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Epidemie

«Era tutto pianificato da tempo». Sacerdote cattolico sulla «bolla narrativa» pandemica: «Nessun inganno può durare in eterno»

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Renovatio 21 riprende questo articolo da La Scure di Elia.

 

 

Framea, suscitare adversus eos, qui dispergunt gregem meum (dall’Ufficio della Settimana Santa).

 

 

Era tutto pianificato da tempo: un virus mai isolato, dietro il cui nome si nasconde un fascio di agenti patogeni creati in laboratorio, di diversa carica infettiva e impatto sulla salute; una dittatura sanitaria globale, attuata con misure tanto irrazionali quanto devastanti a tutti i livelli; una pseudo-vaccinazione di massa che fa ammalare la gente piuttosto che prevenire il morbo; una progressiva sottomissione dei popoli, che spontaneamente si consegnano ai carnefici scambiandoli per salvatori; l’instaurazione di un governo mondiale esemplato sul regime cinese, enorme laboratorio sperimentale che sta proseguendo il lavoro iniziato con quello nazista e quello sovietico.

 

Questo delirante progetto si è imposto grazie alla creazione di una bolla narrativa, cioè di una realtà virtuale che non sussiste se non come costruzione mediatica onnicomprensiva

Tale obiettivo presuppone una totale omologazione dell’umanità nella lingua, nella cultura, nella religione e nello stile di vita: i sopravvissuti alla strage da vaccino, non più numerosi di quanto necessario, dovranno essere tutti uguali e funzionare allo stesso modo, controllati a distanza mediante nanotecnologia impiantata nel corpo. A quale scopo? Apparentemente, per il bene degli uomini e per la preservazione della casa comune; in realtà, per il potere assoluto di una manciata di psicopatici che si son presi per Dio.

 

Questo delirante progetto si è imposto grazie alla creazione di una bolla narrativa, cioè di una realtà virtuale che non sussiste se non come costruzione mediatica onnicomprensiva. Essa vive soltanto nella mente di chi si è lasciato manipolare da una congerie di menzogne abilmente orchestrate e inculcate in modo martellante dall’informazione gestita dall’alta finanza.

 

Tentare di argomentare dall’esterno è perfettamente inutile, poiché il falso sistema cognitivo è strutturato in modo tale da respingere a priori ogni elemento di disturbo, come nelle sètte.

 

Fra i principali effetti sulle vittime, è uno stato di distonia che ne altera profondamente la percezione del reale e, di conseguenza, la condotta: per salvaguardare la vita propria e l’altrui, è giusto rinunciare alla libertà e ai diritti, mentre chi non rispetta le regole e rifiuta la vaccinazione è un potenziale assassino; i carcerieri sono in realtà dei filantropi e, in quanto tali, meritano amore, dedizione e gratitudine; gli eventuali danni causati dal salvifico «vaccino» sono un prezzo da pagare per il bene comune, che può richiedere il sacrificio dei singoli… e così via.

 

Per salvaguardare la vita propria e l’altrui, è giusto rinunciare alla libertà e ai diritti, mentre chi non rispetta le regole e rifiuta la vaccinazione è un potenziale assassino; i carcerieri sono in realtà dei filantropi e, in quanto tali, meritano amore, dedizione e gratitudine; gli eventuali danni causati dal salvifico «vaccino» sono un prezzo da pagare per il bene comune

A un livello elevato, tale distonia si trasforma in vero e proprio delirio, con una frequente sintomatologia violenta e la conseguente necessità di sedazione.

 

Chiunque sia riuscito a mantenere un minimo di lucidità intellettuale e di indipendenza di giudizio si avvede subito dell’assurdità di queste convinzioni. Egli riconosce senza difficoltà che non il virus è responsabile del crollo economico, bensì le catastrofiche misure adottate all’unisono dai governi; che non le persone sane mettono in pericolo la salute pubblica, ma quelle che si fanno iniettare un farmaco sperimentale contagioso; che non quanti mettono in dubbio la narrazione ufficiale della pandemia sono dei criminali, bensì coloro che l’hanno creata e la sfruttano per una sperimentazione di massa nell’ambito di un colossale esperimento di ingegneria sociale.

