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«QAnon rapisce i bambini»: grande Corriere della Sera

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Il principale quotidiano nazionale italiano la scorsa domenica pubblicava  a pagina 17 un articolo dal titolo «Mia, 8 anni, rapita dalla madre e dalla setta QAnon».

 

La notizia in breve: «Mia, 8 anni, e la madre (…) che l’aveva fatta rapire, sono state ritrovate domenica mattina in Svizzera in una casa occupata del comune di Sainte-Croix, nel cantone di Vaud. Circa duecento gendarmi francesi le cercavano da martedì, e da due giorni anche la polizia svizzera collaborava alle indagini. Cinque persone, tre autori del rapimento e due complici, sono stati arrestati nei giorni scorsi ma la bambina e la madre restavano introvabili, fino a questa mattina». Un fatto di cronaca estera cui si dà particolare peso, del resto erano impegnati 200 gendarmi, roba che neanche Bin Laden.

Titolo del Corriere: «Mia, 8 anni, rapita dalla madre e dalla setta QAnon»

 

Ammettiamo di aver riletto il titolo un paio di volte per riuscire a crederci: un’oscuro evento di cronaca di un altro Paese – la Francia –veniva raccontato nella paginata degli esteri dove campeggiano un’articolessa sul Navalnij incarcerato e un editoriale di Sergio Romano.

 

Perché mai il massimo giornale italiano deve occuparsi di un caso del genere? Non sappiamo bene, in effetti, quanta della stampa estera segua le controversie sui minori in Italia – pensiamo ai casi istituzionali recenti – però dovete capire che qui c’è di mezzo QAnon, promossa subito a «setta». A dimostrazione che il giornale ha davvero compreso in profondità il tema di cui parla.

 

La madre della piccola era una cameriera separata che aveva «approfondito l’ostilità al sistema». Un caso davvero difficile, visto che «al momento della rivolta dei gilet gialli si è dedicata completamente alla causa»: ricorderete i gilet gialli, tremendo gruppo facinoroso il cui leader fu ricevuto all’epoca dall’attuale ministro degli esteri Luigi Di Maio. La signora, persa la custodia della piccola, Addirittura, «non voleva più che Mia andasse a scuola, “perché lo Stato non deve immischiarsi nell’educazione di mia figlia”»: insomma una madre che coltivava l’idea sovversiva dell’homeschooling.

 

Insomma: critica del sistema, gilet giallo, scuola parentale – una situazione tremenda

Insomma: critica del sistema, gilet giallo, scuola parentale – una situazione tremenda.

 

C0sì, la signora la ventottenne avrebbe (in mancanza di processo usiamo il condizionale, mentre il Corriere usa l’indicativo) « fatto rapire la figlia da cinque estremisti adepti delle teorie di complotto».

 

Uno dei rapitori, dice il Corrierone, appartiene «a un gruppo survivalista di estrema destra, che secondo i servizi francesi progettava attentati contro i centri di vaccinazione anti COVID e sequestri di altri bambini per “salvarli” dalle rete dei pedofili». Si può intravedere un nesso: se sei contro i vaccini potresti essere anche contro i pedofili, è c’è piazzata anche il marchio dei servizi segreti parigini (quelli che forse avrebbero messo la bomba alle tremiti per vendicarsi contro l’Italia della perdita del loro presidente a Tunisi, come sibilato in un articolo di Andrea Purgatori sullo stesso Corriere della Sera nel 1996?)

«Ha cominciato a frequentare i gruppi complottisti online aderendo alle tesi no-vax, all’idea che la rete 5G serva al controllo delle menti, e che il mondo sia governato da una setta satanista e pedofila come sostiene il movimento QAnon, fino a progettare quindi il rapimento della figlia»

 

Ma in realtà la faccenda è perfino peggiore: «ha cominciato a frequentare i gruppi complottisti online aderendo alle tesi no-vax, all’idea che la rete 5G serva al controllo delle menti, e che il mondo sia governato da una setta satanista e pedofila come sostiene il movimento QAnon, fino a progettare quindi il rapimento della figlia».

