Oligarcato
Il capo di DP World si dimette a causa delle email con Epstein su video di torture
Ulteriori ripercussioni legate alla pubblicazione dei documenti su Epstein da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti hanno coinvolto DP World, dove il leader del gigante logistico con sede a Dubai si è dimesso.
DP World aveva precedentemente annunciato che il suo CEO, Sultan Ahmed bin Sulayem, si sarebbe dimesso, in seguito al rinnovato scrutinio sul suo rapporto con Epstein emerso questa settimana. Il Financial Times riporta che il governo di Dubai ha annunciato la nomina di Essa Kazim a presidente del consiglio di amministrazione e di Yuvraj Narayan a CEO di DP World.
Il rapporto tra Sultan Ahmed bin Sulayem Epstein emerge come una relazione stretta e duratura, documentata in migliaia di email, con oltre 4.700 menzioni nei file del dipartimento di Giustizia, del 2026.
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Dal 2007 al 2018 circa, i due si scambiarono messaggi su affari, introduzioni politiche (Ehud Barak, il principe Andrea?) e argomenti personali espliciti: Sulayem condivideva dettagli intimi su incontri sessuali («the best sex I ever had», è scritto, «il miglior sesso mai fatto»), foto e video, inclusi riferimenti a un «torture video», che l’emiratino dice di aver apprezzato.
In un’email del 24 aprile 2009, Jeffrey Epstein scrive a Sultan Ahmed bin Sulayem, identificato tramite la rimozione di censura dei deputati Thomas Massie e Ro Khanna: «dove sei? Stai bene, ho amato il video di tortura». Bin Sulayem rispondeva parlando dei suoi viaggi (tra Cina e USA), ma non fornisce contesto sul video.
Non è chiaro cosa fosse esattamente il video (contenuto, origine, se reale o condiviso per ischerzo), né se implicasse attività illegali. Non ci sono accuse penali dirette a Sulayem per questo, ma la frase ha contribuito allo scandalo e alle sue dimissioni da DP World nel febbraio 2026.
Epstein lo definiva «trusted friend» (amico fidato) e lo ha ospitato nella sua isola privata di San Giacomo Piccolo nelle Isole Vergini.
Non risultano accuse penali dirette a Sulayem, ma lo scandalo ha causato le sue dimissioni da DP World nel febbraio 2026 sotto pressione internazionale.
Le rivelazioni sul legame tra Sulayem ed Epstein, contenute nell’ultima serie di documenti del Dipartimento di Giustizia, hanno indotto due fondi di investimento governativi, La Caisse e British International Investment – tra i principali partner di DP World – ad avvertire che avrebbero sospeso futuri accordi a meno che non fossero adottate le «azioni necessarie». BII ha dichiarato che «non effettuerà nuovi investimenti con DP World finché la società non avrà adottato le misure necessarie».
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In rete intanto circola l’immagine dell’emiratino che cucina con l’Epstein. Il Financial Times ha osservato che «persone vicine all’azienda hanno affermato che la perdita di partner commerciali da una delle loro principali iniziative internazionali sostenute dallo Stato ha probabilmente costretto la famiglia reale ad agire».
Sulayem ha giocato un ruolo chiave nel trasformare DP World in un operatore globale attivo in 83 Paesi, gestendo il porto più grande del Medio Oriente a Jebel Ali, il London Gateway nel Regno Unito, siti logistici negli Stati Uniti e infrastrutture in tutta l’Africa.
Come riportato da Renovatio 21, la dipartita del Sulayemmo dal vertice del colosso logistico avviene sincronicamente con il licenziamento da parte di Goldman Sachs di Kathy Roemmler, potentissima avvocatessa già al soldo di Clinton, Bush, Obama e famiglia Rotschild.
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Immagine da Twitter
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Trump revocherà le esenzioni fiscali alle fondazioni di Soros
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.@POTUS: “We’re going to look into Soros because I think it’s a RICO case against him and other people because this is more than protests. This is real agitation; this is riots on the street — and we’re going to look into that.” pic.twitter.com/zwUr03G5DA
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) September 12, 2025
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Oligarcato
Bill Gates che la sua fedina relativa a Epstein è «pulita»
Il cofondatore di Microsoft Bill Gates ha sostenuto di non dover essere considerato macchiato dalla passata associazione con il criminale sessuale Jeffrey Epstein.
In un’intervista rilasciata giovedì ad Axios, il miliardario ha affrontato i suoi legami con il finanziere defunto, presentandoli come una fonte di danni reputazionali, e ha insistito sul fatto che la controversia non dovrebbe oscurare le sue posizioni attuali su temi come l’intelligenza artificiale e la salute globale.
«Ho commesso degli errori. Sono cambiato», ha detto Gates. «Credo che i fatti siano chiari e che le persone possano giudicarmi in base a ciò che ho fatto».
Gates ha negato qualsiasi coinvolgimento nelle attività criminali di Epstein e ha dichiarato al Congresso che il noto pedofilo tentò in seguito di ricattarlo a causa di relazioni extraconiugali.
Il magnate della tecnologia ha definito i rapporti con Epstein un «enorme errore», sostenendo che fossero limitati e finalizzati a raccogliere fondi per progetti filantropici.
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Questa settimana Gates ha anche pubblicato un ampio saggio sulla prossima «turbolenta era dell’IA» e sul cambiamento del suo atteggiamento verso questa tecnologia. L’intelligenza artificiale potrebbe diventare «il più grande strumento di uguaglianza mai inventato» oppure «la peggiore fonte di ingiustizia», ha scritto, avvertendo che i governi restano pericolosamente impreparati allo sconvolgimento sociale ed economico in arrivo.