 

Il castello di falsità rimane in piedi solo grazie alla paura indotta da una campagna terroristica, paura che ha spento l’intelletto di miliardi di persone riducendole a larve che aspirano unicamente a sopravvivere nell’oscurità, in uno spazio ristretto, con l’indispensabile per non morire, assuefatte dalle compensazioni offerte dalla televisione, dal cinema e dalla pornografia.

 

A una simile schiavitù mentale e operativa non si sarebbe certo potuta portare l’umanità senza far precedere un’opera di destrutturazione cognitiva ed etica protratta per diversi decenni: un radicale agnosticismo che convincesse la gente dell’impossibilità di accertare qualsiasi verità che non fosse il materialismo assoluto con i suoi corollari, lo scientismo dogmatico e l’evoluzionismo universale; un aggressivo relativismo che dissolvesse le coscienze con lo svuotamento di tutta la legge morale e la sua sostituzione con pochi imperativi elementari, tanto infondati quanto deleteri; un sistematico positivismo giuridico che consentisse di imporre arbitrariamente norme contrarie all’ordine naturale e distruttive di ogni legalità, ridotta ad applicazione materiale di disposizioni sancite dall’autorità.

Il castello di falsità rimane in piedi solo grazie alla paura indotta da una campagna terroristica, paura che ha spento l’intelletto di miliardi di persone riducendole a larve che aspirano unicamente a sopravvivere nell’oscurità, in uno spazio ristretto, con l’indispensabile per non morire, assuefatte dalle compensazioni offerte dalla televisione, dal cinema e dalla pornografia

 

Con queste premesse, una volta creato lo spettro di una minaccia globale che ingenerasse un senso di impotenza, è stato un gioco da ragazzi instaurare un regime totalitario che fosse accettato dalle masse con spontaneo, incondizionato consenso.

 

Tutto ciò, nondimeno, non significa che il progetto raggiungerà infallibilmente i suoi obiettivi.

 

A sostegno di questa consapevolezza ci sono almeno due generi di considerazioni. L’uno è di ordine metafisico: la complessità dei fattori e degli elementi che intervengono nelle vicende umane – non ultima, la Provvidenza – rende impossibile l’attuazione universale di un unico progetto, per quanto potenti ne siano i fautori: una simile impresa è possibile solo a Dio (ed essi non sono Dio, se ne facciano una ragione).

 

L’altro è di ordine empirico: il mondo dell’alta finanza è profondamente diviso in due grandi correnti: quella globalista e quella che, per comodità, possiamo denominare sovranista. Se distinguerne agenti e strategie non è sempre agevole, specie per la loro convergenza sulla «vaccinazione», le divergenze paiono abbastanza chiare riguardo al lockdown e al programma di deindustrializzazione. Mentre la seconda continua a gravitare intorno agli Stati Uniti e a Israele, la prima ha scommesso sulla Cina, la cui dirigenza rimane però infida e inafferrabile, come lo è sempre stata con gli occidentali, ma lo è ancor più da quando è comunista.

 

Con queste premesse, una volta creato lo spettro di una minaccia globale che ingenerasse un senso di impotenza, è stato un gioco da ragazzi instaurare un regime totalitario che fosse accettato dalle masse con spontaneo, incondizionato consenso

A parte l’incognita cinese, ci sono troppi Stati di notevole importanza geopolitica ed economica che non stanno al gioco: la Russia, l’India, il Giappone, il Sudafrica, il Brasile… Nell’Unione Europea, Polonia e Ungheria mantengono fieramente una relativa autonomia, mentre la Germania continua ad agire per conto proprio, in nome dei suoi interessi, accordandosi con Mosca per ottenerne il gas a buon prezzo attraverso il gasdotto in costruzione nel Mar Baltico che, nonostante le irose minacce di sanzioni da parte degli angloamericani, aggira la bellicosa Ucraina sobillata da questi ultimi. Frau Merkel, d’altronde, già ventenne era sotto la supervisione di Putin, allora funzionario del KGB, quando lavorava per la Stasi, la famigerata agenzia di servizi segreti della Repubblica Democratica Tedesca. Se le tensioni in Crimea e nel Donbass saranno spinte fino alla guerra aperta, vedremo la paranoia della «pandemia» rapidamente sostituita da preoccupazioni ben più reali, quelle di un conflitto su larga scala.

