Protesta
Migliaia protestano a Dresda l’aumento dei prezzi
Gli artigiani di Dresda e di altre città vicine si sono riuniti ieri per una manifestazione di massa, riunendo almene 5.000 persone davanti alla Frauenkirche nel quartiere Neumarkt.
Tino Kupper, maestro conciatetti e organizzatore della manifestazione, ha detto alla Sächsische Zeitung che anche prima dell’intervento militare russo in Ucraina, i prezzi delle materie prime erano così alti che non era più possibile fare offerte prevedibili e i clienti non potevano più sopportare i prezzi. Ad esempio, un listello del tetto già costava cinque volte tanto a gennaio.
Cinque relatori al raduno, in rappresentanza di diverse corporazioni, hanno descritto la paura esistenziale che li guida in vista dell’esplosione dei costi energetici.
I lavoratori qualificati sono il supporto della società, il lavoro sicuro, le finanze e anche il supporto della cultura e dello sport. Questo prevede prosperità e pace sociale, sottolineano gli artigiani, e tutto questo ora è in gioco.
Pertanto, la dimostrazione è stata «un appello alla ragione», ha affermato il capo della corporazione dei conciatetti Stefan Pietschmann. «I mestieri qualificati non protestano spesso, ma quando lo fanno, è necessario», ha affermato l’ultimo oratore, il presidente della Camera dei mestieri qualificati di Dresda Jörg Dietrich, che chiesto l’uso di tutte le forme di energia, compreso il carbone e il nucleare, nella crisi, di cui non si parla abbastanza. I politici devono garantire condizioni quadro stabili, ha affermato.
German workers en masse in Dresden against Olaf Scholz, Ursula von der Leyen, EU, NATO, sanctions on Russia and increases in gas and energy prices. They don’t want to starve and freeze for Zelensky. It will be a very hot autumn in Europe and beyond. pic.twitter.com/QVoEc93eae
— RadioGenova (@RadioGenova) October 14, 2022
#Germany Dresden on October 14th, 2022
“Healthcare stands up” pic.twitter.com/oIqrBSLr44
— We Are Protestors (@WeAreProtestors) October 14, 2022
#Dresden (#Sachsen) #DD1410 #Demo #Demonstration #Protest #Handwerker #Handwerk #Mittelstand #Energiekrise #Energiepreise #Energiekosten
Original-#Livestream: https://t.co/ZKEgxeByVv pic.twitter.com/AfhZHhOBzj
— Martin-BW (@MartinBW15) October 14, 2022
Diversi politici statali hanno ascoltato i discorsi, il più importante è stato il ministro della salute sassone Petra Köpping (SPD) e il leader del gruppo parlamentare della CDU Christian Hartmann.
Come riportato da Renovatio 21, vi sono alcuni segni di prossima esplosione sociale in Germania, come l’aumento esponenziale del traffico al sito di controinformazione NachDenkSeiten, che è arrivato a mezzo milioni di utenti unici al giorno.
Il governo federale e i governi dei laender (le regioni tedesche) sanno che a breve potranno verificarsi rivolte. Le autorità germaniche si preparano a reprimere in modo preventivo usando magari ancora più violenza di quanto fatto durante le protesteste contro le restrizioni pandemiche, quando il potere fu perfino accusato di pratiche poliziesche tali da coinvolgere il responsabile ONU alla tortura.
Su questo sito abbiamo abbiamo registrato ogni sorta di cosa indegna, dai bambini arrestati, ai bambini lasciati soli per arresto dei genitori, agli agenti che dicono ai manifestanti di non ritenerli più esseri umani.
Disordini civili sono attesi in tutto il mondo.
L’Italia potrebbe aver appena votato il governo ideale per la nuova repressione necessaria alla menzogna mondialista.
Immagine screenshot da Twitter
Protesta
Francia, vigili del fuoco contro polizia
Centinaia di vigili del fuoco sono scesi in strada nella città francese di Lille per protestare contro stipendi insufficienti e condizioni di lavoro estenuanti. Durante il corteo, gli agenti di polizia intervenuti per contenerli sono stati colpiti con pugni, calci e spruzzati con getti di estintori.
Circa 600 pompieri hanno partecipato alla mobilitazione di giovedì, come riferito dai media transalpini. Dopo essersi riuniti in una caserma dei vigili del fuoco di Lille, hanno marciato in direzione della sede del Servizio Dipartimentale di Incendio e Soccorso (SDIS), accendendo razzi e dando fuoco a vari punti lungo il tragitto.
I rappresentanti sindacali denunciano che nella regione Nord della Francia mancano oltre 100 vigili del fuoco e che il personale in servizio a turni si trova a dover fronteggiare un carico di lavoro raddoppiato.
All’inizio, le unità di polizia antisommossa hanno abbassato gli scudi e consentito ai manifestanti di avvicinarsi alla struttura dello SDIS.
Successivamente, però, reparti in assetto antisommossa pesantemente equipaggiati hanno cercato di disperdere la folla, dopo che i pompieri avevano devastato l’atrio dell’edificio e appiccato roghi con pneumatici all’esterno.
Les pompiers ont envahi des locaux du SDIS Nord à Lille.
Un important incendie est allumé devant le bâtiment.#pompiers #Lille pic.twitter.com/LgCCBt4bim
— Luc Auffret (@LucAuffret) January 29, 2026
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I vigili del fuoco hanno reagito respingendo gli agenti con spintoni e colpi di pugno, obbligandoli a ripiegare in un parcheggio adiacente. Hanno quindi utilizzato estintori contro la polizia, e lo scontro è terminato solo quando gli agenti hanno impiegato lacrimogeni e manganelli per contenere la calca.
