Armi biologiche
Il COVID è stato deliberatamente rilasciato durante i Giochi militari di Wuhan del 2019?
I Giochi Mondiali militari si sono svolti a Wuhan dal 18 al 27 ottobre 2019, pochi giorni prima che la pandemia COVID scoppiasse in tutto il mondo.
Molti dei 9.308 atleti in rappresentanza di 109 paesi che hanno partecipato ai Giochi – tra i membri più sani e in forma della popolazione umana – sono tornati con sintomi influenzali.
Ora, un nuovo articolo si aggiunge a quanti suggeriscono che gli atleti potrebbero essere stati deliberatamente infettati da COVID.
L’articolo proviene da Jennifer Zeng, una giornalista dissidente cinese che ha intervistato un informatore vicino al dottor Shan Chao, che era ricercatore presso biolaboratorio dell’Istituto di Virologia di Wuhan.
I am reposting this as there was a typo in #ShanChao's name in my previous tweet.
First-ever explosive admission from Shan Chao (单超 ), researcher of #WIV (#WuhanInstituteofVirology) & vice director of #WuhanP4Lab.
Main points:
1. I was given 4 strains of #coronavirus… pic.twitter.com/44AJOhkqGx— Inconvenient Truths by Jennifer Zeng 曾錚真言 (@jenniferzeng97) July 5, 2023
Secondo l’informatore, il dottor Shan ha riferito di aver ricevuto quattro varianti di SARS-CoV-2 nel febbraio 2019 dal suo capo e gli è stato chiesto di determinare quale fosse la più contagiosa per l’uomo.
Queste «armi biologiche» – come le chiamava lui – non erano varianti naturali ma erano state progettate in laboratorio, ha detto.
Il dottor Shan ha inoltre riferito che molti dei suoi colleghi erano assenti dalle loro normali postazioni di lavoro durante i Giochi mondiali militari del 2019 a Wuhan.
Qualcuno in seguito gli avrebbe spiegato che erano stati inviati apparentemente per «verificare le condizioni igieniche» degli hotel dove alloggiavano gli atleti, ma che il loro vero scopo era la diffusione del coronavirus che aveva individuato come il più infettivo.
Le parole esatte dell’informatore di Zeng sarebbero: «a uno dei ragazzi è stato chiesto di inoculare persone di altri Paesi durante l’evento in modo che possano essere infettate e riportare l’agente patogeno nel Paese da cui provengono con solo sintomi minori, il che è piuttosto comune negli ultimi tempi autunno».
Nel libro Guida politicamente scorretta alle pandemie, il sinologo Stephen Mosher scrive che «fonti in Cina non solo hanno confermato che il virus SARS-CoV-2 non era solo un prodotto di laboratorio, ma anche che all’inizio del 2019 era pronto per essere schierato contro soggetti umani (…) Come riportato per la prima volta del Dr. Lawrence Sellin, gli scienziati dell’Istituto di virologia di Wuhan sono stati coinvolti nel testare la trasmissibilità del virus cinese nelle scimmie, un’esercitazione sul rilascio e la risposta del coronavirus all’aeroporto Tianhe di Wuhan nel settembre 2019 e un rilascio effettivo di COVID-19 presso il Giochi Mondiali Militari 2019 dal 18 al 27 ottobre 2019. Secondo la fonte del Dr. Sellin, questo doveva essere un piccolo rilascio di test a breve termine di COVID-19, e speciali screening sanitari degli atleti sarebbero stati utilizzati per monitorare i risultati».
Si tratta di accuse durissime contro il regime cinese, che circolano tuttavia da tempo.
«Il noto dissidente cinese Wei Jingsheng ha confermato in modo indipendente dalle sue stesse fonti in Cina che il virus è stato rilasciato intenzionalmente sugli atleti ai Giochi» scrive Mosher in un recente articolo pubblicato su Lifesitenews.