 

Su un altro versante, le inchieste sulla frode elettorale statunitense han buone speranze di estendersi alla classe politica italiana.

 

Dopo aver eliminato un buon numero di anziani nelle RSA, ora stanno procedendo con i bambini disabili; il dottor Mengele rivive in uno stuolo di operatori sanitari votatisi al progresso della «scienza» per la salvezza dell’umanità

Nel frattempo, qui da noi, si continua a pigiare sull’acceleratore per vaccinare il maggior numero possibile di persone e mantenere in piedi un governo-fantoccio privo di legittimità.

 

Perciò gli «eroi» della medicina giungono a rifiutarsi di operare chi non si vaccina, oppure impongono l’iniezione ai malati di cancro come condizione per proseguire la chemioterapia, aggiungendo così veleno a veleno in organismi che già lottano per sopravvivere… Dopo aver eliminato un buon numero di anziani nelle RSA, ora stanno procedendo con i bambini disabili; il dottor Mengele rivive in uno stuolo di operatori sanitari votatisi al progresso della «scienza» per la salvezza dell’umanità.

 

Ciò che lascia sgomenti è la latitanza della magistratura, completamente cieca, per ora, di fronte a questi crimini inauditi. Non parliamo neppure, per decenza, dei cattivi Pastori che uccidono sia l’anima che il corpo delle loro pecorelle, lupi travestiti da agnelli che non solo approvano i carnefici, ma mettono a loro disposizione pure le chiese perché ne facciano dei patiboli per gli ignari.

 

In questa sinistra distopia divenuta realtà, la consegna rimane invariata: resistere appellandosi alla legge divina e a quella umana.

 

In questa sinistra distopia divenuta realtà, la consegna rimane invariata: resistere appellandosi alla legge divina e a quella umana

Limitarsi a protestare è non soltanto sterile, ma può addirittura fare il gioco del potere, che viene così implicitamente riconosciuto e autorizzato a inasprire le misure per contenere le contestazioni, presentate come minaccia per la salute pubblica.

 

La risposta più efficace è adire le vie legali, in caso di necessità, continuando al contempo a comportarsi il più possibile in modo normale, come se niente fosse, forti del fatto che non è legittimo limitare la libertà di movimento dei cittadini se non in virtù di una sentenza penale che disponga in quel senso.

 

Sono ben consapevole della fatica di andare contro corrente rispetto a una società ipnotizzata che ha scelto la lotta alla «pandemia» come nuova religione e che, di conseguenza, pensa e agisce ormai in modalità settaria, ma questo non è certo un motivo per arrendersi e lasciarsi risucchiare nella follia collettiva.

 

Nessun inganno può durare in eterno e, presto o tardi, il conto arriva per tutti.

Nessun inganno può durare in eterno e, presto o tardi, il conto arriva per tutti.

 

O spada, lèvati contro coloro che disperdono il mio gregge.

 

 

 

 

 

 

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Epidemie

La pandemia ha rovinato la salute mentale dei bambini. Che non hanno dove andare

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

Gli esperti medici di tutto il Paese affermano che la salute mentale dei bambini si è deteriorata durante la pandemia, con un gran numero di bambini che hanno occupato i letti nei pronto soccorso a causa della carenza di collocamenti, fornitori e risorse per combattere la crisi.

 

 

Dall’inizio della pandemia, gli ospedali pediatrici in tutto il paese hanno registrato un aumento «astronomico» del numero di bambini che necessitano di assistenza per la salute mentale.

 

A peggiorare le cose, gli ospedali che hanno faticato a soddisfare la domanda di servizi di salute mentale prima della pandemia ora si trovano a che fare con ancora meno risorse, come letti, fornitori, terapisti e consulenze, grazie al COVID.

 

La salute mentale tra i giovani si è deteriorata durante la pandemia quando i lockdown hanno aumentato i conflitti familiari e le scuole chiuse hanno lasciato i bambini isolati dalle attività e dai loro coetanei.