 

Capito? La ragazza era pure no-vax e anti 5G, non le bastava essere gilet gialla e homeschooler. E poi va da sé che frequentasse gruppi di «estrema destra». In più, si aggiunge il particolare saliente: sarebbe legata al «la diffusione, anche in Francia, delle idee del movimento QAnon nato negli Stati Uniti».

 

Ora, è davvero difficile chiamare movimento QAnon, che nel titolo invece chiamano «setta».

 

Specialmente ora: in settimana è uscito in USA presso la TV via cavo HBO un documentario in più episodi chiamato Q: Into the Storm. Dopo anni di lavoro a stretto contatto con vari personaggi coinvolti a vario titolo sul mistero di QAnon (chi è l’autore dei post firmati Q, che talvolta sembravano avere una sorta di precognizione su certi eventi politici), il regista arriva, nell’ultimo episodio, a dare la risposta che tutti cercano: Q altri non sarebbe che il ragazzo che con il padre gestiva le piattaforma dove Q postava.

 

Capito? La ragazza era pure no-vax e anti 5G, non le bastava essere gilet gialla e homeschooler. E poi va da sé che frequentasse gruppi di «estrema destra». In più, si aggiunge il particolare saliente: sarebbe legata al «la diffusione, anche in Francia, delle idee del movimento QAnon nato negli Stati Uniti».

La negazione delle speculazioni riguardo al fatto che dietro a Q vi fossero il generale Flynn, Steve Bannon o ambienti eversivi interni ai servizi, all’esercito o all’establishment è stata presa, dal mondo liberale, quasi come una catarsi: in fondo si tratta solo di un gioco per ragazzini nerd, un LARP (Live Action Role Playing Game) ingigantitosi fino a diventare l’attacco al Campidoglio dell’Epifania 2021.

 

Il Corriere sembra ignorarlo. Del resto, in un altro articoletto sul tema («QAnon: perché è difficile uscire da gruppi cospirazionisti») pubblicato lo stesso giorno, chiama il forum dove apparivano i post di Q (i «Q drops») 4chat invece di 4chan (senza nominare i vari 8 chan e 8kun dove il grosso della narrativa di Q si è spostata) tanto per far capire la grande conoscenza del fenomeno su cui si scrive, e del cui pericolo bisogna mettere in guardia il cittadino sincero democratico. Alla fine di quest’altro articolo, un riferimento può anche farci capire alcuni «fonti» utilizzate.

 

«In rete, hanno iniziato a circolare teorie all’apparenza non meno infondate ma meno grossolane di quelle di QAnon e, per questo, più insidiose, come segnala Anna-Sophie Harling di Newsguard, che si occupa di attendibilità delle notizie online» scrive il Corriere. Ah, Newsguard, certo.

 

Newsguard è una realtà che Renovatio 21 conosce bene: ci ha schedato, ben prima del COVID, per la nostra posizione sui vaccini – nonostante la lunga telefonata fattaci da New York dove spiegammo, con estrema pazienza, che riportiamo notizie e articoli ed esprimiamo il nostro punto di vista, come permessoci dal nostro tesserino dell’Ordine dei giornalisti e soprattutto dalla nostra Costituzione.

 

Poi, con il COVID, ci fece finire in una lista di diffusori di fake news sul COVID (la lista, ad oggi, pare essere sparita dalla rete: chissà perché, ma nell’archivio della Waybackmachine è rimasta): la colpa era quella di aver, da subito, parlato della possibilità di una fuga del virus dal laboratorio di Wuhan – sì, la tesi  di cui adesso cominciano a parlare un po’ tutti, dall’ex capo del CDC al MIT di Boston. All’epoca della telefonata, ci era sembrato di capire che il problema poteva essere costituito dal fatto che ripubblichiamo gli articoli di Robert Kennedy jr. e di Children’s Health Defense – ancora più nello specifico, c’era forse questa questione della correlazione tra autismo e vaccini…

 

Ma torniamo al Corrierazzo. Dovete capire dove si vuole andare a parare parlando del pericolo delle teorie complottiste eredi di QAnon: «una di queste è The Great Reset, che propugna l’idea che il COVID sia stato creato o comunque sovrastimato per instaurare un nuovo ordine mondiale, ancora più a favore dei super ricchi». Quindi, fateci capire: il Grande Reset non è quell’idea mondialista post-pandemica diffusa a piene mani da Davos e dai suoi scherani, già propalata pubblicamente da Primi ministri e segretari ONU e implementata forse perfino fra gli amministratori di medio livello.

