Persecuzioni
Tribunale israeliano assolve l’estremista giudeo che aveva aggredito una suora
Un tribunale israeliano ha assolto Yona Simcha Schreiber da responsabilità penale per il brutale attacco a una suora cattolica francese a Gerusalemme, sostenendo che al momento dell’aggressione soffriva di una grave condizione mentale. Lo riporta LifeSite.
Il tribunale di primo grado di Gerusalemme ha emesso mercoledì la sentenza sul 36enne residente nell’insediamento di Peduel, in Cisgiordania, condannandolo a un ricovero ospedaliero fino a sei anni.
Il 28 aprile un colono ebreo ha aggredito con violenza una suora minuta, ricercatrice presso la Scuola francese di ricerca biblica e archeologica, riconoscibile dall’abito religioso. Ha preso la rincorsa, l’ha scaraventata a terra facendole sbattere la testa sul selciato e provocandole un capogiro. Pochi istanti dopo è tornato e l’ha presa a calci mentre era ancora a terra, poi ha aggredito un passante che aveva tentato di fermarlo.
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La suora ha riportato contusioni al viso e alla gamba e ha avuto bisogno di cure immediate.
L’episodio è avvenuto sul Monte Sion, vicino al Cenacolo, dove Gesù Cristo celebrò l’Ultima Cena con gli apostoli e istituì la Santa Eucaristia. Un video ha ripreso l’aggressione.
Lo Schreiber è stato accusato di aggressione con lesioni personali motivata da ostilità verso un gruppo religioso, oltre che di aggressione semplice.
Secondo il Jerusalem Post, il giudice Ophir Tischler ha detto che le prove dimostravano che lo Schreiber aveva compiuto gli atti contestati, ma ha accolto la tesi dello psichiatra distrettuale secondo cui Schreiber «era psicotico al momento dei fatti e non era in grado né di comprendere la natura delle sue azioni né di impedirsi di compierle»; di conseguenza è stato ritenuto non penalmente responsabile.
Secondo l’ordinanza, il ricovero di Schreiber — a partire dal 24 agosto — non potrà superare i sei anni, pena massima prevista per il reato più grave del caso.
Non si tratta però di un termine fisso, ma solo di un tetto massimo. Una commissione psichiatrica può autorizzare la scarcerazione anticipata se ritiene che le condizioni mediche lo consentano.
Dopo un’iniziale disponibilità dell’accusa ad accettare l’assoluzione con ricovero, è stato chiesto un breve rinvio quando lunedì si è presentato l’avvocato della suora, che ha detto di non essere stato informato adeguatamente dell’alibi psichiatrico.
L’avvocato della suora, Zaki Sahlia, ha contestato le conclusioni della perizia, sostenendo che la scelta di Schreiber di colpire proprio la religiosa, e non altre persone presenti, metteva in dubbio che la presunta malattia bastasse a spiegare la violenza.
Sahlia ha anche collegato il fatto a un più ampio schema di molestie e attacchi contro il clero cristiano a Gerusalemme. Nell’udienza conclusiva ha indicato che la suora, pur non a suo agio con l’alibi psichiatrico, ha accettato la decisione del tribunale.
Durante l’udienza finale del processo a Schreiber, mercoledì, l’accusa ha detto di aver adempiuto ai propri obblighi verso la suora aggredita, di aver ascoltato la sua versione, ma di essersi allineata al parere psichiatrico. Accusa e difesa hanno quindi chiesto insieme al tribunale di assolvere l’aggressore.
«Ci auguriamo che le cure mediche lo aiutino a recuperare completamente le sue capacità», ha dichiarato l’avvocato d’ufficio di Schreiber, Idan Gamlieli. «È importante sottolineare che comprendiamo il difficile stato d’animo della querelante e le auguriamo una pronta guarigione dalle conseguenze di questo spiacevole incidente».
Come riportato da Renovatio 21, la suora aveva detto di pregare per la conversione del suo aggressore.
