Geopolitica
Lancio di aiuti USA uccide almeno 5 palestinesi a Gaza
Almeno cinque palestinesi sono stati uccisi e un altro ferito dopo un’errata consegna di aiuti a Gaza City venerdì. Lo riporta Middle East Eye.
Le vittime sono avvenute in seguito ad un fallito tentativo di far cadere assistenza umanitaria da un aereo, che è finito in un’area residenziale a Sheikh Radwan, a nord-ovest di Gaza City, secondo Al-Jazeera.
I video filmati dai giornalisti locali hanno mostrato oltre una dozzina di pacchi lanciati da un aereo che cadeva a grande velocità vicino alla zona delle Torri di al-Fayrouz.
BREAKING: AIRDROP TO GAZA KILLS 5 PALESTINIANS AFTER PARACHUTE FAILS
Who is responsible? pic.twitter.com/z9Yox1WWBB
— Sulaiman Ahmed (@ShaykhSulaiman) March 8, 2024
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L’ufficio stampa palestinese a Gaza ha confermato che cinque persone sono state uccise e ha criticato l’uso di lanci aerei per fornire aiuti. «Queste operazioni sono inutili e non sono il modo migliore per portare aiuti, e chiediamo l’apertura di valichi terrestri per portare migliaia di tonnellate di aiuti immediatamente e con urgenza», ha affermato.
«La distribuzione degli aiuti in questo modo assume un carattere vistoso e propagandistico piuttosto che umanitario», ha aggiunto l’ufficio stampa. «Abbiamo avvertito in precedenza che rappresentano una minaccia di morte per la vita dei cittadini nella Striscia di Gaza, e questo è quello che è successo».
Un testimone oculare ha detto venerdì ad Al-Jazeera: «la gente stava aspettando i lanci quando hanno notato che stavano arrivando velocemente. Così un gruppo di persone si è riparato in un cantiere edile».
US aid drop to Gaza, who the hell voted for this BS! We have Americans who are hungry, do they get a air drop? So sick of Americans tax dollars going to feed countries that hate us, while Americans suffer???? pic.twitter.com/RvIGbnJ2Q2
— Squirrel Mama (@Squill_Mama) March 4, 2024
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«Uno dei pacchi è caduto sul sito, provocandone il crollo, uccidendo e ferendo le persone all’interno. Mi sono precipitato ad aiutare le persone all’interno quando ho realizzato che mio cugino era tra loro. Ora è morto».
Gli aiuti tramite lanci aerei vengono utilizzati quando tutte le altre alternative falliscono e quando una popolazione ha un disperato bisogno di aiuti salvavita mentre è tagliata fuori dal mondo.
Finora, Giordania, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia si sono coordinati con Israele per lanciare aiuti in diverse aree della Striscia di Gaza sotto assedio. Domenica gli Stati Uniti hanno effettuato il loro primo lancio di aiuti umanitari a Gaza con oltre 30.000 pasti paracadutati da tre aerei militari. Secondo quanto riferito, l’operazione è stata effettuata congiuntamente con l’aeronautica militare giordana.
هذا ما خلفه الإسقاط الجوي على مدينة غزة ، ش&يد وعدد من الإصابات نتيجة إسقاط فاشل على منازل المواطنين شمال مخيم الشاطئ.. pic.twitter.com/NUbkv05mtx
— إسماعيل الغول – Ismail Alghoul (@ismail_gh2) March 8, 2024
I palestinesi hanno affermato che le quantità di aiuti lanciati via aerea sono troppo piccole rispetto ai bisogni della popolazione affamata di Gaza.
«È inutile», ha detto a Middle East Eye Ahmad Mansour, un palestinese del sud di Gaza, all’inizio di questa settimana. «Molti aiuti sono finiti in mare o nelle zone controllate dall’esercito israeliano. Ci sono migliaia di persone che corrono verso alcuni pacchi di aiuti. Stanno giocando con noi».
BREAKING:???? Airdrop to #Gaza Kills 5 Palestinians After Parachute Fails.
Who is responsible.?