Alcuni degli atleti in visita in seguito hanno raccontato di essersi ammalati a Wuhan e di come hanno dovuto essere messi in quarantena durante e dopo i voli di ritorno nei loro Paesi d’origine. Apparentemente gli atleti canadesi sono stati particolarmente colpiti, con circa un quarto della squadra canadese che si è ammalato così tanto durante il loro soggiorno a Wuhan che sono stati messi in quarantena nella parte posteriore dell’aereo durante il volo di ritorno in Canada.
Molti altri atleti di tutto il mondo hanno sviluppato sintomi che ora riconosciamo come caratteristici del COVID-19. «È strano che così tanti giovani estremamente in forma si ammalino contemporaneamente, a meno che non siano stati infettati deliberatamente» nota Mosher.
In effetti, come parte del loro tentativo di incolpare gli Stati Uniti per la pandemia, le stesse autorità cinesi hanno inavvertitamente confermato che il COVID si è diffuso ai Giochi di Wuhan, sebbene abbiano tentato di incolpare gli atleti statunitensi per averlo introdotto.
Come avrebbe spiegato la fonte del Dr. Sellin, «il rilascio di COVID-19 ai Military World Games è stato anche un test degli effetti a lungo termine di quel tipo di arma biologica perché i visitatori stranieri ai Giochi lo avrebbero riportato nei loro Paesi e vi si potevano osservare le conseguenze (…) Il successivo focolaio a Wuhan è stato del tutto inaspettato. Cioè non c’è stata alcuna fuga di laboratorio, ma la diffusione involontaria tra la popolazione cinese di Wuhan di un virus di cui avevano sottovalutato la trasmissibilità», scrive l’articolo di LSN.
«Non ci sono dubbi su quello che è successo dopo: una volta che la stessa Cina è stata inaspettatamente nella morsa del Covid, il PCC, disperato, ha usato il proprio popolo come “vettori di malattie umane” per accelerare il rilascio della sua “arma biologica illimitata” nel mondo» dice Mosher, che accusa il presidente USA: «il corrotto Joe Biden, ovviamente, non chiamerà mai il Partito Comunista Cinese a rendere conto di tutto ciò, dal momento che è stato compromesso dal denaro comunista. Donald Trump, tuttavia, ha promesso di fare proprio questo».
Come riportato da Renovatio 21, l’ipotesi di un rilascio volontario presso i Giochi Militari dell’ottobre 2019 era stato indicato anche dal dissidente del Partito Comunista Cinese Wei Jingsheng. Tali rivelazioni erano state raccolte nel documentario TV della giornalista australiana Sharri Markson What really happened in Wuhan, dove tuttavia si notava che non ci sono prove concrete che la Cina abbia usato il COVID come arma biologica, ma vi sono molti elementi che suggeriscono che il laboratorio di Wuhan stava lavorando su un virus che assomigliava molto al COVID-19.
In Italia si era avuto il caso dello schermidore, già medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino 2008, Tagliariol. Lo spadista trevigiano era i Mondiali militari come aviere capo dell’Aeronautica militare distaccato nel gruppo sportivo.
Nel maggio 2020, nei giorni del lockdown, Tagliariol dichiarò: «ci siamo ammalati tutti, 6 su 6 nell’appartamento e moltissimi anche di altre delegazioni. Tanto che al presidio medico avevano quasi finito le scorte di medicine». «Ho avuto febbre e tosse per 3 settimane – dice il campione azzurro – e gli antibiotici non hanno fatto niente; poi è toccato a mio figlio e alla mia compagna. Non sono un medico, ma i sintomi sembrano quelli del COVID-19».
Poi vi furono polemiche e smentite.
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Armi biologiche
Tulsi Gabbard pubblica i documenti sui «pericolosi» biolaboratori ucraini
La direttrice dimissionaria dell’Intelligence nazionale statunitense (DNI), Tulsi Gabbard, ha reso pubbliche nuove prove che indicherebbero come laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti in Ucraina stessero effettuando ricerche su agenti patogeni pericolosi. In precedenza, Washington aveva negato qualsiasi coinvolgimento nella gestione di questi laboratori.
