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Militaria

La Russia lancia un missile da crociera ipersonico da un sottomarino nucleare

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In quella che sembra essere una prima mondiale, la Russia pochi giorni fa ha lanciato con successo un missile da crociera ipersonico da un sottomarino.

 

Il ministero della Difesa russo ha successivamente pubblicato il video del lancio notturno dall’estremo nord del Mare di Barents, affermando che il test ha avuto successo e che il missile ha colpito il suo obiettivo.

 

«Il lancio di prova del missile Tsirkon da un sottomarino nucleare può ritenersi riuscito», ha affermato il ministero.

 

‘agenzia Reuters ha riportato che «i filmati di bassa qualità rilasciati dal ministero hanno mostrato il missile che si alzava verso l’alto da un sottomarino, con il suo bagliore a illuminare il cielo notturno e la superficie dell’acqua».

 

Il missile Tsirkon come in grado di viaggiare fino a Mach 9, ovvero circa 11.100 chilometri all’ora e a una distanza di 1.000 chilometri

 

L’arma sperimentale, che Putin ha recentemente definito «senza rivali» per qualsiasi sistema missilistico al mondo, è stata lanciata dal sottomarino nucleare Severodvinsk.

 

Putin ha anche affermato che l’arsenale ipersonico della Russia è in grado di eludere la rete di missili difensivi della terraferma degli Stati Uniti, specialmente in una serie di osservazioni risalenti al 2018 quando la Russia ha iniziato a pubblicizzare il suo programma ipersonico, anche se pare che ultimamente lo Zio Sam si stia preparando in tal senso.

 

Un video di follow-up rilasciato dal Ministero della Difesa russo lunedì sembrava mostrare un secondo test, questa volta con il sottomarino sommerso sott’acqua nel momento del lancio del missile.

 

Nel luglio di quest’anno la Marina russa aveva per la prima volta lanciato con successo lo Tsirkon da una nave da guerra nel Mar Bianco. 

 

Funzionari russi hanno descritto il missile Tsirkon come in grado di viaggiare fino a Mach 9, ovvero circa 11.100 chilometri all’ora e a una distanza di 1.000 chilometri. Putin ha descritto i recenti lanci come «un grande evento non solo nella vita delle nostre forze armate ma per tutta la Russia».

 

Come riportato da Renovatio 21, nella competizione ipersonica si è aggiunta, imperiosamente la Cina (che sta ingegnerizzando anche droni ipersonici in grado di atterrare). La Nord Corea, da qualche settimana, ha fatto sapere di essere nel club ipersonico.

 

Le armi ipersoniche, considerate non-difendibili, mettono a rischio l’equilibrio di deterrenza stabilito con fatica riguardo alle armi nucleari.

 

Immagine screenshot da YouTube

 

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Militaria

Svelò le torture USA: muore indigente a 42 anni Ian Fishback

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Renovatio 21 pubblica questo articolo di Réseau Voltaire

 

 

 

L’ufficiale paracadutista Ian Fishback, che nel 2005 attirò l’attenzione degli statunitensi denunciando la pratica della tortura da parte delle forze armate USA, è morto il 19 novembre 2021 in un centro di accoglienza per adulti.

 

Era andato in rovina ed era sotto antipsicotici.

 

Nel 2005 Fishback aveva tenuto testa al Pentagono e al segretario alla Difesa Donald Rumsfeld sollevando la questione del trattamento dei prigionieri di guerra. Ufficiale in servizio in Afghanistan e Iraq, aveva constatato di persona le sofferenze patite dai suoi soldati per aver assistito alle torture.

 

Ufficiale in servizio in Afghanistan e Iraq, aveva constatato di persona le sofferenze patite dai suoi soldati per aver assistito alle torture

Scrisse una celebre lettera al senatore John McCain in cui chiedeva quali norme giuridiche si dovessero applicare dal momento che gli Stati Uniti non riconoscevano più le Convenzioni di Ginevra.

 

La sua iniziativa sfociò nel voto della Legge sul Trattamento dei Detenuti (Detainee Treatment Act, del 2005).

 

Fishback, ufficiale uscito da West Point, fu costretto a lasciare le forze armate. Successivamente conseguì un dottorato in filosofia.

 

Aveva salvato l’onore dei soldati USA e con le sue conferenze sull’etica della guerra aveva riempito le più vaste sale per convegni.

 

 

Articolo ripubblicato su licenza Creative Commons CC BY-NC-ND

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

Immagine di New America via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

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Geopolitica

Sciami di micro-droni autonomi esplosivi in produzione in Australia

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L’incubo degli Slaughterbots – sciami di micro-droni esplosivi che colpiscono il bersaglio in autonomia – è realtà.

 

Una delle aziende che sta già producendo un simile tipo di micro-drone militare – in grado di volare sino all’obbiettivo ed esplodere – è l’Australia, impegnata in una corsa anche tecnologica alle armi in previsione di un possibile scontro con la Cina.

 

In un reportage della trasmissione di giornalismo d’inchiesta 60 Minutes, la tecnologia dei droni autoesplodenti è stata recentemente rivelata al pubblico.

