Intelligenza Artificiale
Robocani italiani per pulire le spiagge
L’avvento dei robocani negli spazi pubblici investe anche l’Italia.
I ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) hanno sviluppato un robot quadrupede innovativo. Questo robot, chiamato VERO (Vacuum-cleaner Equipped RObot), è attualmente progettato per raccogliere mozziconi di sigarette sulle spiagge della Penisola.
Il VERO è basato su AlienGo, un roboquadrupede aprodotto dalla compagnia cinese Unitree. AlienGo è un dispositivo all’avanguardia impiegato per scopi di ricerca e ha un costo di circa 50.000 dollari. Tuttavia, VERO potrebbe essere costruito anche utilizzando una versione migliorata del più economico e atletico Unitree Go 2, il cui prezzo è intorno ai 1.600 dollari.
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Il dispositivo cinoide è in grado di individuare i mozziconi di sigaretta sul terreno tramite due videocamere di profondità e a una rete neurale convoluzionale, e quindi pianificare il percorso e passarci sopra.
Quando il robocane rileva un mozzicone, attiva l’aspirapolvere integrato nella sua struttura, lo aspira e continua la pulizia senza interruzioni.
La ricerca del team italiano sul robocane VERO è stata pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Field Robotics. «Sono stati condotti test approfonditi in sei diversi scenari esterni per mostrare le prestazioni del nostro prototipo e del nostro metodo» scrivono gli autori nell’abstract. «Per quanto a conoscenza degli autori, questa è la prima volta che un progetto e un metodo di questo tipo vengono presentati e testati con successo su un robot dotato di gambe».
Non si tratta della prima volta dei robocani in Italia.
Un esemplare appartenente all’Università era stato filmato in piazza a Genova mentre mesi fa, mentre in Umbria esemplari di robocane furono lasciati liberi di scorrazzare nei boschi all’interno di quello che è stato detto era un esperimento scientifico.
Tuttavia, non sono i robodoghi scienziati a impensierirci, quanto le loro versioni armate già testate sul terreno.
Renovatio 21, testata oramai ribattezzabile come «La voce del robocane» vista la serqua di articoli sull’argomento, aveva parlato della militarizzazione dei robocani negli scorsi anni. Roboquadrupedi militari sono in produzione ovunque – pure in versione «telepatica».
Mesi fa era emersa negli Stati Uniti anche una versione di robocane dotato di lanciafiamme chiamato «Thermonator».
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Come riportato da Renovatio 21, Los Angeles, come Nuova York, hanno fornito le loro forze dell’ordine di robodogghi. Anche la vicina San Francisco ha persino preso in considerazione l’idea di consentire al suo dipartimento di polizia di utilizzare i robot dotati di forza letale in caso di emergenza.
The New York Police Department added a robot dog to hit force.
(Credit: Disclose) pic.twitter.com/JYAmlYLzag
— Apex World News (@apexworldnews) April 12, 2023
Robocani sono utilizzati ai confini con il Messico. Tuttavia vi è polemica: c’è chi ritiene che il loro uso spaventa gli immigrati spingendoli verso sentieri dove poi incontrano la morte.
Impressionanti davvero i robocani militari cinesi che volano sui tetti dei palazzi trasportati da un drone.
Blood-Wing, a Chinese defense contractor, demonstrates drone-deploying an armed robodog.
The Future is Now. pic.twitter.com/tRKnKa8xvp
— Lia Wong (@LiaWong__) October 4, 2022
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Come visto in immagini scioccanti della primavera 2022, i robocani abbiano pattugliato le strade di Shanghai durante il colossale lockdown della primavera 2022, dove per sorvegliare e punire i 26 milioni di abitanti usarono, oltre agli androidi quadrupedi, anche droni che volevano tra i palazzi ripetendo frasi come «contieni la sete di libertà del tuo spirito».
Shanghai has deployed robotic dogs to blare lockdown instructions to the public. pic.twitter.com/PK72YIPfxs
— Ian Miles Cheong (@stillgray) March 30, 2022
Nel frattempo, la NATO ha schierato sul campo il suo primo esemplare di robot killer, il Tracked Hybrid Modular Infantry Systems (THeMIS), visto in un’esercitazione in Lituania a inizio anno.