 

Se credi nel Grande Reset, sei tipo quelli di QAnon, un no-vax, un antipedofilo donchisciottesco, un no-5G, un gilet giallo, un homeschooler. Insomma una persona che potrebbe anche rapire sua figlia

Maddeché: se credi nel Grande Reset, sei tipo quelli di QAnon, un no-vax, un antipedofilo donchisciottesco, un no-5G, un gilet giallo, un homeschooler. Insomma una persona che potrebbe anche rapire sua figlia.

 

Perché dovete fidarvi dei professionisti del Corriere e delle liste di proscrizione compilate da Newsguard. Dovete sapere nel loro sito, sepolta nella pagina dei partner, c’è una bella frase in evidenza: «Il programma di alfabetizzazione ai media di NewsGuard è reso possibile grazie al generoso supporto di Microsoft». Per essere più chiari, è riportato bello grande anche il logo di Microsoft; e nella home, quando indicano come scaricare l’estensione Newsguard per il tuo browser, i primi due sono quelli  di Microsoft, che, diciamolo, nel mondo sono minoritari non esattamente usatissimi.

 

Microsoft, sì, l’aziendina di Bill Gates. Massì, quello che vuole vaccinare l’universo, oscurare il sole (sì), forse pure cambiare l’alimentazione e l’agricoltura tutta, e certamente ridurre la popolazione.

 

Quello sostenuto dai cinesi al punto che lo hanno difeso apertamente, sulla TV pubblica, dagli attacchi dei complottisti.

 

«Il programma di alfabetizzazione ai media di NewsGuard è reso possibile grazie al generoso supporto di Microsoft»

Quello che, nonostante l’invito del Presidente degli Stati Uniti, ha preferito non incontrare Robert Kennedy.

 

Quello che è primo finanziatore di quell’OMS cui ora si affida Facebook (cioè la vostra libertà di parola) e che di fatto può disporre di una censura globale su tutti i vostri messaggi (sognando pure di entrare nelle vostre chat di Whatsapp. Quello dei passaporti vaccinali. Quello che vuole che mangiate tutti la carne sintetica.

 

Quello che dice che forse si tornerà alla normalità nel 2022, forse dopo una nuova generazione di super-vaccini COVID, magari da distribuire in dosi multiple. Quello il cui vaccino antipolio ha riportato la poliomelite in Africa, dove peraltro già stava devastando l’economia alimentare.

 

Microsoft, sì, l’aziendina di Bill Gates. Massì, quello che vuole vaccinare l’universo, oscurare il sole, forse pure cambiare l’alimentazione e l’agricoltura tutta, e certamente ridurre la popolazione.

Quello che ha possenti legami con le farmaceutiche, che lo rendono ancora più ricco.

 

Quello la cui rete di potere è oramai in grado di minacciare la vita su tutta la terra.

 

Quello che aveva quella strana amicizia con il pedofilo eugenetista Jeffrey Epstein.

 

Quello che dice che «questa pandemia non sarà l’ultima».

 

Quello sostenuto dai cinesi al punto che lo hanno difeso apertamente, sulla TV pubblica, dagli attacchi dei complottisti

Quello che a cena con Soros e Rockefeller discute amabilmente della riduzione della popolazione terrestre.

 

Proprio lui. Ma che vi credete? Come per i morti dopo il vaccino, non c’è «nessuna correlazione». Provate a metterlo in dubbio. Dai, provate.

 

Quindi, zitti complottisti, futuri rapitori di bambini.

Quindi, zitti complottisti, futuri rapitori di bambini. Centinaia di gendarmi e i servizi segreti potrebbero già essere sulle vostre tracce

 

Centinaia di gendarmi e i servizi segreti potrebbero già essere sulle vostre tracce.  Minga si scherza.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine di Anthony Crider via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

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Epidemie

Collaboratore di alto livello di Fauci si dichiara colpevole di accuse federali. Tradirà il suo capo?

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere informazioni relative alle origini del COVID-19. Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».

