Politica
Eletto il nuovo presidente georgiano. Tensione alle stelle a Tbilisi
Il collegio elettorale della Georgia ha approvato e confermato la presidenza di Mikhail Kavelashvili, un euroscettico vicino al partito al governo Sogno Georgiano, dopo un periodo di persistente tensione politica nell’ex stato sovietico.
La presidente uscente filo-occidentale Salome Zourabichvili, che sostiene che le recenti elezioni parlamentari siano state truccate e il cui mandato è scaduto nel dicembre 2024, ha denunciato l’insediamento di Kavelashvili nel parlamento del paese come una «parodia». La politica di origine francese continua a insistere sul fatto che è lei la presidente legittima.
Ogni notte si sono svolte proteste davanti al Parlamento di Tbilisi, la capitale, con dimostranti che chiedevano nuove elezioni e alcuni si sono scontrati con la polizia.
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa centinaia di dimostranti filo-occidentali sono scesi in piazza nella capitale georgiana di Tbilisi per protestare contro la ratifica delle recenti elezioni parlamentari.
Negli ultimi mesi la Georgia ha vissuto notevoli sconvolgimenti politici, incentrati su una lotta interna tra le forze neoliberiste filo-occidentali e i conservatori filo-georgiani, che secondo i critici sarebbe in realtà una posizione filo-russa.
Il partito al governo Sogno Georgiano sostiene una politica estera equilibrata e relazioni pragmatiche con la vicina Russia, che è anche il suo principale partner commerciale. L’opposizione sostiene con forza un deciso spostamento verso l’UE e la NATO.
La scintilla che ha innescato i recenti tumulti politici in Georgia sono state le elezioni parlamentari del 26 ottobre. Il partito Sogno Georgiano, al governo dal 2012, ha rivendicato la vittoria con oltre il 54% dei voti. I partiti di opposizione, tuttavia, hanno respinto i risultati, accusandoli di frode diffusa. La presidente filo-occidentale Salome Zourabichvili ha etichettato le elezioni come «operazione speciale russa» e si è rifiutata di riconoscere i risultati. Nonostante queste affermazioni, gli osservatori internazionali, tra cui l’OSCE, non hanno riscontrato irregolarità significative.
Il rifiuto dell’opposizione di cedere ha segnato l’inizio di proteste di massa, con migliaia di persone che chiedevano nuove elezioni sotto la supervisione internazionale. Le dimostrazioni sono rapidamente diventate violente quando i rivoltosi si sono scontrati con le forze dell’ordine.
Il primo ministro Irakli Kobakhidze ha accusato l’opposizione di aver tentato di organizzare un colpo di stato sostenuto dall’Occidente, paragonando i disordini alla rivoluzione ucraina di Maidan del 2014. «La Georgia è uno stato indipendente con istituzioni forti», ha affermato, giurando di impedire uno scenario simile.
Il parlamento georgiano ha adottato una legge sulla «Trasparenza dell’influenza straniera» a maggio. Modellata sul Foreign Agents Registration Act (FARA) statunitense, la legge richiede alle ONG e ai media che ricevono significativi finanziamenti esteri di registrarsi come agenti stranieri. Gli oppositori, tra cui il presidente uscente Zourabichvili, hanno condannato la legge come un attacco «in stile russo» alla democrazia.
In risposta a ciò sono scoppiate proteste di massa, con i dimostranti che accusavano il governo di allinearsi con Mosca.
L’adozione della legge ha portato a forti critiche internazionali. Gli USA hanno imposto sanzioni ai funzionari georgiani coinvolti nella legislazione, mentre l’UE ha sospeso il processo di richiesta di adesione di Tbilisi. Gli USA hanno anche congelato 95 milioni di dollari di aiuti e hanno minacciato ulteriori conseguenze economiche a meno che la legge sugli agenti stranieri non fosse stata abrogata.
Pesanti proteste, dentro e fuori dal Parlamento, si sono consumate a Tbilisi negli ultimi mesi a seguito dell’approvazione delle legge sugli agenti stranieri. L’UE ha aggiunto il carico sospendendo la candidatura della Georgia al blocco bruxellita.
I leader occidentali, tra cui l’allora responsabile della politica estera dell’UE Josep Borrell, hanno avvertito che le aspirazioni democratiche della Georgia erano in pericolo. Tbilisi ha accusato le nazioni occidentali di interferire nei suoi affari interni.
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A novembre il governo georgiano ha sospeso i colloqui di adesione all’UE fino al 2028, esacerbando i disordini tra i manifestanti pro-UE. Il premier Kobakhidze ha citato «il ricatto e la manipolazione costanti» da parte di Bruxelles come ragione della decisione, provocando indignazione tra i gruppi pro-occidentali e gli organismi internazionali. L’UE e gli USA hanno criticato il governo georgiano, accusandolo di arretramento democratico e minacciandolo di sanzioni.
