Sanità
I dati sul COVID, menzogna di Stato. Prime ammissioni
Un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (Ente sotto vigilanza del Ministero della Salute) dimostra che il numero di morti di COVID è stato per mesi gonfiato di circa 40 volte.
Il primo giornale a riportarlo è il quotidiano romano Il Tempo lo scorso giovedì.
Tutt’intorno, la spirale del silenzio.
Il resto della stampa italiana –con l’eccezione de La Verità – per il secondo giorno consecutivo nasconde completamente la notizia. Un fatto gravissimo, che farebbe pensare, più che ad una censura, all’esistenza di una regia in totale malafede.
È la prova – legittimata indirettamente dallo stesso Ministero della Salute – che l’emergenza COVID e tutta la campagna vaccinale si fondano su dati truccati e manipolati per 21 mesi
In effetti, la notizia è una bomba atomica. È la prova – legittimata indirettamente dallo stesso Ministero della Salute – che l’emergenza COVID e tutta la campagna vaccinale si fondano su dati truccati e manipolati per 21 mesi. Quello che in moltissimi dicevano, magari venendo censurati sui social network e non solo, era vero.
Una notizia del genere in un contesto normale farebbe cadere seduta stante il governo e aprirebbe un indagine per altro tradimento e attentato alla Costituzione: come altro si potrebbe inquadrare uno stato di emergenza con trattamenti sanitari obbligatori fondato su dati manipolati?
Che i decessi per COVID e altri numeri sanitari venissero manipolati dal governo era noto da Maggio 2020; ma solo per i più svegli.
Tra costoro hanno fatto occasionalmente la loro comparsa anche alcune virostar ora filogovernative come Bassetti:
«Abbiamo sbagliato perché abbiamo contato i decessi in maniera diversa rispetto a tutto il resto d’Europa. Vogliamo continuare nell’errore? Da quando abbiamo cambiato la metodologia di conteggio dei decessi noi stiamo drammaticamente decrescendo come letalità ma abbiamo un peccato originale che riguarda marzo-aprile, dove chiunque arrivasse in ospedale con un tampone positivo, anche che aveva un infarto, veniva qualificato come morto per COVID». (19 novembre 2020, Il Corriere della Sera riporta affermazioni di Bassetti alla trasmisisone L’aria che tira su La7)
E sicuramente anche Zangrillo, da sempre uno dei medici più scettici contro la narrativa pandemica:
«Ci siamo fatti del male da soli, il numero di morti in Italia non è superiore a quello di altri Paesi europei, li abbiamo contati in modo diverso». ( 6 settembre 2021, L’Aria che tira, La7)
Fin dai primi giorni della pandemia (quando ancora non era riconosciuta come tale) ci furono scienziati che sminuivano la letalità del COVID; e le evidenze scientifiche erano già note dai dati della Cina e della Corea del Sud.
«Secondo il nuovo rapporto (che non veniva aggiornato da luglio) dell’Istituto superiore di Sanità sulla mortalità per COVID, il virus che ha messo in ginocchio il mondo avrebbe ucciso assai meno di una comune influenza»
«Non voglio sminuire il coronavirus ma la sua problematica rimane appena superiore all’influenza stagionale»diceva Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio dell’ospedale Sacco di Milano (Adkronos, 1 marzo 2020)
Ed eccoci giunti al 21 ottobre 2021. Il Tempo, con un articolo in prima pagina firmato dal direttore Franco Bechis, riprende la questione; questa volta avendo alle spalle un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, in cui sono state analizzate le cartelle cliniche di un campione di pazienti deceduti – con grande ritardo, aggiungiamo noi.
Le conclusioni sono un terremoto:
«Secondo il nuovo rapporto (che non veniva aggiornato da luglio) dell’Istituto superiore di Sanità sulla mortalità per COVID, il virus che ha messo in ginocchio il mondo avrebbe ucciso assai meno di una comune influenza. Sembra un’affermazione strampalata e da no vax, ma secondo il campione statistico di cartelle cliniche raccolte dall’istituto solo il 2,9% dei decessi registrati dalla fine del mese di febbraio 2020 sarebbe dovuto al COVID-19».