La sentenza è stata letta in un clima di allarme per i ripetuti attacchi di coloni ebrei contro palestinesi cristiani, i loro luoghi di culto a Gerusalemme e in Cisgiordania, e contro la popolazione palestinese in generale: attacchi per i quali, secondo il testo, gli autori non vengono regolarmente chiamati a rispondere dalle autorità israeliane.
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Il Patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, ha collegato pubblicamente questa escalation al clima politico sotto l’attuale governo del premier Benjamin Netanyahu, formatosi alla fine del 2022.
Nella primavera del 2023 il cardinale francescano disse che gli estremisti «si sentono protetti… che l’attuale clima culturale e politico può giustificare, o tollerare, azioni contro i cristiani». Definì la frequenza di tali attacchi «qualcosa di nuovo».
I leader della Chiesa si sono lamentati più volte del fatto che molti autori non subiscono quasi alcuna conseguenza e che molti aggressori vengono considerati affetti da problemi psichici piuttosto che da dolo.
Oltre alle aggressioni contro la città cristiana di Taybeh in Cisgiordania, tra i crimini d’odio anticristiani figurano il tentativo di giudei radicali di aggredire un vescovo e un sacerdote ortodossi durante la Divina Liturgia domenicale, la distruzione di una statua di Gesù Cristo nella Chiesa della Flagellazione, attacchi e vandalismi contro pellegrini da parte di bande ebraiche radicali, la profanazione di cimiteri cristiani, gli sputi sui cristiani e, in altre occasioni, l’incendio delle loro chiese.
I leader ecclesiastici sottolineano inoltre che questi crimini restano in gran parte senza sanzioni nel sistema giudiziario israeliano locale, e che ciò ne favorisce l’aumento.
«Constatiamo che la maggior parte degli episodi nel nostro quartiere sono rimasti impuniti», ha detto padre Aghan Gogchian, cancelliere del Patriarcato armeno. Nella dichiarazione dell’aprile 2023 il sacerdote ha espresso delusione perché le forze dell’ordine non perseguono gli autori con le accuse gravi che, a suo avviso, meriterebbero, ma li trattano come persone con malattie mentali.
«La polizia cerca di presentare ogni attacco come un episodio isolato e di dipingere gli aggressori come persone mentalmente instabili», ha dichiarato Amir Dan, portavoce della Custodia francescana di Terra Santa, al Times of Israel nel marzo 2023. «Così facendo, la polizia si sottrae a ogni responsabilità».
Yossi Eli, giornalista ebreo israeliano che per un giorno si è travestito da prete cattolico e nel 2023 ha raccontato le molestie subite da altri ebrei, ha respinto l’alibi spesso usato dai funzionari israeliani, secondo cui i correligionari autori di questi crimini sarebbero «malati di mente».
«La nostra indagine ha dimostrato che gli attacchi non sono assolutamente opera di malati di mente, bensì di persone con la mente lucida che semplicemente odiano qualcosa in cui non credono», ha scritto Eli in un tweet. «Sono stati sottoposti al lavaggio del cervello per credere che Gesù sia malvagio. Giovani estremisti, bambini e, cosa più tragica, soldati – «gente perbene» – stanno esprimendo il loro odio verso il cristianesimo».
Il sistema «giudiziario» israeliano è «progettato per creare l’apparenza di responsabilità, impedendo al contempo qualsiasi conseguenza reale».
A ulteriore conferma, secondo il testo, di una corruzione del sistema penale israeliano, un rapporto di aprile dell’Euro-Mediterranean Human Rights Monitor documenta torture sessuali «sistematiche e ampiamente praticate» ai danni di detenuti palestinesi, considerate «parte di una politica statale organizzata» che gode della «piena protezione delle più alte autorità politiche, militari e giudiziarie».
Presentando le conclusioni sulla complicità dei funzionari nel sistema giudiziario, l’analisi afferma che la magistratura israeliana «non ha funzionato come un meccanismo efficace di accertamento delle responsabilità». Al contrario, «è stato storicamente e sistematicamente utilizzato per consolidare l’impunità per i crimini commessi contro i palestinesi, rendendo di fatto la magistratura la prima linea di difesa per le violazioni israeliane e i loro autori».
