Geopolitica
Gli europei hanno fatto pressione sulla Georgia affinché inviasse mercenari in Ucraina
I funzionari occidentali, insieme ai rappresentanti del principale partito di opposizione georgiano, il Movimento Nazionale, hanno cercato di fare pressione su Tbilisi affinché adottasse sanzioni contro la Russia e inviasse mercenari a combattere per Kiev, ha affermato la presidente del parlamento georgiano Shalva Papuashvili.
Il Paese del Caucaso meridionale ha mantenuto una posizione neutrale sul conflitto ucraino sin dal suo scoppio nel 2022 e si è rifiutato di imporre sanzioni a Mosca, sostenendo che una mossa del genere avrebbe danneggiato i suoi interessi nazionali. Allo stesso tempo, la Georgia ha affermato che non permetterà di essere usata per aggirare le restrizioni occidentali imposte alla Russia, riporta il sito governativo russo RT.
Parlando ai giornalisti martedì, Papuashvili ha affermato che il partito Movimento Nazionale detto Natsebi (fondato nel 2001 dal controverso ex presidente filo-occidentale Mikheil Saakashvili, poi riparato in Ucraina e ora ospite delle patrie galere) aveva ripetutamente sollecitato il partito al governo Sogno Georgiano a sottoscrivere le sanzioni contro la Russia. Tuttavia, il governo ha rifiutato «perché sarebbe stato equivalente a essere trascinati in una guerra».
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«Insieme al Movimento Nazionale, anche gli stranieri ci hanno detto che avremmo dovuto introdurre sanzioni, inviare mercenari [in Ucraina] e così via. Anche gli europei ci hanno detto la stessa cosa», ha detto Papuashvili.
Già a maggio, l’oratore aveva fatto commenti simili, affermando che «certi amici e nemici», così come organizzazioni non governative, avevano tormentato Tbilisi con richieste di «inviare combattenti in Ucraina, il che, a suo dire, avrebbe rischiato di causare una guerra diretta con la Russia.
Mentre la Georgia ha ufficialmente fornito solo supporto politico e umanitario all’Ucraina, un gran numero di mercenari georgiani sono stati avvistati combattere dalla parte di Kiev. Il Ministero della Difesa russo ha stimato a marzo che circa 1.042 combattenti georgiani avevano preso parte al conflitto, rispetto ai 1.113 combattenti degli Stati Uniti e ai 2.960 della Polonia. Almeno 561 cittadini georgiani in servizio nell’esercito ucraino sono stati uccisi nel corso del conflitto, secondo Mosca.
Le relazioni tra Tbilisi e l’Occidente si sono deteriorate nell’ultimo anno, in particolare da quando, tra grandi proteste, la Georgia ha approvato una controversa «legge sugli agenti stranieri» a maggio. La norma richiede alle ONG, ai media e agli individui che ricevono più del 20% dei loro finanziamenti dall’estero di registrarsi come entità che «promuovono gli interessi di potenze straniere».
Washington ha etichettato la legge come un attacco alla democrazia e ha minacciato la Georgia di sanzioni, mentre ha sospeso più di 92 milioni di dollari in aiuti. L’UE ha sospeso i colloqui sull’adesione di Tbilisi al blocco e ha congelato 32,5 milioni di dollari in pagamenti al Ministero della Difesa georgiano.
Come riportato da Renovatio 21, la UE in risposta alla legge ha sospeso la candidatura della Georgia al blocco di Bruxelles.
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Lo scorso anno il Servizio di Sicurezza dello Stato della Georgia (SSS) aveva pubblicato un comunicato il 18 settembre in cui afferma che il Paese si trova ad affrontare la minaccia di violenti disordini orchestrati dalla cerchia ristretta dell’ex presidente Mikheil Saakashvili e «attraverso il coordinamento e il sostegno finanziario dei Paesi esteri».
La Sicurezza di Stato georgiana precisava che i golpisti pianificano, nei prossimi tre mesi, il «rovesciamento violento» del governo georgiano, usando come modello il colpo di Stato ucraino di Maidan del 2014. Fu fatto anche un nome, quello del comandante della cosiddetta «Legione georgiana» operante in Ucraina come gruppo foreign fighter.
La Legione Nazionale Georgiana (GNL) schierata nel Donbass era balzata sulle cronache internazionali per le accuse di aver giustiziato prigionieri di guerra russi a sole otto chilometri da Bucha il 30 marzo, cioè, se ciò fosse veritiero, appena 48 ore prima che i corpi di Bucha divenissero un caso planetario attribuito alle truppe di Mosca.
Di cecchini provenienti dalla Georgia si parlò riguardo al massacro di Maidan, quando alcuni uomini misteriosi piazzati sui tutti sopra la piazza centra di Kiev spararono a manifestanti e polizia, creando dissidio fra le parti e aumentando il caos, con una conta di almeno 80 morti. I morti di Maidan distrussero l’accordo di pace negoziato dal governo eletto ucraino di Viktor Yanukovich e dai leader dei manifestanti.
