Droga
Sommergibile per il trasporto della droga: arrestati in Spagna quattro narcotrafficanti colombiani
Un semi-sommergibile con quattro presunti narcotrafficanti a bordo è stato intercettato dalle autorità spagnole durante un’operazione a circa 280 miglia a ovest della costa di Cadice, in Spagna. Secondo un comunicato, tutti i sospettati legati al narcosubmarino sarebbero stati arrestati. Lo riporta Euronews.
I trafficanti hanno tentato di affondare il sommergibile una volta intercettati a 450 chilometri al largo di Cadice.
Quattro colombiani sono stati arrestati dopo essere stati fermati dalle autorità spagnole a bordo dell’imbarcazione carica di droga.
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I trafficanti avrebbero cercato di affondare l’imbarcazione, lunga circa venti metri, a circa 450 km dalla costa di Cadice.
L’operazione è partita da una segnalazione della DEA (Drug Enforcement Administration) statunitense, che aveva informato le autorità spagnole di un possibile carico di droga.
I narco-sottomarini (narco-sub, per gli anglofoni) non sono un fenomeno nuovo. Tali veicoli sono in genere costruiti per l’oceano e sono semi-sommergibili.
Sono stati segnalati di recente narco-sub quasi completamente sommergibili per ridurre la probabilità di rilevamento da parte di sistemi visivi, radar, sonar o infrarossi.
La capacità di carico varia ampiamente in base alle dimensioni della nave, sebbene siano tipiche diverse tonnellate. Nel 2015, il carico più grande conosciuto, pari a 7,7 tonnellate, è stato sequestrato su un’imbarcazione semisommergibile.
Alcuni sottomarini narcotici contemporanei sono in grado di attraversare l’Oceano Atlantico.
L’uso di sottomarini remotati – cioè senza equipaggio, va indietro di decenni. Nel 1988, un sottomarino senza equipaggio di 21 piedi (6,4 m) fu ritrovato al largo di Boca Raton, in Florida. Il natante era progettato per essere trainato da una barca e immerso tramite telecomando. Il sottomarino era vuoto, ma funzionari e autorità ritengono che sia stato utilizzato per il contrabbando dopo che si sono resi conto che il portello poteva essere aperto solo dall’esterno.
Nel solo 2009, gli Stati Uniti hanno rilevato circa sessanta eventi legati ai sottomarini e hanno calcolato che trasportavano una tonnellata di cocaina al giorno. Nello stesso anno, tre sottomarini furono sequestrati sulle coste del Pacifico, carichi di 1,5 tonnellate di cocaina. Sempre nel 2009 la marina colombiana aveva intercettato o scoperto trentatré sottomarini.
Dopo l’arresto, il 5 novembre 2010, di Harold Mauricio Poveda, un importante collegamento messicano-colombiano, un interrogatorio rafforzato ha rivelato che le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) erano dietro la costruzione di sottomarini e collaboravano con il cartello di Sinaloa per finanziare le loro attività.
Nel 2012, i funzionari della Guardia costiera degli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per il fatto che tali navi potrebbero essere potenzialmente utilizzate per scopi terroristici.
Nel 2019, le autorità spagnole hanno arrestato un semisommergibile di 20 metri al largo della Galizia, contenente 3.000 kg di cocaina, nel primo incidente noto di un sottomarino narcotrafficante che attraversava l’Oceano Atlantico.
Operación Marea Negra: La Increible Historia Del Primer Narcosubmarino Que Llego a Europa Con Mas De 3.000 Kg De Cocaina, un libro dello scrittore Javier Romero, è una narrazione dettagliata dell’impresa. Amazon Prime Video ha trasformato il libro di Romero sia in un documentario televisivo sul viaggio che in una serie drammatica.
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L’8 dicembre 2019 un sottomarino narcotrafficante è stato catturato dalla Marina peruviana mentre trasportava oltre 2.000 kg di cocaina al largo delle coste del dipartimento di Piura
Secondo un comunicato stampa, il 5 novembre 2020 è stato sequestrato un sottomarino in Colombia. Un’ulteriore intercettazione è stata effettuata nell’ottobre 2021 dalla nave scuola ecuadoriana Guayas nell’Oceano Pacifico.
Il narcotrafficante Laureano Oubiña ha affermato l’esistenza di un cimitero marino di narcosottomarini vicino alle Isole Canarie (Spagna).
Un semisommergibile lungo 72 piedi (22 metri i) in fibra di carbonio vinilico, battezzato dai suoi costruttori Poseidón, è stato trovato affondato senza carico dalla Guardia Civil nella Ria di Arousa nel marzo 2023. La nave aveva una stiva centrale con una capacità di carico di cinque tonnellate, una cisterna di zavorra a prua e un motore diesel a poppa.