«Quindi dei 130.468 decessi registrati dalle statistiche ufficiali al momento della preparazione del nuovo rapporto solo 3.783 sarebbero dovuti alla potenza del virus in sé»
«Quindi dei 130.468 decessi registrati dalle statistiche ufficiali al momento della preparazione del nuovo rapporto solo 3.783 sarebbero dovuti alla potenza del virus in sé. Perché tutti gli altri italiani che hanno perso la vita avevano da una a cinque malattie che secondo l’ISS dunque lasciavano già loro poca speranza».
«Addirittura il 67,7% avrebbe avuto insieme più di tre malattie contemporanee, e il 18% almeno due insieme. Secondo l’ISS il 65,8% degli italiani che non ci sono più dopo essere stati infettati dal COVID era malato di ipertensione arteriosa, e cioè aveva la pressione alta. Il 23,5% era anche demente, il 29,3% aggiungeva ai malanni un po’ di diabete, il 24,8% pure fibrillazione atriale. E non basta: il 17,4% aveva già i polmoni ammalati, il 16,3% aveva avuto un cancro negli ultimi 5 anni; il 15,7% soffriva di scompenso cardiaco, il 28% aveva una cardiopatia ischemica, il 24,8% soffriva di fibrillazione atriale, più di uno ogni dieci era anche obeso, più di uno su dieci aveva avuto un ictus, e altri ancora sia pure in percentuale più ridotta aveva problemi gravi al fegato, dialisi e malattie auto-immuni».
(corsivi nostri)
«Addirittura il 67,7% avrebbe avuto insieme più di tre malattie contemporanee, e il 18% almeno due insieme. Secondo l’ISS il 65,8% degli italiani che non ci sono più dopo essere stati infettati dal COVID era malato di ipertensione arteriosa, e cioè aveva la pressione alta»
Ebbene, che dire?
In realtà, per quanto mancasse un’analisi delle cartelle cliniche, da molti mesi c’erano tutti gli elementi per dedurre che la narrativa sul COVID fosse manipolata.
La principale responsabile di tale manipolazione è stata e continua tuttora ad essere la stampa italiana.
Vediamo che trucco usano e perché.
- Che l’età media dei decessi da Covid fosse di 81.5 anni era noto. Così come era noto che più del 93 % dei decessi avesse 80 anni circa. Sono noti da sempre i tassi di letalità del COVIDper fascia anagrafica.
- Era altresì noto fin dai passati rapporti del ISS che la quasi totalità dei pazienti gravi/deceduti avesse più patologie. Basterà al lettore trovare pubblicazioni dell’ISS addietro.
Per lasciar credere al lettore che tutti i decessi siano «morti per COVID», devo lasciargli ambigua la provenienza, inducendolo a credere che provengano tutti dalla terapie intensive
Ora, non solo i giornali omettevano nelle miriadi di tabelle di riportare questi «dettagli», dettagli che avrebbero fatto capire anche al lettore più ingenuo che il COVID è un’emergenza che riguarda le fasce anagrafiche più avanzate e già precarie di salute ( per le quali avrebbero dovuto predisporre delle campagne sanitarie di protezione ben diverse da quelle poste in essere).
Ma si paventa anche una distorsione nella stessa raccolta dei dati della Protezione Civile e del CTS, quei dati che sono pubblicati sui media tutti i giorni da 20 mesi, senza che nessun giornale abbia mai sollevato una domandina: il saldo reale tra terapie intensive e decessi. Vediamo.
I media italiani pubblicano tutti i giorni il saldo di terapie intensive e dei decessi. Ma non hanno mai specificato quanti decessi provengano dalle terapie intensive.
Perché questa lacuna scientifica è problematica? Per un motivo molto semplice: noi sappiamo dall’esperienza clinica del COVID che il paziente, quando muore, muore in terapia intensiva per complicazioni polmonari/circolatorie.
Quindi ci si aspetta che ogni decesso catalogato come «morto per COVID» provenga dalle terapie intensive.
