Armi biologiche
Kennedy parla di bioarmi etniche. Lo accusano di antisemitismo
Robert Kennedy era ad una cena nell’Upper East Side di Nuova York in compagnia di tante persone, presumibilmente all’interno degli eventi della sua campagna elettorale.
La serata al ristorante Tony’s Di Napoli, è stato riportato, è stata piena di domande al candidato presidenziale democratico, il quale, come sempre, non si è tirato indietro.
Vi sarebbero stati momenti di polemica tra ospiti vegliardi un po’ avvinazzati, durante i quali «il candidato ha mantenuto una compostezza costante di fronte alla crisi».
Il New York Post scrive che ad un certo punto la cena sarebbe stata interrotta da un forte e squassante peto: ci sembra giusto trasmettere ai lettori anche questo particolare. L’autore della ventosità, secondo quanto riportato, sarebbe l’ex editorialista Doug Dechert, l’organizzatore della serata, il quale, visibilmente ubriaco, avrebbe emesso la «sonora e prolungata» flatulenza nel mentre urlava, forse per sottolineare la comunicazione non verbale, «sto scoreggiando!»
Dechert, l’ospite dell’evento, si era infuriato con un critico d’arte ottuagenario, Anthony Haden-Guest (il quale sembrava in realtà assopito per lunghe porzioni della serata) durante una discussione e aveva gridato a squarciagola: «La bufala climatica!» Il Dechert, insomma, ce l’aveva con la storia del cambiamento climatico.
«La stanza, che comprendeva una manciata di giornalisti e il responsabile della campagna di Kennedy, l’ex deputato Dennis Kucinich, era sbalordita, apparentemente incerta sul fatto che Dechert stesse scoreggiando personalmente contro Haden-Guest o all’idea stessa del riscaldamento globale» scrive Page Six, il sito di gossip gestito dal New York Post. «Purtroppo, possiamo assicurare ai lettori che non c’era spazio per dubitare che il clima fosse cambiato nelle immediate vicinanze del tavolo da pranzo».
Fin qui tutto bene, diciamo. Nel senso: mai si era visto un pezzo del genere per un candidato presidenziale – e nota bene che alle cene dei donatori di qualsiasi candidato, perfino per fare il sindaco del paesino, in America se ne possono vedere di ogni, specialmente se i vecchietti (che sono spesso quelli che hanno i soldi da donare) alzano il gomito.
In realtà la notizia della serata non è questo irresistibile teatrino tutto newyorkese.
Il giorno dopo il mondo della stampa è esploso quando, in un articolo separato sul New York Post, è stato scritto che a quella cena Kennedy aveva parlato di bioarmi, in particolare di armi in grado di colpire solo determinati ceppi etnici.
«Dobbiamo parlare di bioarmi» dice Kennedy seduto al tavolo. «Ne so abbastanza di bioarmi perché ho scritto un libro negli ultimi due anni e mezzo».
«La tecnologia che abbiamo ora… abbiamo messo centinaia di milioni di dollari nel targeting etnico dei microbi. I cinesi hanno fatto la stessa cosa». I commensali ascoltano in silenzio.
VIDEO:
Robert F. Kennedy Jr. claims coronavirus was an "ethnically targeted" bioweapon designed to be more deadly for caucasians and blacks — and spare Jews and Chinese https://t.co/xfAdovs0sY pic.twitter.com/og4xHdKs7x
— Jon Levine (@LevineJonathan) July 15, 2023
«Di fatto, c’è una questione sul fatto che il COVID-19 sia etnicamente mirato. Il COVID-19 attacca certe razze in modo sproporzionato. Le razze che sono più immuni al COVID-19, a causa delle differenze genetiche dei recettori ACE2… Il COVID-19 è mirato per attaccare i caucasici [cioè i bianchi europei, ndr] e i neri».
«Le persone che sono più immuni sono gli ebrei askenaziti e i cinesi». A questo punto la donna a fianco del candidato beve un sorso dal suo bicchiere.