Nel frattempo, la Repubblica Popolare Cinese sta investendo in piattaforme abilitate all’Intelligenza Artificiale militare che spera un giorno condurranno missioni letali in tempo di guerra, completamente senza input o controllo umano
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Immagine screenshot da YouTube
Intelligenza Artificiale
Il boom dei data center AI alimenta un’ondata di nuove produzioni di PFAS
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I produttori aumentano la produzione nonostante i rischi per la salute e l’ambiente.
ChemSec ha esaminato i piani di 10 tra i principali produttori mondiali di PFAS e ha scoperto che quasi tutti intendono incrementare la produzione negli Stati Uniti, in Europa e in Asia per soddisfare la crescente domanda dell’intelligenza artificiale. Nei data center, computer e server si surriscaldano. Per raffreddarli, si utilizza in genere un compressore con gas refrigeranti ad aria o acqua, simile a un frigorifero, ma su scala molto più ampia, secondo il Sierra Club. Alcuni di questi gas contengono PFAS. In alternativa, i computer sono immersi in un fluido chimico, anch’esso contenente PFAS, che assorbe il calore. In entrambi i casi, le sostanze chimiche possono disperdersi nel terreno o nell’aria. Il boom dell’Intelligenza Artificiale sta anche determinando un’impennata nella produzione di semiconduttori, che elaborano i dati ad alta velocità. I chip per computer tradizionali sono troppo lenti per soddisfare le esigenze di modelli linguistici complessi, che richiedono chip a semiconduttore la cui produzione dipende dai PFAS (polifenoli, fosforo, ammonio e sodio). Secondo il rapporto, Chemours, la società chimica statunitense scorporata da DuPont nel 2015, produce o utilizza più sostanze PFAS di qualsiasi altra azienda presente nella lista di ChemSec. ChemSec stima che tra la metà e i due terzi del fatturato dell’azienda siano legati alle PFAS. Chemours sta sviluppando un fluido fluorurato, Opteon 2P50, specificamente progettato per il raffreddamento dei server dei data center. Il prodotto chimico è ancora in attesa dell’approvazione federale, ma Chemours afferma che «rivoluzionerà» il raffreddamento dei data center, riducendo drasticamente il consumo energetico dei sistemi di raffreddamento fino al 90% e il consumo energetico complessivo dei data center fino al 40%. Ad esempio, il produttore giapponese Daikin prevede di triplicare la propria capacità produttiva di fluoropolimeri entro il 2027, con la domanda di semiconduttori tra i fattori trainanti di questa espansione, secondo quanto riportato da ChemSec. I veicoli elettrici e altre tecnologie alimentate a batteria rappresentano un’ulteriore fonte di domanda. I fluoropolimeri sono utilizzati come leganti e rivestimenti separatori nelle batterie agli ioni di litio. Tra le altre aziende che prevedono di espandere la propria produzione di PFAS figurano Bayer, AGC, Arkema, Orbia Fluor & Energy Materials, Solstice, 3M e Syensqo, quest’ultima attualmente impegnata nella costruzione del più grande impianto di produzione di PVDF per batterie del Nord America. Solo due aziende presenti nell’elenco di ChemSec, BASF e Archroma, stanno riducendo la produzione di PFAS.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Le grandi aziende chimiche accumulano multe salatissime.