Airdrops now killing Palestine’s people. #Palestine pic.twitter.com/mGeEWwIc62
— Hizbullah Fateh (@Hizbullah_Fateh) March 8, 2024
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«Non riesco a capire perché il mondo non possa fare pressione su Israele affinché consenta l’arrivo dei camion degli aiuti umanitari», ha continuato Mansour. «Perché gli operatori umanitari non possono essere protetti per distribuire equamente gli aiuti? Il nuovo motto è: “Mangeremo e riceveremo medicine solo se avremo la fortuna di prendere qualcosa che cade dal cielo?”».
Secondo video non verificati circolanti in rete, alcune buste di aiuti alimentari USA arrivati a Gaza (la cui quasi totalità della popolazione è musulmana) conterrebbero grasso di maiale.
The U.S Airdrop to Gaza, which killed 5 people,also reportedly contained Pork Fat.
Reminder: #Gaza is inhabited by 99%Muslims, who, in general, don’t eat pork in any way, shape, or form.
Is it possible that the US doesn’t know this?
Or..!!#Gazaagenocide pic.twitter.com/pGjGtWSOLn— ENG. H.K.Z ???????? (@The___Leader_) March 8, 2024
La strage degli aiuti avviene pochi giorni dopo il «massacro della farina», con l’esercito dello Stato Ebraico a sparare su una folla che si accalcava attorno ad un punto di distribuzione di aiuti alimentari.
Come riportato da Renovatio 21, alti funzionari ONU denunciano che nel frattempo sempre più bambini palestinesi stanno morendo di fame.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
Putin parla dell’incontro con gli inviati di Trump Witkoff e Kushner
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Geopolitica
Ben Gvir svela un piano di pulizia etnica per espellere 1,86 milioni di palestinesi da Gaza
Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir ha presentato il 3 agosto un piano per favorire l’emigrazione «volontaria» dei palestinesi da Gaza, secondo quanto riferito dal quotidiano israeliano Ynet.
La proposta punta a far uscire da Gaza 250.000 palestinesi nel primo anno e 1,86 milioni entro sette anni.
Ben Gvir ha detto che il piano di pulizia etnica di Gaza, da lui chiamato «Disimpegno 7/10», sarà una delle principali richieste del suo partito, Otzma Yehudit («Potere Ebraico»), in eventuali trattative per entrare in una coalizione di governo dopo le elezioni della Knesset di ottobre.
L’idea di sfollare con la forza milioni di palestinesi da Gaza è stata avanzata più volte da leader israeliani e statunitensi dall’inizio di quello che il testo definisce il genocidio dei palestinesi nell’ottobre 2023.
Una proposta del ministero dell’Intelligence israeliano che chiedeva la pulizia etnica di Gaza è trapelata pochi giorni dopo l’operazione di Hamas contro la moschea di Al-Aqsa del 7 ottobre 2023, scrive The Cradle. Il piano prevedeva di scatenare su Gaza una violenza tale che lo spostamento forzato dei palestinesi verso campi nella penisola del Sinai, in Egitto, o in Paesi ancora più lontani apparisse come un’iniziativa umanitaria destinata a salvare vite palestinesi.
Verified document from Israeli Ministry of Intelligence in October 2023 suggests forced displacement of Gaza civilians to Egypt would “yield positive and long term strategic results”.
The advisory document envisions a three stage process including the establishment of tent… pic.twitter.com/4QVykZMdw3
— WikiLeaks (@wikileaks) July 2, 2024
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Da allora, secondo il ministero della Salute di Gaza, Israele ha ucciso oltre 73.000 palestinesi, in gran parte donne e bambini. Stime indipendenti, che tentano di quantificare anche le morti indirette legate alla guerra, arrivano a centinaia di migliaia.
Almeno 800.000 palestinesi sono senzatetto e vivono in campi di tende precari lungo la costa della Striscia, dopo che bombardamenti e demolizioni israeliane hanno distrutto le loro case.
Ben Gvir e altri coloni ebrei in Israele hanno sostenuto tali piani come parte dell’obiettivo più ampio di annettere Gaza e insediare colonie ebraiche nell’enclave devastata. Come riportato da Renovatio 21, a febbraio 2024 ministri del gabinetto Netanyahu si trovarono ad un convegno pubblicoche celebrava la colonizzazione celebrato con balli sfrenati su musica tunza-tunza.