Pubblicati venerdì, i documenti declassificati rivelano che gli Stati Uniti hanno «costruito e supportato» 40 laboratori biologici in Ucraina, impegnati a lavorare con «agenti patogeni particolarmente pericolosi» tra cui antrace, influenza aviaria, Ebola, peste e tubercolosi. Almeno 12 di questi laboratori conducevano ricerche su esseri umani.
Alcuni laboratori erano coinvolti nella cosiddetta ricerca «di guadagno di funzione», una pratica controversa in cui i virus animali vengono modificati per aumentarne la virulenza e la trasmissibilità al fine di studiarne gli effetti sugli esseri umani.
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I documenti, parzialmente censurati, affermano che gli Stati Uniti hanno finanziato la costruzione e l’allestimento di almeno quattro laboratori, per un costo totale superiore a 9 milioni di dollari. Rivelano inoltre che questi laboratori hanno condotto ricerche per conto e in collaborazione con il dipartimento dell’Agricoltura e dell’Alimentazione degli Stati Uniti, l’Esercito degli Stati Uniti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le Nazioni Unite e diverse università statunitensi. Metabiota, un’azienda biotecnologica in parte di proprietà della società di investimento di Hunter Biden, è anch’essa elencata come partner.
Nel febbraio 2022, con l’ingresso delle truppe russe in Ucraina, il ministero della Difesa russo affermò che il governo di Volodymyr Zelens’kyj a Kiev aveva ordinato la «distruzione d’emergenza» di agenti patogeni in diversi laboratori ucraini finanziati dagli Stati Uniti. Il ministero accusò Kiev di aver impartito tale ordine nel tentativo di occultare il proprio ruolo in un programma americano di armi biologiche.
Tra i documenti diffusi dal ministero figurava un ordine del ministero della Salute ucraino di distruggere gli agenti patogeni, tra cui «peste, antrace, tularemia, colera e altre malattie mortali».
Dopo aver esaminato migliaia di pagine di documenti sequestrati nei laboratori di Donetsk, Lugansk e Kherson, il tenente generale Igor Kirillov delle Forze russe di difesa radiologica, chimica e biologica concluse nel 2023 che «gli Stati Uniti, con il pretesto di garantire la biosicurezza globale, hanno condotto ricerche a duplice uso, inclusa la creazione di componenti per armi biologiche, in prossimità dei confini russi». Kirillov guidò l’indagine russa sui laboratori fino al suo assassinio nel 2024, presumibilmente per mano dei Servizi di sicurezza ucraini (SBU).
Today, I’m releasing never before seen intelligence revealing new evidence of past US government funding for more than 120 biolabs in over 30 countries, including Ukraine.
In support of President Trump‘s Executive Order to end federal funding of dangerous gain of function… pic.twitter.com/RkPHnAbka9
— DNI Tulsi Gabbard (@DNIGabbard) June 12, 2026
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Tra le strutture menzionate dal ministero figurava l’Istituto di Medicina Veterinaria di Charkiv. L’esercito russo ha accusato l’Ucraina di condurre ricerche su potenziali armi biologiche nel seminterrato dell’istituto. Secondo i documenti di Gabbard, la struttura possedeva effettivamente un piano interrato, dove venivano conservati i batteri dell’antrace e della brucellosi. Entrambi sono considerati armi biologiche a causa della loro estrema infettività e della capacità di causare malattie debilitanti.
Nel marzo del 2022, l’allora sottosegretario di Stato americano Victoria Nuland ammise sotto giuramento che «l’Ucraina possiede strutture di ricerca biologica». Tuttavia, la Nuland negò che tali strutture lavorassero su armi biologiche e insistette sul fatto che «gli Stati Uniti non possiedono né gestiscono alcun laboratorio chimico o biologico in Ucraina».