Pertanto, come ripetuto da almeno alcuni ex e attuali membri della Knesset, il rapporto Euro-Med sostiene che la copertura del sistema «giudiziario» israeliano crea complicità con i crimini contro i palestinesi, e che ciò è intenzionale:
«I dati disponibili non indicano un errore procedurale occasionale o una mancanza di capacità, bensì un fallimento strutturale nella “volontà” di condurre indagini serie e procedimenti efficaci, trasformando le indagini interne in procedure formali volte a creare l’apparenza di responsabilità, impedendo al contempo qualsiasi conseguenza reale e garantendo la protezione pratica dei colpevoli e della catena di comando, anziché ricercare la verità o la giustizia per le vittime».
A sostegno di queste conclusioni, l’organizzazione contrappone l’enorme numero di denunce contro soldati israeliani per crimini contro i palestinesi al tasso molto basso di incriminazioni, che storicamente «non ha superato lo 0,81%».
In un altro caso ancora più eclatante, cinque soldati israeliani incriminati nel 2025 dopo la diffusione di un video che li ritraeva mentre violentavano brutalmente un detenuto palestinese a Sde Teiman si sono visti cadere tutte le accuse. I presunti stupratori si erano mostrati mascherati in TV affermando che avrebbero vinto in tribunale, mentre un parlamentare della Knesset difese lo stupro pubblicamente.
Lo scandalo aveva contribuito alle dimissioni dell’ex avvocato generale militare delle IDF, il maggiore generale Yifat Tomer-Yerushalmi, che riconobbe di aver autorizzato la diffusione del filmato «per contrastare la falsa propaganda». Il primo ministro israeliano Benjamino Netanyahu – che aveva definito il video di violenza anale sul detenuto palestinese «il più grave attacco di PR» subito dallo Stato Giudaico e aveva quindiminacciato di querelare il New York Times per un articolo sull’argomento – ha accolto con favore la decisione, affermando che «Israele deve perseguire i suoi nemici, non i suoi eroici combattenti».
I brevi arresti per gravi violenze sessuali hanno scatenato rivolte di fazioni di coloni che, in loro difesa, hanno preso d’assalto le strutture in cui erano detenuti. L’episodio ha anche aperto un dibattito in una commissione della Knesset, dove un parlamentare israeliano ha sostenuto con forza che è accettabile stuprare o torturare in altro modo i detenuti palestinesi.
Secondo l’atto d’accusa, la vittima ha riportato fratture alle costole per le percosse, una perforazione polmonare e una lacerazione rettale interna per la quale è stata operata.
Dopo il ritiro delle accuse, il ministro della Guerra Israel Katz si è scusato con loro per l’«ingiustizia» subita e il premier Benjamin Netanyahu ha definito le accuse una «calunnia del sangue». Da allora godono di una certa notorietà in un Paese in cui, secondo il testo, almeno il 75% degli israeliani ebrei si dichiara favorevole al genocidio di Gaza, ritenendo che «non ci siano innocenti a Gaza».
Come riportato da Renovatio 21, abusi da parte dei militari israeliani sono diffusi sui social, come ad esempio il canale Telegram «72 vergini – senza censura», dove vengono caricati dagli stessi militari video ed immagini di quella che si può definire «pornografia bellica». Vantando «contenuti esclusivi dalla Striscia di Gaza», il canale 72 Virgins – Uncensored ha più di 5.000 follower e pubblica video e foto che mostrano le uccisioni e le catture di militanti di Hamas, nonché immagini dei morti.
Come riportato da Renovatio 21, mesi fa lo stesso esercito israeliano ha iniziato delle indagini riguardante il video che ritrae soldati dello Stato Ebraico che gettano cadaveri di palestinesi dai tetti.
Nel frattempo sono emersi u vari social network video che paiono ritrarre militari israeliani mentre saccheggiano abitazioni nel sud del Libano e si riprendono mentre «scherzano» rovinando i beni.
Come riportato da Renovatio 21, in un altro caso un prigioniero palestinese ha sostenuto di essere stato rinchiuso in una bara per due settimane. In altri casi allucinanti si è parlato di prigionieri e prigioniere stuprati in ogni orifizio da cani addestrati.
