Utero in affitto
«Papà» omosessuali prendono in giro il bambino nato da madre surrogata perché dice «mamma»
Una coppia di uomini omosessuali ha scatenato l’indignazione su internet dopo aver pubblicato un video in cui deridevano il loro bambino nato da madre surrogata perché piangeva chiamandolo «mamma».
Il cantante e cantautore di musica country Shane McAnally (cognome che apprendiamo esistere davvero) ha pubblicato un video del suo «marito» Michael Baum sdraiato su un divano, che culla giocosamente il bambino sulla sua pancia mentre gli chiede: «Chi preferisci, dada («papà») o pop («papi»)?».
Quando il bambino dice «Mama», il Baum risponde: «No! Non c’è nessuna mamma», facendo imbronciare e piangere il bambino. Entrambi gli uomini scoppiano a ridere.
These men laugh as the baby cries and says “ma ma ma.”
They think it’s funny because “there is no mama.”
This baby was designed to never have a mother so that two men could satisfy their selfish desires.
It’s impossible for a normal person to watch this without instinctual… pic.twitter.com/uMVU3tPtdo
— Billboard Chris 🌎 (@BillboardChris) April 16, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()
In un altro post sui social media, gli uomini che li deridevano hanno pubblicato una foto del loro bambino con la didascalia: «Bambino omofobo di 6 settimane».
Il McAnally e il Baum, entrambi omosessuali, hanno anche due gemelli di 12 anni, un maschio e una femmina.
«So che le cose cambiano continuamente», ha dichiarato McAnally a People Magazine in ottobre, riferendosi alle convenzioni sociali. «E naturalmente, dato che la nostra è già una famiglia non tradizionale, non riteniamo che queste regole si applichino a noi».
Nel 2016 sulla TV pubblica italiana andò in onda l’elaborazione di concetti analoghi. Durante la trasmissione Fuori Onda, la giornalista cattolica Costanza Mirano aveva discusso in maniera accesa con due omosessuali che avevano ottenuto tre bambini con la pratica dell’utero in affitto (che, parentesi, in Italia era già ampiamente proibita, nella fischiettosa indifferenza dei magistrati e dell’obbligo di azione penale).
«Dov’è la madre di quei bambini?» aveva chiesto la Mirano. La risposta fu precisa quanto spiazzante: «la madre non c’è, la madre è un concetto antropologico, non c’è».
A seguire l’hashtag #concettoantropologico trovò fortuna su Twitter e oltre, con persone che proponevano di cambiare il nome della Festa della Mamma in «Festa del Concetto antropologico».
Il lettore di Renovatio 21 ad ogni modo sa che l’utero in affitto è uno specchietto per le allodole: protestando contro di esso non si fa nulla contro l’aberrazione totale che né è la base, ossia la riproduzione artificiale.
E così che si è fatta largo la propaganda indegna della legge sull’utero in affitto «reato universale», operazione cosmetica e priva di sostanza che però ha ringalluzzito i cattolici superficiali che bovinamente si stanno facendo portare allo sdoganamento vaticano del bambino sintetico.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Utero in affitto
Coppia ottiene l’affidamento del bambino che voleva far abortire alla madre surrogata
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Utero in affitto
Democristiano tedesco gay si dimette dopo che ha affittato un utero
Il leader parlamentare del blocco di governo tedesco, Jens Spahn, è stato costretto a dimettersi dopo che lui e suo marito hanno avuto un figlio tramite maternità surrogata. Spahn aveva precedentemente criticato questa pratica, mentre il suo partito conservatore, i cristiano-democratici (CDU, la Democrazia Cristiana Tedesca), si oppone fermamente alla sua legalizzazione in Germania.
Lo scandalo è scoppiato questa settimana quando Spahn e suo marito Daniel Funke hanno dato il benvenuto al loro figlio Georg, nato da una madre surrogata statunitense. «Georg è la nostra più grande gioia. È quasi impossibile descrivere a parole questa sensazione», ha dichiarato Spahn al tabloide tedesco Bild mercoledì.