Daccapo, se lettori ed elettori italiani avessero capito che tantissimi decessi provenivano da reparti di medicina generale e che l’età media dei decessi è di 81,5 anni, come potevano convincersi a chiudere il negozio, rinchiudere in casa i figli e farsi dosi di farmaci sperimentali? Come si sarebbero convinti ad accettare il green pass?
Ma il saldo dei posti nella terapie intensive non è mai stato messo in relazione col saldo dei decessi; questa relazione è sempre stata tenuta ambigua. Il motivo è fin troppo facile da capire: se ho bisogno di contare come «morti per COVID» anche pazienti che sono «morti col COVID» per altre patologie, è ovvio che non troverò questi ultimi in terapia intensiva, ma in altri reparti.
Quindi per lasciar credere al lettore che tutti i decessi siano «morti per COVID», devo lasciargli ambigua la provenienza, inducendolo a credere che provengano tutti dalla terapie intensive.
In tal modo solo un occhio attento che fosse andato a cercare le tabelle dettagliate della Protezione Civile si sarebbe posto la domanda.
Daccapo, se lettori ed elettori italiani avessero capito che tantissimi decessi provenivano da reparti di medicina generale e che l’età media dei decessi è di 81,5 anni, come potevano convincersi a chiudere il negozio, rinchiudere in casa i figli e farsi dosi di farmaci sperimentali?
Come si sarebbero convinti ad accettare il green pass?
Sanità
Fauci istituisce un fondo per la difesa legale mentre si moltiplicano le indagini contro di lui
Gli avvocati del dottor Anthony Fauci hanno aperto un fondo per la difesa legale, mentre le difficoltà giudiziarie dell’ex responsabile della lotta al COVID-19 continuano ad aumentare. Lo riporta LifeSite.
Dopo due audizioni disastrose al Senato degli Stati Uniti e la pubblicazione del suo diario personale quest’estate, Fauci è stato citato in giudizio da tre procuratori generali statali repubblicani, che intendono verificare se abbia tratto un vantaggio personale dalle linee guida emanate durante la pandemia.
Sebbene il presidente Joe Biden abbia concesso al «zar» del COVID un’amnistia generale dal 2014 fino all’ultimo giorno della sua presidenza, quella misura lo tutela soltanto dai procedimenti penali federali e lo lascia esposto a eventuali azioni dei singoli Stati.
La grazia non coprirebbe nemmeno l’accusa di oltraggio al Congresso trasmessa dai senatori repubblicani al Dipartimento di Giustizia all’inizio del mese, dopo che l’ex direttore del NIAID aveva invocato il Quinto Emendamento più di 100 volte in un’udienza di luglio.
«Il Fondo per la Difesa Legale del Dottor Anthony S. Fauci è stato istituito per contribuire a coprire le spese legali e amministrative relative al Dottor Fauci», si legge sul sito del fondo. «I vostri contributi sostengono direttamente queste attività di difesa e garantiscono un supporto legale completo durante le indagini e i procedimenti in corso.»
«Il dottor Fauci sta affrontando un attacco legale senza precedenti per un funzionario pubblico in pensione e merita una solida difesa contro queste azioni infondate e pretestuose», ha dichiarato l’avvocato David Schertler a Reuters. «Il dottor Fauci non ha fatto nulla di male e siamo pronti a contrastare queste vergognose molestie nei confronti di un uomo onesto che ha dedicato la sua carriera a salvare vite umane».
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Al momento del pensionamento Fauci era il dipendente federale più pagato, con uno stipendio di quasi 500.000 dollari l’anno. Nel 2021 Fauci e la moglie avevano dichiarato un patrimonio netto di 12,6 milioni di dollari.
Il procuratore generale della Florida, James Uthmeier, aveva collaborato con West Virginia e Louisiana per indagare su «premi, opportunità professionali, incentivi finanziari, sovvenzioni e linee guida relative al COVID-19 che hanno avuto un impatto sulle imprese e sui consumatori della Florida».
