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Protesta

La Germania torna a protestare, la Polizei reprime: le immagini

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Con l’implementazione del green pass tedesco – il cosiddetto 2G, più severo di quello italiano in quanto non prevede i tamponi – in Germania è tornata la protesta, che, dopo settimane di violenza, si era spenta anche a causa della proibizione imposta dai giudici: niente proteste contro le misure per il coronavirus perché c’è il coronavirus.

 

Nelle immagini delle manifestazioni a Lipsia dello scorso sabato è possibile vedere la polizia scontrarsi con la popolazione. Le forze dell’ordine spruzzano una sostanza contro la protesta, prendendo un’anziana signore, che urla toccandosi gli occhi.

In un video è possibile vedere i poliziotti in tenuta antisommossa spruzzare liquido pure su chi sta riprendendo

Nella folla spruzzata, c’è anche un bambino

Come accade ogni sabato a Milano, incidenti o meno, i manifestanti hanno continuato a protestare anche col buio

 

Curioso anche questo video rugbistico.

Non è mancato da parte dei manifestanti tedeschi anche un messaggio all’amministrazione Brandon, pardon, Biden: «Let’s go Brandon!»


Come riportato da Renovatio 21, le proteste tedesche degli scorsi mesi hanno visto episodi di violenza che hanno interessato perfino il relatore speciale delle Nazioni Unite per la tortura Nils Melzer.

 

Lipsia è la città più popolosa della Sassonia, che è oggi divenuto il primo Land tedesco a far entrare in vigore la forma di green pass avanzato «2G». Il 2G dà il permesso ai cittadini di accedere a bar e ristoranti, ma è rilasciato soloa vaccinati e a guariti: l’opzione del tampone, come in Turingia e per i locali notturni della Baviera, non è più consentita.

 

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

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Protesta

Primi segni di esplosione sociale in Germania

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Il sito web tedesco NachDenkSeiten ha raccontato lo scorso venerdì di aver avuto un incredibile picco di visite.

 

«Ieri, 29 settembre, oltre 500.000 persone hanno visitato NachDenkSeiten. Questo è un nuovo record … vorremmo chiedere ai nuovi lettori così come ai precedenti di spargere la voce nelle loro cerchie che i NachDenkSeiten esistono e che vi aiuteranno a trovare la tua strada in questo mondo altamente manipolato»

 

NachDenkSeiten è un blog di commento politico e sociale noto per la sua attività di informazione lontana dalla narrazione dei grandi media. Il sito si è occupato del caso del golpe ucraina del 2014 e della pandemia del coronavirus ricevendo le ovvie accuse di diffusione di «teorie del complotto».

 

Mezzo milione di utenti a visitare un sito del genere sono giocoforza un segnale evidente.

 

«Il modo altamente manipolativo in cui i media affermati hanno affrontato il sabotaggio nel solo Mar Baltico è un ottimo esempio dell’inganno a cui sono ora esposti 84 milioni di persone in Germania ogni giorno. Non possiamo lasciare che le cose vadano così perché il pericolo della guerra sta crescendo contemporaneamente alla disinformazione e alla manipolazione» scrive il sito.

 

Come ribadito da Renovatio 21, la Germania potrebbe diventare il potenziale catalizzatore per l’autunno caldo – cioè freddo, freddissimo – europeo. Il governo federale e i governi dei laender si attendono rivolte che si preparano a sedare in modo preventivo e forse con ancora più violenza di quanto fatto durante il biennio pandemico, quando le autorità furono perfino accusate di pratiche tali da coinvolgere il responsabile ONU alla tortura., tra bambini arrestati e agenti che dicono ai manifestanti di non ritenerli più esseri umani.

 

Inflazione impazzita, riscaldamento che verrà a mancare: eppure nessuno di questi temi sta venendo disinnescato dalle azioni del governo Scholz, che pare al contrario interessato, oltre che alla repressione, alla vera e propria deindustrializzazione del Paese.

 

Non riusciamo ad immaginare ora l’effetto che potrebbe avere una rivolta su larga scala in Germania: potrebbe significare l’arrivo di uno Stato di polizia che contagia tutti i Paesi limitrofi oppure, molto semplicemente, la fine dell’Unione Europea per implosione del suo Paese egemone.

 

 

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Protesta

Enorme manifestazione a Mosca a favore dei referendum in Donbass: le immagini

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In Occidente hanno mostrato le immagini delle proteste contro la mobilitazione militare russa – più lo stuolo di fake news del caso.

 

Più difficilmente, vi hanno fatto vedere queste immagini: colossale manifestazione a Mosca per sostenere i referendum in Donbass.

 

«Noi non abbandoniamo i nostri» canta fieramente la folla trovatasi in Manezhnaja ploshad, piazza del maneggio.

 

 

 

Niente di tutto questo è visibile sui canali occidentali, dove circolano invece le fake news dell’interminabile coda di auto russe al confine con la Finlandia.

 

Siamo messi così.
 

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Protesta

Migliaia protestano a Bruxelles contro le bollette e il costo della vita impazziti

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Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Bruxelles lo scorso 21 settembre chiedendo un’azione del governo per abbassare i prezzi impossibili di carburante ed elettricità. Lo riporta Euronews.

 

Si stima che due terzi dei belgi non siano in grado di pagare le bollette energetiche. Il governo sta debolmente considerando di cercare un tetto massimo a livello dell’UE sui prezzi del gas.

 

«L’aumento dei prezzi dei generi alimentari, l’incredibile bolletta energetica e la frustrazione nei confronti di politici e datori di lavoro hanno portato 10.000 persone nelle strade di Bruxelles » scrive Euronews. «Vestiti di verde, blu e rosso, i colori dei tre sindacati principali – la rabbia era palpabile mentre si radunavano nel centro della città».

 

 

Uno sciopero generale è previsto per l’8 novembre in Belgio.

 

Da notare come la chiamata alla mobilizatsija di Vladimir Putin dell’altro giorno sembri aver mobilitato anche un anziano locale, che si è unito alla protesta.

 


Dopo la Babushka Z, ecco il Dedushka Z, il Nonno Z, fare capolino in uno dei quartier generali degli avversari di Mosca.

 

Bene così.

 

 

 

Immagine screenshot da Twitter

 

 

 

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