Droga
Dietro al rave dello scandalo: l’opportunismo, le politiche di Soros e i traffici internazionali di pastiglie
Il rave in Toscana è finito. Il più grande pugno tirato nella faccia della popolazione internata dal COVID – dai gestori di discoteche chiuse, agli attivisti ora denunciati perché scesi in piazza a protestare contro il green pass – si è spento.
La faccenda in apparenza ha dell’incredibile. Un gruppo franco-spagnolo organizza una mega-festa con 15 palchi e almeno 10 mila partecipanti su di una proprietà privata – un altro diritto che probabilmente è evaporato nel bienni pandemico.
Di più: lo fanno su un campo dell’ex sindaco del Paese, un uomo di destra che assiste stupefatto allo svolgersi degli eventi. C’è scappato il morto, forse due. Una ragazza ha avuto le doglie e partorito. I cani hanno ucciso le pecore che pascolavano, ma si parla anche di vari poveri fido morti di caldo. Chetamina a 5 euro, LSD a 10. Le farmacie della zona, hanno detto, hanno finito le siringhe. Ricoveri per coma etilico e overdose. Due presunti stupri denunciati.
Non vogliamo nemmeno immaginare cosa il povero proprietario – un allevatore – si troverà a dover pulire. Vetri, preservativi usati, qualche siringa. La bonifica potrebbe non finire mai. Gli animali dovrebbero tornare a pascolare lì?
Tuttavia, le domande che premono sono altre.
Il ministero degli Interni potrebbe aver scelto di non interrompere la festa perché i possibili conseguenti tafferugli, cioè l’ultima cosa che vuole un governo in questo preciso momento
Soprattutto, perché non è stato fermato con la forza? Di rave bloccati dalla polizia si ha memoria. Questa volta non è successo, e i raver sono andati avanti indisturbati – come zombie, a vedere dalle foto – a ballare drogati per giorni anche dopo che lo scandalo era sui telegiornali delle otto. È la TAZ – la zona temporaneamente autonoma teorizzata dal filosofo anarco-pedofilo Hakim Bey – realizzata nell’estate 2021. Tunz-tunz-tunz…
Ci sono diverse risposte a questa domanda.
La prima: il ministero degli Interni potrebbe aver scelto di non interrompere la festa perché i possibili conseguenti tafferugli. Cioè, l’ultima cosa che vuole un governo, e specie un ministro apertamente schierato con le politiche sociali e migratorie di sinistra, in questo preciso momento.
Il lettore che segue Renovatio 21 sa che un esempio di recente c’è già stato, in Francia, due mesi fa: la battaglia al rave di Ille-et-Vilaine, in Bretagna, dove negli scontri «di estrema violenza» tra la polizia e i festaioli ad un ragazzo è stata mozzata la mano.
« Tout le monde déteste la police » crient les teufeurs qui sont de plus en plus nombreux. Importantes tensions toujours en cours. #Teknival #SteveMaiaCanico #FeteDeLaMusique2021 https://t.co/f1P451iGM5 pic.twitter.com/VJpg8JnoRB
— Clément Lanot (@ClementLanot) June 18, 2021
Il bagno di sangue, così poco telegenico, è stato risparmiato
Per fronteggiare una massa di 10 mila persone ci vogliono quantità di manganelli poco fotogeniche, soprattutto di questi tempi, dove in molti sta montando l’idea di vivere in una società repressiva. Creare nel cuore di agosto una Tien’An Men techno non è l’ideale per la carriere di molti, e la tenuta del governo (nonostante abbiamo visto che siano proprio talvolta i «sinceri democratici» delle testate dell’oligarcato chiedere il golpe militare).
Che il ministro e la sua cintura di decisori abbia preso nota? Difficile a dirlo, considerando la superficialità con cui ha trattato la questione del green pass, passando da mezzi avvertimenti a frasi confusionarie in pochi giorni..
Tuttavia, il bagno di sangue, così poco telegenico, è stato risparmiato.
Un’altra risposta potrebbe essere che si tratti di un favore elettorale: anche i techno-fattoni, pensano i ministri di area PD, votano, come votavano i centri sociali, che talvolta sono perfino riusciti a mandare in Parlamento qualche loro non indimenticabile sgherro.