Mentre le proteste si intensificavano a novembre, la francese Zourabichvili si è rifiutata di dimettersi dall’incarico. Ha chiesto ulteriori proteste, esortando persino gli studenti a unirsi a loro, nonostante le tattiche aggressive utilizzate da alcuni dimostranti. Zourabichvili ha giurato di rimanere finché non fosse stato creato un «Parlamento legittimo».
«Resto il vostro Presidente!» ha dichiarato la franco-georgiana in un discorso video.
Il partito al potere, Sogno Georgiano, ha liquidato le sue azioni come incostituzionali e ha portato avanti il progetto di eleggere un nuovo presidente tramite voto parlamentare.
Georgian Dream ha nominato Mikhail Kavelashvili, ex calciatore professionista e co-fondatore del partito euroscettico Potere Popolare, come loro scelta presidenziale. A dicembre, per la prima volta, il presidente della Georgia è stato eletto da un collegio elettorale di 300 membri, composto da membri del Parlamento e rappresentanti del governo locale. Kavelashvili, unico candidato, ha ottenuto 224 voti su 225. L’opposizione pro-UE ha boicottato le elezioni.
Prima del 2017 il capo di Stato cerimoniale era stato scelto tramite voto popolare. La Georgia è una repubblica parlamentare, in cui il primo ministro e il governo esercitano il potere esecutivo.
La Zourabichvili ha lasciato la residenza presidenziale a Palazzo Orbeliani ma continua ad affermare di essere la legittima detentrice della carica, lasciando il palazzo la mattina dell’insediamento di Kavelashvili e dichiarando che la «residenza presidenziale era un simbolo finché c’era un presidente legittimo qui. Io porto la legittimità con me».
Nata in Francia da genitori emigrati georgiani, fu invitata in Georgia dall’allora presidente Mikhail Saakashvili nel 2004, dove ricoprì l’incarico di ministro degli Affari esteri. Tuttavia, il suo mandato fu segnato da disaccordi sul suo approccio diplomatico, che portarono al suo licenziamento nel 2005. Nel 2018, divenne presidente con il sostegno del partito Georgian Dream, dopo che le riforme costituzionali avevano reso il ruolo in gran parte cerimoniale.
Il governo georgiano ha ritirato il suo mandato a Zourabichvili di rappresentare Tbilisi a livello internazionale l’anno scorso, in seguito alle sue critiche alla direzione del Paese in un rapporto annuale alla nazione. La presidente ha sfidato i parlamentari incontrando funzionari stranieri in diverse occasioni, in violazione della legge georgiana, ha stabilito la corte costituzionale del paese nell’ottobre 2023.
Le sue critiche pubbliche crearono tensioni con il partito al potere, che in seguito tentò di metterla sotto accusa, anche se senza successo.
Come riportato da Renovatio 21, mesi fa era emersi che gli europei avevano fatto pressione sulla Georgia affinché inviasse mercenari in Ucraina. Settimane fa, tuttavia, l’ex primo ministro georgiano Bidzini Ivanishvili aveva dichiarato che Tbilisi chiederà scusa per aver scatenato la guerra antirussa del 2008, una guerra condotta dall’allora presidente Mikhail Saaskahvili arrivato al potere con la rivoluzione colorata del 2003 (finanziata, secondo varie fonti, anche dagli enti di George Soros) e poi fuggito in Ucraina per poi finire nelle carceri georgiane.
Come riportato da Renovatio 21, il premier Irakli Kobakhidze ha più volte dichiarato che la Georgia non verrà «ucrainizzata».
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Immagine di Jelger Groeneveld via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night “That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH
— Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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Politica
Gli ebrei ultraortodossi condannano le Forze di Difesa Israeliane definendole «esercito nemico»
Migliaia di ebrei ultraortodossi hanno sfilato di notte per le strade di Gerusalemme, contro la coscrizione obbligatoria nell’esercito israeliano e in omaggio ai renitenti alla leva della comunità incarcerati.
La marcia è partita dal quartiere di Geula, con diverse strade chiuse. La polizia non ha schierato agenti in mezzo alla folla, apparentemente per non innescare violenze. L’iniziativa è stata promossa da vari gruppi ultraortodossi contrari alla leva, tra cui la Fazione di Gerusalemme e altri attivisti anti-coscrizione, che speravano in uno svolgimento pacifico. Non sono stati segnalati incidenti di rilievo.