 

Una media di cinque bambini alla settimana sono stati ammessi all’ospedale universitario della scuola di medicina presso la East Carolina University di Greenville, nella Carolina del Nord, per overdose di paracetamolo, oppiacei, antidepressivi e Ritalin

Secondo il Washington Post, dal giugno dello scorso anno alla tarda primavera 2021, una media di cinque bambini alla settimana sono stati ammessi all’ospedale universitario della scuola di medicina presso la East Carolina University di Greenville, nella Carolina del Nord, per overdose di paracetamolo, oppiacei, antidepressivi e Ritalin.

 

Normalmente, l’ospedale vede solo cinque bambini al mese.

 

A maggio, l’ospedale pediatrico del Colorado ha dichiarato lo «stato di emergenza» poiché i bambini trattati per l’ansia sono raddoppiati, il numero di casi di depressione è triplicato e l’abuso di sostanze e i disturbi alimentari sono aumentati rispetto ai livelli pre-pandemia.

 

«Non abbiamo mai visto nulla di simile a questa rapida crescita nei bambini che presentano problemi di salute mentale e la gravità di tali problemi», ha affermato Jenna Glover, direttrice della formazione psicologica presso il Children’s Hospital Colorado. «Non l’ho mai visto in tutta la mia carriera».

 

Altri ospedali hanno registrato aumenti ancora maggiori. A gennaio, il Wolfson Children’s Hospital di Jacksonville, in Florida, ha registrato un aumento del 300% del numero di ricoveri di emergenza sanitaria comportamentale da aprile 2020.

 

A maggio, l’ospedale pediatrico del Colorado ha dichiarato lo «stato di emergenza» poiché i bambini trattati per l’ansia sono raddoppiati, il numero di casi di depressione è triplicato e l’abuso di sostanze e i disturbi alimentari sono aumentati rispetto ai livelli pre-pandemia.

Da gennaio ad aprile 2021, le visite del dipartimento di emergenza sanitaria comportamentale sono aumentate del 72% rispetto allo stesso periodo di due anni fa, ha affermato l’ospedale.

 

Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie hanno riscontrato che le visite al pronto soccorso per sospetti tentativi di suicidio durante febbraio e marzo del 2021 erano superiori di oltre il 50% per le ragazze adolescenti rispetto al 2019 e di oltre il 4% per i ragazzi.

 

«Nell’ultimo anno, c’è stata una valanga di bambini e adolescenti fortemente depressi e ansiosi», ha detto la psichiatra infantile di San Francisco Michelle Guchereau. È «straziante» e «sconvolgente» dover voltare le spalle ad alcuni, ha detto.

 

Da aprile a ottobre 2020, gli ospedali statunitensi hanno registrato un aumento del 31% dei ragazzi dai 12 ai 17 anni in cerca di aiuto per la loro salute mentale e un aumento del 24% per i ragazzi dai 5 agli 11 anni.

«Non abbiamo mai visto nulla di simile a questa rapida crescita nei bambini che presentano problemi di salute mentale e la gravità di tali problemi»

 

Nel marzo di quest’anno, il Seattle Children’s Hospital ha riferito di aver visitato uno o due pazienti ogni notte per tentato suicidio. L’ospedale ha ospitato i bambini nel pronto soccorso perché non c’erano letti disponibili in psichiatria pediatrica.

 

Un rapporto dello stato del Massachusetts ha mostrato che il 39% dei pazienti pediatrici che si sono presentati al pronto soccorso per problemi di salute mentale nel 2020 ha occupato i letti del pronto soccorso a causa dell’indisponibilità di letti in pediatria.

 

Durante la pandemia, l’Ann & Robert H. Lurie Children’s Hospital di Chicago ha raggiunto quello che la dottoressa Jennifer Hoffmann, medico di medicina d’urgenza, ha definito un «punto di crisi». Ci sono state così tante visite al pronto soccorso legate alla salute mentale che ha attivato una risposta solitamente riservata alla gestione dei disastri.

 

«Consente il coordinamento al più alto livello di leadership per affrontare la crisi della salute mentale tra i bambini», ha affermato Hoffmann.

 

L’ospedale di Hoffmann doveva anche collocare i bambini nel pronto soccorso o ricoverarli in letti medici, dove a volte aspettavano giorni prima che fosse disponibile un letto in degenza psichiatrica.

Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie hanno riscontrato che le visite al pronto soccorso per sospetti tentativi di suicidio durante febbraio e marzo del 2021 erano superiori di oltre il 50% per le ragazze adolescenti rispetto al 2019 e di oltre il 4% per i ragazzi.

