Persecuzioni
«Cattolici tradizionalisti radicali»: la sorveglianza dell’FBI era più diffusa di quanto precedentemente riportato
La sorveglianza sui cattolici tradizionalisti negli USA da parte dell’FBI era molto più estesa di quanto precedentemente riconosciuto. Lo riporta il Washington Times, che cita nuovi documenti ottenuti dal senatore repubblicano dell’Iowa Chuck Grassley.
I documenti contraddicono la testimonianza giurata dell’allora direttore dell’FBI Christopher Wray, che nel 2023 descrisse il famigerato promemoria di Richmond contro i «cattolici tradizionalisti radicali» come un caso isolato. In realtà, fu inviato a oltre 1.000 dipendenti e coordinato con almeno quattro uffici locali.
Il promemoria del gennaio 2023, che citava il Southern Poverty Law Center (una sorta di ONG che censisce praticamente ogni possibile voce conservatrice come hate speech) e accusava i cattolici tradizionali di supremazia bianca e «retorica violenta», suscitò una reazione nazionale quando fu divulgato il mese successivo. Wray si dichiarò «sgomento» e disse di averne ordinato l’immediata rimozione.
Tuttavia i documenti appena pubblicati mostrano che il promemoria ha ricevuto un «riscontro positivo» all’interno dell’ufficio. Non sono state sollevate obiezioni e gli uffici dell’FBI di Buffalo, Louisville, Portland e Milwaukee hanno collaborato alla sua stesura e al suo follow-up. Un’e-mail interna segnalava la presenza di due gruppi cattolici – etichettati come «gruppi d’odio» dall’SPLC – all’interno della giurisdizione dell’ufficio di Buffalo.
Il team del Grassley ha trovato anche altri 13 documenti dell’FBI e cinque allegati in cui veniva utilizzato il termine «cattolico tradizionalista radicale».
Ancora più significativo è il fatto che il senatore abbia scoperto una seconda bozza, più ampia e destinata alla piena distribuzione presso l’ufficio, che ometteva le citazioni dell’SPLC ma manteneva affermazioni che collegavano il cattolicesimo tradizionale a «estremismo violento motivato da razzismo ed etnia», ritenuto destinato a crescere. Questo Strategic Perspective Executive Analytic Report (SPEAR) contraddice direttamente l’affermazione di Wray secondo cui esisteva un solo «prodotto».
Grassley aveva condannato la bozza perché ribadiva il «legame infondato» tra fede cattolica e violenza. Rivelò inoltre che l’allora vicedirettore Paul Abbate ordinò la cancellazione definitiva del promemoria e dei relativi documenti. Un altro funzionario ordinò la rimozione di un elenco che mostrava chi aveva avuto accesso al documento.
Grassley ha chiesto al nuovo direttore dell’FBI Kash Patel di identificare chi ha effettuato le cancellazioni, spiegarne le motivazioni, valutare se la supervisione sia stata ostacolata e recuperare i file mancanti.
Le rivelazioni sottolineano le preoccupazioni di lunga data circa i pregiudizi politici all’interno delle forze dell’ordine federali e sollevano urgenti interrogativi su chi il governo consideri una minaccia, scrive LifeSite.
Il termine «tradizionalista radicale» può sembrare ad alcuni un’innocua retorica, ma evidentemente alimenta la sorveglianza e il sospetto verso gli innocenti. Il Catechismo cattolico mette in guardia contro coloro che «fomentano astutamente divisioni e fomentano litigi», come un grave peccato contro l’ottavo comandamento.
Come riportato da Renovatio 21, già due anni fa era emerso che il piano FBI di spiare i cattolici tradizionalisti era concreto: lo fece emergere il senatore dell’Ohiao Jim Jordan, residente della commissione giudiziaria della Camera USA.
Come ha scritto Renovatio 21, la persecuzione contro i frequentatori della Messa antica non è priva di senso, anzi. Non si tratta di una prepotenza orwelliana che nasce dal nulla. No: va a toccare proprio coloro che non si piegano alla follia patente e assassina del mondo moderno e del signore del mondo, e nemmeno alla gerarchia cattolica che oramai che ora sembra portarne avanti l’agenda di morte e distruzione.
Attaccano ciò che è rimasto irriducibile nonostante lo schianto della menzogna (pandemica, politica, geopolitica, sessuale, religiosa, sportiva) e delle sue censure oramai imperanti ovunque, proposte perfino sui sistemi di messaggistica privati.