Il mese scorso il premier Kobakhidze ha promesso di resistere alle pressioni delle forze politiche che cercano di «ucrainizzare» il Paese.
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Immagine di Kober via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
Trump firma le nuove sanzioni contro la Russia
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Geopolitica
Trump annuncia l’accordo sulla Groenlandia
Gli Stati Uniti assumeranno di fatto il controllo della sicurezza della Groenlandia in virtù di un intesa conclusa con la Danimarca e con il territorio artico autonomo, ha dichiarato il presidente Donald Trump.
In un post pubblicato venerdì su Truth Social, Trump ha sostenuto che l’accordo «conferisce agli Stati Uniti il controllo permanente sulla sicurezza e su tutte le altre esigenze in Groenlandia, affrontando completamente TUTTE le nostre numerose preoccupazioni statunitensi».
«Su mia indicazione, abbiamo lavorato con i rappresentanti della Danimarca e della Groenlandia per garantire che gli Stati Uniti avranno PER SEMPRE la piena capacità di fare ciò che è necessario in Groenlandia per assicurare e difendere la sicurezza della Groenlandia e degli Stati Uniti d’America», ha aggiunto.
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«Inoltre, d’ora in poi, nessun avversario degli Stati Uniti potrà MAI avere una base in Groenlandia, una presenza militare in Groenlandia o effettuare investimenti sensibili in Groenlandia, senza la nostra espressa autorizzazione scritta.»
Trump ha assicurato che gli Stati Uniti saranno «molto protettivi» verso la Groenlandia, definendo l’intesa «un sogno che si avvera per gli Stati Uniti d’America».
L’annuncio è arrivato in coincidenza con un incontro dei più alti ufficiali militari della NATO a Copenaghen, dove i 32 capi della difesa dell’Alleanza si sono riuniti per esaminare il rafforzamento della deterrenza e della difesa collettiva.
Il presidente ha a lungo sostenuto che gli Stati Uniti dovrebbero ottenere la Groenlandia dalla Danimarca, in ragione della posizione strategica dell’isola e della necessità di contenere l’influenza russa e cinese nell’Artico. Le sue richieste hanno provocato sdegno a Copenaghen e hanno ulteriormente tesato i rapporti con gli alleati americani della NATO in Europa.
L’accordo di difesa tra Stati Uniti e Danimarca del 1951 consente già a Washington di chiedere un incremento della presenza militare in Groenlandia. Pur avendo rifiutato il trasferimento della sovranità sul territorio agli Stati Uniti, i funzionari danesi si sono detti disponibili a rivedere gli accordi in vigore per rispondere alle preoccupazioni di sicurezza sollevate da Trump.
La Danimarca ha confermato il raggiungimento di un’intesa poco dopo la dichiarazione di Trump.
«Un accordo che rafforza la nostra sicurezza comune nella regione artica e del Nord Atlantico e che è quindi positivo anche per la NATO e per l’Europa. Allo stesso tempo, riconosce la sovranità e l’integrità territoriale del Regno e il diritto all’autodeterminazione del popolo groenlandese», ha dichiarato il primo ministro danese Mette Frederiksen.
«L’accordo riconosce gli interessi della Groenlandia e il nostro ruolo nella cooperazione internazionale. È un vantaggio per tutti», ha dichiarato il ptrmirt groenlandese Jens-Frederik Nielsen.
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L’emittente danese DR, citando l’ufficio del primo Mministro, ha riferito che le parti intendono firmare l’accordo la prossima settimana a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a Nuova York.
A febbraio la NATO ha avviato l’iniziativa Arctic Sentry, coordinando ed ampliando le attività militari alleate nell’Artico, comprese le esercitazioni a guida danese in Groenlandia e nelle zone circostanti. La decisione è seguita ai colloqui tra Trump e il Segretario Generale della NATO Mark Rutte sulla sicurezza nella regione.
Lo sviluppo avviene mentre un altro grande Paese articolo, il Canada, ha ricevuto la proposta di diventare «membro associato della UE».
Come riportato da Renovatio 21, la settimana scorsa la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, aveva affermato che il futuro della Groenlandia spetta al suo popolo e alla Danimarca, respingendo la minaccia del presidente statunitense Donald Trump di annettere l’isola artica. Il capo dell’UE aveva inoltre annunciato investimenti per 200 milioni di euro per quest’anno e il prossimo, nell’ambito degli sforzi di Bruxelles per rafforzare la propria presenza sull’isola. Il pacchetto copre settori quali la connettività internet, l’energia idroelettrica e le materie prime critiche.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Ursula offre al Canada lo status di «membro associato UE»
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Mark Carney does Trump’s accordion hands pic.twitter.com/bkGLeek8zp
— Scott Robertson (@sarobertson_) September 18, 2026
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