 

Il Dr. John Walkup, presidente del Pritzker Department of Psychiatry and Behavioral Health presso l’ospedale, ha affermato che la pandemia ha esacerbato i problemi di accesso preesistenti.

 

«Negli Stati Uniti non abbiamo mai avuto un sistema di salute mentale adeguato per i bambini – mai – quindi prendi un sistema inadeguato per cominciare, e poi all’improvviso, metti i bambini che sono a rischio elevato… in una condizione molto difficile. E ora hai una crisi degli accessi», ha detto Walkup.

 

Molti dei bambini dell’ospedale di Walkup curati al pronto soccorso avevano un problema di salute mentale che non è mai stato diagnosticato o che è stato trattato in modo inadeguato prima della pandemia. Ora, quando cercano aiuto, non possono ottenere un appuntamento regolare con un terapeuta. Anche prima della pandemia, gli studi hanno dimostrato che a volte possono volerci mesi per ottenere un primo appuntamento.

Nel marzo di quest’anno, il Seattle Children’s Hospital ha riferito di aver visitato uno o due pazienti ogni notte per tentato suicidio. L’ospedale ha ospitato i bambini nel pronto soccorso perché non c’erano letti disponibili in psichiatria pediatrica.

 

«Quei ragazzi, quando togli la scuola, il sostegno familiare, il sostegno al reddito, il sostegno alimentare, il sostegno alla casa o perdono un parente, quei bambini diventano davvero sintomatici in grande stile», ha detto Walkup.

 

Zach Zaslow, direttore senior degli affari governativi presso il Children’s Hospital Colorado, ha affermato che il suo ospedale finisce per accogliere i bambini nel pronto soccorso o nell’unità di degenza, non perché sia il meglio per i bambini, ma perché «non c’è letteralmente nessun altro posto dove andare».

 

«A volte vengono trasferiti in strutture residenziali fuori dallo stato per ricevere le cure di cui hanno bisogno, il che divide le famiglie», ha raccontato Zaslow. «E può essere traumatizzante anche per i bambini».

 

 

Il Regno Unito sta vivendo una crisi simile

Il Regno Unito sta vivendo una simile crisi di salute mentale pediatrica, con un terzo dei letti ospedalieri di emergenza in alcune parti dell’Inghilterra ora occupati da bambini vulnerabili che non hanno bisogno di cure mediche urgenti ma non hanno nessun altro posto dove andare, affermano gli specialisti.

 

I medici affermano di sentirsi come costose «babysitter» per i bambini vulnerabili, molti dei quali sono in cura ma le permanenze si sono dovute interrompere a causa del loro comportamento violento e autolesionista.

 

Un rapporto dello stato del Massachusetts ha mostrato che il 39% dei pazienti pediatrici che si sono presentati al pronto soccorso per problemi di salute mentale nel 2020 ha occupato i letti del pronto soccorso a causa dell’indisponibilità di letti in pediatria.

Altri presentano gravi disturbi dello sviluppo neurologico o dell’alimentazione e necessitano di cure specialistiche non disponibili nei normali reparti pediatrici, dove rimangono «bloccati», a volte per mesi.

 

La polizia è sempre più coinvolta nell’aiutare a trattenere i bambini, o a riportarli indietro quando scappano, e i pediatri si occupano di bambini vulnerabili che non sono malati fisicamente ma hanno mostrato comportamenti così difficili da non poter essere accuditi in altri luoghi.

 

 

Più di due terzi delle contee degli Stati Uniti non hanno psichiatri

Secondo il Washington Post, il problema e i suoi effetti sono complessi.

 

Un articolo sull’Academic Pediatrics Journal ha esaminato gli ostacoli alla gestione dei problemi psicosociali dal 2004 al 2013, e ha scoperto che anche prima della pandemia i pediatri erano sopraffatti dalla cura dei bambini con problemi di salute mentale.

 

Gli psicologi hanno segnalato un aumento del 30% della domanda di servizi per i bambini sotto i 13 anni e un aumento del 16% per gli adolescenti. In un ospedale del Michigan, i ricoveri di adolescenti con disturbi alimentari sono più che raddoppiati durante la pandemia.