L’annuncio gioioso è stato immediatamente accolto da una tempesta di critiche, con il parlamentare accusato di «ipocrisia». Diversi critici hanno ricordato dichiarazioni del 2015, quando Spahn disse alla rivista GQ che «in quanto uomo gay e cristiano, trovo personalmente molto difficile accettare l’idea di un utero in affitto».
«Accettare il fatto che non diventerò padre in modo naturale richiede molta umiltà. Non so se ne sarò capace», aveva aggiunto all’epoca.
Sostieni Renovatio 21
La CDU ha ribadito il suo impegno a mantenere la maternità surrogata vietata in Germania anche durante il congresso di partito di febbraio, a cui ha partecipato Spahn. Nella risoluzione conclusiva del congresso, il partito ha affermato che, a causa di «preoccupazioni etiche, legali e pratiche riguardanti la maternità surrogata», ritiene che tale pratica debba rimanere illegale «in Germania al fine di prevenire abusi, sfruttamento e rischi per la salute».
Spahn è finito nel mirino di tutte le fazioni politiche, con il suo collega della CDU, il leader del partito nello stato del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, che ne ha chiesto le dimissioni. «Sostiene che, in quanto privato cittadino, possa agire in modo completamente diverso, in contraddizione con la posizione dichiarata come funzionario eletto della CDU», ha dichiarato Peters al quotidiano Bild. «Questo è assolutamente inaccettabile».
La co-leader del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD), Alice Weidel – lei stessa lesbica in una relazione omosessuale con una donna di origine cingalese – ha dichiarato che le dimissioni di Spahn erano «obbligate da tempo», menzionando anche le sue azioni durante il periodo del COVID, quando era ministro della Salute. Spahn era stato accusato di aver utilizzato impropriamente fondi pubblici durante la pandemia, ma l’inchiesta è stata archiviata lo scorso marzo senza alcun risultato.
«Il fatto che ora abbia minato una legge per la quale lui stesso aveva votato ha definitivamente distrutto la sua credibilità», ha scritto Weidel su X.
Come riportato da Renovatio 21, il deputato gaio, paventando la minaccia russa, l’anno passato aveva pure domandato per la Germania l’accesso alle armi atomiche di Francia e Gran Bretagna. Lo Spahn è da annoverarsi tra gli alunni dei Klaus Schwab e del World Economic Forum di Davos.
Sebbene Spahn avesse inizialmente tentato di difendere la sua decisione, sabato ha ceduto prontamente e ha rassegnato le dimissioni. Pur rinunciando al ruolo di leader parlamentare, non ha menzionato la rinuncia al suo mandato di parlamentare. Le dimissioni sono state riconosciute dal cancelliere Friedrich Merch, che le ha definite sia «inevitabili» che «corrette».
«Negli ultimi giorni, ho capito che la mia felicità personale, derivante dalla creazione di una famiglia con mio marito e dalla nascita di mio figlio, è incompatibile con il mio incarico politico», ha dichiarato Spahn in un comunicato diffuso dai media tedeschi.
Sebbene in Germania la maternità surrogata sia punibile con una pena detentiva fino a cinque anni, la responsabilità penale si estende solo ai medici e agli intermediari; pertanto, Spahn e sua moglie non subiranno alcuna conseguenza. Ricorrere alla maternità surrogata all’estero rimane un metodo diffuso tra i tedeschi per aggirare il divieto, poiché sia la procedura in sé che l’allevamento dei figli nati tramite tale metodo sono legali.
Avere un ministro omofilo affittatore di uteri è il degno risultato del democristianismo tedesco, nonché del democristianismo tout court. Compromesso dopo compromesso, si arriva non solo a tollerare ma pure a mettere al posto di potere personaggi che infrangono la dottrina e la morale cristiana in ogni punto possibile.
Aiuta Renovatio 21