«Non sappiamo se è davvero mirato in questo modo o meno, ma ci sono studi che mostrano il differenziale etnico-razziale e il suo impatto».
«Sappiamo che i cinesi stanno spendendo centinaia di milioni di dollari per sviluppare bioarmi etniche. E anche noi stiamo sviluppando bioarmi etniche».
«Tutti quei biolaboratori in Ucraina riguardavano la raccolta di DNA russo, DNA cinese, così da bersagliare le persone secondo la razza».
Apriti cielo. Tutta la stampa americana, con nessuna eccezione, si è scagliata contro RFK jr, e senza alcuna pietà.
Ovviamente, ça va sans dire, la prima accusa che gli è arrivata è la più infamante: «antisemita».
Innanzitutto, colpisce che a lanciare la storia, con video e contorno di particolari meteoristici di cui sopra, sia proprio il New York Post: giornale considerato acerrimo nemico dei Biden, di cui Kennedy è in questo momento il principale avversario: avrebbe alle primarie almeno il 20% dei voti dei democratici.
«L’osservazione di Kennedy fa eco alla logora letteratura antisemita che incolpa gli ebrei per l’emergere e la diffusione del coronavirus che ha iniziato a circolare online poco dopo lo scoppio della pandemia, secondo Rapporto sull’Antisemitismo mondiale 2021 del Centro per gli Studi dell’Ebraismo europeo contemporaneo dell’Università di Tel Aviv 2021» scrive il Post.
«Uno studio dell’Università di Oxford del 2020 ha rilevato che quasi 1 britannico su 5 credeva che gli ebrei avessero creato la pandemia di coronavirus per guadagno finanziario».
Subito si è fatta sentire anche l’Anti-Defamation League, organizzazione goscista di difesa della reputazione degli ebrei: «l’affermazione per cui il COVID-19 sia un’arma biologica creata dai cinesi o dagli ebrei per attaccare i caucasici e i neri è profondamente offensiva e alimenta le teorie del complotto sinofobiche e antisemite sul COVID-19 che abbiamo visto evolversi negli ultimi tre anni».
Insomma, la lettera scarlatta, la A di antisemita si è abbattuta su Kennedy.
E subito i giornali hanno ripreso l’uscita che RFK fece durante il lockdown, quando disse che ai tempi del nazismo gli ebrei potevano scappare in Svizzera attraverso i monti, e Anna Frank poteva nascondersi in soffitta: con il sistema di sorveglianza elettronica totale in caricamento non ci sarà più alcuna possibilità di fuga.
Per aver detto una cosa del genere – che riprendeva le profetiche riflessioni che all’epoca Kennedy stava facendo (e Renovatio 21 traducendo qui) sullo strapotere di Gates e dell’Industria dei Big Data unita al governo della Sorveglianza visto col COVID – fu ricoperto di veleno, a ettolitri, e da tutte le parti: perfino la moglie, l’attrice Cheryl Hines (nota per Curb your enthusiasm, una serie non nota in Italia ma popolare assai negli USA) prese le distanze. Qualche rabbino, tuttavia, scrisse parole di sostegno.
Tanto per iniziare: lo studio esiste. Si chiama «Varianti di codifica ACE2 in diverse popolazioni e il loro potenziale impatto sull’affinità di legame SARS-CoV-2», ed è stato pubblicato da Biochem Byophys Rep del dicembre 2020.
«La suscettibilità di diverse popolazioni all’infezione da SARS-CoV-2 non è ancora stata compresa» scrive lo studio. «Abbiamo combinato l’analisi delle varianti di codifica ACE2 in diverse popolazioni e calcoli di chimica computazionale per sondare gli effetti sull’interazione SARS-CoV-2/ACE2. ACE2-K26R; che è più frequente nella popolazione ebraica ashkenazita».