La manifestazione ha conseguito i suoi obiettivi principali. Poco dopo gli scontri, i dirigenti dello SDIS hanno incontrato i capi sindacali, impegnandosi ad assumere altri 50 vigili del fuoco.
«Sorprendentemente, hanno trovato un modo per risparmiare denaro e accedere ai finanziamenti necessari», ha affermato un segretario sindacale intervistato da Ici radio. «Ci è voluta una dimostrazione di forza per ottenere ciò che volevamo».
You’re watching striking firefighters giving the cops a taste of their own medicine in Lille today. Fighting the rich. Hosing their attack dogs. This is what resistance looks like. pic.twitter.com/xHdSKOPgGm
— GhostofDurruti (@DurrutiRiot) January 29, 2026
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Quella di giovedì rappresenta l’ultima, in ordine di tempo, di una lunga serie di scioperi, cortei e disordini che stanno attraversando la Francia da mesi.
A settembre, centinaia di migliaia di cittadini sono scesi in piazza per opporsi ai previsti tagli di bilancio, in un contesto in cui il governo del premier Sébastien Lecornu è durato soltanto 14 ore prima di cadere. Lecornu ha poi costituito un secondo esecutivo il mese successivo, scatenando un’ulteriore ondata di proteste.
Il presidente Emmanuel Macron si trova sotto pressione con richieste di dimissioni per la sua difficoltà a garantire stabilità governativa e per aver spinto misure di austerità largamente respinte dall’opinione pubblica. Dopo la seconda ondata di manifestazioni in ottobre, il suo indice di gradimento è crollato al minimo storico dell’11%.
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Economia
Gli ambasciatori dell’UE approvano l’accordo con il Mercosur in mezzo alla rivolta degli agricoltori
🚜 La Coordination rurale annonce le lancement d’actions étalées sur plusieurs jours pour protester contre les normes agricoles et le traité UE-Mercosur. Des agriculteurs ont pris la route de Paris et Lyon ce lundi matin. #Agriculture #Mercosurpic.twitter.com/c1YQPdPIA2
— TVL (@tvlofficiel) January 6, 2025
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LE PROTESTE CONTRO MERCOSUR: LA GIORNATA
MILANO ITALIA 🇮🇹🚜 Nelle ore dell’annuncio di un accordo traditore e a svantaggio dell’intero mondo agricolo italiano, centinaia di cittadini e agricoltori INSIEME manifestavano a Milano la propria contrarietà all’accordo ‘Mercosur’… pic.twitter.com/ueSHLzCbXg — @dessere88fenice (@dessere88fenice) January 10, 2026
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Protesta
Scontri tra agricoltori e polizia a Bruxelles durante i colloqui sull’Ucraina
Giovedì a Bruxelles sono esplosi violenti scontri quando migliaia di agricoltori hanno invaso il quartiere europeo, bloccando le strade con i trattori e scontrandosi con la polizia antisommossa davanti al Parlamento europeo, in un contesto di rabbia crescente verso le politiche commerciali e le riforme agricole dell’UE.
Quella che era partita come una grande manifestazione contro le modifiche proposte alla Politica agricola comune e contro il contestato accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur si è presto trasformata in un caos generalizzato.
Le immagini diffuse sui social media mostrano dense colonne di fumo nero provenienti da pneumatici e balle di fieno dati alle fiamme, mentre i trattori forzavano le barriere della polizia e paralizzavano intere zone della città.
Tractors have SMASHED through police barricades, farmers are wearing gas masks in preparation for tear gas, and buildings are being smashed pic.twitter.com/pOTPizTuU0
— Celestial Gaze (@Mytruthsbetold1) December 18, 2025
War breaks out outside EU headquarters in Brussels. European farmers want Ursula von der Leyen and EU politicians. European farmers are no joke. pic.twitter.com/M6alrrnLLn
— RadioGenoa (@RadioGenoa) December 18, 2025
Farmers vs. Police in Brussels, Belgium.
Farmers used their tractors to break through the police barriers outside the EU headquarters in Brussels, spraying feed at police officers, who respond with water cannons. pic.twitter.com/uskh5UW2fJ
— Clash Report (@clashreport) February 26, 2024
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I manifestanti hanno infranto vetrate vicino agli edifici parlamentari e lanciato pietre, patate e altri oggetti contro gli agenti, che hanno risposto con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua.
La polizia ha effettuato cariche contro i dimostranti e in almeno un caso un manifestante è stato visto cadere a terra e venire colpito mentre gli agenti cercavano di liberare l’area.
Le autorità belghe hanno precisato che la protesta era stata autorizzata solo per un numero limitato di trattori, ma già nel primo pomeriggio circa 1.000 veicoli avevano raggiunto la capitale, con la polizia che stimava complessivamente 7.000 partecipanti. In serata, le forze dell’ordine avevano ripreso parzialmente il controllo della zona, sebbene trattori e manifestanti continuassero a occupare alcune parti della città.
La protesta è coincisa con un vertice dei leader UE a Bruxelles, durante il quale è ripresa la discussione sull’accordo commerciale con il Mercosur, a lungo rinviato. Gli agricoltori di Belgio, Francia e altri Paesi membri temono che l’intesa favorisca importazioni agricole sudamericane a basso costo, penalizzando i produttori europei obbligati a rispettare standard ambientali e di benessere animale più severi.
La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che l’accordo con il Mercosur non verrà firmato questo fine settimana e che i negoziati sono stati posticipati al mese prossimo. I critici dell’intesa ritengono tuttavia che si tratti soltanto di una pausa temporanea e non di un definitivo cambio di rotta.
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