a Eichstätt e camminare al fianco della gente di questa diocesi», ha aggiunto. «Ringrazio papa Leone per la fiducia che mi ha accordato e non vedo l’ora di conoscere le persone di questa diocesi».

 

Würtz è nato il 31 maggio 1971 a Karlsruhe, nell’Arcidiocesi Metropolitana di Freiburg im Breisgau. Ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università statale di Heidelberg. Dopo essere entrato nel Collegium Borromaeum a Friburgo, ha studiato Filosofia e Teologia presso le Università di Friburgo e di Erbipoli (che i tedeschi, e purtroppo anche gli italiani, chiaman Würzburg). Successivamente, ha conseguito il Dottorato in utroque iure.

 

Il 26 aprile 2019 è stato nominato Vescovo titolare di Germania di Dacia e Ausiliare di Friburgo in Brisgovia, ricevendo l’ordinazione episcopale il 30 giugno successivo.

 

Poco dopo la sua ordinazione episcopale, monsignor Würtz ha tenuto un incontro con i membri del movimento Maria 2.0, nato in Germania per chiedere varie riforme nella Chiesa, tra cui l’accesso delle donne al sacerdozio. Dopo aver conversato con le manifestanti, ha consegnato loro una lettera personale e un gomitolo di filo rosso come simbolo del dialogo, un gesto che è stato valutato positivamente dalle rappresentanti del movimento.

 

Nel maggio 2025, come rettore del seminario di Friburgo, ha ricevuto le richieste simboliche di ammissione presentate da nove studentesse di Teologia che protestavano contro la riserva del sacerdozio ministeriale agli uomini.

 

Würtz ha definito quell’iniziativa «un buon segnale dell’impegno e della serietà con cui queste donne affrontano la loro vocazione e il loro cammino nella Chiesa», pur ricordando che non poteva ammetterle a causa della normativa vigente della Chiesa. Successivamente ha tenuto un incontro con le studentesse, che entrambe le parti hanno descritto come rispettoso e costruttivo.

 

In seno alla Conferenza Episcopale Tedesca, è Membro della Commissione Pastorale e di quella per le questioni caritative. Finora, Rettore del Seminario Maggiore Collegium Borromaeum di Friburgo e Vicario episcopale per le Alte Scuole.

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Nel settembre 2022 ha votato a favore del documento che proponeva una rivalutazione dottrinale dell’omosessualità, in cui si affermava che l’orientamento omosessuale non costituisce una scelta personale e si chiedeva una maggiore accoglienza e integrazione delle persone omosessuali nella vita ecclesiale.

 

In quella stessa assemblea ha sostenuto anche il testo sulla cosiddetta «diversità di genere», che invitava le diocesi a rivedere vari aspetti pastorali e amministrativi per facilitare l’inclusione delle persone transgender e intersessuali.

 

Mesi dopo, nel marzo 2023, ha nuovamente votato a favore del documento che proponeva l’introduzione di celebrazioni di benedizione per coppie dello stesso sesso e per divorziati risposati, una delle iniziative più controverse del Cammino Sinodale.

 

Oggi monsignor Würtz assume la diocesi di Eichstätt, suffraganea dell’arcidiocesi di Bamberga, fondata a metà dell’VIII secolo e che ha come patrono san Willibaldo. Attualmente conta 334.517 cattolici, distribuiti in 253 parrocchie, organizzate in 74 unità pastorali e otto decanati.

 

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