 

Un ex consigliere chiave del dottor Anthony Fauci si è dichiarato colpevole di occultamento di documenti pubblici relativi alle origini del COVID-19, nell’ambito di un patteggiamento raggiunto con i procuratori federali: uno sviluppo che, secondo alcuni esponenti politici e analisti, potrebbe coinvolgere Fauci.

 

Il dottor David Morens si è dichiarato colpevole martedì di un’accusa di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, Morens, 78 anni, ha dichiarato a un giudice federale di aver tentato di eludere le leggi federali sulla conservazione dei documenti utilizzando il suo account di posta elettronica privato per discutere di ricerche – e di una sovvenzione federale revocata – relative alle origini del COVID-19.

 

Morens, inizialmente incriminato ad aprile con cinque capi d’accusa federali, ha dichiarato al giudice di aver intenzionalmente reindirizzato le comunicazioni al suo account di posta elettronica personale per proteggere Fauci e perché le email avrebbero potuto essere fraintese in futuro, qualora fossero state rese pubbliche.

 

Dai documenti depositati in tribunale emerge che alcune delle email sono state inoltrate informalmente a un alto funzionario del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID). Secondo la CBS News, il funzionario in questione è probabilmente Fauci, che ha diretto il NIAID fino a dicembre 2022. Morens ha ricoperto il ruolo di consulente senior nell’ufficio di Fauci al NIAID tra il 2006 e il 2022.

 

Morens ha dirottato i messaggi sulla sua email personale mentre si moltiplicavano le speculazioni sul fatto che il COVID-19 fosse emerso in natura, come affermavano pubblicamente all’epoca Fauci e altri funzionari dell’amministrazione Biden e virologi chiave, oppure fosse stato sviluppato presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, in Cina, e si fosse poi diffuso da lì.

 

In base all’accordo raggiunto con la procura, Morens rischia fino a cinque anni di carcere e una multa massima di 250.000 dollari, sebbene la sua pena potrebbe essere inferiore. Secondo il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ), «le condanne effettive per i reati federali sono in genere inferiori alle pene massime previste». La sentenza è prevista per il 12 novembre, come riportato da Politico.

 

«Dichiarandosi colpevole oggi, il dottor Morens si è assunto la responsabilità delle sue azioni e continuerà a farlo», ha affermato Tim Belevetz, avvocato di Morens, in una dichiarazione riportata dal Post.

 

James Billot, direttore di UnHerd, ha dichiarato a News24 Digital, testata australiana, che la dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta la «prima grande vittoria» nell’indagine sulle origini del COVID-19. «Vedremo presto emergere molti altri dettagli su questo argomento».

 

Secondo Politico, Fauci non è stato «accusato né incriminato per illeciti nel caso contro Morens e il suo nome non viene menzionato negli atti processuali».

 

Ma in un post su X, il senatore Rand Paul (repubblicano del Kentucky), che sta guidando l’indagine del Congresso sulle origini del COVID-19, ha suggerito che Fauci potrebbe essere implicato: «Un alleato di lunga data di Fauci si dichiara colpevole. La sua dichiarazione di colpevolezza potrebbe implicare il coinvolgimento di Anthony Fauci?», ha scritto Paul.

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Morens si vantava di essere in grado di «far sparire le email»

Nel corso della sua testimonianza davanti alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti nel 2024, Fauci negò di avere avuto uno stretto rapporto di lavoro con Morens, suggerendo che Morens non gli forniva consulenza su «politiche dell’istituto o altre questioni sostanziali».

 

Tuttavia, l’accordo di patteggiamento di Morens include una dichiarazione in cui ammette di essersi spesso consultato con un ricercatore esterno, Peter Daszak, Ph.D., all’epoca presidente dell’EcoHealth Alliance, per preparare briefing per Fauci che suggerivano che il COVID-19 avesse origini naturali.

 

In un’email del 2021 resa pubblica dalla Camera e citata da The Hill, Morens scrisse a Daszak: «Posso inviare materiale a Tony [Fauci] tramite la sua Gmail privata, oppure consegnarglielo di persona al lavoro o a casa. È troppo intelligente per lasciare che i colleghi gli mandino cose che potrebbero causargli problemi».

 

In un’altra email del 2021, Morens affermò di sapere come «far sparire le email dopo una richiesta FOIA», riferendosi alle richieste di accesso agli atti federali previste dal Freedom of Information Act.