«Al contrario, [le varianti] ACE2-I468V, R219C, K341R, D206G, G211R (…) sono più frequenti rispettivamente nelle popolazioni dell’Asia orientale, dell’Asia meridionale, dell’Africa e dell’afroamericano, dell’Europa, dell’Europa e dell’Asia meridionale».
Non è una fake news: quando Kennedy accenna a studi sul diverso impatto del COVID in base all’etnia dice il vero; e se accettate, come stanno facendo tutti, che il coronavirus è uscito da un laboratorio che aveva rapporti con l’Esercito di Liberazione del Popolo… fate voi, è davvero 2+2.
Tuttavia, non è il COVID il vero tabù, e nemmeno – udite udite – gli ebrei.
Il tabù, che la società lo comprenda o no, è sulle armi biologiche, sulle quali c’è un trattato che nessuna Nazione rispetta – in primis gli USA.
Per le armi atomiche ci sono stati decenni di discussione, con manifestazioni, convegni, film, incontri diplomatici internazionali. Sulle armi biologiche c’è invece il silenzio assoluto: nessuno sa cosa facciano davvero, dove stiano, quante ce ne siano.
Ogni tanto emerge qualche dato che non quadra: i cadaveri degli africani morti di Ebola spediti negli USA, o i biolaboratori ucraini, sui quali anche noi apponevamo il bollino «complottismo» fino a quando Victoria Nuland non lo ammise ad un’audizione della Commissione Esteri del Senato USA – e qui Kennedy, in quella cena turbolenta, ha fatto benissimo a ricordarlo.
E quindi, veniamo al dunque, alla questione – più taciuta che mai – delle «bombe etniche», le bioarmi che uccidono solo una certa parte della popolazione, salvandone l’altra.
Nel novembre 1998, il giornale britannico Sunday Times riferì che Israele stava tentando di costruire una «etno-bomba» contenente un agente biologico che potesse mirare specificamente ai tratti genetici presenti tra le popolazioni arabe – cioè i cosiddetti palestinesi. La storia fu riportata anche da Wired e da Foreign Report.
A contrastare questa voce, paragonandola all’«accusa del sangue» contro gli ebrei dei tempi antichi (quelli di San Simonino, per essere chiari) fu anche allora, coincidenza, il New York Post, che disse che forse si trattava di un lavoro di fantascienza di un accademico israeliano.
La possibilità di una «bomba genetica» è stata presentata nel 2004 all’interno libro di Vincent Sarich e Frank Miele, Race: The Reality of Human Differences. Nello stesso anno, il Guardian pubblicava un articolo in cui diceva che la British Medical Association (BMA) considerava le armi biologiche progettate per colpire determinati gruppi etnici come una possibilità, ed evidenziava i problemi che i progressi della scienza per cose come «il trattamento dell’Alzheimer e di altre malattie debilitanti potrebbero essere utilizzate anche per scopi malvagi».
In un rapporto intitolato «Rebuilding Amercan Defenses» scritto nel 2000 dai neoconservatori – quelli della guerra in Iraq, e ora della guerra in Ucraina – del Project for a New American Century (Progetto per un nuovo secolo americano, o PNAC), si affermava che «la proliferazione di missili balistici, da crociera e di velivoli senza pilota a lungo raggio (UAV) renderà molto più facile proiettare l’energia militare in tutto il mondo. Le munizioni stesse diventeranno sempre più accurate, mentre i nuovi metodi di attacco – elettronico, “non letale£, biologico – saranno più ampiamente disponibili».
«Anche se ci vorrà qualche decennio perché il processo di trasformazione si svolga, nel tempo, l’arte della guerra in aria, terra e mare sarà molto diversa da quella attuale, e il “combattimento” probabilmente avrà luogo in nuove dimensioni: nello spazio, nel “cyber-spazio” e forse il mondo dei microbi» dettagliavano i neocon.
Con più precisione: «Forme avanzate di guerra biologica che possono “indirizzare” specifici genotipi possono trasformare la guerra biologica dal regno del terrore in uno strumento politicamente utile».