Uthmeier ha detto che i diari di Fauci «descrivono in dettaglio importanti riconoscimenti» legati alla Florida, tra cui un premio di 900.000 dollari della Fondazione Dan David e una sovvenzione NIAID al programma di ricerca biomedica Scripps dell’Università della Florida.
Il procuratore generale della Florida ha inoltre indicato altri possibili modi in cui Fauci avrebbe potuto trarre un vantaggio personale dalla gestione del COVID, come «offerte di cattedre universitarie intitolate a lui e contratti editoriali, incarichi nei consigli di amministrazione, collaborazioni con fondazioni private e altre opportunità professionali e finanziarie concomitanti al suo ruolo federale e alle raccomandazioni pubbliche che hanno avuto un impatto sulla Florida».
La citazione della Florida impone a Fauci di consegnare entro il 31 agosto i documenti sui suoi «conflitti di interesse personale».
«I funzionari governativi godono di un certo livello di immunità nell’esercizio delle loro funzioni, ma se Fauci ha tratto profitto personale dalle “linee guida” che ha emesso, ciò potrebbe benissimo costituire una violazione della legge della Florida», ha detto Uthmeier. «Il diario di Fauci si concentrava più sull’autopromozione che sulle legittime preoccupazioni relative alla sicurezza dei vaccini a mRNA. Mentre Fauci si dava da fare per ottenere contratti editoriali, premi, fortuna e fama, i cittadini della Florida venivano ingannati e danneggiati dalle sue false dichiarazioni».
«Il recente rifiuto del dottor Fauci di rispondere alle domande del Congresso sul suo operato durante la pandemia è preoccupante», ha dichiarato il procuratore generale del West Virginia, John McCuskey. «Il popolo americano ha il diritto di sapere se lui o i suoi rappresentanti eletti sono stati ingannati o manipolati. Sia il mio ufficio che io sosteniamo gli sforzi del procuratore generale Uthmeier per far emergere la verità».
«L’opinione pubblica merita risposte a circa un milione di domande relative alla pandemia, alle sue origini e alle azioni intraprese dal governo in risposta», ha detto il procuratore generale della Louisiana, Liz Murrill. «Sappiamo già che Fauci ha mentito, ma non sappiamo ancora quanto. Ha mentito persino su una cosa basilare come tenere un diario. La verità verrà a galla.»
I versamenti al fondo per la difesa di Fauci non sono deducibili come donazioni di beneficenza e non sono rimborsabili.
Secondo l’agenzia Reuters, gli eventuali fondi residui destinati alla difesa legale di Fauci saranno devoluti in beneficenza.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Epidemie
Collaboratore di alto livello di Fauci si dichiara colpevole di accuse federali. Tradirà il suo capo?
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Morens si vantava di essere in grado di «far sparire le email»
Nel corso della sua testimonianza davanti alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti nel 2024, Fauci negò di avere avuto uno stretto rapporto di lavoro con Morens, suggerendo che Morens non gli forniva consulenza su «politiche dell’istituto o altre questioni sostanziali». Tuttavia, l’accordo di patteggiamento di Morens include una dichiarazione in cui ammette di essersi spesso consultato con un ricercatore esterno, Peter Daszak, Ph.D., all’epoca presidente dell’EcoHealth Alliance, per preparare briefing per Fauci che suggerivano che il COVID-19 avesse origini naturali. In un’email del 2021 resa pubblica dalla Camera e citata da The Hill, Morens scrisse a Daszak: «Posso inviare materiale a Tony [Fauci] tramite la sua Gmail privata, oppure consegnarglielo di persona al lavoro o