 

I medici affermano di sentirsi come costose «babysitter» per i bambini vulnerabili, molti dei quali sono in cura ma le permanenze si sono dovute interrompere a causa del loro comportamento violento e autolesionista

A partire dal 9 settembre, secondo i dati federali, più di 124 milioni di americani vivono in «aree con carenza professionale» per la salute mentale e il paese ha bisogno di almeno 6.500 professionisti in più per colmare le lacune.

 

Attualmente, negli Stati Uniti ci sono in media solo 9,75 psichiatri infantili ogni 100.000 bambini di età inferiore ai 19 anni. Lo scarso accesso a psichiatri infantili e adolescenziali è stato a lungo una preoccupazione sollevata da pediatri e famiglie. L’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry ha affermato che abbiamo bisogno di più di quattro volte il numero attualmente disponibile.

 

I tempi di attesa per i nuovi appuntamenti possono essere di molti mesi e alle famiglie potrebbe essere richiesto di pagare di tasca propria o di percorrere lunghe distanze poiché gli psichiatri si trovano nelle grandi città. Più di due terzi delle contee degli Stati Uniti non hanno nemmeno uno psichiatra.

 

Altri presentano gravi disturbi dello sviluppo neurologico o dell’alimentazione e necessitano di cure specialistiche non disponibili nei normali reparti pediatrici, dove rimangono «bloccati», a volte per mesi.

Secondo il Guardian, le strutture che forniscono servizi di salute mentale per i bambini sono state sistematicamente indebolite e sottofinanziate dai successivi governi locali e nazionali, anche se i risultati positivi portano a una riduzione della domanda di servizi per adulti, che potrebbe far risparmiare notevoli spese al servizio sanitario nazionale del Regno Unito.

 

Coloro che hanno il potere di rivedere ed espandere il sistema di salute mentale semplicemente non lo stanno facendo.

 

 

Megan Redshaw

 

 

© 9 settembre 2021, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

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Epidemie

Il generale Figliuolo è indagato nel caso delle mascherine

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Il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza COVID-19 scelto da Mario Draghi, sarebbe indagato all’interno dell’inchiesta della Procura di Roma sul capo di Stato maggiore Enzo Vecciarelli. Lo riporta Il Fatto Quotidiano.

 

Il generale di Squadra Aerea Vecciarelli, secondo la sintesi di Affari Italiani, sarebbe «accusato di corruzione per l’esercizio della funzione».

 

Secondo le accuse iniziali, Vecciarelli nella sua veste di pubblico ufficiale si sarebbe messo a disposizione di una società fornitrice di mascherine e macchinari per la produzione e il confezionamento di mascherine, agevolando lo sdoganamento di 600mila mascherine alle Forze Armate, in cambio Vecciarelli avrebbe ricevuto per se e i suoi familiari utilità consistite “nella donazione di generi alimentari e di 58 capi di abbigliamento”. E nel capo di imputazione si citano: “Abiti sartoriali, cappotti, vestito da sposa, giacche, camice e divise”».

 

«L’iscrizione di Figliuolo è un atto dovuto, a sua tutela» scrive il Fatto.

 

Sull’inchiesta, chiamata Minerva, « si tiene il massimo riserbo: da quel poco che trapela il generale non è mai finito direttamente nelle intercettazioni, ma sarebbero altri a far riferimento a lui nell’ambito di circostanze che riguardano però un periodo precedente alla sua nomina da parte del governo Draghi» scrive Affari Italiani.

 

«Nelle prossime settimane, la Procura di Roma depositerà una richiesta di archiviazione, nel frattempo però il commissario risulta ancora iscritto» anticipa il giornale.

 

Il generale Figliuolo, originario di Potenza come il ministro Speranza e il ministro Lamorgese, è stato nominato il 1º marzo 2021  commissario straordinario per l’emergenza COVID-19 dal neopremier Mario Draghi. Il generale subentrò così al precedente commissario, nominato nel corso del governo Conte bis, Domenico Arcuri.

 

Come riporta l’agenzia Adnkronos, anche Arcuri è stato indagato dalla Procura di Roma per la fornitura di mascherine provenienti dalla Cina. Tuttavia, per l’accusa di corruzione, la procura ha chiesto l’archiviazione.