Non si tratta nemmeno dei soli USA: qualcuno ricorda il Sud Africa dell’apartheid, che avrebbe cercato di utilizzare il suo programma nazionale di vaccinazione come copertura per sterilizzare segretamente la popolazione nera – un po’ quello di cui medici e vescovi kenyoti hanno accusato le campagne di vaccinazione degli organismi sovranazionali.
Nel maggio 2007, il governo russo ha vietato tutte le esportazioni di campioni biologici umani: un rapporto del capo del servizio segreto FSB Nikolaj Patrushev presentato a Putin affermava dello sviluppo in corso di «armi biologiche genetiche» mirate alla popolazione russa da parte delle istituzioni occidentali, di cui faceva i nomi.
Qualche anno fa sarebbe arrivata una sorta di conferma dal dipartimento della biologia molecolare dell’ala medica 59esima brigata dell’aviazione degli USA, che avrebbe rivelato di aver raccolto specificamente campioni di DNA russo, suscitando forti timori in Russia per lo stato avanzato del possibile programma di armi biologiche diretto dagli Stati Uniti.
Nel 2010 l’aeronautica statunitense in un documento di controproliferazione intitolato «Biotecnologie: patogeni geneticamente modificati», elencava diversi modi in cui tali armi potrebbero essere utilizzate:
«Il gruppo JASON, composto da scienziati accademici, è stato consulente tecnico del governo degli Stati Uniti. Il loro studio ha generato sei vaste classi di patogeni geneticamente modificati che potrebbero rappresentare gravi minacce per la società. Questi includono – pur non limitandosi solo a queste – armi biologiche, geni, terapia genica come arma, virus furtivi, malattie scambiabili e altre malattie progettate su misura».
Il documento scriveva precisamente riguardo la possibilità di ideare una «malattia che potrebbe spazzare via un’intera popolazione o un determinato gruppo etnico».
Nel 2016, la rivista Foreign Policy ha suggerito la possibilità di un virus utilizzato come arma biologica etnica che potrebbe sterilizzare una «popolazione etnica geneticamente correlata».
Nel 2017, un libro di testo pubblicato dall’Università di Difesa Nazionale dell’Esercito di Liberazione del Popolo cinese chiamato Scienza della strategia militare presentava il potenziale per la guerra biologica per includere «specifici attacchi genetici etnici»: «lo sviluppo della moderna biotecnologia sta gradualmente mostrando forti segni caratteristici di una capacità offensiva», inclusi «specifici attacchi genetici etnici» scrive il libro.
Anni dopo, avremmo avuto eco di tali discorsi negli interventi del professor Joseph Tritto, praticamente una delle uniche voci a parlare di bioarmi e della corsa della Cina per ottenerle.
La lista è ancora lunga, noi però ci fermiamo, perché speriamo lo si sia capito: le bioarmi etniche sono realtà.
Sta accadendo, ora: qualcuno sta costruendo la tecnologia per far fuori solo la vostra razza, la vostra etnia, la vostra famiglia.
Potete dare dell’antisemita a Kennedy, e pure raccontare delle puzzette alle sue cene: ma la minaccia immane di queste armi dal potere indicibile è su tutti noi.
Prima o poi bisognerà iniziare a parlarne davvero: e non solo alle cene elettorali di Manhattan.
Questo sia di promemoria anche per i lettori italiani: un politico che dice di volervi proteggere, ma che mai nomina il tema delle armi biologiche non merita il vostro voto, né il vostro rispetto.
Roberto Dal Bosco
Armi biologiche
I vaccini COVID mirano a ridurre la popolazione mondiale avvelenando miliardi di persone: parla un medico sudafricano
Un eminente medico, a cui si attribuisce il merito di aver contribuito allo sviluppo di trattamenti precoci per il COVID-19, ha affermato che, a suo giudizio, lo scopo della pandemia e delle campagne vaccinali è quello di «controllare e uccidere una larga parte della nostra popolazione senza che nessuno sospetti che siamo stati avvelenati». Lo riporta LifeSite.