Eppure, sarebbe anche questo un errore. Chi conosce il mondo dei Technival sa quanto siano apolitici, perché il nichilismo neuronale risultante dalla combo anfetamina più musica elettronica occupa tutta la loro vita, e non hanno davvero tempo di pensare a cose complicate come le elezioni, le leggi, il futuro, la famiglia, etc. Ma tant’è: i no-vax in piazza (che, invece, votano eccome) si possono reprimere, i raver smandibolatori no.
Quindi: non hanno caricato per l’illusione ottica di un possibile opportunismo politico?
Quindi: non hanno caricato per l’illusione ottica di un possibile opportunismo politico?
La verità è che ci sarebbe un’altra domanda da farsi. Che è forse ancora più basilare.
Chi c’è dietro ai rave? Sono davvero un fenomeno spontaneo, senza padroni, senza finanziatori?
Difficile dirlo, perché si tratta di eventi ed organizzazioni di per sé davvero opache, nomadi, chiuse – segrete al punto che anche i luoghi delle feste . Tuttavia, ci ha colpita una delle descrizioni del rave finita sui giornali: «c’erano i “laboratori” della riduzione del danno dove le sostanze venivano preventivamente analizzate per non correre rischi inutili» scrive il Corriere di oggi.
Cioè, vi erano dei banchetti dove testavano la droga che si acquistava, con «opuscoli con informazioni di base diffusi fra i presenti per evitare comportamenti dannosi». Cioè, ripetiamo l’espressione, quella che si chiama «riduzione del danno».
Qui bisogna alzare le antenne: la «riduzione del danno» è da sempre uno dei cavalli di battaglia di George Soros, per i cui programmi ha versato miliardi. La gente oggi tende a dimenticarlo, ritenendolo solo il miliardario dietro a certe rivoluzioni colorate, all’attacco alla lira e alla sterlina, e all’immigrazione totale che stiamo vivendo: no, Soros è stato anche uno dei più grandi sostenitori globali della droga libera.
Anni fa Soros scrisse di suo pugno un articolo per il Financial Times in cui ricordava come il suo approccio fosse diverso da quello dei governi nazionali:
Chi c’è dietro ai rave? Sono davvero un fenomeno spontaneo, senza padroni, senza finanziatori?
«La guerra alla droga è stata un fallimento da mille miliardi di dollari… Per oltre quarant’anni i governi di tutto il mondo hanno speso enormi somme su politiche repressive. Questo a discapito di programmi che funzionano». L’allusione è alle politiche della cosiddetta riduzione del danno, delle quali il Soros è munifico sostenitore. «Non è stato solo uno spreco di danaro: è stato controproducente»
«Il proibizionismo e la lotta alle droghe hanno fatto più male che bene… Per anni, la mia Open Society Foundation ha supportato programmi di riduzione del danno come lo scambio di siringhe…»
Insomma, dietro all’idea che la droga sia inarrestabile, e quindi non vada in alcun modo combattuta, ma ne vadano solo mitigati gli effetti, ci sono i miliardi del solito miliardario Soros.
Al momento, non sappiamo quale associazione che si interessa di «riduzione del danno» abbia stampato i dépliant in libera distribuzione al rave della Tuscia, né se quei «volontari» ai banchetti fossero in qualche modo stipendiati…
Sappiamo però che l’interesse delle forze globaliste per l’argomento c’è – eccome. Un mondo con la droga libera è un mondo di intossicati; un mondo di intossicati è davvero più facile da comandare (e anche: più economico) rispetto ad uno fatto di famiglie e cittadini responsabili…
Un altra domanda che nessuno si fa è: da dove viene quella immane quantità di droga consumata nei rave, così come nelle discoteche italiane dove ogni anno, in genere, ci scappa il morto con relativo e transeunte scandalo?
«Il proibizionismo e la lotta alle droghe hanno fatto più male che bene… Per anni, la mia Open Society Foundation ha supportato programmi di riduzione del danno come lo scambio di siringhe…» George Soros
Negli anni Novanta si bisbigliava che a produrla fossero le stesse farmaceutiche: del resto, come l’eroina fu inventata e commercializzata dalla Bayer, l’ecstacy, o MDMA – cioè la droga principalmente consumata con la musica elettronica – fu sintetizzata dalla Merck. Non c’è prova del fatto che Big Pharma produca oggi queste droghe e le smerci sottobanco: si tratta di una sorta di cospirazionismo drogastico-farmaceutico, che si diffonde tra le chiacchiere notturne di ragazzini storditi.