♦️ תהלוכת העריקים בירושלים. צילום: יאיר לוי
📌 יו”ר ישר איזנקוט בתגובה לתהלוכת העריקים בירושלים: “הבחירות הקרובות הן בין ממשלת השתמטות לממשלת גיוס ציונית. מדינת ישראל לא יכולה להרשות לעצמה עוד קדנציה של ממשלת השתמטות” pic.twitter.com/iDZ7n1Nb6V
— Asslan Khalil (@KhalilAsslan) September 29, 2026
הפרגוד: תהלוכת העריקים על אוטובוס 2 קומות. בתקווה שבחג הבא לא יצטרכו רכבת שלמה pic.twitter.com/apEQkwAUml
— הפרגוד (@moshepargod) September 29, 2026
Tens of thousands pack the streets of Jerusalem to celebrate the release of 50 ultra-Orthodox men who were imprisoned for evading the military draft. pic.twitter.com/2jcSBbZ0nI
— Based Teen (@BasedTeen_) September 29, 2026
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Secondo quanto riferito, una cinquantina di ex renitenti, già detenuti, si sono presentati all’evento e la folla li ha celebrati come veri martiri, per quella che gli organizzatori hanno definito la loro adesione all’ebraismo. La comunità ultraortodossa si oppone in modo schiacciante alla coscrizione nelle Forze di Difesa Israeliane e considera lo studio a tempo pieno della Torah il proprio dovere primario.
Durante la marcia sono stati esposti cartelli e striscioni di vario tipo, alcuni dei quali equiparavano i prigionieri militari Haredi agli «ostaggi». Altri condannavano le Forze di Difesa Israeliane (IDF) definendole un «esercito nemico» e ribadivano il rifiuto degli Haredi di sacrificare i propri figli «sull’altare del sionismo», come mostrano le immagini riprese sul posto. Alcuni manifestanti sono stati visti su un autobus a due piani scoperto, con la musica a tutto volume, mentre ballavano per le strade.
La manifestazione è arrivata due giorni dopo che centinaia di ebrei Haredi si erano riuniti a Bnei Brak per onorare 160 renitenti ultraortodossi usciti da una prigione militare. Gli organizzatori l’avevano descritto come una festa di bentornato, ma l’evento ha assunto un tono politico ed è servito a lanciare Colore Nero, un partito Haredi di recente registrazione, il cui programma ruota soprattutto attorno all’esenzione dal servizio militare per la comunità ultraortodossa.
Il servizio è obbligatorio per la maggior parte dei cittadini israeliani, uomini e donne, ma i membri della comunità Haredi hanno goduto di un’esenzione per decenni.
Quell’esenzione è terminata nel 2014, dando luogo a ripetuti scontri tra ultraortodossi e autorità. Le tensioni si sono acuite durante la guerra di Gaza, con la sentenza della Corte Suprema del 2024 che ha dichiarato obbligatoria la coscrizione per migliaia di membri della comunità. La leva di massa degli ultraortodossi è stata però rinviata più volte e, secondo alcune fonti, le autorità avrebbero di recente sospeso le attività di reclutamento in vista delle elezioni parlamentari.
Come riportato da Renovatio 21, la polizia israeliana è intervenuta contro ebrei ultraortodossi che avevano bloccato un’importante autostrada nei pressi di Tel Aviv per protestare contro l’arresto di un renitente alla leva appartenente alla comunità ultraortodossa. Le scene circolanti online mostrano i poliziotti che strappano i pantaloni agli haredi.
הפרגוד: מפקד תחנת ב”ב/רמת גן סנ”צ יובל שביט קורע מכנסים לאברך בהפגנת הפלג בכביש גהה pic.twitter.com/pgySWsAVjc
— הפרגוד (@moshepargod) June 17, 2026
Come riportato da Renovatio 21, a gennaio un adolescente è morto e altri tre sono rimasti feriti quando un autobus si è schiantato contro un gruppo di ebrei ultraortodossi che protestavano contro la coscrizione a Gerusalemme.
⭕️ Two Israel bus driver ran over Haredi men in occupied Jerusalem who were part of a protest against the military draft.
A 14 year old was killed. pic.twitter.com/oB2TYlmHmT
— MenchOsint (@MenchOsint) January 6, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, nei mesi precendenti l’esercito israeliano ha annunciato l’intenzione di arruolare forzatamente 54.000 studenti di seminario ultra-ortodossi.
חרדים מהפלג הירושלמי מפגינים נגד גיוס לצה”ל בכביש 4, שנחסם לתנועה בשני הכיוונים @AkivaWeisz pic.twitter.com/lVfmJchwZA
— כאן חדשות (@kann_news) January 9, 2025
Come riportato da Renovatio 21, dopo lunghe discussioni dell’opinione pubblica israeliana, l’anno scoro l’Alta Corte di Israele aveva stabilito che anche gli ortodossi devono essere arruolati nell’esercito dello Stato Ebraico. Nel 2025 centinaia di manifestanti ultraortodossi avevano bloccato una delle principali arterie stradale di Tel Aviv, Bnei Brak, per protestare contro la leva obbligatoria.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato la rivista ebraica Ha-kom, rivolta agli ebrei ortodossi, aveva pubblicato una serie di articoli sulla demoralizzazione dei soldati israeliani.
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
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