Il dottor Shankara Chetty, medico di famiglia in Sudafrica che, secondo il suo sito web , ha «curato 7000 pazienti affetti da COVID-19 senza un solo ricovero ospedaliero o decesso», ha combinato le sue conoscenze mediche con le sue osservazioni sui dettami del governo e sulla censura dei media per supportare le sue conclusioni.
Durante una riunione Zoom con persone che sembravano essere medici, il dottor Chetty ha introdotto il suo intervento ponendo una domanda: «penso che la prospettiva su ciò che sta accadendo sia di vitale importanza. Dobbiamo capire qual è l’ obiettivo. Tutti sanno che ci sono incongruenze, che c’è coercizione, ma dobbiamo capire perché. Perché esiste?»
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Il medico ha poi individuato come aspetto «più importante» per rispondere a queste domande il «patogeno che causava tutti i decessi causati dal COVID», la proteina spike trasportata dal virus e che il vaccino è progettato per produrre nel corpo del ricevente.
«Se dovessi esprimere la mia opinione su ciò che sta accadendo su scala globale», ha detto, «la proteina spike è una delle tossine o dei veleni più elaborati che l’uomo abbia mai creato. E lo scopo di questa tossina è uccidere miliardi di persone senza che nessuno se ne accorga. Quindi, è un veleno con uno scopo preciso».
Il medico, ampiamente riconosciuto per aver sviluppato la cosiddetta «Terapia dell’ottavo giorno per il COVID-19» per i pazienti che sono entrati nella fase infiammatoria più pericolosa della malattia, ha poi affermato che «quello che sembra essere successo qui è che hanno progettato un virus e ci hanno inserito questo pacchetto di livello militare chiamato “proteina spike”».
Con il rilascio iniziale di questa «tossina ingegnerizzata in modo estremamente elaborato», le reazioni allergiche attese si verificano in una piccola percentuale di persone, causando in molti casi gravi malattie e la morte al momento della reazione. Secondo il Chetty, questo avviene normalmente all’ottavo giorno di comparsa dei sintomi.
Il medico ha affermato che a causa dei primi 14 giorni di lockdown globali, i pazienti infetti da COVID-19 che hanno avuto reazioni allergiche sono arrivati in ritardo negli ospedali e queste istituzioni hanno implementato protocolli obbligatori «per progettare morte e danni al fine di alimentare la paura».
«Ma il gioco che hanno fatto con questo virus ingegnerizzato era giustificare la vaccinazione del pianeta», ha continuato.
Il dottor Chetty ha aggiunto che queste iniezioni hanno lo scopo di «esporci alla proteina spike per un periodo più lungo».
Il medico veterano di 18 anni, che è stato spesso intervistato su Internet da colleghi medici e ha fatto apparizioni con altri noti innovatori nei trattamenti precoci come i dottori Pierre Kory , Ryan Cole e Richard Urso , ha spiegato come, dopo i decessi dovuti a reazioni allergiche nelle prime due settimane, iniziano a emergere pericoli per la salute a lungo termine.
Secondo il Chetty cominciamo «a vedere i danni endoteliali [del rivestimento dei vasi sanguigni] che questo vaccino causa con la sua proteina spike, con la sua influenza sui recettori ACE2. Queste sono le morti che dovrebbero seguire . E non saranno mai attribuite alla proteina spike, una tossina molto ben progettata», ha affermato.
«Ora, la proteina spike è anche una proteina di membrana. Quindi, l’mRNA la distribuirà in tutto il nostro corpo. Sarà prodotta in vari tessuti del nostro corpo. Sarà incorporata nelle membrane che circondano il nostro corpo e in quei tessuti specifici».