Il dipartimento di Stato americano ha affermato che «il Cremlino sta diffondendo intenzionalmente menzogne palesi, sostenendo che gli Stati Uniti e l’Ucraina stiano conducendo attività legate alle armi chimiche e biologiche in Ucraina», mentre l’allora ambasciatrice statunitense presso le Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, ha dichiarato che «non esistono laboratori ucraini per la produzione di armi biologiche supportati dagli Stati Uniti».
«Nonostante l’evidente potenziale impatto globale catastrofico che la ricerca su agenti patogeni pericolosi nei laboratori biologici può avere, politici, cosiddetti professionisti della salute come il dottor Fauci ed entità all’interno del team per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Biden hanno mentito al popolo americano sull’esistenza di laboratori biologici finanziati e supportati dagli Stati Uniti e hanno minacciato coloro che hanno tentato di svelare la verità », ha dichiarato la Gabbarda in un comunicato stampa venerdì.
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La Gabbard ha dichiarato di aver impartito nuove direttive alle agenzie di Intelligence statunitensi in merito alla raccolta di dati dai laboratori in Ucraina e dalla più ampia rete di laboratori biologici collegati agli Stati Uniti in tutto il mondo. Attualmente, il suo ufficio sta raccogliendo «nuovi dettagli sulle sperimentazioni cliniche in corso presso queste strutture, che sollevano significative preoccupazioni etiche, finanziarie e di sicurezza», si legge nella sua dichiarazione.
Tuttavia, la Gabbard non sarà in grado di agire sulla base di queste informazioni ancora per molto. In seguito alla diagnosi di una rara forma di cancro alle ossa ricevuta dal marito il mese scorso, la veterana hawaiana ha annunciato il suo ritiro a fine giugno.
Giovedì il presidente Donald Trump ha annunciato la nomina di Jay Clayton, procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York, al posto della Gabbard come Direttore dell’Intelligence Nazionale (DNI). Clayton non si è mai espresso pubblicamente sulla questione dei laboratori biologici.
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Armi biologiche
I grandi gruppi IA sostengono le normative sul DNA per limitare il rischio di armi biologiche
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Armi biologiche
Documenti desecretati collegano l’epidemia di Lyme al programma statunitense di armi biologiche
Un’ampia indagine basata su documenti governativi declassificati e ricerche scientifiche precedentemente soppresse ha portato alla luce prove inconfutabili che i programmi statunitensi di armi biologiche hanno contribuito alla comparsa della malattia di Lyme, che ora colpisce centinaia di migliaia di persone ogni anno, e non solo negli USA.
L’indagine rivela un modello di occultamento che si estende per sei decenni, compresa la soppressione sistematica di ricerche mediche cruciali e il rilascio di quasi 300.000 zecche radioattive in tutta la Virginia per studiare come si sarebbero diffusi gli insetti portatori di malattie.
È divenuto noto negli ultimi anni che la CIA ha utilizzato zecche infette contro Cuba. Documenti declassificati e la testimonianza di un agente della CIA descrivono l’impiego, nel 1962, di zecche infette contro i lavoratori cubani delle piantagioni di canna da zucchero nell’ambito dell’Operazione Mongoose («Mangusta»), il tentativo dell’amministrazione Kennedy di destabilizzare il regime di Fidel Castro.
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L’agente, ora settantenne, ha raccontato ai ricercatori che «la cosa più strana che abbia mai fatto è stata quella di lanciare zecche infette sui lavoratori cubani delle piantagioni di canna da zucchero» utilizzando un aereo da trasporto C-123 che effettuava missioni notturne «quasi sfiorando la superficie dei Caraibi per evitare i radar cubani».
Al ritorno da Cuba, il figlio di quattro mesi dell’agente sviluppò una febbre altissima che mise a rischio la sua vita, rendendo necessario un intervento chirurgico d’urgenza. Il suo comandante della CIA gli consigliò di «bruciare tutti i vestiti che hai portato a Cuba. Brucia tutto», lasciando intendere che c’erano timori di contaminazione.
Secondo quanto riferito dall’operatore, la missione era stata annullata perché «i venti mutevoli di Cuba rendevano difficile la consegna precisa del carico utile».