Tuttavia, ci sono invece prove del fatto che nel traffico di pastiglia siano attivi cittadini di un determinato Paese mediorientale, lo Stato di Israele.
Il quotidiano francese Liberation scriveva il 23 luglio 2001 che la mafia israeliana «ha dirottato il mercato delle droghe sintetiche». L’11 agosto dello stesso anno, anche Le Figaro confermava che «l’Ecstasy è il campo di caccia privato del sottobosco criminale israeliano».
«Gli Israeliani sono al centro del commercio dell’ecstasy» scrive il 1 novembre 2009 Haaretz analizzando un documento dello U.S. State Department. «Negli anni recenti, il crimine organizzato israeliano, con qualche legame presso le organizzazioni criminali della Russia, hanno preso controllo della distribuzione della droga in Europa, secondo un documento del Bureau for International Narcotics and Law Enforcement Affairs». Lo stesso documento mostra pure come «gruppi criminali israeliani hanno le mani sulla distribuzione di ecstasy in Nordamerica»
Grazie alla multinazionalità israeliana – i cittadini dello stato ebraico hanno in genere più di un passaporto, e legami con USA, Russia, Europa – la rete di traffico messa in piedi dagli israeliani e vastissima e profonda
Sono coinvolte diverse famiglie, coinvolte in faide con autobombe, esecuzioni, e omicidi vari.
Una delle principali famiglie, Abergil sono oggetto negli USA di ogni capo di imputazione: assassinii, riciclaggio, estorsioni, frode, controllo di casinò illegali, collusione con una gang di Latinos (i Vineland Boyz) nella sua guerra criminale contro un cartello di rivali messicani.
«Gli Israeliani sono al centro del commercio dell’ecstasy» scrive il 1 novembre 2009 Haaretz
L’Olanda è uno degli snodi principali per gli israeliani, con milioni di pasticche spedite ovunque, dall’Europa a ogni Stato degli USA.
Perfino in luoghi dove i tentacoli della diaspora non dovrebbero arrivare compaiono kapò dello smercio israeliano di metanfetamina: nel settembre del 2000, la polizia giapponese arresta un cittadino israeliano per lo smuggling di almeno 25.000 pastiglie su suolo nipponico.
Se non credete alla vastità del fenomeno, è sufficiente rammentare il caso del ministro Gonen Segev, un pediatra della zona di Haifa che fu non solo deputato alla Knesset (il parlamento israeliano), ma pure ministro dell’energia e delle infrastrutture 1995 sia sotto il governo di Yitzhak Rabin e sotto il successivo governo presieduto da Shimon Peres. Non un politico qualsiasi: si considera che il suo voto fu fondamentale per il passaggio degli accordi di Oslo presso la Knesset.
Ebbene, nel 2004 l’ex-ministro di Tel Aviv viene arrestato all’aeroporto di Amsterdam mentre si imbarca su di un volo per Israele. Dice alle autorità aeroportuali che quelle pillolette colorate che gli hanno trovato siano delle M&Ms, avete presente, i variopinti cioccolatini che piacciono ai bambini. Invece erano migliaia e migliaia di pasticche di ecstasy.
Non fermare il rave, indirettamente, corrisponde al non fermare questa marea di psicofarmaci illegali che infiltrano il cervello della nostra gioventù
Insomma, l’onorevole, già ministro di un Paese che dispone di almeno 200 testate atomiche non dichiarate», trasportava ecstasy in quantità.
Ora, sarebbe bello capire quali percorsi hanno seguito le pastiglie consumate per istupidire e tenere in piedi i 10 mila raver del viterbese. Sarebbe bello sapere questo, e tante altre cose.
Del resto, attraverso i confini italiani, con gli ultimi governi, sono entrati milioni di clandestini – figuriamoci dunque quante pasticchette potrebbero essere passate.
Non fermare il rave, indirettamente, corrisponde al non fermare questa marea di psicofarmaci illegali che infiltrano il cervello della nostra gioventù.
E chi si droga ad una festa d’estate con psicofarmaci legali, mai dirà di no a quelli legali, soprattutto in annate in cui il lockdown ne ha moltiplicato il consumo – in perfetta legalità civile ed etica medica.
