Ambiente
La dittatura green non finisce: l’UE invita gli Stati membri a ridurre il consumo di acqua
La Commissione europea starebbe pianificando di invitare gli Stati membri dell’UE a ridurre il consumo di acqua di almeno il 10% entro il 2030. La legge segnerebbe la prima direttiva della Commissione sulla riduzione del consumo di acqua nella storia dell’UE. Lo riporta il Financial Times, che cita un piano in bozza che avrebbe avuto modo di visionare.
La proposta giunge in un momento in cui aumentano le preoccupazioni relative alla siccità e all’esaurimento delle falde acquifere a seguito di incendi boschivi sempre più frequenti e inondazioni catastrofiche, che sono costati miliardi all’UE e hanno ridotto le riserve idriche a livelli mai visti prima.
«Dobbiamo riflettere su come utilizzare l’acqua in modo più efficiente», ha dichiarato alla testata la Commissaria europea per l’ambiente, Jessika Roswall, sottolineando che «quando facciamo la doccia, dobbiamo pensarci».
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In parte dell’Europa meridionale è già in vigore il divieto di riempire le piscine. Haris Sachinis, amministratore delegato della società idrica greca Eydap, ha avvertito che Atene potrebbe rimanere completamente senza acqua entro due anni se la siccità persistesse. Il ministro dell’agricoltura cipriota Maria Panayiotou ha lanciato l’allarme: il 2025 potrebbe essere il terzo anno consecutivo di siccità sull’isola e uno degli otto peggiori anni per le riserve idriche degli ultimi cinquant’anni.
Anche la Svezia ha imposto il divieto di annaffiare i giardini con un tubo in alcune zone, mentre in Francia e Spagna le controversie sulle dighe e sui diritti idrici hanno alimentato le tensioni tra agricoltori e ambientalisti.
Lo scorso anno, le politiche ambientali dell’UE, tra cui i limiti all’uso dei pesticidi e la riduzione del consumo di acqua, hanno provocato diffuse proteste da parte di agricoltori e gruppi agricoli in tutta l’Unione, tra cui Francia, Spagna, Germania e Polonia.
La bozza del piano della Commissione Europea prevede maggiori investimenti nelle infrastrutture dell’Unione che presentano perdite. Il gruppo industriale EurEau ha stimato che circa il 25% dell’acqua dell’UE venga disperso a causa di perdite nelle condotte, con alcuni paesi come la Bulgaria che ne perdono fino al 60%.
La Commissione ha stimato che siano necessari 23 miliardi di euro all’anno per gli ammodernamenti. La Banca europea per gli investimenti prevede inoltre di offrire 15 miliardi di euro in prestiti e garanzie tra il 2025 e il 2027 per sostenere gli sforzi. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che attualmente solo il 2,4% dell’acqua viene riutilizzata nell’UE, una cifra che Bruxelles intende aumentare.
Sebbene l’obiettivo di risparmio non sia vincolante, la Commissione incoraggia il raggiungimento di obiettivi nazionali e una migliore raccolta di dati. Una recente valutazione climatica ha rilevato che solo un «numero limitato» di Paesi ha adottato misure di «resilienza idrica».
La proposta fa seguito a un allarme lanciato nel 2023 sulla crescente concorrenza per l’acqua e sui potenziali conflitti transfrontalieri. La Banca Centrale Europea ha inoltre avvertito che la scarsità d’acqua rappresenta una minaccia finanziaria, con una carenza di acque superficiali che potrebbe incidere su quasi il 15% del PIL dell’eurozona.
Il lettore sincero-democratico a questo punto non riesce a capire: ci dicono che per il Cambiamento Climatico Europa sta diventando una regione monsonica, ci mostrano immagini di alluvioni bibliche in ogni parte del continente… eppure saremmo, da Nord a Sud, senza acqua?
Da capire anche come è possibile – visto che l’Europa non è la Mongolia, ma è bagnata da grandi mari e pure da un oceano, e costellata di laghi immensi – che vi sia scarsità di acqua: i dissalatori non sono fantascienza, sono strumenti alla portata di ogni Paese.
La risposta è, semplicemente, che siamo dinanzi al perdurare della dittatura green, la follia totalitaria verde che da Bruxelles vuole sottomettere i cittadini europei e oltre. L’ambientalismo, chi segue Renovatio 21, lo sa, altro non è che uno strumento di controllo sociale, tenuto in piedi dalla farsa climatica tramite personaggi improbabili (Greta Thunberg…) e soprattutto grandi investimenti di immani gruppi finanziari internazionali (facciamo un nome, BlackRock, ma non solo), quella «piovra verde» di cui una deputata AfD, Beatrix Von Storch, due anni fa ebbe il coraggio di parlare al Parlamento tedesco.