a casa. È troppo intelligente per lasciare che i colleghi gli mandino cose che potrebbero causargli problemi». In un’altra email del 2021, Morens affermò di sapere come «far sparire le email dopo una richiesta FOIA», riferendosi alle richieste di accesso agli atti federali previste dal Freedom of Information Act. John Leake, vicepresidente della McCullough Foundation e autore di Mind Viruses: America’s Irrational Obsessions, ha scritto su Substack che la dichiarazione di colpevolezza di Morens per un singolo capo d’accusa di cospirazione è «simile alla condanna di Al Capone per evasione fiscale». Leake ha suggerito che la dichiarazione di colpevolezza avrà un impatto minimo sull’indagine sulle origini del COVID-19. «Sebbene Morens probabilmente sconterà una pena detentiva, la sua dichiarazione di colpevolezza e la sua condanna per questo particolare atto di frode mi sembrano un diversivo rispetto al problema principale», ha scritto Leake, riferendosi alla «creazione illegale e al successivo occultamento illegale di un’arma biologica in un laboratorio di biosicurezza cinese». Ma per altri analisti e commentatori, l’attenzione sta tornando a concentrarsi su Fauci in seguito alla dichiarazione di colpevolezza di Morens. Jeffrey Tucker, presidente e fondatore del Brownstone Institute, ha ipotizzato che Morens abbia probabilmente accettato di testimoniare contro altre persone in cambio del patteggiamento e, forse, di una pena più mite. «Ora è disposto a parlare in cambio di una pena più lieve. Sicuramente parlerà e sarà affascinante sapere tutto quello che sa», ha detto Tucker. Il biologo molecolare della Rutgers University, Richard Ebright, Ph.D., si è detto d’accordo. Ebright è stato un acceso critico della ricerca sul guadagno di funzione, che secondo i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio avrebbe probabilmente portato alla creazione in laboratorio del SARS-CoV-2 e alla sua successiva fuoriuscita dal laboratorio di Wuhan. Ha affermato che Morens «probabilmente» ha agito «su ordine del suo capo, Fauci». «La dichiarazione di colpevolezza di Morens è un primo passo importante per assicurare alla giustizia i funzionari statunitensi che hanno finanziato la sconsiderata ricerca sul guadagno di funzione a Wuhan, che ha causato il COVID-19» ha detto Ebright. «Sembra possibile, persino probabile, che Morens sia stato ‘ingannato’ dai procuratori e che la sua dichiarazione di colpevolezza sia il risultato di un patteggiamento in cui Morens ha accettato di testimoniare contro Fauci, Daszak… e altri». L’accordo di patteggiamento di Morens prevedeva un fascicolo sigillato, il che, secondo Ebright, indica che Morens ha accettato di testimoniare contro altri: un’opinione condivisa dal ricercatore e autore James Lyons-Weiler, Ph.D., che ha scritto su Substack: «Infine, poiché l’accordo di patteggiamento include un supplemento sigillato e una separata dichiarazione di fatto, la documentazione attualmente pubblica è incompleta. Tale lacuna è particolarmente rilevante per le speculazioni secondo cui Morens starebbe collaborando contro altri. Tale collaborazione è possibile in teoria, ma non può essere ragionevolmente dedotta dalla sola esistenza del documento sigillato». «… Avevamo previsto che a [Morens] sarebbe stato offerto un patteggiamento e che le accuse specifiche sarebbero state ritirate in cambio della sua testimonianza contro Fauci e altri.»Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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Altri collaboratori di Fauci faranno a gara per «denunciarsi a vicenda» in cambio di patteggiamenti?