In Italia, il caso più noto e pubblico di un esponente politico dichiaratamente omosessuale che ha fatto ricorso all’utero in affitto è quello di Nichi Vendola. L’ex presidente della Regione Puglia, membro di Rifondazione Comunista e fondatore di Sinistra Ecologia Libertà (SEL) ha avuto un figlio nel 2016 insieme al suo compagno canadese Eddy Testa, ricorrendo alla pratica in California, dove la surrogazione di maternità è regolamentata e legale.
Vi era stato anche il caso del senatore messinese del Partito Democratico ed ex presidente nazionale dell’Arcigay Sergio Lo Giudice, che ha avuto un bambino con maternità surrogata negli USA nel 2014. La questione fu al centro di un acceso dibattito parlamentare quando si discuteva il DDL Cirinnà, ossia l’introduzione del nostro ordinamento delle Unioni Civili, che in verità sono Unioni omosessuali, perché a tale istituto non possono accedere le coppie eterosessuate: una bella discriminazione visto che, a differenza del matrimonio tra normosessuali, qui non è previsto l’obbligo di fedeltà, che è naturaliter incluso nei fondamenti del matrimonio religioso e pure, per lo meno al momento, nel «matrimonio civile» celebrato dallo Stato.
La pratica della maternità surrogata è vietata in Italia fin dal 2004 dall’articolo 12 della Legge 40, che dice al comma 1: «Chiunque a qualsiasi titolo utilizza a fini procreativi gameti di soggetti estranei alla coppia richiedente (…) è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300.000 a 600.000 euro»
Al comma 6 la il testo di legge scrive: «Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro. Se i fatti di cui al periodo precedente, con riferimento alla surrogazione di maternità, sono commessi all’estero, il cittadino italiano è punito secondo la legge italiana».
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Per qualche ragione chi ha affittato uteri all’estero, comprese soprattutto figure di spicco, non è stato oggetto di indagini da parte delle autorità – con qualche caso segnalato per le coppie, anche eterosessuali, di ritorno dall’Ucraina, paradiso della maternità surrogata pure in periodo di guerra.
A fine 2024, il Parlamento italiano ha approvato una legge – che abbiamo descritto come ampiamente tronfiamente retorica, cosmetica – che dichiara l’utero in affitto «reato universale» (espressione che non sappiamo bene come significhi) e che a quanto si capisce dovrebbe estende la punibilità della pratica anche se commessa all’estero da cittadini italiani.
La trovata del governo Meloni, per fare l’occhiolino alle nicchie pro-vita e alle loro ebeti organizzazioni questuanti, di fatto non cambiava in nulla la legge 40, legge già totalmente ingiusta perché pensata dai residui democristiani in Parlamento per sdoganare la fecondazione in provetta, che come sa il lettore di Renovatio 21 oggi uccide più embrioni dell’aborto – alla facciazza dei sedicenti pro-vita.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Heinrich-Böll-Stiftung via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Utero in affitto
Coppia omosessuale fa causa alla madre che si rifiuta di interrompere una gravidanza surrogata
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Bioetica2 settimane faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
-



Morte cerebrale2 settimane faMorte cerebrale: donatore o no, decidono loro quando sei morto
-



Spirito2 settimane faLeone XIV afferma che non dovremmo «chiuderci nelle nostre sicurezze religiose»
-



Pensiero1 settimana faLo Stato Moloch, l’italiano cattivo e i sanitari che ballano. La tragedia della bambina «no-vax» di Palermo
-



Salute2 settimane faI malori della 35ª settimana 2026
-



Bioetica6 giorni faMorte a Venezia. E inferno sulla Terra senza soprannaturale
-



Bioetica2 settimane faGruppo satanico pubblica video di un rituale abortivo in bagno
-



Spirito1 settimana faPapa Leone dà il benvenuto al nuovo ambasciatore pro-LGBT presso la Santa Sede