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Persecuzioni
Il cardinale Pizzaballa piange la morte delle donne cattoliche uccise da un raid aereo israeliano
«El Señor me lo dio, el Señor me lo quitó: ¡bendito sea el nombre del Señor!» (Job 1,21)
Funeral de Maysa Khader Abu Daoud, y de su hija, Mari Hafez Abu Daoud. https://t.co/aCu9DntCsd — P. Gabriel Romanelli (@PGabRomanelli) October 5, 2026
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Persecuzioni
Chiesa ortodossa canadese con opere d’arte inestimabili distrutta da un incendio
La sera del 30 settembre una chiesa ortodossa di 68 anni, ricca di icone, vetrate e opere d’arte di grande valore, è stata ridotta in macerie a Meadow Lake, nel Saskatchewan, a poca distanza dalla riserva indigena Flying Dust First Nation. Lo riporta LifeSite.
L’episodio, che ha lasciato devastati parrocchiani e comunità locale, si inserisce in una sequenza di incendi e danneggiamenti a luoghi di culto cristiani divenuta purtroppo frequente in Canada negli anni del governo liberale.
«È con immenso dolore che vi informiamo che la nostra amata parrocchia di Ognissanti è stata distrutta da un incendio la scorsa notte. Nessuno è rimasto ferito, e di questo siamo immensamente grati», ha scritto la Chiesa in un post su Facebook. «Sebbene la nostra incrollabile speranza in Cristo non sia confinata ad alcuna struttura, piangiamo comunque la perdita della nostra splendida sala, delle sue numerose icone e degli anni di cura e dedizione profusi in questo spazio sacro».
🚨 BREAKING: Church goes up in flames in Meadow Lake, Saskatchewan, hours after Truth and Reconciliation Day.
City officials and the fire chief have confirmed the fire. Cause not yet released. pic.twitter.com/Pd8D3iDcm0
— Efrain Flores Monsanto 🇨🇦🚛 (@efloresmonsanto) October 1, 2026
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La parrocchia ha precisato che al momento non si celebrano funzioni e che ulteriori aggiornamenti arriveranno a breve. Ha inoltre scritto: «Signore, abbi pietà, Signore, abbi pietà, Signore, abbi pietà». I vigili del fuoco di Meadow Lake hanno fatto tutto il possibile per contenere le fiamme, ma icone, vetrate e opere d’arte sono andate perdute.
Le autorità locali non hanno ancora indicato una causa. La data, però, coincide con la Giornata della verità e della riconciliazione, e questo alimenta preoccupazione. L’incendio di Meadow Lake è solo l’ultimo di una serie di episodi che appaiono come attacchi a luoghi di culto cristiani. Ad agosto una chiesa cattolica storica, centenaria, nel New Brunswick è stata completamente distrutta da un rogo che, secondo le autorità, potrebbe essere doloso.
La festività federale del 30 settembre è stata istituita dal governo dell’ex primo ministro Justin Trudeau per richiamare l’attenzione sul retaggio delle scuole residenziali per indigeni. Nel 2021 e nel 2022 i principali media hanno diffuso affermazioni incendiarie e dubbie secondo cui centinaia di bambini sarebbero stati sepolti e abbandonati da sacerdoti e suore cattolici che gestivano alcuni di quei collegi. Dopo quattro anni, però, non è stata scoperta alcuna fossa comune nei collegi residenziali.
Nonostante le accuse si siano rivelate infondate, dalla primavera del 2021 oltre 130 chiese — in maggioranza cattoliche, molte situate su terre indigene e al servizio della popolazione locale — sono state rase al suolo, vandalizzate o profanate. Nel 2024 il giudice in pensione del Manitoba Brian Giesbrecht ha affermato che i canadesi vengono «deliberatamente ingannati dal proprio governo», dopo aver criticato aspramente l’ex governo Trudeau per aver «perseguito attivamente» una politica che attribuisce alla Chiesa cattolica la responsabilità infondata delle «morti e delle sepolture segrete» di bambini indigeni.