La dichiarazione di colpevolezza di Morens rappresenta l’ultimo sviluppo nell’indagine congressuale in corso sulle origini del COVID-19. Nel 2024, quando testimoniò davanti al Congresso nell’ambito dell’indagine Morens negò di aver tentato di eludere la legge federale instradando le comunicazioni attraverso il suo account di posta elettronica personale. All’inizio di questo mese, Paul ha segnalato Fauci al Dipartimento di Giustizia per oltraggio al Congresso, per essersi rifiutato di rispondere alle domande durante l’udienza del mese scorso. Secondo il Washington Post, il Dipartimento di Giustizia sta esaminando la richiesta. È la terza volta che Paul segnala Fauci al Dipartimento di Giustizia per possibili accuse penali. La settimana scorsa, Fauci ha rifiutato la richiesta di comparire volontariamente davanti a un’altra commissione del Senato. Negli ultimi istanti del suo mandato, lo scorso anno, l’allora presidente Joe Biden concesse preventivamente la grazia a Fauci per tutti i suoi atti ufficiali risalenti al 2014, anno in cui il NIH approvò un finanziamento per la ricerca di Daszak sul coronavirus nei pipistrelli. Esperti legali avevano precedentemente dichiarato a The Defender che, sebbene la grazia protegga Fauci da procedimenti penali federali per i suoi atti ufficiali, non impedisce agli Stati di sporgere denuncia contro di lui. Inoltre, non lo protegge dalle accuse di oltraggio al Congresso o di falsa testimonianza in successive deposizioni. Nel 2024, il dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha sospeso tutti i finanziamenti a EcoHealth Alliance dopo aver constatato che l’organizzazione non aveva monitorato adeguatamente gli esperimenti sul coronavirus. Ad aprile, il NIH avrebbe revocato tutti i finanziamenti concessi al virologo Ralph Baric, Ph.D., che aveva collaborato con Fauci e i ricercatori del laboratorio di Wuhan prima e durante la pandemia di COVID-19. A giugno, l’FBI ha incriminato due ricercatori del NIH, tra cui Vincent Munster, Ph.D., legato a Fauci, con l’accusa di aver introdotto clandestinamente negli Stati Uniti, all’inizio di quest’anno, il virus del mosaico del mais (mpox) e altri agenti patogeni pericolosi. Documenti resi pubblici il mese scorso suggeriscono che nel 2021 l’FBI abbia fatto pressioni sugli agenti della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi affinché non interrogassero Daszak al suo rientro negli Stati Uniti dalla Cina, dove si era recato nell’ambito di un’indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle origini del COVID-19. L’anno scorso, Daszak è diventato presidente di Nature.Health.Global, un’organizzazione no-profit che svolge ricerche sulla salute pubblica e sulla prevenzione delle pandemie. Morens lavora per questa organizzazione. Ebright ha suggerito che «ora è iniziata la corsa ai topi» per gli ex stretti collaboratori e alleati di Fauci, che si «denunciano a vicenda». «Morens, Daszak, Keusch e gli altri probabilmente stanno già facendo a gara per essere i primi a collaborare e quindi ad accaparrarsi i migliori accordi di patteggiamento». Michael Nevradakis Ph.D. © 19 agosto 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sanità
Il procuratore generale della Florida annuncia un’indagine su Fauci
Il procuratore generale repubblicano della Florida, James Uthmeier, ha annunciato mercoledì che il suo ufficio avvierà una propria indagine sull’ex responsabile della Casa Bianca per l’emergenza coronavirus, il dottor Anthony Fauci, per stabilire se sia possibile formulare accuse a livello statale per le azioni per le quali ha ricevuto la grazia federale.
Fauci era stato convocato davanti alla Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi del Senato, dove si era avvalso del Quinto Emendamento (che tutela il diritto a non rilasciare testimonianze autoincriminanti) per oltre 100 volte in risposta a una serie di domande sul suo ruolo nella risposta federale al COVID, sulle discrepanze tra le sue dichiarazioni pubbliche e le sue effettive conoscenze private, e sulle origini del virus.
Poco prima di lasciare l’incarico nel gennaio 2025, l’ex presidente Joe Biden ha concesso la grazia a Fauci per qualsiasi cosa avesse potuto fare tra il gennaio 2014 e la fine della sua presidenza, lasciando i repubblicani a livello nazionale divisi su cosa, eventualmente, si possa e si debba ancora fare per ritenerlo responsabile. Tuttavia, il potere di grazia presidenziale si applica solo ai reati federali, il che rende Fauci potenzialmente vulnerabile a ipotetiche accuse a livello statale.
«La mancanza di sincerità di Fauci nei confronti del Congresso è incredibile», ha annunciato Uthmeier. «Il mio ufficio avvierà un’indagine sul dottor Fauci. È ora di scoprire la verità su quanto accaduto durante la pandemia di COVID».