Come riportato da Renovatio 21, la scarsità idrica artificiale è già visibile in California, Stato americano dove non solo innaffiare l’orto può essere proibito, ma dove perfino gli sciacquoni del water devono avere bassa potenza, ingenerando così problemi domestici imbarazzanti e di non poco conto. Ma non si è trattato solo di limitazioni assurde alla vita quotidiane: è pensabile che gli incendi apocalittici che hanno colpito Los Angeles a inizio anno siano scaturigine della scriteriata gestione dell’acqua secondo l’ideologia ecofascista.
Ora noi europei dobbiamo prepararci al medesimo trattamento: piegatevi al dogma ambientale e al suo controllo, o non berrete. Non si tratta di analisi nostre, ma di idee lanciate apertis verbis dal World Economic Forum.
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Come riportato da Renovatio 21, Mariana Mazzucato, economista già autrice un tempo di lavori interessanti come Lo Stato innovatore e poi membro della Task Force COVID del governo Conte bis guidata dall’ex CEO di Vodafone Vittorio Colao, in un video di un panel del WEF riemerso in rete faceva sconvolgenti dichiarazioni sull’acqua come «bene comune» e le possibilità di manipolazione della popolazione ottenibili con la sua privazione.
«È importante anche perché non siamo riusciti a risolvere questi problemi che avevano attributi simili, e l’acqua è qualcosa che le persone capiscono (…) Sapete, il cambiamento climatico è un po’ astratto. Alcune persone lo capiscono molto bene, alcuni lo capiscono un po’, altri semplicemente non lo capiscono (…) con l’acqua… ogni bambino sa quanto sia importante avere l’acqua. Quando giochi a calcio e hai sete. Hai bisogno di acqua».
L’acqua è uno dei veicoli attraverso cui faranno passare la nostra sottomissione. Lo Stato moderno è, sempre più letteralmente, antitetico alle Scritture: «Perché io ebbi fame e voi mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere» (Mt 23, 35).
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Ambiente
Morti di caldo, morti di inciviltà
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Ambiente
Navi da guerra naziste affondate riemergono nel Danubio per l’ondata di caldo
Diverse navi da guerra tedesche affondate durante la Seconda Guerra Mondiale, sono riemerse nel Danubio a causa di una forte ondata di calore e di una prolungata siccità. Le imbarcazioni sono diventate visibili quando il livello dell’acqua del secondo fiume più lungo d’Europa ha raggiunto minimi storici.
Foto e video pubblicati sui social media mostravano enormi relitti di navi adagiati nell’acqua e su un banco di sabbia in mezzo al canale vicino al villaggio di Prahovo, in Serbia.
In un altro luogo, il relitto di una nave mercantile ungherese affondata nel 1937 è riemerso nei pressi del villaggio croato di Opatovac.
Secondo la Banca europea per gli investimenti, circa 200 imbarcazioni potrebbero giacere sul fondo del Danubio. Il trasporto fluviale è quasi completamente bloccato a causa del basso livello dell’acqua, secondo il Ministero dei Trasporti ungherese.
🇷🇸🇭🇷 A sunken German flotilla has surfaced in Serbia due to the shallowing of the Danube, Reuters reports.
The rusting hulks of the German flotilla, sunk in 1944 during the retreat before the Red Army, are reportedly posing a threat to shipping. pic.twitter.com/WwacLDGlgC
— Маrina Wolf (@volkova_ma57183) August 1, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, anche il primo ministro ungherese Peter Magyar ha affermato che la centrale nucleare di Paks, che copre quasi la metà del fabbisogno elettrico dell’Ungheria, potrebbe rimanere chiusa per settimane a causa dell’insufficiente livello dell’acqua.
A Budapest, la scorsa settimana, è stato ritrovato un proiettile di artiglieria tedesco della Seconda Guerra Mondiale vicino al Ponte Margherita, una delle principali arterie stradali della città. Il ritrovamento ha comportato brevi chiusure di sicurezza per consentire l’intervento di una squadra di artificieri. L’autorità meteorologica nazionale ungherese ha inoltre segnalato un livello minimo record di 23 cm nel Danubio che attraversa la città. Il precedente minimo storico, registrato nel 2018, era di 33 cm.
Nella Bulgaria settentrionale, il prosciugamento di un fiume ha portato alla luce quelli che si ritiene essere i resti di un mammut. Le ossa sono state ritrovate da un abitante del villaggio di Ryahovo. Nikolay Nenov, direttore di un museo di storia regionale nella vicina città di Ruse, ha definito la scoperta «di grande importanza per la scienza».
Secondo l’agenzia Associated Press, nei prossimi giorni il livello del Danubio dovrebbe scendere ulteriormente, senza previsioni di piogge significative e con temperature che dovrebbero superare i 38 gradi Celsius nella regione.
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Immagine screenshot da Twitter
Ambiente
La Xylella come prova generale del COVID. Intervista al professor Luca Marini
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