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Fondamentalismo anticristico, massonico, esoterico, apocalittico: dietro alle visioni della cerimonia di apertura delle Olimpiadi

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I lettori avranno visto che della cerimonia di apertura delle Olimpiadi abbiamo parlato tanto, tantissimo, più di chiunque. Riteniamo che si sia trattato di un momento epocale: perché quando il nemico di dice chi è e cosa fare, bisogna ascoltarlo fino in fondo.

 

Ci sono vari fattori che ci spingono a non mollare la storia.

 

Prima di tutto, va detto che lo scandalo ci riguarda da vicino tutti. Perché indica che la più grande istituzione che guida una delle principali attività umane – lo Sport – è compromessa in maniera definitiva. Non che gli indizi mancassero: del lato oscuro delle Olimpiadi, con le invocazioni pagane fatte in Grecia qualche settimana fa, avevamo parlato. Così come della quantità di bambini che sono stati certamente sacrificati con l’aborto-doping.

 

In realtà, non è nemmeno solo una questione istituzional-sportiva: il fatto ci come ci riguarda da vicino in quanto italiani, perché è qui emerso il lato oscuro di un Paese limitrofo- Un Paese che, nei secoli, ha dimostrato confronti dell’Italia continue mire espansionistiche, nonché frustrazioni di ogni tipo. Oggi non abbiamo le truppe napoleoniche che entrano in Italia (benché Eric Zemmour lo abbia proposto in TV), ma quantità di gruppi finanziari francesi e industriali che mettono le mani sul capitalismo italiano – più una serqua di top manager gallici piazzati per qualche ragione in cima a mega-società strategiche per il sistema-Italia. Il tutto con la spinta dell’incredibile «Trattato del Quirinale» firmato da Draghi, Mattarella e Macron durante la Pandemia.

 

Lo avevamo detto vedendo lo spettacolo grottesco delle ultime elezioni: se la Francia impazzisce e collassa, i primi a preoccuparsi dovrebbero essere gli italiani. Se la Francia continua a fare quello che ha iniziato due secoli e mezzo fa, pure.

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C’è poi la questione dell’importanza dello show di apertura delle Olimpiadi. Di per sé, un genere artistico a sé, colossale ed inarrestabile, che ha preso quota nelle ultime decadi. Qui ci sarebbe una gloria italiana da celebrare, il veneziano-meneghino Marco Balich, già anima di una grande società di produzione di video che sfondò negli anni Novanta, producendo non solo miriadi di spot TV (quando era un mercato ricco, ricchissimo) ma anche videoclip musicali delle hit del momento. Balich ha curato quantità di ouverture di importanze globale , dai Giochi invernali di Torino 2006 (che culminava con la bandiera portata da Carla Bruni Tedeschi non ancora in Sarkozy e non ancora indagata) in poi.

 

 

Siamo stati abituati, in questi anni, a questi spettacoloni enormi e visionari. Negli occhi abbiamo ancora la cerimonia di apertura di Pechino 2008 – l’otto di agosto, cioè dell’ottavo mese, alle 8: numerologia scaramantica sinica – quando 2008 percussionisti suonarono all’unisono nella grande coreografia ideata dal regista della Quinta Generazione Zhang Yimou. L’impatto era così forte che fu riconosciuto persino in un episodio di South Park, dove Cartman aveva gli incubi sul sorpasso della Cina Popolare sugli Stati Uniti.

 

 

La Francia, invece, oltre che uno spettacolo blasfemo pare avere preparato uno spettacolo decisamente più povero di quelli visti in questi anni. Molti se ne sono resi conto: se a Sochi 2014 (l’Olimpiade stravinta da Putin che gli costò il colpo di Stato di Maidan a Kiev) in apertura c’era un balletto tratto da un libro di Leone Tolstoj, qui davvero a parte esseri mutanti e immagini shock pare non esserci stato niente di coreuticamente degno di un grande media-event.

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Anche se la vostra camera d’eco (i social, gli amici, questo sito che frequentate etc.) ha reagito con orrore a quanto veduto a Parigi, non dovete credere nemmeno per un secondo che là fuori sia così. Non crediate che ci sia solo la condanna: a molti è piaciuto. All’oligarcato, sopratutto.

 

Il presidente francese Macron ha ringraziato personalmente il direttore artistico, l’omosessuale dichiarato Jolly, che a giugno aveva peraltro preannunciato che avrebbe prodotto una cerimonia pagana.

 

 

«Grazie a Thomas Jolly e al suo genio creativo per questa cerimonia grandiosa. Grazie agli artisti per questo momento unico e magico (…) Ne riparleremo tra cento anni!».

 

Jill Biden, la First Lady americana caregiver del presidente (o handler, dice qualcuno) in demenza senile conclamata, si è complimentata. «Spectacular».