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«Quei tessuti saranno riconosciuti come estranei e scateneranno una serie di risposte autoimmuni. Quindi, i decessi che dovrebbero seguire alle vaccinazioni non potranno mai essere attribuiti al veleno! Saranno troppo diversi, saranno troppi e si verificheranno in un arco di tempo troppo ampio perché possiamo capire di essere stati avvelenati», ha continuato.
«A lungo termine, questa tossina esaspera le malattie preesistenti nelle persone», ha spiegato il medico.
Con alcune sostanze tossiche, tra cui «pezzi di proteina dell’HIV» all’interno di questa proteina spike «sicuramente ingegnerizzata», Chetty afferma che «le persone affette da cancro avranno una recrudescenza del cancro e diranno che sono morte di cancro».
«Le persone con lesioni vascolari o predisposte, come i nostri diabetici e [quelli con] ipertensione, avranno ictus e infarti e il resto in momenti diversi, e li attribuiremo alle loro condizioni preesistenti», ha detto.
«Nel corso del tempo, le persone svilupperanno patologie autoimmuni, la cui diversità non verrà mai affrontata da alcun intervento farmaceutico perché sono troppo mirate (…) tuttavia penso che se le persone capissero qual è l’intenzione, allora capirebbero perché è successo quello che è successo. La logica malata, la coercizione, la repressione, sono tutte giustificate se si capisce che c’è un piano più ampio. Questo piano è quello di garantire che possiamo controllare e uccidere una larga parte della nostra popolazione senza che nessuno sospetti che siamo stati avvelenati», ha detto il medico africano.
«E quindi, penso che la giustificazione di tutto ciò che vediamo sia giustificata per comprendere il risultato finale», ha concluso. «Penso che ci sia un quadro molto ampio in gioco; altrimenti i vaccini non avrebbero alcun senso. Ci è stato venduto il vaccino come la nostra salvezza fin dall’inizio, e se guardiamo alla scienza, la scienza non funziona».
Altri esperti hanno segnalato da tempo la possibilità di scenari simili. Lo scorso marzo, un ex alto funzionario della Bill & Melinda Gates Foundation, Geert Vanden Bossch , ha attirato molta attenzione quando ha pubblicato una lettera aperta e un video in cui avvertiva di una «catastrofe globale senza eguali» dovuta ai programmi sperimentali di vaccinazione contro il COVID-19.
Nella sua lettera, il precedente responsabile del programma senior per la Global Alliance for Vaccines and Immunization (GAVI) ha scritto che «sta diventando sempre più difficile immaginare come le conseguenze del vasto» programma di vaccini basati sul trasferimento genico «non possano spazzare via gran parte della nostra popolazione umana».
«Si potrebbero pensare solo a pochissime altre strategie per raggiungere lo stesso livello di efficienza nel trasformare un virus relativamente innocuo in un’arma biologica di distruzione di massa», ha affermato.
Il cardiologo esperto di COVID-19 Peter McCullough, ha affermato che «abbiamo tra le mani la più grande catastrofe biologica della storia dell’umanità… e nessuno sa come fermarla». Traendo le stesse conclusioni del dottor Chetty altrove , McCullough, autore di oltre 650 pubblicazioni in letteratura medica sottoposta a revisione paritaria, ha affermato di credere «che siamo sotto l’applicazione di una forma di bioterrorismo che è mondiale, [e] che sembra essere stata pianificata per molti anni».
Altri esperti, tra cui America’s Frontline Doctors (AFLDS , hanno da tempo messo in guardia contro la possibilità di un diffuso potenziamento dipendente dagli anticorpi (ADE) come reazione ai vaccini, una condizione che può certamente essere fatale.
In un white paper pubblicato a gennaio, l’AFLDS ha spiegato che «l’ADE è particolarmente insidiosa perché è una reazione ritardata. Inizialmente tutto sembra andare bene. La persona sembra avere un’ottima risposta immunitaria, ma poi [questa vulnerabilità indotta dal vaccino] diventa mortale quando la persona è esposta al virus in natura».