Per noi, da dovunque la si guardi, si tratta di un unico fenomeno, una vera catastrofe cerebrale generazionale, con i ragazzi trasformati sempre più consapevolmente in zombie assuefatti a sostanze sintetiche.
Altro che «riduzione del danno».
Roberto Dal Bosco
Droga
Big Pharma punta al profitto con gli psichedelici, poiché i pazienti cercano alternative agli psicofarmaci antidepressivi
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
L’acquisizione multimiliardaria da parte di Eli Lilly di un’azienda che produce terapie psichedeliche sperimentali rappresenta il più grande investimento finora effettuato da una casa farmaceutica nel campo della medicina psichedelica come trattamento per la depressione. Tuttavia, l’ingresso dell’industria farmaceutica in questo mercato solleva interrogativi su brevetti, profitti e futuro della terapia psichedelica.
L’acquisizione multimiliardaria di AtaiBeckley da parte di Eli Lilly rappresenta il più grande investimento farmaceutico finora realizzato nel campo della medicina psichedelica, segnando una nuova fase per un settore un tempo relegato ai margini della ricerca scientifica.
L’accordo, del valore di circa 2,8 miliardi di dollari iniziali con ulteriori pagamenti fino a 1 miliardo di dollari al raggiungimento di determinati obiettivi, conferisce a Lilly il controllo delle terapie psichedeliche sperimentali di AtaiBeckley , tra cui BPL-003 , uno spray nasale ad azione rapida contenente N,N-dimetiltriptamina (DMT) in fase di studio per il trattamento della depressione resistente alle terapie convenzionali.
Nell’ottobre del 2025, AtaiBeckley ha annunciato che la Food and Drug Administration (FDA) statunitense aveva concesso al farmaco BPL-003 la designazione di «Breakthrough Therapy», uno status volto ad accelerare lo sviluppo di trattamenti per patologie gravi quando le prime evidenze suggeriscono un miglioramento sostanziale rispetto alle opzioni terapeutiche esistenti.
«Milioni di persone sono ancora alla ricerca di sollievo e hanno disperatamente bisogno di una terapia efficace», ha affermato la dottoressa Carole Ho, presidente di Lilly Neuroscience. Promuovere le terapie di AtaiBeckley, ha aggiunto, offre a Lilly «una reale opportunità di cambiare le cose».
L’acquisizione da parte dell’azienda avviene in un momento in cui le case farmaceutiche si stanno espandendo sempre più in un settore che ha suscitato un crescente interesse scientifico, ma che rimane controverso a causa di interrogativi riguardanti la commercializzazione, l’accesso, la proprietà intellettuale e la capacità dello sviluppo aziendale di preservare i modelli terapeutici che hanno plasmato la ricerca sulle sostanze psichedeliche.
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Un punto di svolta per la medicina psichedelica
L’acquisizione di Lilly-AtaiBeckley segue un altro importante investimento farmaceutico nel settore. Nel 2025, AbbVie ha infatti concordato l’acquisizione di Bretisilocin (GM-2505), un farmaco sperimentale per la depressione sviluppato da Gilgamesh Pharmaceuticals, in un’operazione del valore massimo di 1,2 miliardi di dollari.
La bretisilcina agisce sul recettore della serotonina 5-HT2A del cervello , lo stesso recettore coinvolto negli effetti delle sostanze psichedeliche classiche come la psilocibina e l’LSD.
Nel complesso, questi accordi suggeriscono che le principali case farmaceutiche considerano sempre più i composti psichedelici come una potenziale nuova categoria di trattamenti per la salute mentale.
Rayyan Zafar, Ph.D., neuropsicofarmacologo presso l’Imperial College di Londra e membro del Centre for Psychedelic Research and Neuropsychopharmacology group, ha affermato che l’acquisizione da parte di Lilly potrebbe contribuire ad avvicinare gli psichedelici all’uso medico di massa, rendendoli «a basso rischio» per l’impiego nella salute mentale.
Secondo Zafar, gli investimenti nel settore farmaceutico potrebbero andare oltre lo sviluppo dei farmaci, incoraggiando il dialogo sulla copertura assicurativa e sulle infrastrutture sanitarie necessarie per fornire nuove terapie.
«Oltre alle sperimentazioni cliniche con sostanze psichedeliche, potrebbe anche contribuire a stimolare un dibattito più ampio sui meccanismi di rimborso e a incoraggiare altri sistemi sanitari pubblici a prepararsi per l’implementazione», ha aggiunto.