Tra il 1966 e il 1969, l’esercito statunitense rilasciò 282.800 zecche della specie Amblyomma americanum, rese radioattive con Carbonio-14, in diverse località della Virginia lungo le rotte migratorie degli uccelli. La marcatura radioattiva permise ai ricercatori di monitorare la diffusione delle zecche utilizzando contatori Geiger per diversi anni.
Prima di questi esperimenti, le zecche della stella solitaria non erano presenti a nord della linea Mason-Dixon. Nel giro di pochi anni dai rilasci in Virginia, si erano insediate per la prima volta a Long Island. Due esperti di zecche consultati in merito a questi rilasci si sono detti «sgomenti» e hanno affermato che «oggi non sarebbe mai possibile fare una cosa del genere».
Nel 2014, i ricercatori hanno scoperto una vasta quantità di materiale inedito nel garage del defunto scienziato Willy Burgdorfer, colui che aveva identificato il batterio responsabile della malattia di Lyme. Il materiale ha rivelato che Burgdorfer aveva individuato un secondo agente patogeno, denominato «Agente Svizzero», nei campioni di sangue di pazienti affetti da Lyme provenienti dal Connecticut e da Long Island alla fine degli anni Settanta.
Il sangue dei pazienti affetti da malattia di Lyme ha mostrato «reazioni molto forti» al test con l’agente svizzero, ma questa scoperta è stata completamente omessa dallo studio fondamentale di Burgdorfer del 1982 che ha identificato il batterio responsabile della malattia di Lyme. La soppressione di questa ricerca per oltre 40 anni potrebbe aver contribuito al fallimento dei trattamenti nei pazienti affetti da Lyme cronica.
Il dottor Jorge Benach e il dottor Allen Steere, coautori dello studio del 1982, riconoscono ora che la ricerca sull’Agente Svizzero «dovrebbe essere condotta» perché «le preoccupazioni per la salute pubblica giustificano un esame più approfondito».
Nel 1962, il Segretario alla Difesa Robert McNamara autorizzò il Progetto 112, dando vita a quello che i ricercatori descrivono come un programma di armi biologiche «quasi altrettanto vasto e segreto quanto il Progetto Manhattan». Il programma prevedeva 134 test programmati tra il 1962 e il 1974, con impianti di produzione in grado di allevare 100 milioni di zanzare infette al mese e 50 milioni di pulci alla settimana.
L’esistenza del programma è stata «categoricamente negata dai militari» fino al 2000, quando un’inchiesta della CBS News ha imposto il riconoscimento. I documenti mostrano che il programma coinvolgeva «ogni ramo delle forze armate e delle agenzie di intelligence statunitensi», con siti di sperimentazione dislocati in diversi paesi.
L’operazione Big Itch («grande prurito») del 1954 vide il lancio con successo di 670.000 pulci tramite bombe a grappolo, dimostrando che gli artropodi potevano sopravvivere al lancio aereo e «attaccarsi rapidamente agli ospiti». Il test convalidò la capacità delle armi biologiche di coprire «un’area bersaglio delle dimensioni di un battaglione e di interrompere le operazioni per un massimo di un giorno».
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Il Plum Island Animal Disease Center si trova a soli 13 miglia da Lyme, nel Connecticut, dove la malattia fu identificata per la prima volta. Dal 1952 al 1969, la struttura fu gestita dal Corpo Chimico dell’Esercito per la ricerca sulla guerra biologica, prima di essere trasferita al dipartimento dell’Agricoltura.
La struttura «conduceva spesso i suoi esperimenti all’aperto», con riconosciuti fallimenti nel contenimento, dove «gli animali da esperimento si mescolavano con cervi selvatici e gli uccelli da esperimento con uccelli selvatici». Richard Endris manteneva «oltre 200.000 zecche, sia molli che dure, di varie specie, in vivai di zecche a Plum Island, raccolte personalmente in luoghi lontani come il Camerun, in Africa».