 

John Leake, vicepresidente della McCullough Foundation e autore di Mind Viruses: America’s Irrational Obsessions, ha scritto su Substack che la dichiarazione di colpevolezza di Morens per un singolo capo d’accusa di cospirazione è «simile alla condanna di Al Capone per evasione fiscale». Leake ha suggerito che la dichiarazione di colpevolezza avrà un impatto minimo sull’indagine sulle origini del COVID-19.

 

«Sebbene Morens probabilmente sconterà una pena detentiva, la sua dichiarazione di colpevolezza e la sua condanna per questo particolare atto di frode mi sembrano un diversivo rispetto al problema principale», ha scritto Leake, riferendosi alla «creazione illegale e al successivo occultamento illegale di un’arma biologica in un laboratorio di biosicurezza cinese».

 

Ma per altri analisti e commentatori, l’attenzione sta tornando a concentrarsi su Fauci in seguito alla dichiarazione di colpevolezza di Morens.

 

Jeffrey Tucker, presidente e fondatore del Brownstone Institute, ha ipotizzato che Morens abbia probabilmente accettato di testimoniare contro altre persone in cambio del patteggiamento e, forse, di una pena più mite.

 

«Ora è disposto a parlare in cambio di una pena più lieve. Sicuramente parlerà e sarà affascinante sapere tutto quello che sa», ha detto Tucker.

 

Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., si è detto d’accordo. Ebright è stato un acceso critico della ricerca sul guadagno di funzione, che secondo i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio avrebbe probabilmente portato alla creazione in laboratorio del SARS-CoV-2 e alla sua successiva fuoriuscita dal laboratorio di Wuhan.

 

Ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci».

 

«La dichiarazione di colpevolezza di Morens è un primo passo importante per assicurare alla giustizia i funzionari statunitensi che hanno finanziato la sconsiderata ricerca sul guadagno di funzione a Wuhan, che ha causato il COVID-19» ha detto Ebright.

 

«Sembra possibile, persino probabile, che Morens sia stato ‘ingannato’ dai procuratori e che la sua dichiarazione di colpevolezza sia il risultato di un patteggiamento in cui Morens ha accettato di testimoniare contro Fauci, Daszak… e altri».

 

L’accordo di patteggiamento di Morens prevedeva un fascicolo sigillato, il che, secondo Ebright, indica che Morens ha accettato di testimoniare contro altri: un’opinione condivisa dal ricercatore e autore James Lyons-Weiler, Ph.D., che ha scritto su Substack:

 

«Infine, poiché l’accordo di patteggiamento include un supplemento sigillato e una separata dichiarazione di fatto, la documentazione attualmente pubblica è incompleta. Tale lacuna è particolarmente rilevante per le speculazioni secondo cui Morens starebbe collaborando contro altri. Tale collaborazione è possibile in teoria, ma non può essere ragionevolmente dedotta dalla sola esistenza del documento sigillato».

 

«… Avevamo previsto che a [Morens] sarebbe stato offerto un patteggiamento e che le accuse specifiche sarebbero state ritirate in cambio della sua testimonianza contro Fauci e altri.»

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Morens ha ricevuto regali per «marachelle dietro le quinte»

L’atto d’accusa contro Morens faceva ampio riferimento a due complici, indicati come «Co-cospiratore 1» e «Co-cospiratore 2».

 

Secondo il Post, i documenti resi pubblici nell’ambito dell’indagine del Congresso indicano che le due persone in questione sono Daszak e il dottor Gerald Keusch, ex direttore del Fogarty International Center del NIH, che finanziava scienziati stranieri.

 

Secondo quanto riportato dal Post, Morens, Daszak e Keusch «hanno discusso ripetutamente della possibilità di limitare le loro conversazioni alle email private».

 

Sotto la guida di Daszak, l’EcoHealth Alliance ha ricevuto una sovvenzione dai National Institutes of Health (NIH), l’agenzia madre del NIAID, per uno studio intitolato «Comprendere il rischio di emergenza del coronavirus nei pipistrelli». Il laboratorio di Wuhan ha successivamente ricevuto un sub-finanziamento dall’EcoHealth Alliance, a sua volta finanziato dalla sovvenzione.