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«Il vaccino amplifica l’infezione anziché prevenirne i danni», scrive l’AFLDS. «Potrebbe essere riscontrato solo dopo mesi o anni di utilizzo nelle popolazioni di tutto il mondo». L’AFLDS ha inoltre avvertito che le reazioni ADE «sono difficili da provare», poiché spesso vengono interpretate come infezioni da «un virus peggiore» o, forse, da una variante più pericolosa.
La dottoressa Sherri Tenpenny aveva lanciato un allarme simile lo scorso febbraio, prevedendo una diffusione della malattia e un tasso di mortalità per ADE a seguito di queste iniezioni. Si aspettava un aumento delle persone con difficoltà respiratorie, che sarebbero state dichiarate affette da un «virus mutante» (ovvero una «variante pericolosa»), il che avrebbe potuto essere utilizzato per promuovere la narrazione secondo cui sono necessarie più vaccinazioni, quando «ciò che queste persone stanno effettivamente sperimentando è l’anticorpo creato dal vaccino originale».
Un’altra esperta che ha espresso preoccupazioni simili è la dottoressa Dolores Cahill , medico irlandese esperto in immunologia e biomedicina. In una presentazione di gennaio, ha affermato che, a causa dell’elevato rischio di ADE, coloro che prenderebbero in considerazione la ricezione di questi «vaccini» dovrebbero comprendere che per il resto della loro vita avrebbero un «rischio di morte molto più elevato» a causa della vaccinazione.
Cahill si aspettava inoltre un numero significativo di decessi dovuti ad ADE nelle settimane, nei mesi e negli anni successivi alle campagne di vaccinazione e ha espresso preoccupazione che tali decessi sarebbero stati classificati come dovuti al COVID-19, quando in realtà potrebbero essere il risultato della vaccinazione.
Da allora, la correlazione drammatica tra l’implementazione di campagne di «vaccinazione» in nazioni di tutto il mondo e il forte aumento dei decessi attribuiti al COVID-19 è diventata la norma.
In un’intervista rilasciata a marzo , l’ex vicepresidente e capo scienziato per le allergie e le malattie respiratorie della Pfizer, il dottor Michael Yeadon , ha tratto conclusioni simili a quelle di Chetty, affermando: «se qualcuno volesse danneggiare o uccidere una parte significativa della popolazione mondiale nei prossimi anni, i sistemi messi in atto in questo momento glielo consentirebbero».
«Sono del tutto convinto che questo [sistema di vaccinazione tramite trasferimento genetico su larga scala] possa essere utilizzato per uno spopolamento su larga scala», ha affermato lo Yeadon. Quando ha pubblicato il video del dottor Chetty su Telegram, lo Yeadon ha esplicitamente affermato la tesi del medico sudafricano affermando: «questa è un’opinione interessante che ha tanto senso quanto qualsiasi altra».
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«Gli obblighi vaccinali sono illogici e spaventosi, poiché la maggior parte delle persone non è esposta a grandi rischi a causa del virus e i vaccini non prevengono l’infezione o la trasmissione. Quindi, non offrono un beneficio sociale, ma solo un potenziale beneficio individuale», ha affermato il medico. «Non costringeremmo MAI le persone a fare qualcosa che porta SOLO benefici a loro, e anche in quel caso, in circostanze improbabili. È una follia. Rifiutate», ha consigliato Yeadon.
Come noto ai lettori di Renovatio 21, non è la prima volta che il dottor Yeadon avanza questo tipo di accuse: ancora un anno fa lanciava l’allarme sul piano vaccinale, dicendo che ne è «sicuro», «non leggermente, ma sicuro». «Questi materiali sono stati progettati intenzionalmente danneggiare, mutilare e uccidere e ridurre la fertilità umana. Questo è il mio verdetto» aveva dichiarato pubblicamente, per poi dire che «se si sommano le bugie, la distruzione economica, l’omicidio e il danno intenzionale derivante dalle sostanze iniettabili, temo che l’unica conclusione a cui arrivo è che qualcuno lassù vuole ridurre la popolazione».