«Se ha mentito e ciò ha causato danni fisici ed economici a innumerevoli americani, miliardi di dollari dei contribuenti in “spese mediche” e una perdita di apprendimento per la prossima generazione, allora ci deve essere giustizia», ha continuato, aggiungendo che il suo ufficio collaborerà con il senatore Rand Paul «per scoprire la verità».
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Tuttavia, non sarà semplice dimostrare che le azioni di Fauci per conto del governo federale (che lo hanno visto principalmente a Washington, DC, e a Bethesda, nel Maryland) rientrino nella giurisdizione della Florida. Il governatore floridiano, Ron DeSantis, salito alla ribalta nazionale per la sua opposizione ai lockdown, ha cercato di ridimensionare le aspettative mercoledì durante il programma radiofonico The Clay Travis & Buck Sexton Show.
«Vorrei solo dire alla gente di non illudersi che si assisterà a un’assunzione di responsabilità di rilievo», ha affermato. «Credo che ci fosse un’opportunità in tal senso. Non sono sicuro che questa opportunità sia ancora concreta. Spero di sbagliarmi. Non fraintendetemi».
Fauci, ex direttore del National Institute of Allergy & Infectious Diseases (NIAID), era un funzionario sanitario relativamente sconosciuto, ma è diventato un nome familiare durante l’epidemia di COVID del 2020, osannato dai media ma presto al centro di una serie di seri problemi di credibilità.
Nel febbraio 2020, Fauci affermò che negli Stati Uniti non c’era «assolutamente alcun motivo per indossare una mascherina»; a luglio, sosteneva che gli americani indossassero non solo mascherine, ma anche occhiali protettivi e visiere (mentre prove schiaccianti hanno dimostrato che le mascherine contro il COVID erano inefficaci).
I critici hanno inoltre rimproverato a Fauci di aver suggerito di abolire la stretta di mano, mentre i rapporti sessuali con sconosciuti rimangono accettabili se «si è disposti a correre un rischio», e di aver sostenuto l’obbligo vaccinale contro il COVID pur non essendo disposto o in grado di fornire una «risposta definitiva» sul perché i vaccini siano necessari per coloro che hanno sviluppato l’immunità da una precedente infezione.
Nel gennaio 2024, ha ammesso sotto giuramento che la diffusa regola del «distanziamento sociale» di un metro e ottanta «probabilmente non si basava su alcun dato» ed «è semplicemente comparsa dal nulla».
Tuttavia probabilmente il punto più controverso nella carriera di Fauci è stata l’approvazione dei finanziamenti federali per esplorare la ricerca sul Gain of Function («guadagno di funzione»), che prevede il rafforzamento intenzionale dei virus per studiarne gli effetti, in diversi siti, tra cui il controverso Istituto di Virologia di Wuhan (WIV) in Cina, da dove le prove indicano che il COVID-19 potrebbe essere originariamente fuoriuscito. Alcune email trapelate hanno rivelato che Fauci e altri importanti ricercatori erano a conoscenza della possibilità di una fuga dal laboratorio già nel febbraio 2020, ma hanno tentato di screditarla temendo che riconoscere pubblicamente la teoria avrebbe compromesso «la scienza e l’armonia internazionale».
Paul ha sostenuto che il dipartimento di Giustizia dovrebbe perseguire Fauci per aver mentito al Congresso su questa e altre questioni relative al COVID, nonostante la grazia concessa da Biden. Paul afferma che il tentativo dovrebbe essere comunque fatto, in modo che i tribunali possano decidere se confermare o meno la grazia alla luce dei dubbi sulle capacità mentali e decisionali di Biden nei suoi ultimi giorni di mandato.
Interrogato sulla questione mercoledì, il presidente Donald Trump ha dichiarato: «È stato graziato da Biden e lo rispetto. So quanto sia potente». Nonostante abbia spesso criticato la presidenza di Biden, definita come condotta con «l’auto-pen» (un sistema per automatizzare le firme presidenziali), Trump ha riconosciuto che «servono molte prove» per poter annullare una grazia presidenziale.
Si tratta, in tutta apparenza, dell’ennesimo tradimento che il popolo dei sostenitori, americani e non, subisce da Trump.
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