 

Nell’ambito del patteggiamento, Morens ha ammesso di aver ricevuto «gratificazioni illegali» da Daszak, tra cui pasti in ristoranti stellati Michelin e bottiglie di vino, come ringraziamento per i suoi «consigli, il suo supporto e i suoi intrighi dietro le quinte» nell’aiutare Daszak a «ripristinare la sospensione del finanziamento per la ricerca sul coronavirus dei pipistrelli e a contrastare la narrazione secondo cui il COVID-19 sarebbe fuoriuscito da un laboratorio».

 

Secondo il Dipartimento di Giustizia, «Morens avrebbe poi individuato un atto ufficiale che avrebbe potuto compiere per ‘meritarsi’ il regalo, ovvero scrivere un commento scientifico su un’importante rivista medica in cui sosteneva che il COVID-19 avesse origini naturali».

 

Ad aprile, il New York Post ha riportato che il commento è probabilmente un articolo di cui Morens è coautore, pubblicato nel luglio 2020 sull’American Journal of Tropical Medicine and Hygiene.

 

Tucker ha affermato che Morens era «un intellettuale promettente» che «si è convertito al lato oscuro» agendo su «ordine di Fauci», tra cui la pubblicazione di articoli su riviste scientifiche a sostegno della narrativa ufficiale sul COVID-19.

 

Tucker ha citato un articolo del settembre 2020, scritto da Morens in collaborazione con Fauci e pubblicato sulla rivista Cell, in cui si auspicava la «ricostruzione delle infrastrutture dell’esistenza umana».

 

«Era distopico all’estremo e lui lo sapeva», ha detto Tucker. «Rifletteva il suo stato d’animo: l’assurdità al servizio del potere».

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Altri collaboratori di Fauci faranno a gara per «denunciarsi a vicenda» in cambio di patteggiamenti?

La dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta l’ultimo sviluppo nell’indagine congressuale in corso sulle origini del COVID-19. Nel 2024, quando testimoniò davanti al Congresso nell’ambito dell’indagine  Morens negò di aver tentato di eludere la legge federale instradando le comunicazioni attraverso il suo account di posta elettronica personale.

 

All’inizio di questo mese, Paul ha segnalato Fauci al Dipartimento di Giustizia per oltraggio al Congresso, per essersi rifiutato di rispondere alle domande durante l’udienza del mese scorso. Secondo il Washington Post, il Dipartimento di Giustizia sta esaminando la richiesta. È la terza volta che Paul segnala Fauci al Dipartimento di Giustizia per possibili accuse penali.

 

La settimana scorsa, Fauci ha rifiutato la richiesta di comparire volontariamente davanti a un’altra commissione del Senato.

 

Negli ultimi istanti del suo mandato, lo scorso anno, l’allora presidente Joe Biden concesse preventivamente la grazia a Fauci per tutti i suoi atti ufficiali risalenti al 2014, anno in cui il NIH approvò un finanziamento per la ricerca di Daszak sul coronavirus nei pipistrelli.

 

Esperti legali avevano precedentemente dichiarato a The Defender che, sebbene la grazia protegga Fauci da procedimenti penali federali per i suoi atti ufficiali, non impedisce agli Stati di sporgere denuncia contro di lui. Inoltre, non lo protegge dalle accuse di oltraggio al Congresso o di falsa testimonianza in successive deposizioni.

 

Nel 2024, il dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha sospeso tutti i finanziamenti a EcoHealth Alliance dopo aver constatato che l’organizzazione non aveva monitorato adeguatamente gli esperimenti sul coronavirus.

 

Ad aprile, il NIH avrebbe revocato tutti i finanziamenti concessi al virologo Ralph Baric, Ph.D., che aveva collaborato con Fauci e i ricercatori del laboratorio di Wuhan prima e durante la pandemia di COVID-19.

 

A giugno, l’FBI ha incriminato due ricercatori del NIH, tra cui Vincent Munster, Ph.D., legato a Fauci, con l’accusa di aver introdotto clandestinamente negli Stati Uniti, all’inizio di quest’anno, il virus del mosaico del mais (mpox) e altri agenti patogeni pericolosi.