 

 

«È stato spettacolare… ad ogni passo del cammino pensavo tra me e me: oh mio Dio, oh mio Dio, come riusciremo a superare tutto questo?» ha dichiarato la donna che, secondo Tucker Carlson, è stata dietro la scelta del marito di fare il presidente nel 2020, quando la famiglia di origine voleva che si ritirasse perché già oramai senile, e invece lei no, voleva gli State dinner. Li ha avuti.

 

Il vescovo Paglia, quello delle multidosi mRNA e della legge abortista 194/78 «pilastro» messo a capo della Pontificia Accademia per la Famiglia e pure della Pontificia Accademia per la Vita da Bergoglio, ha scritto parole bizzarre, che ammettiamo di non aver ben capito.

 

 

Il papa, al momento, è stato zitto. Strano, ma non era il papa inalberatosi per la «frociaggine» nei seminari? Almeno, ce l’avevamo venduta così. O avevano tentato.

 

Non possiamo pretendere che la neochiesa condanni il grand guignol di fondamentalismo massonico e anticristico (perché di questo si tratta). Né che ne sappia osservare le ramificazioni esoteriche ed apocalittiche in salsa arcobalenata – ma tenebrosa assai.

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Quell’uomo blu che tra mossette gaie spuntava fuori dalla tavola del tableau vivant ritraente l’Ultima Cena di Leonardo (un italiano le cui opere i francesi si stanno tenendo da un bel po’) chi era in realtà? Hanno detto: è Dioniso! Certo, non è sbagliato pensarlo: ai giorni dell’Olimpo, che è apollineo per definizione, le forze non-più-così-occulte contrappongono il dio ctonio per eccellenza, il dio notturno dell’orgia e dello squartamento, della perversione e del sacrificio umano, il dio che rovescia la società nella violenza, nella dissoluzione di ogni legame, specialmente famigliare. Ci sta: la solita lettura nicciana, ma che si sposa bene con l’agenda oramai sempre più incontrovertibilmente visibile.

 

Sì, ma perché blu? Qui ci sono altre possibili spiegazioni. L’una è che la componente dionisiaca, cioè di dissoluzione della società, è stata rinforzata con una botta del dio induista più o meno (diciamo) omologo, Shiva. Un altro dio della trasformazione, non estraneo alla crudeltà e alla distruzione. Uno studioso francese Alain Daniélou (1907-1994), scrisse un libro – intitolato appunto Shiva e Dioniso (1979) – proprio per discutere l’identità tra i due dei pagani.

 

C’è qui una succosa deviazione catto-omo-esoterica da prendere: lo shivaista omosessuale Alain era fratello del cardinale teologo francese Jean Daniélou (1905-1974), gesuita esponente della cosiddetta Nouvelle Theologie, morto in casa di una spogliarellista ventenne, trovata dalla polizia in possesso di una bella somma di danaro.

 

Finiamo la divagazione mandando avanti la videocassetta di 40 anni: nel 2015 a Zagarolo viene trovato ucciso un sacerdote appartenente ad un movimento cattolico fortemente ispirato da pratiche indù. Alain Danielou prima di viaggiare in India si era trasferito proprio a Zagarolo. E la via del caso si chiama, appunto, via Alain Daniélou. Comunque: il caso, ad ora, non è ancora stato risolto. Fine del detour.

 

E se invece, come ha detto per ischerzo qualcuno in rete, l’uomo blu rappresentasse… un puffo

 

Ipotesi meno peregrina del previsto. Anni fa lo studioso sardo Antonio Soro scrisse in un libro che la storia degli strani ometti blu (alti su per giù / tre mele o poco più) altro non è se non una metafora della massoneria. Le prove a carico della tesi non sono poche: I puffi fanno la loro prima comparsata in una pubblicazione del 1958, dove sono alla ricerca di un flauto magico, che come noto è il titolo dell’opera iper-massonica di Wolfgango Amedeo Mozart.

 

In questa visione, il Grande Puffo altro non è che il Gran Maestro, mentre « Gargamella prete/rabbino è implacabile cacciatore della sapienza massonica, perché la sua tradizione non possiede più quella conoscenza capace di rinnovare l’uomo, di trasfigurare la banale realtà ilica in dorata realtà pleromatica. Egli combatte la massoneria ma allo stesso tempo ne ha bisogno, deve carpirne i segreti da tradurre in una pastorale, per non perdere la base dei fedeli».

 

C’è qui un tema omo-esoterico da non sottovalutare: Gargamella, scrive il saggio I Puffi, la «vera» conoscenza e la massoneria (2015), cerca di distruggere la loggia puffesca dall’interno rompendone l’equilibrio originale fondato sull’androginia – o meglio, sull’assenza della donna. Tutti sappiamo, del resto, che sull’omosessualità dei puffi, questa comunità di soli maschi che girano a petto nudo, esistono barzellette, anche divertenti. Gargamella reintroduce la dicotomia sessuale naturale nell’Eden puffesco: inventa puffetta e la manda a destabilizzare, con la natura dei due sessi, una società puramente omofila.