Nel novembre 2025 la deputata conservatrice Kelly Block ha presentato il disegno di legge C-255, di iniziativa parlamentare, che inasprirebbe le pene per chi viene condannato per atti vandalici contro luoghi di culto. Il provvedimento è attualmente bloccato alla Camera dei Comuni.
In Canada gli incendi dolosi contro le chiese sono più che raddoppiati dopo il 2021. Un rapporto del Macdonald-Laurier Institute ha rilevato che meno del 4% dei casi ha portato a un’incriminazione. Uno degli esempi più recenti è la chiesa di Saint-Romain, in Quebecco, costruita nel 1893 e distrutta da un incendio ad aprile, il cui incendio è stato trattato come doloso.
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Mesi fa la storica chiesa cattolica di San Paolo Montréal, in Quebecco, è stata ridotta quasi in macerie da un enorme incendio. A inizio 2024 due storiche chiese cristiane in Canada sono state date alle fiamme intenzionalmente.
Dalla primavera del 2021, ben oltre 100 chiese, la maggior parte cattoliche, sono state bruciate o vandalizzate in tutto il Canada. Tali attacchi alle chiese sono avvenuti poco dopo la scoperta di tombe anonime in scuole residenziali ora chiuse, un tempo gestite dalla Chiesa in alcune parti del Canada, nella primavera dello scorso anno, uno scandalo anticlericale in realtà già smontato come bufala da tempo, al quale tuttavia ha dato nuova vita la visita di Bergoglio nel Paese con annesse scuse e riti di negromanzia pagana con i First Nation, gli indigeni canadesi. Nello stesso periodo altre due storiche chiese cristiane in Canada erano state date alle fiamme intenzionalmente.
Come riportato da Renovatio 21, video promozionale per l’ultimo singolo della pop star Katy Perry, ora compagna di Trudeau, ha suscitato scalpore per aver accostato il testo di una canzone che parla di «guardarla bruciare» allo sfondo di una chiesa.
Come riportato da Renovatio 21, attacchi incendiari alle chiese si stanno verificando in questi anni in tutto il mondo, dall’Europa alle Americhe, all’Asia, all’Africa.
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Persecuzioni
Colombia, la FSSPX lasciata fuori dalla basilica di Chiquinquirá
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Esortazione di don Ezequiel Rubio FSSPX
Cari pellegrini, siamo giunti alla casa di nostra Madre. Siamo giunti alla Basilica di Nostra Signora di Chiquinquirá per rinnovare la consacrazione della Casa Autonoma dell’America Centrale e dei Caraibi al Cuore Materno di nostra Madre, Maria. Quest’anno, però, non celebreremo questa consacrazione all’interno, bensì all’esterno. Quest’anno la celebreremo qui, su questi gradini. Non per preferenza, non per desiderio di innovazione, non perché vorremmo cambiare qualcosa. La celebreremo qui fuori perché non ci è permesso entrare. Nonostante i nostri migliori desideri, l’autorità competente del luogo ci ha negato il permesso persino di avvicinarci ai piedi di nostra Madre per rinnovare questa consacrazione. Abbiamo ricevuto questo rifiuto solo due giorni fa. Abbiamo quindi colto l’occasione per rispondere al Vescovo e al parroco locale, per esprimere la nostra sorpresa, la nostra tristezza e le ragioni per cui non condividiamo questa decisione. Oggi, che la gerarchia ama proclamare l’apertura, e tutti voi lo sapete bene quanto me; oggi, che sentiamo dire che siamo in una Chiesa aperta, una Chiesa che ascolta, una Chiesa disposta ad accompagnare e non a condannare; oggi, che siamo in una Chiesa che ora si definisce «sinodale», questo stesso discorso sembra applicarsi a tutti tranne che alla Fraternità. E perché? Qual è il motivo? Qual è la nostra colpa? Qual è la ragione? Aderire pienamente, completamente alla nostra santa fede cattolica, apostolica e romana.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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Atto di Consacrazione della Fraternità Sacerdotale San Pio X alla Madonna di Chiquinquirá