 

 

 

 

Immagine di Esercito Italiano via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.5 Generic (CC BY 2.5); immagine modificata con ritaglio e ridimensionamento.

 

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Epidemie

Virus scappato dal laboratorio di Wuhan? Tutto OK. Come con la Mucca Pazza

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Siamo arrivati alla fase in cui la fuga del virus del laboratorio non è più un tabù, né un’ipotesi ardita, né un’ipotesi in genere. È un accadimento sensato, sul quale quasi sbadigliare.

 

Il Corriere della sera manda in stampa un articolo che certifica che «Non sarebbe la prima né l’ultima volta. Nella storia della medicina si contano migliaia se non milioni di fughe di microrganismi dai laboratori». Insomma, i cinesi non hanno fatto niente di male. I misteri del laboratorio pandemico sono ordinaria amministrazione.

 

Un articolo del Corriere: i cinesi non hanno fatto in fondo niente di male. I misteri del laboratorio pandemico sono ordinaria amministrazione.

È l’idea che uno può farsi leggendo l’intervista ad un ex direttore del dipartimento di neuroscienze dell’Istituto Superiore di Sanità.

 

Lo scienziato ha lavorato a lungo sulla malattia Creutzfeldt-Jakob, della quale un variante, nel 2001 è diventata encefalopatia spongiforme bovina (BSE), è cioè la ben nota «mucca pazza»

 

Dopo mesi e mesi in cui chi parlava di fuga dal laboratorio veniva bollato come idiota da deridere o pericolo complottista da censurare, ora se ne può dire con estrema nonchalance: «Non stupirebbe trovare la prova che il SARS-CoV-2 sia uscito fuori inavvertitamente dal centro di Wuhan dove si studiano i coronavirus» dice l’esperto ex ISS.

 

«Nessuna misura di contenimento, anche la più sofisticata, può azzerare il rischio». Insomma, dai, poche storie: può capitare.

 

«Nei centri di ricerca, anche in quelli ad altissima sicurezza, i cosiddetti P3 e P4, non è impossibile che un agente patogeno contamini l’operatore. Nel caso del SARS-2 non è fantascienza ipotizzare che durante una procedura un tecnico abbia inalato le particelle infette emesse, tanto per fare un esempio, durante la fase di centrifugazione di materiale infetto e che le cappe, nonostante siano dotate di chiusura ermetica, non fossero state azionate».

 

Quindi, attenzione: magari il COVID è pure uscito dal laboratorio, ma badate bene che il Partito Comunista Cinese – tanto amico di certi politici ed élite industriali dell’Italia odierna – è innocente fino a prova contraria.

 

«Può darsi che l’episodio non fosse noto alle autorità»

«Può darsi che l’episodio non fosse noto alle autorità. Un ricercatore che, supponiamo, dopo qualche giorno abbia sviluppato una forma influenzale, potrebbe non aver messo in relazione quei sintomi con un incidente a lui passato inosservato».

 

È piuttosto incredibile: di tutte le storie dell’insabbiamento operato dal governo di Pechino – come quelle, documentate con estrema precisione e pervicacia dalla giornalista australiana Sharri Markson – qui non fanno cenno. Del dottore morto dopo che aveva dato l’allarme, nemmeno. Dei blogger e giornalisti scomparsi, neanche. Tutto lascia pensare che, fuggito il virus, le autorità cinesi sapessero qualcosa non troppo tempo dopo la fuga – e hanno operato, dice qualche malizioso, forse addirittura per lasciare che il mondo intero si infettasse. Per non parlare di chi dice che il rilascio sia stato parte di un’operazione precisa: una teoria estrema che oggì è tabù, domani chissà…

 

Ma in fondo è inutile interrogarsi più di tanto, perché «la verità è difficile da ricostruire e mi riporto alla variante di Creutzfeldt-Jakob», dice il neuroscienziato ISS.

 

Vogliamo davvero mettere i tre casi della Creutzfeldt-Jakob con il contagio globale del COVID? Mezza manciata di incidenti di laboratorio con una catastrofe planetaria di cui non stiamo vedendo (per cause non solo virologiche, certo) la fine?