L’oligarca informatico ha riconosciuto il suo «potenziale pregiudizio» e ha ammesso di aver «beneficiato enormemente» del settore tecnologico, di mantenere con esso legami finanziari e di collaborare con Microsoft e altre aziende di intelligenza artificiale tramite la Fondazione Gates.
Gates avverte ora che l’IA potrebbe provocare sconvolgimenti di portata diversa. A differenza delle precedenti rivoluzioni tecnologiche, sostiene, può sostituire direttamente la cognizione umana e rimpiazzare rapidamente i lavoratori in settori come diritto, medicina, assistenza clienti, software e manifattura. Senza le giuste politiche, prevede, ci saranno comunque nuovi posti di lavoro, ma «molti meno di quelli attuali».
Oggi Gates sostiene che il margine per rallentare potrebbe essere ancora più stretto. Pur dicendosi favorevole a un piano internazionale credibile per limitare lo sviluppo dell’IA, ha concluso che «gli incentivi geopolitici ed economici spingono troppo forte per procedere a tutta velocità». In passato Gates aveva rifiutato di firmare un memordandum di limitazione dell’IA e aveva pure accennato alla sostituzione degli insegnanti con i bot, arrivando addirittura a dire che l’IA salverà la democrazia.
Ora Gates avverte che la crescente accessibilità dell’Intelligenza Artificiale potrebbe facilitare lo sviluppo di capacità di attacco informatico e di armi biologiche da parte di soggetti malintenzionati, mentre le armi autonome potrebbero conferire ai governi una maggiore capacità di usare la forza letale senza intervento umano. Anche la sorveglianza e la manipolazione dell’opinione pubblica diverrebbero più economiche ed efficaci.
Alla fine, ha avvertito Gates, il pericolo potrebbe venire dalle macchine stesse: sistemi sempre più potenti «potrebbero iniziare ad agire contro i nostri interessi e potremmo perdere il controllo».
Non è la prima volta che Gates lancia l’allarme su una minaccia globale incombente. In un intervento al TED del 2015, ampiamente seguito, aveva avvertito che il mondo era impreparato ad affrontare la prossima grande epidemia.
La pandemia di COVID-19 ha poi dato a quell’avvertimento un’aura di preveggenza, ma il ruolo di primo piano di Gates nelle politiche sanitarie globali lo ha reso un bersaglio di sfiducia. I suoi moniti passati e la partecipazione della Fondazione Gates a una simulazione di pandemia del 2019 sono stati poi intrecciati a numerose teorie secondo cui avrebbe pianificato l’epidemia e inteso trarre profitto dai vaccini. Lui stesso ha definito tali accuse «folli» e «malvagie».
Come riportato da Renovatio 21, dai carteggi degli Epstein files sta emergendo che Epstein si stava adoperando per un piano che avrebbe fatto ottenere «più soldi» per i vaccini di Gates. Del coinvolgimento dei due in progetti di vaccinazione universale si era già parlato anni fa.
È parimenti emerso che Gates ed Epstein hanno finanziato un portale di ricerca nel tentativo di controllare il dibattito scientifico. Un’altra figura centrale nel controllo del discorso pandemico, l’architetto della lista nera della disinformazione Tim Allan, si è dimesso dal governo britannico a seguito dei legami saltati fuori con lo Epsteino.
Gli incontri tra i due inoltre potrebbero aver concorso a creare, a partire dal 2013, le basi per programmi di vaccinazione globale, poi realizzatasi drammaticamente durante la cosiddetta pandemia COVID-19 Come riportato da Renovatio 21, dai file desecretati sono uscite manovre di Epstein per far ottenere a Gates «più soldi per i vaccini» e sistemi per controllare il dibattito scientifico.
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La bizzarra amicizia emerse grazie ad un exposé del New York Times e riemerse con il divorzio dei Gates, ha suggerito la risposta alla domanda che nemmeno il giornalista più coraggioso ha provato a rivolgere al primo donatore mondiale dell’OMS: cosa univa in realtà, nel profondo, Epstein e Gates? Nessuno dei due aveva bisogno di danaro. Né di donne, riteniamo. E quindi? La risposta che abbiamo provato a dare è: l’eugenetica.
Epstein era una sorta di transumanista apocalittico: aveva avuto l’idea di mettere il suo seme «superiore» e quello di geni accademici nel grembo delle ragazzine che sfruttava. Da lì si sarebbe potuto ripopolare il pianeta con una razza eletta di superuomini cervelloni. «È possibile che Gates vedesse in Epstein – con le sue isole, i suoi ranch, i suoi progetti di fanciulle ingravidate con il seme suo e di supergeni scienziati – qualcuno che comprendesse la sua visione del mondo e la sua rara capacità di renderla reale?» si chiedeva Renovatio 21 un anno fa.
L’argomento dell’eugenetica era discusso apertamente da Bill e la moglie Melinda dentro e fuori della loro Fondazione; era il tema preferito prima di quello delle Pandemie e dei vaccini, che del controllo della popolazione è diretta conseguenza.
Renovatio 21 ha altresì riportato di altre cene che in quegli anni Gates faceva con i Soros, i Rockefeller, i Buffet, etc. L’argomento, trapelò, era proprio quello: il controllo della popolazione mondiale, la sua riduzione.
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Immagine di European Parliament via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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