O Vergine di Chiquinquirá, eccoci qui oggi, prostrati con fiducia davanti alla tua santa immagine. Mentre il diavolo attacca incessantemente la Chiesa e la società per distruggere il Cristianesimo, noi crediamo e professiamo che troveremo in te consolazione nei nostri dolori e forza nelle terribili battaglie che dobbiamo affrontare ogni giorno contro di lui, contro noi stessi e contro il mondo. Prostràti ai tuoi piedi, veniamo a consacrarti l’apostolato della Casa Autonoma dell’America Centrale e dei Caraibi della Fraternità San Pio X, in particolare in queste terre colombiane, affinché sia interamente tuo. Rendilo un baluardo contro gli errori che si diffondono nel mondo, una fonte inesauribile di grazie e benedizioni, e una dimora di santità. Accogli sotto la tua protezione il suo Superiore, i sacerdoti che vi svolgono il loro apostolato e i loro fedeli. Regni ovunque l’unità nella carità e nella verità. A te affidiamo anche tutte le nostre preoccupazioni spirituali e temporali. Desideriamo affidarci e consacrarci a te, noi che siamo figli ed eredi spirituali del nostro venerato ed eroico fondatore, l’Arcivescovo Marcel Lefebvre, e membri della sua opera, consapevoli di essere solo una piccolissima, infinitesimale parte della Santa Chiesa Cattolica, Corpo Mistico di Cristo, ma al tempo stesso consapevoli di portare la fiaccola della fede e il faro della Tradizione, fonti di vera restaurazione. In questi tempi in cui il mondo, e in particolare la Chiesa, soffre di una crisi e di uno smarrimento senza precedenti, affidiamo a Te tutti coloro che un tempo hanno beneficiato del nostro apostolato ma che, purtroppo, se ne sono allontanati, chiedendo che rimangano nella grazia di Dio. Sacro Cuore di Gesù, desideriamo consacrare a Te anche le nostre famiglie, affinché rimangano fedeli ai princìpi della Chiesa Cattolica, alla nostra patria e alle nostre tradizioni. Benedici padri e madri, mariti e mogli nel loro lavoro. A Te affidiamo gli adolescenti e i giovani, affinché in ogni fase della loro vita sappiano rivolgersi alla Tua protezione per preservare la virtù e la fede. A Te affidiamo i bambini, affinché conservino sempre la loro innocenza e docilità. A Te affidiamo gli ammalati, affinché trovino in Te, se non la guarigione, almeno sollievo e la grazia di una profonda conversione. Affidiamo a Te gli anziani, affinché nel crepuscolo della loro vita non manchi loro il sostegno della Tua forza. Infine, Ti supplichiamo per tutti coloro che ci hanno preceduto e che hanno chiuso gli occhi al tempo, affinché tu li apra all’eternità, e possano presto godere di riposo, luce e pace. Infine, eleviamo le nostre preghiere per le nostre patrie, affinché Tu le preservi dalle leggi ingiuste che provocano l’ira divina. Che sorga nelle nostre famiglie una generazione zelante per la fede cattolica, affinché le nostre terre tornino a essere cristiane. La nostra Casa autonoma è ora, o Regina di Colombia, Tua proprietà. Custodiscila nell’unità e nella santità. Che sia un ramo vivo e fecondo della Santa Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana. Rialzaci se cadiamo, ravviva la nostra carità se si raffredda e preserva la nostra volontà di servire Tuo Figlio e la Chiesa. E, rafforzati dal nostro titolo di apostoli di Gesù e Maria, o Madre Corredentrice, promettiamo di lavorare fino all’ultimo respiro per la restaurazione di ogni cosa in Cristo e per il glorioso trionfo del tuo Cuore Addolorato e Immacolato. Accetta, o Madre nostra, questa consacrazione, affinché un giorno, in Paradiso, possiamo, con tutta la famiglia della Tradizione e gli angeli, cantare le tue lodi. Viva il Cuore Immacolato di Maria! Viva il Sacro Cuore di Gesù! Viva Cristo Re! Messa della Fraternità Sacerdotale San Pio X nella Basilica di Nostra Signora di Chiquinquirá il 21 luglio 2024. Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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