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Una nuova opportunità di business e nuove preoccupazioni.
L’interesse dell’industria farmaceutica per le sostanze psichedeliche si manifesta in un momento in cui le aziende sono alla ricerca di nuovi trattamenti in un mercato della salute mentale ricco di pazienti che non hanno risposto adeguatamente – o hanno subito danni – dai farmaci esistenti.
Inoltre, permette ai colossi farmaceutici di trarre profitto da questa situazione.
Richard C. Deth, Ph.D., professore di farmacologia alla Nova Southeastern University di Fort Lauderdale, in Florida, ha affermato che l’acquisizione da parte di Lilly sembra mirata a consolidare la propria posizione in un settore finanziario emergente.
«È chiaro che Lilly sta effettuando acquisti per crearsi una posizione in previsione di un mercato in espansione per questo tipo di composti», ha affermato Deth.
Terry Turner, giornalista senior di Drugwatch, ha affermato che le aziende farmaceutiche stanno entrando in questo settore sia per opportunità commerciali che per esigenze mediche insoddisfatte.
«Per le grandi aziende farmaceutiche, il profitto è sempre una componente fondamentale, non c’è dubbio», ha affermato Turner. «E in questo momento è in corso una vera e propria corsa all’oro nel settore delle sostanze psichedeliche».
Ha aggiunto che la combinazione di una maggiore attenzione da parte del governo, dell’interesse scientifico e della ricerca di alternative da parte dei pazienti ha creato un impulso positivo per il settore.
«Sommando tutti questi fattori, si crea una situazione ideale che spinge le sostanze psichedeliche dai laboratori alla pratica clinica tradizionale in ambito di salute mentale», ha affermato Turner.
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«Enormi incentivi finanziari per la creazione di proprietà intellettuale relativa alle sostanze psichedeliche»
Una delle principali preoccupazioni relative all’ingresso dell’industria farmaceutica nel settore delle sostanze psichedeliche riguarda il modo in cui le aziende proteggeranno i propri investimenti e creeranno marchi esclusivi attorno a sostanze che spesso si trovano già in natura, e quali implicazioni ciò avrà per i pazienti.
Gli esperti affermano che, in genere, le aziende non possono brevettare le sostanze psichedeliche naturali nella loro forma originale. Tuttavia, cercano di ottenere la protezione della proprietà intellettuale per i composti modificati, i sistemi di somministrazione, i metodi di produzione e gli usi medici specifici.
Shannon Hughes, Ph.D., cofondatrice di Elemental Psychedelics, ha affermato che le strategie brevettuali sono fondamentali per il modello di business farmaceutico.
«Stanno chiaramente cercando di brevettare alcune sostanze psichedeliche», ha affermato Hughes. «Sono in fase di brevettazione analoghi farmacologici di MDMA, DMT, LSD e psilocibina. Le aziende farmaceutiche non entrerebbero nel mercato delle sostanze psichedeliche se non potessero brevettare la molecola».
Hughes ha affermato che i composti presenti in natura, come la psilocibina e la DMT, non possono in genere essere brevettati nel loro stato naturale, quindi le aziende devono creare nuova proprietà intellettuale attorno alle versioni farmaceutiche.
«La commercializzazione si basa sul monopolio», ha affermato Hughes. «Senza brevetti, le principali aziende farmaceutiche non investirebbero miliardi nelle fasi avanzate della sperimentazione clinica».
Ha indicato lo spray nasale BPL-003 come esempio di come le aziende stiano creando farmaci psichedelici brevettati.
«I principali candidati di AtaiBeckley, come BPL-003, una forma sintetica intranasale di 5-MeO-DMT, e VLS-01, una pellicola buccale di DMT, sono farmaci brevettati e specificamente progettati per creare monopoli di mercato difendibili», ha affermato Hughes.
Brag Burge, fondatore di Integration Communications, un’agenzia di pubbliche relazioni specializzata in organizzazioni che si occupano di sostanze psichedeliche, ha dichiarato a The Defender che le case farmaceutiche non mirano a controllare le sostanze stesse, ma ad assumere un approccio multiforme al loro utilizzo.
«La strategia commerciale in genere non consiste nel rivendicare la proprietà di una sostanza psichedelica naturale in sé, ma nel brevettare nuovi composti, processi di sintesi, formulazioni, sistemi di somministrazione, combinazioni e usi medici specifici», ha affermato.