 

La tecnologia dei droni autoesplodenti è stata recentemente rivelata al pubblico

Il programma TV ha mostrato un poligono per questo nuovo tipo di tecnologia militare situato fuori Melbourne.

 

 

 

L’arma è costituita da squadroni di piccoli droni tubulari che portano una carica esplosiva.

 

Li produce un’azienda dello Stato australiano del Vittoria, la Defentex. Secondo il CEO della società i droni autonomi esplosivi potrebbero rappresentare una parte critica dell’arsenale di Canberra nel caso di scontro con Pechino.

 

«È economico, è spendibile, e si può raggruppare in una massa, o sciame, così da avere un grande impatto sul campo di battaglia»

«È economico, è spendibile, e si può raggruppare in una massa, o sciame, così da avere un grande impatto sul campo di battaglia».

 

Il dirigente conferma al giornalista che l’idea è esattamente quella di sopperire alla sproporzione tra un piccolo esercito come quello australiano contro un titano militare come la Cina: «in ultima analisi, è il motivo per cui esistiamo».

 

Il drone può portare cariche diverse: una munizione anti-uomo, anti-carro, o anche solo fumo.

 

«Se arriviamo ad avere centinaia o migliaia di questi droni che lavorano all’unisono, cosa possiamo aspettarci?» chiede il giornalista di 60 Minutes.

 

«Possono avere un effetto devastante» risponde il responsabile di DefenTex. «Noi siamo una Nazione molto piccola, abbiamo una forza di difesa molto piccola, dobbiamo massimizzare l’impatto che ogni soldato individuale può avere…»

 

Come riportato da Renovatio 21, oramai da diverso tempo che anche  , pubblicando, l’anno scorso, un video di dimostrazione.

 

 

Come riportato da Renovatio 21, secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite, i droni autonomi killer – detti anche «slaughterbots» – stanno già effettuando attacchi aerei senza che nessun essere umano sia coinvolto nel processo decisionale.

 

Il rapporto delle Nazioni Unite pubblicato a marzo ha delineato l’uso di droni STM Kargu-2 di fabbricazione turca che hanno condotto attacchi aerei in Libia senza alcun intervento umano

 

Gli sciami di Slaughterbots – già visti su videogiuochi come Call of Duty – divennero un tema da dibattito quando nel 2017 il Future of Life Institute, un’organizzazione no-profit focalizzata sull’educazione del mondo sui rischi dell’Intelligenza Artificiale letale, pubblicò un video piuttosto sconvolgente.

 

 

 

C’è da chiedersi sul serio: la Turchia, regina di droni (usati in Libia e ora anche in Ucraina) e avversaria dell’Italia (e della Grecia, e della Francia, e della Russia…) per tanti interessi, sta sviluppando anche la tecnologia dei mini-droni autoesplodenti autonomi?

 

È una domanda che la nostra Intelligence e il nostro Ministero della Difesa dovrebbe porsi seriamente.

 

 

 

 

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Militaria

Militari nelle vostre case per il tampone

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E anche oggi abbiamo aperto la nostra finestrella di Overton quotidiana.

 

In breve, siccome il sistema ASL non riesce a supportare pienamente il monitoraggio dei tamponi nelle scuole, allora – per evitare la DAD, dicono – Draghi ha incaricato di provvedere alla bisogna il commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19 generale Francesco Paolo Figliuolo .

 

Ed ecco la soluzione: i vostri figlioli ci pensa il Figliuolo che manderà a casa vostra team di 2 o 3 persone per fare i tamponi.

 

In pratica, quando vostro figlio (e quindi anche voi) state a casa in osservazione dopo che sono stati segnalati casi positivi nella sua classe, potrebbero venire a casa vostra squadre di 2 o 3 militari per fare il tampone.

 

Riporta Il Messaggero del 2 dicembre:

 

«Squadre militari da inviare a domicilio per testare gli studenti e una rete di laboratori alternativa per non intasare quelli delle aziende sanitarie locali. In particolare si potenzierà il sistema di tracciamento già in essere impiegando la rete di 11 laboratori di biologia molecolare dell’esercito (presenti in 8 diverse Regioni)».

 

«Team di 2 o 3 persone che si recheranno a casa degli studenti da sottoporre a tampone perché sospettati di essere entrati a contatto, in classe, con un compagno positivo, effettueranno il prelievo, e lo porteranno nei laboratori di riferimento»

«Team di 2 o 3 persone che si recheranno a casa degli studenti da sottoporre a tampone perché sospettati di essere entrati a contatto, in classe, con un compagno positivo, effettueranno il prelievo, e lo porteranno nei laboratori di riferimento». (Corsivo nostro).


Oggi vi fanno il tampone a domiclio. Domani chissà.

 

Ad ogni modo, pensare a soldati che entrano a casa vostra (o sarà facoltativo andare alla ASL?) è qualcosa che fino a poco fa superava ogni immaginazione.

 

Ora è la realtà in cui viviamo.

 

Benvenuti a quelli che ancora non lo vogliono capire.

 

 

Gian Battista Airaghi



 

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