L’intervistato si riferisce ad un caso di fuga dal laboratorio della malattia.  Un problema che coinvolse « tre ricercatori. Di almeno due dei 3 casi siamo certi. Uno è stato descritto su New England Journal Medicine. Si parla di esposizione occupazionale in un tecnico che aveva maneggiato campioni di topo contaminato con l’agente infettivo che causa l’encefalopatia spongiforme bovina, la BSE, o con quello della variante di Creutzfeldt-Jakob. Poi sappiamo di una 24enne francese morta 19 mesi dopo essersi tagliata. E indossava due paia di guanti».

 

«È la conferma che tante volte nei rendiconti dei laboratori non si trova traccia di incidenti proprio in quanto possono passare inosservati anche al ricercatore».

 

È tutto vero. I virus possono scappare dai laboratori, vero. I virus possono scappare dai laboratori senza che nemmeno il ricercatore se ne renda conto, vero anche questo.

 

Tuttavia non possiamo non notare come la questione sia senza proporzione: vogliamo davvero mettere i tre casi della Creutzfeldt-Jakob con il contagio globale del COVID? Mezza manciata di incidenti di laboratorio con una catastrofe planetaria di cui non stiamo vedendo (per cause non solo virologiche, certo) la fine?

 

Da qualche parte qualcuno ha forse già ordinato che bisogna «normalizzare» l’ipotesi della fuga di laboratorio, preparare il pubblico al fine di non farne esplodere le ire quando la cosa sarà ammessa

Al di là delle parole dello specialista, l’impressione che si può trarre quando si leggono articoli impaginati così è che forse da qualche parte qualcuno abbia già ordinato che bisogna «normalizzare» l’ipotesi della fuga di laboratorio, preparare il pubblico al fine di non farne esplodere le ire quando la cosa sarà ammessa.

 

Qualche testata, mesi fa, ha dato notizia che la Cina starebbe preparando una dichiarazione di colpevolezza. Chiaramente, questo non sarebbe un atto di giustizia e sincerità spirituale, ma un calcolo precisissimo.

 

Renovatio 21 ha teorizzato che questo calcolo sarebbe fatto poggiando anche su un accordo con Washington. L’Afghanistan potrebbe essere una parte della contropartita. Un altra parte del patto potrebbe essere il futuro  di Taiwan.

 

La Cina potrebbe ammettere tutto, specie qualora le responsabilità americane (cioè, dell’ente sanitario guidato da Fauci) divenissero incontrovertibili, distribuendo così più equamente le colpe: noi cinesi lo abbiamo fatto scappare, ma ce lo avete fatto fare voi, eravate d’accordo, e ci avete pure pagati…

 

Si prepara un’ammissione definitiva dell’origine frankensteiniana del COVID?

Il tutto considerando, come riportato plurime volte da Renovatio 21, che Joe Biden è considerato da taluni (specie i dissidenti cinesi) come un pupazzo in mano a Pechino, e la storia degli affari e delle perversioni di Hunter Biden potrebbero far pensare che Pechino sul presidente USA (eletto in elezioni controverse) potrebbe avere enormi leve personali e politiche.

 

Come riportato da Renovatio 21, la fine 2020 un professore cinese, in una conferenza finita in TV, disse pubblicamente che i rapporti USA-Cina sarebbero tornati ottimi, dopo la parentesi di Trump, grazie al fatto che i cinesi avevano dato al figlio di Biden miliardi per il suo fondo di investimento.

 

Ora: si prepara un’ammissione definitiva dell’origine frankensteiniana del COVID?

 

Quanto, a questo punto, questa rivelazione aiuterebbe la narrazione pandemica?

Domanda numero due: quanto, a questo punto, questa rivelazione aiuterebbe la narrazione pandemica?

 

Sapendo che il virus è una chimera laboratoriale, la paura nei suoi confronti e la fiducia nel vaccino aumenterebbero?

 

Probabilmente sì. Così come aumenterebbe la considerazione rispetto alla tecnologia mRNA: sapendo che il virus è artificiale, nessuno vuole iniettarsi in corpo una sua versione attenuata. Meglio procedere con la trasformazione del proprio corpo in fabbrica vaccinale, facendo produrre le spike alle proprie cellule affinché vengano attaccate dal loro stesso sistema immunitario.

 

Cosa altro dobbiamo aspettarci, in questo teatrino osceno della virologia?

 

 

 

 

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