La fauna selvatica si spostava regolarmente tra Plum Island e la terraferma. «I cervi di Lyme nuotavano regolarmente fino a Plum Island e gli uccelli locali vi volavano per nutrirsi di insetti», creando così percorsi diretti per il trasferimento di agenti patogeni di laboratorio alle popolazioni selvatiche.
Nella regione del canale Long Island Sound, a partire dal 1968, si è verificata un’epidemia senza precedenti di malattie trasmesse dalle zecche: 1968: A Nantucket compaiono i primi casi di babesiosi umana nella parte orientale degli Stati Uniti.; 1968: La febbre maculosa delle Montagne Rocciose compare nella regione di Cape Cod; 1970: Centinaia di casi di febbre maculosa delle Montagne Rocciose documentati a Long Island; 1972: Primi 51 casi documentati di artrite di Lyme a Old Lyme, Connecticut.
Secondo un’analisi, «negli anni Novanta l’estremità orientale di Long Island presentava di gran lunga la maggiore concentrazione di casi di malattia di Lyme. Se si tracciasse un cerchio attorno all’area del mondo maggiormente colpita dalla malattia di Lyme, il centro di quel cerchio sarebbe Plum Island».
Willy Burgdorfer, che scoprì il batterio responsabile della malattia di Lyme nel 1982, trascorse gran parte della sua carriera sviluppando armi biologiche trasmesse dalle zecche, prima di dedicarsi alla ricerca civile. In una testimonianza video del 2013, confermò la sua partecipazione alla ricerca sulle armi biologiche e «insinuò che ci fosse stata una qualche forma di rilascio accidentale».
Dopo che le telecamere si spensero, disse alla troupe «Non vi ho raccontato tutto». Prima della sua morte, avvenuta nel 2014, lasciò un biglietto in cui scriveva: «Mi chiedevo perché nessuno avesse fatto niente».
L’indagine ha individuato comportamenti sistematici di occultamento protrattisi per diversi decenni: soppressione di programmi come il Progetto 112, insabbiamento della ricerca sull’Agente Avizzero, mantenimento di documenti classificati oltre ogni giustificazione, ostacolo alle richieste del Congresso e etichettatura delle domande sull’origine in laboratorio come «teorie del complotto».
L’analisi ha confrontato le risposte istituzionali in tre indagini su fughe di laboratorio: il caso della malattia di Lyme negli Stati Uniti, le origini del SARS-CoV-2 in Cina e la recente epidemia di peste suina africana in Spagna. Tutti e tre i casi hanno mostrato schemi identici: cooperazione iniziale seguita da ostruzionismo, soppressione delle prove, promozione di spiegazioni alternative, attacchi alla credibilità degli investigatori e preferenza per l’autovalutazione rispetto alla supervisione indipendente.
Nel 2019, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato un emendamento che imponeva al Pentagono di indagare se l’esercito avesse «condotto esperimenti con zecche e altri insetti in merito al loro utilizzo come armi biologiche tra il 1950 e il 1975» e se tali esperimenti fossero stati «rilasciati al di fuori di qualsiasi laboratorio per errore o nell’ambito di specifici esperimenti».
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Sebbene il batterio della malattia di Lyme sia presente in natura da migliaia di anni, l’indagine conclude che le attività di laboratorio hanno probabilmente contribuito all’attuale epidemia. Le prove suggeriscono molteplici scenari possibili: potenziamento in laboratorio (probabilità del 45%), incidente di laboratorio con impatto ambientale (25%), origine puramente naturale (25%) e test operativi con esposizione di civili (5%).
Se i patogeni modificati in laboratorio hanno contribuito all’emergere della malattia di Lyme, gli attuali protocolli di trattamento potrebbero essere inadeguati. La soppressione sistematica della ricerca sulla coinfezione da agente svizzero potrebbe aver contribuito direttamente ai modelli di malattia cronica osservati nei pazienti affetti da Lyme.