«Esiste un enorme incentivo finanziario a sviluppare proprietà intellettuale nel campo delle sostanze psichedeliche, soprattutto se tale proprietà intellettuale può portare allo sviluppo di un trattamento più facile da produrre, somministrare, assicurare o scalare».
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In che modo l’industria farmaceutica modificherà l’esperienza psichedelica?
Lo sviluppo di sostanze psichedeliche farmaceutiche potrebbe anche modificare il modo in cui queste sostanze vengono percepite.
A differenza delle esperienze psichedeliche tradizionali, che possono durare diverse ore e spesso richiedono una lunga preparazione e integrazione, alcuni nuovi composti sono progettati per abbreviare la durata dello stato psichedelico, in modo da adattarsi ai sistemi sanitari esistenti.
La Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies (MAPS), un’organizzazione no-profit nata quarant’anni fa per promuovere gli usi benefici delle sostanze psichedeliche e della marijuana, ha dichiarato a The Defender di temere che il potenziale terapeutico complessivo degli psichedelici possa andare perduto a seguito di acquisizioni simili a quella della Lilly.
«È positivo perché un’azienda farmaceutica tradizionale riconosce il valore delle sostanze e della ricerca che si sta svolgendo nell’ecosistema psichedelico», ha dichiarato il gruppo in un comunicato a The Defender. «È preoccupante perché vediamo che la terapia viene trascurata e che il loro interesse principale è rivolto esclusivamente alle sostanze psichedeliche. Quindi possiamo aspettare e vedere come e cosa lanceranno, ma siamo pronti a fare pressione su di loro se alla fine si rivelerà qualcosa di molto diverso dall’approccio terapeutico che abbiamo studiato e sostenuto».
Hughes ha affermato che l’esperienza psichedelica stessa potrebbe essere alterata con il coinvolgimento delle grandi aziende farmaceutiche.
«Lo sviluppo farmaceutico di molecole psichedeliche comporta intrinsecamente la rimozione dell’ingrediente psichedelico dal suo contesto biologico naturale (la pianta, il fungo o l’animale) così come dal suo contesto culturale di utilizzo», ha affermato.
«Questa estrazione dal contesto modifica il modo in cui interagiamo con la sostanza e come ne percepiamo gli effetti. Potrebbe persino alterare gli effetti stessi, poiché ciò che consideriamo l’ingrediente psichedelico potrebbe dipendere anche dalla miriade di altri composti, noti e sconosciuti, che costituiscono il sistema vegetale.
Ha aggiunto:
«Questo è un esperimento che abbiamo ripetuto più e più volte, e in genere i risultati non ci sono stati favorevoli. Abbiamo estratto la nicotina dalla pianta del tabacco, sia la sostanza chimica che il suo uso tradizionale, culturale e contestuale, come medicinale, e l’abbiamo messa nelle mani dell’industria».
«Il risultato è dipendenza e malattie croniche. Abbiamo estratto l’oppio dal papavero e la cocaina dalla foglia di coca. Potremmo forse ripetere questo schema estraendo o sintetizzando la psilocibina dal fungo che la contiene, e così via con altre sostanze psichedeliche?»
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La modifica dei composti psichedelici potrebbe creare conseguenze indesiderate
Ricercatori e aziende che sviluppano farmaci psichedelici sottolineano che le formulazioni farmaceutiche controllate possono migliorare la coerenza e la sicurezza.
I critici sostengono che modificare i composti o abbreviare le esperienze psichedeliche potrebbe introdurre nuovi rischi.
Turner ha affermato che le prime sperimentazioni di BPL-003 hanno riportato per lo più effetti collaterali da lievi a moderati, tra cui nausea, aumenti temporanei della pressione sanguigna e irritazione nasale.
Tuttavia, ha affermato che alcuni rischi potrebbero manifestarsi solo dopo un utilizzo diffuso.
«Per quanto riguarda gli effetti collaterali gravi, spesso non si scopre quali possano essere finché un farmaco non è sul mercato da un po’ di tempo e un gran numero di persone non lo ha assunto», ha affermato Turner.
Hughes ha affermato che la modifica dei composti psichedelici potrebbe creare conseguenze indesiderate.