I fedeli della Santa Messa sono sopravvissuti a qualsiasi cosa, a guerre e persecuzioni, perfino alla catastrofe della chiesa romana, infiltrata dal male nel mondo più scioccante. Hanno resistito perfino ad un papato malvagio, che propala Sodoma, il mondialismo, il paganesimo più infame e negromantico, le élite ultramiliardarie, la volgarità, la crudeltà, la menzogna, e il battesimo di Satana.
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Vescovo mette a tacere famoso esorcista
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Persecuzioni
Messa cattolica a Vienna interrotta da adolescenti arabi che gridavano «Allah Akbar»
Alcuni adolescenti hanno interrotto una messa cattolica a Vienna gridando «Allah Akbar», secondo quanto riportato dai media austriaci. Lo riporta LifeSite.
Il 6 ottobre, alcuni giovani hanno interrotto una messa cattolica in una chiesa parrocchiale nella zona ovest di Vienna, gridando a gran voce «Allahu Akbar» (Dio è grande), uno slogan arabo spesso usato dai musulmani.
Il parroco ha dichiarato al quotidiano austriaco Die Presse di essere preoccupato per l’accaduto e di non voler rivelare l’ubicazione esatta della chiesa per non attirare altri potenziali disturbatori, raccontando di aver sentito prima delle forti risate e del rumore provenire dal fondo della chiesa durante la messa, seguiti da diverse grida di «Allah Akbar» che si sono propagate in tutto l’edificio.
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Il sacerdote stimato che i responsabili avessero circa 14 o 15 anni e fossero di etnia araba. Il gruppo di adolescenti si è dileguato rapidamente dopo aver interrotto la funzione religiosa. «Non ho mai vissuto niente del genere prima d’ora. E sono qui da 20 anni», ha detto il religioso.
Nonostante il trambusto, il sacerdote ha sottolineato che in nessun momento c’è stata una vera minaccia. «Non c’era alcun pericolo; non si trattava di una situazione minacciosa, voglio che sia chiaro. Probabilmente si è trattato solo di esuberanza giovanile», ha affermato, aggiungendo che non avrebbe sporto denuncia alla polizia perché probabilmente non avrebbe portato ad alcun risultato.
Il sacerdote ha detto di aver parlato con un altro parroco di un altro quartiere di Vienna, il quale gli ha riferito che episodi simili si verificano regolarmente nella sua parrocchia.
Il parroco ha espresso sorpresa e perplessità riguardo all’accaduto, dato che la sua parrocchia sostiene gli immigrati musulmani dal 2015. La parrocchia li ha aiutati a trovare un alloggio, a interfacciarsi con gli enti governativi e a frequentare corsi di lingua tedesca. Ha affermato di mantenere un buon rapporto con le famiglie musulmane della zona.
Come molte altre città dell’Europa occidentale, Vienna ha assistito a un massiccio afflusso di immigrati musulmani, soprattutto a partire dalla crisi migratoria del 2015. Secondo gli ultimi dati, il 41,2% degli studenti delle scuole elementari e medie (dai 6 ai 14 anni) a Vienna è di fede musulmana, rappresentando la religione più diffusa in questa fascia d’età. I cristiani costituiscono il 34,5% (17,5% cattolici e 14,5% ortodossi), mentre il 23% non professa alcuna religione.
L’episodio mostra che potrebbe essere in corso, in tutta Europa, un processo di radicalizzazione degli adolescenti, come visto nei disordini di Parigi e di Milano, spacciate per rivolte studentesche quando invece sono germi di guerra etnica vera e propria, con devastazioni e razzie. È logico che le chiese, sparuto simbolo di quello che rimane della religione locale, siano ora prese di mira – così come le catene di messaggi riguardo ad un presunto programma di stupro massivo da parte dei branchi di giovani stranieri sono presi sul serio da tante famiglie.
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È molto probabile che cià accada perché viene discusso in chat dove il comando dell’attacco alla religione cattolica è lanciato, e dove magari gli esiti (gli immancabili video della teppa) vengono vantati.
In Italia, l’interruzione o il turbamento di una funzione religiosa è punito dall’articolo 405 del Codice Penale, che sanziona con la reclusione fino a 2 anni chiunque impedisca o turba cerimonie o pratiche di qualsiasi confessione religiosa. La pena aumenta da 1 a 3 anni di reclusione se il fatto avviene con violenza o minaccia alle persone.
Qualora capitasse al lettore, difenda il sacro con la legge, senza i dubbi dei sacerdoti austriaci: non c’è da essere perplessi, né da pensare alle ragazzate.
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Immagine: Lato nord e tetto della Cattedrale di Santo Stefano a Vienna, visti dalla terrazza panoramica dell’Hotel Lamée.
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Vandalizzata statua della Madonna delle vette
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