«Sapere quali malattie si sono diffuse e in quali luoghi salverà vite umane e fondi per la ricerca», secondo i ricercatori che si battono per la declassificazione di documenti militari risalenti a decenni fa.
Il dipartimento della Guerra non ha risposto alle richieste di commento. Le dichiarazioni precedenti hanno sottolineato che la ricerca biologica è stata «di natura puramente difensiva». Il Dipartimento dell’Agricoltura sostiene che «la malattia di Lyme non è mai stata oggetto di ricerca a Plum Island», sebbene questa smentita sia stata contraddetta da documenti classificati emersi in passato.
L’indagine rivela che gli approcci di trasparenza volontaria falliscono sistematicamente quando le istituzioni devono rispondere di incidenti legati alla sicurezza biologica. Le numerose prove suggeriscono che le attività di laboratorio abbiano contribuito all’epidemia di malattia di Lyme negli Stati Uniti, dimostrando la necessità di strutture istituzionali che privilegino la trasparenza e la salute pubblica rispetto all’autoconservazione.
L’opinione pubblica in questi giorni è scossa da immagini circolanti in rete che mostrerebbero scatole cariche di zecche sganciate da aerei ne boschi.
MILLIONS OF TICKS DUMPED IN BOXES ON U.S. FARMLAND — BILL GATES’ GENETICALLY ENGINEERED NIGHTMARE
“Look at them swarm — this isn’t nature. This is intentional.”
Bill Gates funded research into genetically engineered cattle ticks… and now 450,000 Americans have Alpha-Gal… pic.twitter.com/9RgXLMspLp
— Valerie Anne Smith (@ValerieAnne1970) May 23, 2026
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Alcuni commentatori sospettano che vi possa essere, dietro l’aumento dichiarato delle zecche di quest’anno, un piano preciso, in particolare per diffondere la sindrome di alfa-gal, che dà allergia alla carne rossa, quindi prevenendone il consumo, come da perdurante proposito mondialista. Si tratterebbe, in breve, di un programma eugenetico, che avrebbe avuto il suo primo caso mortale l’anno passato.
Non si tratta di un pericolo percepito solo dai cospirazionisti del web: lo Stato della Florida si è opposto alle zecche manipolatr allergo-inducenti.
Di fatto, la faccenda era divenuta di dominio pubblicò già quando anni fa emersero, ovviamente a Davos, i fautori del controllo biologico umano via malattia da zecche.
Come riportato da Renovatio 21, anni fa aveva destato scalpore la proposta di un bioeticista legato al WEF di bioingegnerizzare esseri umani con intolleranza alla carne in nome della lotta al cambiamento climatico. Nella sua proposta il dottor Matthew Liao, direttore del Centro per la bioetica del College of Global Public Health presso la New York University, nominava specificatamente la zecca Lone Star.
«La gente mangia troppa carne. E se dovessero ridurre il loro consumo di carne, allora aiuterebbe davvero il pianeta», aveva dichiarato il professor Liao.
Indurre l’intolleranza alla carne con la bioingegneria umana. Per il bene dell’ambiente
Parola del dottor Matthew Liao, bioeticista legato al World Economic Forum
Sottotitoli di Renovatio 21 pic.twitter.com/J83Q1YUMuD
— Renovatio 21 (@21_renovatio) August 23, 2023
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«Quindi ecco un pensiero. Quindi si scopre che ne sappiamo molto: abbiamo queste intolleranze», ha continuato il Liao. «Per esempio ho un’intolleranza al latte. E alcune persone sono intolleranti ai gamberi. Quindi forse possiamo usare l’ingegneria umana per dimostrare che siamo intolleranti a certi tipi di carne, a certi tipi di proteine bovine».
«C’è questa cosa chiamata zecca Lone Star che se ti morde diventerai allergico alla carne. Quindi è qualcosa che possiamo fare attraverso l’ingegneria umana. Possiamo forse affrontare problemi mondiali davvero grandi attraverso l’ingegneria umana».
Le zecche insomma, come le zanzare, potrebbero rientrare in un vasto programma eugenetico mondiale.