«Inoltre, non comprendiamo appieno gli effetti sinergici che si verificano nell’intera pianta o nel fungo», ha affermato. «Rimuovere un ingrediente che riteniamo essere ‘l’ingrediente importante e utilizzarlo isolatamente può assolutamente creare rischi ed effetti collaterali imprevisti».
Ha affermato che esperienze psichedeliche più brevi e intense potrebbero creare ulteriori difficoltà.
«Esperienze psichedeliche brevi e iper-intense possono portare a forte disagio, disorientamento o destabilizzazione se un paziente viene dimesso troppo rapidamente senza un’adeguata preparazione psicologica, un punto di riferimento e un supporto relazionale», ha affermato Hughes.
Burge ha affermato che i ricercatori dovrebbero continuare a valutare non solo se le sostanze psichedeliche funzionano, ma anche come funzionano e quali elementi dell’esperienza contribuiscono ai risultati.
«Ogni sostanza psichedelica ha effetti collaterali, ovvero effetti che vanno oltre il risultato principale che si intende ottenere», ha affermato Burge.
Ha osservato che l’esperienza psichedelica soggettiva in sé può essere parte del processo terapeutico.
«Alcuni ricercatori e aziende descrivono le allucinazioni come un effetto collaterale indesiderato, mentre altri ritengono che l’esperienza soggettiva, comprese visioni, emozioni, ricordi e cambiamenti di prospettiva, possa essere fondamentale per il funzionamento della terapia psichedelica», ha affermato Burge.
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Un mercato da 7 miliardi di dollari entro il 2032?
Nonostante il dibattito in corso, investitori e analisti prevedono un’espansione del settore della medicina psichedelica.
Secondo le stime di Bloomberg, il mercato dei trattamenti a base di sostanze psichedeliche potrebbe raggiungere un fatturato annuo di circa 7 miliardi di dollari entro il 2032.
Negli ultimi anni, lo spray nasale Spravato (esketamina) della Johnson & Johnson è diventato l’unico farmaco derivato da sostanze psichedeliche approvato dalla FDA per il trattamento della depressione resistente alle terapie convenzionali.
Approvato inizialmente nel 2019 per l’uso in combinazione con un antidepressivo orale, il farmaco ha ricevuto un’approvazione estesa dalla FDA nel gennaio 2025 come primo e unico trattamento autonomo (monoterapia) per gli adulti con depressione resistente al trattamento.
Spravato ha registrato un fatturato di 468 milioni di dollari nel primo trimestre del 2026 , in crescita del 46% rispetto all’anno precedente.
Nel frattempo, altre sostanze psichedeliche si sono dimostrate promettenti per il trattamento dei problemi di salute mentale.
Compass Pathways ha riportato dati positivi relativi ai sei mesi di sperimentazione di Fase 3, che dimostrano come il suo trattamento sperimentale a base di psilocibina sintetica , COMP360, abbia apportato benefici rapidi e duraturi ai pazienti affetti da depressione resistente al trattamento, confermando i risultati di una precedente sperimentazione.
L’azienda ha dichiarato che il 39% dei pazienti che hanno ricevuto la dose da 25 milligrammi ha ottenuto una riduzione clinicamente significativa dei sintomi depressivi entro la sesta settimana dopo due dosi e ha mantenuto tale beneficio almeno fino alla ventiseiesima settimana.
COMP360 ha inoltre continuato a dimostrare un profilo di sicurezza generalmente ben tollerato, senza nuove problematiche di sicurezza, ha affermato l’azienda.
Compass ha dichiarato che i risultati rafforzano la sua domanda di autorizzazione all’immissione in commercio di un nuovo farmaco (New Drug Application) presso la FDA, con la presentazione finale prevista per il quarto trimestre del 2026. Se approvato e riprogrammato dalla Drug Enforcement Administration , l’azienda prevede di lanciare COMP360 nella prima metà del 2027.
Allo stesso tempo, i legislatori continuano a promuovere leggi relative alle sostanze psichedeliche, in quanto cresce l’interesse per il loro potenziale utilizzo nel trattamento di disturbi mentali , tra cui il disturbo da stress post-traumatico e la depressione.
Ad aprile, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone alle agenzie federali di accelerare la revisione di alcune terapie psichedeliche, tra cui l’ibogaina.
Sebbene diversi stati abbiano approvato finanziamenti per la ricerca, programmi pilota o regolamentato l’accesso terapeutico, la legge federale continua a classificare la maggior parte delle sostanze psichedeliche come sostanze controllate di Tabella I.