Il mercato dei PFAS è relativamente piccolo rispetto ad altre sostanze chimiche: secondo il rapporto, il suo valore si aggira intorno ai 25-30 miliardi di dollari all’anno. Tuttavia, si stima che i costi per la salute umana e ambientale derivanti da questo settore raggiungeranno circa 440 miliardi di euro (510 miliardi di dollari) nella sola Europa entro il 2050. Secondo Reuters, nel 2017 DuPont e Chemours hanno concordato di pagare 670,7 milioni di dollari per risolvere circa 3.550 richieste di risarcimento per danni alla persona derivanti dalla contaminazione da PFOA (acido perfluorottanoico, un tipo di PFAS) associata allo stabilimento Washington Works di DuPont vicino a Parkersburg, in Virginia Occidentale. Nell’ambito dell’accordo, le aziende hanno negato qualsiasi illecito. In una decisione separata del giugno 2026, l’amministrazione Trump ha raggiunto un accordo con Chemours in merito agli scarichi illegali a lungo termine di sostanze chimiche persistenti nelle acque del West Virginia, della Carolina del Nord e del New Jersey. Le sanzioni e i costi per gli interventi di ripristino sono stimati in circa 450 milioni di dollari. Complessivamente, secondo il rapporto di ChemSec, Chemours ha sborsato 2,4 miliardi di dollari a titolo di risarcimento danni per violazioni relative alle sostanze PFAS negli Stati Uniti. Se si includono i costi per il trattamento della contaminazione dell’acqua potabile, le spese aumentano significativamente. Nel 2024, un tribunale federale ha approvato un accordo in base al quale 3M si è impegnata a versare fino a 10,3 miliardi di dollari ai sistemi idrici pubblici che avevano rilevato, o avrebbero potuto rilevare in futuro, la presenza di PFAS. Per anni, l’Agenzia statunitense per la protezione ambientale (EPA) si è affidata in gran parte a programmi volontari dell’industria, a obblighi di segnalazione delle sostanze chimiche e a raccomandazioni sanitarie non vincolanti sulla qualità dell’acqua potabile per affrontare il problema dei PFAS. Solo nell’aprile del 2024 l’EPA ha stabilito i primi limiti nazionali legalmente vincolanti per l’acqua potabile relativi a queste sostanze chimiche, inclusi livelli massimi di contaminazione pari a 4 parti per trilione per PFOA e PFOS. Il quadro normativo è da allora cambiato. Nel 2025, l’amministrazione Trump ha annunciato che avrebbe mantenuto i limiti per PFOA e PFOS, riconsiderando al contempo gli standard per diverse altre sostanze PFAS, avviando di fatto un arretramento rispetto ai primi limiti in assoluto imposti alle sostanze PFAS nell’acqua potabile. Nel 2026, l’EPA ha proposto di estendere i tempi di conformità per PFOA e PFOS e di revocare i limiti per l’acqua potabile per altre sostanze chimiche persistenti, tra cui PFHxS, PFNA, GenX e altre miscele contenenti diversi PFAS. Brenda Baletti Ph.D. © 15 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni. SOSTIENI RENOVATIO 21Intelligenza Artificiale
Trump: lo sviluppo dell’IA non verrà fermato dalla «bufala della presa di potere dei robot»
Le paure che l’Intelligenza Artificiale possa conquistare il pianeta e sterminare l’umanità sono una bufala alimentata dai democratici radicali, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ribadendo il suo rifiuto degli allarmi lanciati dai grandi dell’IA.
Il dibattito si è riacceso nel fine settimana quando Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha pubblicato un saggio in cui chiedeva di rallentare lo sviluppo dei modelli di IA per consentire ai ricercatori di valutarne i rischi. L’appello è stato sostenuto da Sam Altman di OpenAI, creatrice di ChatGPT, e da Elon Musk, la cui SpaceXAI ha sviluppato il chatbot Grok.
Lunedì Trump ha replicato con una serie di post su Truth Social, sostenendo che le preoccupazioni venivano diffuse da «democratici radicali di sinistra, che non si arrendono mai, ma raramente vincono».
Riferendosi alla competizione tecnologica con la Cina, Trump ha definito l’IA e i data center «il più grande motore di sviluppo economico della storia» e ha promesso che, durante il suo mandato, «non saranno fermati da forze distruttive brillantemente gestite».
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«Io sono il cacciatore di bufale, e proprio ora sto smascherando un’altra bufala: che l’Intelligenza Artificiale prenderà il sopravvento, consumerà e distruggerà il mondo, e che i robot marceranno nelle nostre città e si sbarazzeranno di tutti noi!», ha scritto il presidente. Ha paragonato l’ansia per l’IA alle accuse di collusione tra il suo team e la Russia nelle elezioni del 2016 e al tentativo, guidato dai Democratici, di rimuoverlo dall’incarico nel primo mandato.
«Le persone che dicono che l’IA distruggerà il mondo e che i data center sono dannosi per il quartiere sono le stesse che, solo poco tempo fa, dicevano che il mondo sarebbe stato annientato dai “cambiamenti climatici”. Quella bufala non ha funzionato per loro e ora sono già passati alla prossima», ha aggiunto in un altro post.