Va notato come le zecche, e la malattia di Lyme, si stiano diffondendo ora in tutta Europa, Italia compresa, così come ossessivi programmi vaccinali portati innanzi dalla regioni – si tratta, tuttavia, dell’encefalopatia (TBE), non del Lyme, per cui la protezione offerta è quantomeno limitata. Nel caso del Lyme, c’è già Pfizer che sta preparando il vaccino.
Osservatori in rete hanno accusato di Bill Gates di aver finanziato zecche geneticamente modificate, quantomeno nel caso di parassiti del bestiame. La Fondazione Bill & Melinda Gates ha finanziato progetti di ricerca (per un totale di oltre 12 milioni di dollari) concessi all’azienda biotecnologica Oxitec e al Roslin Institute per lo studio delle zecche del bestiame. L’obiettivo era sviluppare una tecnologia autolimitante per il controllo della zecca blu asiatica, un parassita che uccide il bestiame e distrugge i mezzi di sussistenza degli agricoltori, in modo simile a una tecnologia analoga utilizzata per combattere le zanzare portatrici di malattie.
Critici e influencer dei social media hanno falsamente affermato che queste zecche modificate fossero state rilasciate sulla popolazione statunitense per diffondere la sindrome alfa-gal.
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In Italia si registra un forte aumento dei casi di puntura di zecca e delle relative infezioni (cioè la TBE e la malattia di Lyme). L’espansione è guidata da cambiamenti climatici e dall’aumento delle aree incolte. Le zone più a rischio sono concentrate nel Nord-Est (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino) e, più recentemente, nel Nord-Ovest.
Il Triveneto rimane l’area endemica principale in Italia per la TBE (encefalite da zecca) e la Malattia di Lyme. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) evidenziano un trend di crescita costante, con casi che sono passati da poche decine a numeri molto più consistenti (es. oltre 60 casi di malattia neuro-invasiva TBE annui), sebbene si stimino ampie sottostime.
Le zecche si rinvengono sempre più facilmente non solo nei boschi, ma anche in aree collinari, giardini ed erba alta.
Va detto apertamente che i cervi giocano un ruolo fondamentale nel ciclo di vita delle zecche, fungendo da «ospiti definitivi» ideali per la loro riproduzione. L’aumento delle popolazioni di cervi in Italia è una delle cause principali dell’aumento delle zecche. Gli ungulati silvestri forniscono il pasto di sangue necessario alle zecche adulte (in particolare la zecca dei boschi, Ixodes ricinus) per accoppiarsi. Dopo essersi nutrita sul cervo, la femmina adulta si stacca, si cala nel terreno e depone migliaia di uova.
I cervi si spostano su grandi distanze, trasportando le zecche dai boschi fitti fino ai margini dei centri abitati, dei pascoli e dei sentieri turistici. L’avvicinamento dei cervi alle zone antropizzate crea un contatto sempre più frequente tra le zecche e l’essere umano. Negli USA è stato notato che i comuni che hanno leggi che obbligano a tenere i cani al guinzaglio hanno pure più alti tassi di puntura da zecca, poiché i cervi, neutralizzato Fido, tendono ad avvicinarsi sempre più alle case.
Da qui è facile speculare sul perché vi sia stato, dagli anni Novanta, un aumento esponenziale di cervi e daini nei nostri boschi. Si tratta di creature che le generazioni precedenti, in varie aree, difficilmente ricordano.
L’uso della natura come arma biologica era stato espressamente teorizzato dall’ufficio ricerca e sviluppo esercito americano – la celeberrima DARPA – all’interno del programma «Insetti Alleati».
Come riportato da Renovatio 21, un altro invertebrato sul quale si stanno concentrando vari piani scientifico–militari è la zanzara, di cui si teorizza perfino l’uso per vaccinare senza consenso la popolazione. Anche qui, oltre che interessi dell’esercito, vi sono lauti finanziamenti dell’inevitabile Bill Gates.
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