La FDA non ha risposto alle richieste di commento.
Henrick Karoliszyn
© 24luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Leader sindacale messicano assassinato: il movimento agricolo chiede un’indagine
Il Fronte Nazionale per la Salvaguardia delle Campagne Messicane (FNRCM), il movimento di agricoltori indipendenti che guida la lotta per proteggere l’agricoltura messicana dai cartelli e dagli speculatori globali, ha chiesto un’indagine completa sull’assassinio di José Ramírez Yáñez, coordinatore delle attività del FNRCM nello stato di Jalisco.
Secondo la Procura locale, il figlio di Ramírez Yáñez ha trovato il padre mercoledì in uno stagno o in un lago, con evidenti segni di violenza sul corpo.
«Esprimiamo la nostra profonda indignazione e il nostro dolore per il vile omicidio del nostro compagno, amico e coordinatore statale di Jalisco», ha scritto il FNRCM in una dichiarazione rilasciata lo stesso giorno. «Non possiamo e non permetteremo che il silenzio sia la risposta alla violenza che ha tolto la vita a un uomo che ha dedicato decenni alla lotta per la dignità della nostra terra e di coloro che la lavorano».
Chiedendo alle autorità di individuare i responsabili e di consegnarli alla giustizia, la FNRCM chiarisce di interpretare il suo omicidio come un messaggio rivolto all’intero movimento contadino. La sua morte «è un attacco diretto alla lotta sociale e alla difesa delle campagne messicane che ha coraggiosamente guidato… Non abbasseremo la guardia. La memoria di José merita non solo rispetto, ma anche verità e giustizia. Se colpiscono uno di noi, colpiscono tutti noi che lavoriamo la terra e lottiamo per la giustizia sociale», hanno scritto.
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Attraverso ripetute proteste a livello nazionale, unite a forum e incontri informativi con funzionari governativi e cittadini comuni, la FNRCM, fondata nel 2024 ha portato all’attenzione dell’agenda nazionale la necessaria politica alternativa: il ritorno a una politica di tutela degli agricoltori e dell’approvvigionamento alimentare nazionale, attraverso misure quali la garanzia di prezzi di parità per i prodotti agricoli basati sui costi di produzione nazionali, la ricostituzione della banca rurale nazionale per l’erogazione di credito e altre ancora.
Diversi membri della dirigenza della FNRCM hanno inoltre riferito su questa importante lotta per lo sviluppo durante gli incontri settimanali della Coalizione Internazionale per la Pace.
Come riportato da Renovatio 21, il 20 ottobre 2025 era stato assassinato Bernardo Bravo Manríquez, presidente del FNRCM. Bravo, alla guida degli Agrumicoltori della Valle di Apatzingán, aveva partecipato allo sciopero nazionale degli agricoltori del 14 ottobre, organizzato con successo dal FNRCM per sollecitare il governo a introdurre politiche a sostegno dell’agricoltura nazionale, minacciata da speculatori finanziari internazionali e dai loro cartelli.
I cartelli della droga messicani, in particolare nello Stato di Michoacán, hanno diversificato le proprie attività infiltrandosi nel business dell’avocado, noto come «oro verde». Questo frutto, essenziale per la dieta delle nuove generazioni statunitensi convinte delle sue capacità nutritizie (ghiotte del cosiddetto «avocado toast»), genera profitti miliardari grazie alla forte domanda mondiale, attirando organizzazioni narcos come il Cartello di Jalisco Nuova Generazione (CJNG).
I narcotrafficanti controllano la filiera attraverso l’estorsione sistematica di produttori, trasportatori e confezionatori, imponendo tasse illegali su ogni ettaro coltivato o chilogrammo esportato. Chi rifiuta di pagare subisce violenze, sequestri o l’esproprio delle terre. Oltre all’estorsione, il settore agricolo viene sfruttato per il riciclaggio di denaro derivante dal narcotraffico, poiché permette di giustificare enormi flussi finanziari legittimi.
Questa infiltrazione ha gravi conseguenze ambientali, poiché i cartelli impongono la deforestazione illegale di boschi protetti per fare spazio alle piantagioni, provocando una crisi idrica e danni irreparabili agli ecosistemi locali.
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Immagine screenshot da YouTube
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