Nel saggio Amodei ha scritto che l’intelligenza artificiale si sta evolvendo «a un ritmo drasticamente più rapido» dall’estate scorsa, grazie alla crescente capacità di auto-migliorarsi, esprimendo allarme per un episodio del mese scorso in cui agenti di IA testati da OpenAI hanno iniziato a violare sistemi esterni senza istruzioni in tal senso. Tra i rischi citati figurano la perdita di controllo sui sistemi, l’uso improprio da parte di malintenzionati e le ricadute economiche.
La rapida costruzione di enormi centri dati per l’IA, soprattutto in Virginia, Texas e Georgia, ha sollevato dubbi sul loro consumo di elettricità e acqua.
In un post su X pubblicato lunedì, l’Altmanno ha precisato che chiedere di «rallentare» lo sviluppo dell’IA non equivale a fermarlo. «I progressi sono stati rapidi e continueranno ad esserlo. Ma dovrebbero essere più lenti di quanto potrebbero essere altrimenti; interventi come i controlli di sicurezza e il monitoraggio hanno costi significativi», ha scritto.
«Nessuna pressione competitiva da parte degli Stati Uniti dovrebbe giustificare l’imprudenza, né permettere che le capacità superino l’allineamento e il monitoraggio», ha aggiunto il CEO di OpenAI.
Il canale televisivo MS NOW, precedentemente noto come MSNBC, ha riferito che Altman ha incontrato privatamente Trump a margine della convention repubblicana di metà mandato giovedì per discutere della questione.
In settimana Jacob Coxon, un ricercatore nel campo dell’Intelligenza Artificiale che ha lavorato per Anthropic e OpenAI ha annunciato le proprie dimissioni e ha messo in guardia le persone sui pericoli di questa tecnologia, affermando in una serie di post su X che nessuna delle due aziende si sta comportando in modo responsabile nel suo percorso verso quella che ha definito un’IA superintelligente, capace di auto-miglioramento.
«Non sottovalutate il potere di questa tecnologia. Presto si tratterà di sistemi sovrumani in grado di hackerare qualsiasi cosa, rivoluzionare qualsiasi settore da un giorno all’altro e acquisire potere e risorse reali. Abbiamo tutti assistito ai progressi in ciascuno di questi ambiti, e questi progressi non accennano a rallentare», ha affermato il Coxon.
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Come sa il lettore di Renovatio 21, i moniti apocalittici sull’AI si sprecano.
Mesi fa Mrinank Sharma, fino a poco prima responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».
Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».
Demis Hassabis, amministratore delegato di Google DeepMind, ha lanciato un avvertimento sul cammino verso l’Intelligenza Artificiale Generale (AGI), che potrebbe sfociare in «esiti catastrofici» quali cyberattacchi alle reti energetiche o idriche. Secondo lo Hassabis, l’AGI potrebbe concretizzarsi entro i prossimi dieci anni.
Come riportato da Renovatio 21, missiva aperta diramata a ottobre, sottoscritta da luminari del settore e figure di spicco, ha sostenuto che entità «superintelligenti» potrebbero mettere a repentaglio la libertà umana o la stessa esistenza, proponendo una moratoria globale sullo sviluppo dell’IA sin quando non se ne assicuri la saldezza. Tra i sottoscrittori, il co-fondatore di Apple Steve Wozniak, i pionieri dell’IA Geoffrey Hinton e Yoshua Bengio, il magnate Richard Branson del gruppo Virgin, oltre a personalità di rilievo politico e culturale.
Come riportato da Renovatio 21, missiva aperta diramata a ottobre, sottoscritta da luminari del settore e figure di spicco, ha sostenuto che entità «superintelligenti» potrebbero mettere a repentaglio la libertà umana o la stessa esistenza, proponendo una moratoria globale sullo sviluppo dell’IA sin quando non se ne assicuri la saldezza. Tra i sottoscrittori, il co-fondatore di Apple Steve Wozniak, i pionieri dell’IA Geoffrey Hinton e Yoshua Bengio, il magnate Richard Branson del gruppo Virgin, oltre a personalità di rilievo politico e culturale.