 

Documenti resi pubblici il mese scorso suggeriscono che nel 2021 l’FBI abbia fatto pressioni sugli agenti della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi affinché non interrogassero Daszak al suo rientro negli Stati Uniti dalla Cina, dove si era recato nell’ambito di un’indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle origini del COVID-19.

 

L’anno scorso, Daszak è diventato presidente di Nature.Health.Global, un’organizzazione no-profit che svolge ricerche sulla salute pubblica e sulla prevenzione delle pandemie. Morens lavora per questa organizzazione.

 

Ebright ha suggerito che «ora è iniziata la corsa ai topi» per gli ex stretti collaboratori e alleati di Fauci, che si «denunciano a vicenda».

 

«Morens, Daszak, Keusch e gli altri probabilmente stanno già facendo a gara per essere i primi a collaborare e quindi ad accaparrarsi i migliori accordi di patteggiamento».

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

© 19 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

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Epidemie

Fauci si rifiuta di comparire davanti alla commissione del Senato

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Il dottor Anthony Fauci si è rifiutato di presentarsi al Campidoglio di Washington per deporre a porte chiuse dopo la sua audizione del 29 luglio davanti alla Commissione per la Sicurezza Interna del Senato (SHSC), durante la quale non ha risposto alle domande sulla sua responsabilità nell’origine e nella cattiva gestione della crisi COVID-19, invocando il Quinto Emendamento oltre 100 volte nonostante avesse ricevuto la grazia generale dal presidente Joe Biden. Lo riporta LifeSite.   Una settimana dopo, i membri repubblicani della commissione hanno votato all’unanimità per deferire Fauci al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) con l’accusa di oltraggio al Congresso.   Nonostante il silenzio impassibile di Fauci durante l’udienza televisiva del 29 luglio, i senatori intendono ancora ottenere risposte, ma Fauci continua a ripararsi dietro i suoi costosi avvocati.

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«L’avvocato del dottor Fauci ci ha appena informato che Fauci si rifiuta di presentarsi per un’intervista privata trascritta», ha scritto il senatore repubblicano statunitense Ron Johnson del Wisconsin, che insieme al senatore repubblicano statunitense Rand Paul del Kentucky da tempo cerca di ritenere l’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) responsabile del suo ruolo durante la pandemia.   «Il popolo americano merita risposte a domande legittime riguardo alla nostra disastrosa gestione della pandemia di COVID-19», ha dichiarato Johnson. «Ad alcune di queste domande può rispondere solo il dottor Fauci. Una volta ha affermato con arroganza di essere “molto felice di testimoniare davanti a qualsiasi commissione di controllo del Congresso. Non ho nulla da nascondere”».   «A quanto pare, ha molto da nascondere», ha aggiunto il Johnson.   «Dato che Fauci si rifiuta di parlare del suo ruolo e delle decisioni prese in relazione al COVID-19, la mia sottocommissione continuerà a richiedere i suoi documenti e a chiedere di parlare con le persone chiave con cui ha collaborato. Valuteremo le opzioni legali a nostra disposizione prima di decidere i prossimi passi», ha promesso il senatore del Wisconsin.   Il senatore Johnson, grande critico della follia pandemica e vaccinale che ricopre anche la carica di presidente della Sottocommissione permanente per le indagini del Senato, ha inviato lettere agli ex funzionari della Food and Drug Administration (FDA) dottor Peter Marks, dottor Narayan Nair, dottor Steven Anderson e dottor Manette Niu, nonché a Fauci, richiedendo la trascrizione delle interviste sul loro ruolo nella risposta alla pandemia di COVID-19, compresa la sicurezza e l’efficacia dei vaccini contro il COVID-19.   Il 29 aprile Johnson ha pubblicato un rapporto preliminare che descriveva in dettaglio come alti funzionari della FDA avessero ignorato gli avvertimenti secondo cui il loro sistema di monitoraggio della sicurezza dei vaccini nascondeva segnali di pericolo per i vaccini contro il COVID-19.   Nella sua lettera a Fauci, Johnson ha scritto: «Voglio darle un’altra opportunità per fornire la necessaria trasparenza sulla pandemia di COVID-19 e sulla risposta del governo ad essa, compresi i trattamenti precoci e lo sviluppo, la distribuzione, il monitoraggio della sicurezza e l’efficacia dei vaccini contro il COVID-19».