Come riportato da Renovatio 21, il 1° dicembre 2020, Yeadon con il medico tedesco Wolfgang Wodarg aveva presentato una petizione all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) per l’immediata sospensione di tutti gli studi sul vaccino COVID-19 in Europa a causa di significativi problemi di sicurezza, inclusa la prevedibile possibilità che molte persone possano «sviluppare allergie, reazioni potenzialmente fatali alla vaccinazione».
Il dottor Yeadon, tra gli unici ad insistere sin da subito sul problema dei rischi alla fertilità del vaccino COVID, non è nuovo a queste affermazioni forti sul siero genico, definito «omicidio di massa deliberato».
«Stanno venendo a prendere te e i tuoi figli» scrisse in un messaggio dell’anno scorso. «Ci sono ampie prove che stanno emergendo riguardo una paziente pianificazione a lungo termine. Mi dispiace tanto».
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Armi biologiche
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Armi biologiche
La Georgia farà causa alla BBC per affermazioni «assurde» sulle armi chimiche
La Georgia ha reso noto che intenterà una causa contro la BBC «per aver propalato accuse mendaci e infamanti», in seguito a un servizio dell’emittente pubblica britannica che ha sostenuto l’impiego di armi chimiche da parte del governo di Tbilisi contro i manifestanti nel corso del 2024.
Il Caucaso meridionale è stato teatro di imponenti e violente proteste europeiste alla fine dell’anno scorso, innescate dal congelamento provvisorio dei negoziati per l’integrazione UE da parte dell’esecutivo, che ha accusato Bruxelles di manipolare l’aspirazione all’adesione georgiana per fini di ingerenza politica.
In un’inchiesta pubblicata lunedì, la BBC ha imputato alle autorità di Tbilisi l’utilizzo di agenti chimici risalenti alla Grande Guerra durante le dimostrazioni – un addebito che il partito di governo Sogno Georgiano ha bollato come fondato su «dati deliranti e infondati».
L’indagine dell’emittente ha indicato che le forze dell’ordine avrebbero miscelato un composto anti-sommossa antiquato all’acqua erogata dagli idranti per sfoltire la folla.
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Tbilisi ha replicato che la BBC non ha allegato alcuna documentazione a supporto delle sue tesi. Nonostante le sollecitazioni rivolte all’emittente per chiarimenti e le repliche puntuali fornite alle sue interrogazioni, il governo ha ricevuto in cambio «un florilegio di falsità» e «imputazioni gravi», ha denunciato.
«Abbiamo deliberato di adire le vie legali contro i media bugiardi nei fori internazionali. Impiegheremo ogni strumento giuridico disponibile per chiamare in causa i cosiddetti organi di informazione che seminano menzogne, per aver divulgato calunnie e accuse spurie».
Sogno Georgiano ha tacciato la BBC di «mancare di scrupoli etici o professionali nell’eseguire mandati loschi e diffondere menzogne», alludendo agli scandali recenti che ne hanno scalfito la reputazione.
All’avvio di questo mese, alti dirigenti si sono dimessi dopo che è emerso che, nel 2024, la BBC aveva trasmesso un documentario che amalgamava due segmenti del discorso di Donald Trump del 6 gennaio 2021 al Campidoglio in modo tale da suggerire fallacemente «un incitamento esplicito alla violenza», come ammesso dall’emittente.
Trump ha accusato l’emittente di aver interferito nelle elezioni americane con il controverso reportage e ha ventilato un’azione legale «per una somma tra 1 e 5 miliardi di dollari».
Un recente dossier parlamentare britannico ha rilevato che la BBC registra perdite annue superiori a 1 miliardo di sterline (1,3 miliardi di dollari) per disdette di abbonamento e morosità nelle concessioni.
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Immagine di Sebastiandoe5 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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