Un ulteriore appello a mettere in pausa lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale è stato firmato da un gruppo internazionale di medici e pubblicato dalla prestigiosa rivista medica BMJ Global Health. «Ci sono scenari in cui l’AGI [Intelligenza Artificiale Generale, ndr] potrebbe rappresentare una minaccia per gli esseri umani, e possibilmente una minaccia esistenziale» scrivono nell’appello i dottori di varie parti del mondo.
Altre voci, tuttavia, propendono per un’interpretazione più rosea. Elone Musk, che pure fa parte degli apocalittici riguardo i rischi delle macchine pensanti, ha dichiarato il mese scorso che gli avanzamenti dell’IA e della robotica potrebbero rendere il lavoro «facoltativo» tra 10-20 anni e che la moneta potrebbe rivelarsi «irrilevante» in un’economia IA-centrica, pur rammentando che occorrono ancora salti tecnologici sostanziali affinché tale orizzonte si materializzi.
Contrariamente, l’anno passato il CEO di Anthropic Dario Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.
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Nel frattempo le notizie di IA definite come pericolose o persino «impazzite» abbondano.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana era emerso che agenti IA riconducibili a OpenAI avrebbero preso il controllo di un sito web tedesco dedicato alla programmazione, trasformandolo in una sorta di bacheca virtuale utilizzata per scambiarsi strategie volte ad aggirare le restrizioni imposte e a sottrarsi ai controlli.
Ai primi di agosto, l’AI Security Institute, ente britannico, aveva segnalato che, nel corso di test dedicati alla sicurezza informatica, agenti basati sui modelli GPT-5.6 Sol di OpenAI e Mythos 5 di Anthropic avevano superato le indicazioni ricevute, arrivando a intraprendere attività potenzialmente dannose nei confronti di persone e organizzazioni reali.
Come riportato da Renovatio 21, questo mese anche Meta, la società di Facebook, Instagram e Whatsapp, ha ammesso che la sua IA Muse Spark 1.1, un modello di intelligenza artificiale presentato dall’azienda come «superintelligente» è «impazzita».
Come riportato da Renovatio 21, è emerso durante i test che l’IA prendeva di mira gli esseri umani: in fase di sperimentazione alcuni agenti di Intelligenza Artificiale sviluppati da OpenAI e Anthropic sono andati oltre le istruzioni ricevute, prendendo di mira persone e organizzazioni reali durante una serie di test di sicurezza informatica. A maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Nel maggio 2026 l’ex CEO di Google Eric Schmidt ha tenuto un TED Talk, presentando uno scenario ipotetico per evidenziare come le tensioni geopolitiche potrebbero accelerare la corsa agli armamenti dell’IA, in particolare tra Stati Uniti e Cina, con la conseguenza di vedere i datacenter bombardati come obiettivi strategici.
L’idea di bombardare i data center AI è abbracciata anche dal neoluddismo cibernetico degli strenui oppositori dell’Intelligenza Artificiale come l’attivista Eliezer Yudkowsky, che vede nella distruzione dei centri che ospitano fisicamente i computer l’unico modo per fermare l’ascesa dell’Intelligenza Artificiale che potrebbe spazzare via l’intera umanità.
Lo Yudkowsky, che ha lanciato un appello per chiedere la distruzione materiale dei data center dell’AI prima che sia troppo tardi, dichiarando che «tutti sulla Terra moriranno».
Una prospettiva simile è stata spiegata questa settimana dall’esperto Nate Soares durante il podcast del popolare giornalista statunitense Tucker Carlson. Il Soares, facendo esempi multipli di IA fuggita dal controllo, è arrivato a dichiarare di non sapere se vi sono ancora anni prima dell’attacco dell’IA contro la civiltà umana oppure solo pochi mesi.
Di fatto, ha spiegato, il pianeta viene formato dalla forma di intelligenza dominante. Cosa accade se sulla Terra non è più l’essere umano ma la macchina pensante autonoma?
Immagine generata artificialmente
Cina
La Cina accusa Anthropic di tentare di rallentare la ricerca sull’IA
We Must Pace the Frontier: I’ve written a new essay on why the AI industry should slow down, with a three-part plan for doing so.
Anthropic is unilaterally committing to the first of these steps. We’ll provide third-party evaluators with permanent, employee-level access to our… — Dario Amodei (@DarioAmodei) September 12, 2026
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