La costruzione di ciascuna nave può costare fino a due milioni di dollari; i sottomarini possono trasportare abbastanza cocaina in un singolo viaggio da generare più di 100 milioni di dollari in proventi illeciti per i trafficanti.
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Droga
Ritrovati 1.600 denti da latte in una fossa comune di un narcocartello messicano
Un gruppo di volontari in Messico sostiene di aver rinvenuto 1.600 denti da latte tra i resti umani in una fossa comune legata a un cartello della droga.
Il collettivo Buscando Cuerpos en Todo México («Alla ricerca di cadaveri in tutto il Messico») nel 2021 ha indagato su un sito vicino a Zacapu, nello Stato di Michoacan, associato al cartello di Sinaloa.
Lì ha trovato resti, tra cui un dente di bambino. Da allora ha continuato a setacciare l’area in cerca di resti umani. Questa settimana ha dichiarato di aver individuato ben 1.600 denti da latte.
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La deputata del Michoacan Margarita Lopez, che ha contribuito a fondare il gruppo, sostiene che i denti appartengano probabilmente a bambini vittime di tratta, eventualmente sfruttati sessualmente o per gli organi.
L’ufficio del procuratore generale dello Stato ha finora rifiutato di verificare le affermazioni.
«Dal 2021 ad oggi, non è pervenuta alcuna denuncia, segnalazione alle autorità o richiesta di intervento forense in relazione a questi eventi», ha dichiarato l’ufficio.
La Lopez ha replicato con tono accesa so Facebook: «Vogliono minimizzare l’incidente, ma l’operazione per recuperare i 1.600 denti da latte ha coinvolto agenti della Procura generale dello Stato di Michoacán, che agivano in virtù di un mandato ufficiale per garantire la sicurezza del perimetro, e tutto è documentato nell’indagine preliminare», ha scritto.
La deputata aggiunto che un procuratore federale e personale forense erano presenti durante il recupero dei resti, chiedendo l’intervento del Comitato Internazionale della Croce Rossa per contribuire alle indagini.
«Da quando è scoppiato il caso dei “1.600 dentini”, il governo messicano è rimasto in silenzio o ha negato la scoperta», ha affermato la Lopez.
Le fosse comuni sono il simbolo più duro della violenza legata al narcotraffico in Messico.
Un rapporto governativo di marzo 2026 conta 132.534 persone scomparse, mentre la Comisión Nacional de Búsqueda parla di circa 135.000 casi. Il 97% di chi risulta nel registro è scomparso dopo il 2006, cioè dall’inizio della guerra ai cartelli lanciata dal governo Calderón. Prima dei Mondiali il governo Sheinbaum ha rivisto i dati, portando i casi attivi a circa 43.000, una scelta criticata da parenti e ONG perché minimizzerebbe il problema. Il ritmo dei desaparecidos messicani resta alto: nel 2025 risultavano scomparse 34.554 persone, e tra ottobre 2024 e metà settembre 2026 i casi registrati sono 62.378, di cui 20.072 non ancora rintracciati e 3.457 ritrovati morti.
Tra il 2007 e il 2023 le autorità hanno trovato quasi 5.700 fosse comuni clandestine. La maggior parte è stata scoperta dai collettivi di familiari (le madres buscadoras, le madri e i parenti che scavano in proprio). Un collettivo di Sonora da solo ha ritrovato 1.230 corpi in fosse clandestine dal 2019. Chi cerca è a rischio: ad aprile 2025 due madri cercatrici sono state uccise in Jalisco.
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Proprio lo Stato di Jalisco ha oltre 16.000 scomparsi ancora nel registro, il dato più alto del Paese. Secondo un collettivo locale, intorno a uno stadio dei Mondiali sarebbero stati trovati 456 sacchi con resti umani. Un’analisi del Mexico Peace Index rileva inoltre che un terzo dei corpi recuperati dalle fosse clandestine dal 2006 proviene da Jalisco.
Un’inchiesta giornalistica ha rilevato oltre 72.000 resti classificati come non identificati dal 2006 al 2023, per lo più sepolti in fosse municipali. Un’altra fonte parla di 38.891 corpi non identificati, di cui 27.271 sepolti in fosse comuni, a fronte di oltre 275.000 omicidi registrati dal 2006.
Il governo ha annunciato un calo degli omicidi del 30% nel 2025, ma alcuni analisti sospettano che parte delle vittime sia finita in categorie diverse, come sparizioni o corpi nascosti nelle fosse. L’impunità è molto diffusa: secondo Human Rights Watch, solo il 17% degli omicidi volontari tra il 2010 e il 2022 ha portato a mandati d’arresto o procedimenti. L’ONU ha dichiarato che ci sono «prove fondate» che le sparizioni forzate siano diffuse o sistematiche, e quindi crimini contro l’umanità.
Molte fosse non sono depositi di singole «stragi» con un numero preciso di vittime: sono luoghi dove i corpi si sono accumulati nel tempo.
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