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Come riportato da Renovatio 21, in settimana Fauci sapeva del rischio di aborto spontaneo legato al vaccino anti-COVID.   Fauci, che dinanzi al Congresso si è avvalso del Quinto Emendamento (la facoltà di non rispondere per non incriminarsi) ben 111 volte, non rispondendo di fatto a nulla di quanto gli chiedevano i senatori, sarebbe ora oggetto di un’indagine annunciata dal procuratore generale della Florida.   Nei documenti desecretati dall’ex diretttrice dell’Intelligence nazionale americana Tulsi Gabbard è rivelato che Fauci finanziava la ricerca che diede origine al COVID, e condusse l’insabbiamento con lo spionaggio USA. Al contempo, dai documenti appare che Fauci sapesse dell’origine laboratoriale del coronavirus di Wuhano e pure della scarsa efficacia dei vaccini mRNA.

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Epidemie

Epidemie colpiscono Ceuta invasa dai migranti

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Nell’enclave spagnola di Ceuta, nel Nord Africa, sono stati segnalati casi di malattie infettive, tra cui gastroenteriti, tra i migranti a partire dall’invasione perpetrata dal vicino Marocco alla fine di luglio.

 

L’Istituto Nazionale per la Gestione Sanitaria spagnolo (INGESA) ha confermato la diffusione di casi di gastroenterite tra i migranti arrivati di recente, secondo quanto riportato venerdì dai media spagnoli. L’agenzia ha inoltre confermato casi di scabbia e impetigine, precisando che entrambe le patologie erano già presenti a Ceuta prima dell’ultimo afflusso di migranti.

 

Tuttavia, l’INGESA ha respinto le affermazioni secondo cui il sistema sanitario di Ceuta sarebbe collassato. L’agenzia ha anche smentito le notizie relative a un’epidemia di tubercolosi, affermando che il caso sospetto è risultato negativo al test

 

L’epidemia si verifica mentre i professionisti sanitari locali avvertono che il sovraffollamento e le condizioni igienico-sanitarie inadeguate tra le migliaia di migranti che vivono all’aperto potrebbero facilitare un’ulteriore diffusione della malattia. Si dice che molti migranti non abbiano un accesso adeguato all’acqua potabile, ai servizi igienici e alle docce.

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La gastroenterite è un’infiammazione dello stomaco e dell’intestino, solitamente causata da un’infezione virale o batterica, con sintomi quali diarrea, vomito e crampi addominali. La scabbia è un’infestazione cutanea contagiosa causata da acari microscopici che provoca prurito intenso ed eruzione cutanea, mentre l’impetigine è un’infezione batterica della pelle caratterizzata da piaghe che possono rompersi e sviluppare croste giallastre.

 

Oltre 72.000 migranti sono entrati a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio, molti a nuoto o attraversando le barriere frangiflutti costiere: una cifra equivalente a circa il 70 % della popolazione residente dell’enclave. L’afflusso ha messo a dura prova i centri di accoglienza e ha esercitato ulteriore pressione sulle risorse sanitarie e delle forze dell’ordine. La maggior parte di coloro che sono entrati è stata rimpatriata in Marocco, ma si stima che fino a 11.000 persone siano ancora a Ceuta, secondo le autorità locali.

 

L’afflusso ha inoltre alimentato le tensioni all’interno dell’UE, dove la migrazione è da tempo una questione controversa. Ventidue leader europei hanno firmato una lettera accusando la Spagna di minare la sicurezza delle frontiere del blocco, mentre diversi hanno chiesto l’espulsione del Paese dall’area Schengen.

 

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha replicato, definendo le azioni dei suoi vicini europei «egoistiche».

 

Come riportato da Renovatio 21, in molti sostengono che l’invasione sia stata programmata dal Marocco su spinta di Israele (che vorrebbe punire la Spagna per le sue posizioni su Gaza, Libano, UNIFIL etc.) e degli Stati Uniti, che avevano passato leggi proprio su quei territori negli scorsi mesi.

 

Secondo varie testate, terroristi islamici avrebbero approfittato del disordinato afflusso di immigrati clandestini marocchini in Spagna per introdursi in Europa.

 

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