Nel febbraio 2025 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump propose di svuotare Gaza dai palestinesi nell’ambito dei suoi progetti per ricostruire la Striscia e trasformarla nella «Riviera del Medio Oriente». In alcune fasi anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promosso piani analoghi.
Secondo Ben Gvir, Turchia, Etiopia, Congo e diversi Paesi arabi figurano tra le possibili destinazioni dello sfollamento forzato dei palestinesi. Al momento, tuttavia, nessun Paese ha accettato di accogliere come rifugiati i palestinesi cacciati da Gaza.
La proposta prevede un investimento iniziale israeliano di 3,3 miliardi di dollari per avviare il programma, più un finanziamento israeliano di pari importo fino a 16 miliardi di dollari, subordinato alla partecipazione internazionale e ad accordi con i Paesi che accoglieranno i palestinesi.
Secondo The Cradle i negoziati per l’ingresso del suo partito sionista secolarista Otzma Yehudit in una coalizione di governo, Ben Gvir chiederà l’istituzione di un ministero dedicato all’«emigrazione volontaria», con un ministro, un direttore generale, un bilancio, una squadra negoziale internazionale e un apparato di attuazione autonomo.
Nel frattempo il ministro della Guerra israeliano Israel Katz ha dichiarato mercoledì che l’esercito israeliano è pronto a espellere con la forza i palestinesi che vivono a Gaza con ogni mezzo necessario e attende soltanto il via libera degli Stati Uniti.
«In definitiva, non esiste una vera soluzione per Gaza. La Direzione per le Migrazioni è pronta a procedere via mare, via aria e con qualsiasi mezzo. L’Egitto non è disposto a far passare il flusso attraverso il suo territorio», ha affermato Katz, aggiungendo che i Paesi disposti ad accogliere i palestinesi espulsi da Gaza attendono l’approvazione di Washington prima di muoversi e che Trump ha sospeso il piano anziché bloccarlo.
Secondo i piani sionisti, la stessa sorte dovrebbe toccare anche all’altra parte della Palestina. L’annessione della Cisgiordania, considerata come il vero premio per Israele dell’attuale crisi, è nei progetti dello Stato Ebraico da tempo.
In una trasmissione della scorsa settimana Ben Gvir ha dichiarato che Israele dovrebbe effettuare dai 30 ai 40 «assassinii mirati» a Gaza ogni notte.
Israel’s Ben Gvir Calls For Nightly Kill Quota In Gaza
Ben Gvir:
“There are people there who are not alive. They don’t need to live. They are not people. I’m doing them a favor by calling them people.”He is calling for the killing of 30 to 50 people in Gaza EVERY NIGHT,… pic.twitter.com/dCqrCY5Hf9
— Ryan Rozbiani (@RyanRozbiani) August 15, 2026
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«Là ci sono persone che non sono vive. Non hanno bisogno di vivere. Non sono persone. Faccio loro un favore chiamandole persone» ha dichiarato il ministro in un podcast.
A giugno il ministro aveva detto che il Libano dovrebbe essere il «parco giochi» di Israele. In precedenza, su X, aveva scritto che «tutto il Libano dovrebbe bruciare», in risposta agli attacchi di Hezbollah.
Come riportato da Renovatio 21, Ben Gvir, come il collega ministro sionista religioso Bezalel Smotrich, ritiene che il popolo palestinese non esista. In questi mesi ha spinto per il ritorno della guerra a Gaza. In varie occasioni si è recato a pregare sulla spianata delle Moschee – atto proibito per gli israeliani – di modo da infiammare gli animi.
Il ministro pochi giorni fa si è mostrato raggiante mentre inaugurava un centro di impiccagioni per palestinesi. Nelle scorse ore Ben Gvir ha postato, per poi cancellarlo, un video fatto con l’IA che lo mostra presiedere ad una sorta di campo di concentramento dove i detenuti sono portati dentro con un nastro trasportatore simile a quelli dei mattatoi.
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Immagine dell’Ufficio di reclutamento della polizia israeliana via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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