 

Allora: uomini blu, massoni, omosessuali… touché. Del resto, chi è dell’ambiente catho, sa bene che le storie sul legame diretto tra massoneria ed omosessualismo organizzato si sprecano. Alcuni hanno suggerito che la battaglia che dieci anni fa coinvolse le masse di giovani cattolici che manifestavano contro il matriomonio omosessuale (Mariage pour tous) e il governo Hollande – che con leggi speciali mandò la polizia a reprimerli come mai con i maomettani delle banlieue, e fumogeni sparati dentro i cellulari con gli arrestati che cantavano – altro non fosse che un capitolo di questa saga.

 

Va bene, ma non è che possiamo parlare di Dioniso-Shiva e dei puffi. E allora torniamo a guardare il video. Nell’Ultima Cena esoterico-transgender, qualcuno ha visto un attore con i genitali di fuori: forse però è solo un riflesso, un giuoco di luce.

 


Altri hanno visto che c’era nel gruppo anche una bambina, molto piccola.

 

La figura della bimba, in mezzo a tutta quella sozzeria, conserva una sua innocenza, che qui diventa ancora più tragica. È un’immagine decisamente disturbante, per l’uomo comune è allarmante.

 

 

Forse vi sovviene quando dicevano: dateci il matrimonio omosessuale, fatevi gli affari vostri, mica poi verremo a disturbare le vostre famiglie, e guai a chi osa imbastire certi discorsi; tuttavia la parola che si usa in francese per lo spregiativo «frocio», «pédé», è ancora un chiaro calco che viene dal greco pederaste, dove l’etimo è fatto di pais (fanciullo) ed erastès (amante).

 

Il lettore malizioso dice: sì, mi ricordo di quando dicevano «verremo a prendere i vostri figli»? Dicevano che lo dicevano per ischerzo. Già.

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Mettendo da parte questa sequenza, devo dire che ce ne è stato uno ulteriore che mi ha colpito ancora di più. Quel cavallo bianco che corre sopra la Senna. Cammina sull’acqua, altro dettaglio non privo di interesse. E sopra ci sta questo personaggio inquietante, androgino, incappucciato…

 

In tanti hanno pensato subito all’Apocalisse di San Giovanni: «Ed ecco un cavallo pallido, e colui che ci stava sopra, il suo nome è Morte, e l’Orco l’accompagnava. E fu dato loro potere sulla quarta parte della terra, per uccider con spada e con fame e con mortalità e per mezzo delle fiere della terra» (Ap, 6,8).

 

 

Non c’è solo il fondamentalismo anticristiano e massonico, con le sue venature esoteriche: fa qui capolino, in uno spettacolo teatrale per le famiglie di tutto il pianeta, un elemento precipuamente apocalittico. Un segno di tenebra e di sterminio.

 

Questa cavalcata della morte sulla Senna – dove nella creazione del destriero, apprendiamo, è coinvolta una grande farmaceutica, la Sanofi – è stata, per i tempi televisivi, abnormemente lunga. Qui ci permettiamo di fare un’osservazione. Renovatio 21 ha riportato dei problemi che da mesi si sono posti riguardo le acque del fiume parigino.

 

Da tempo, infatti, si sapeva che era stata rilevata troppa Escherichia coli, il batterio che infesta l’acqua quando è infestata di escrementi. Eppure, hanno insistito: le gare di nuoto bisogna farle lì. In pratica hanno voluto a tutti i costi che i corpi degli atleti, belli e sani come nessuno di quelli visti nella crapula transgender della cerimonia, fosse immerso nella merda. Un altro segno ctonio contro l’apollineo sportivo? Uno sfregio ulteriore?

 

Non è che le alternative alla Senna piena di cacca (e chissà cos’altro…) non vi fossero. Le gare di surf le stanno tenendo a Teahupo’o, microscopica cittadina sulla costa a Sud-Ovest di Tahiti, l’isola maggiore per abitanti della Polinesia francese. Per le Olimpiadi di Parigi, siamo proprio dietro l’angolo (altro che Milano-Cortina). Ma se invece del Pacifico preferivano stare in casa, ecco, anche lì non crediamo che tra la Manica e la costa atlantica, o mediterranea, le opzioni sarebbero mancate. Immaginiamo pure che con gallica grandeur il Macron avrebbe potuto prendere un’atomica delle loro e fare un grande lago artificiale da qualche parte nel Paese. Niente: atleti nella merda, e basta. Sulla semantica escrementizia di certa cultura LGBT, passiamo però la palla al lettore.

 

Torniamo al Cavaliere dell’Apocalisse, che una volta sceso da cavallo vediamo consegnare la bandiera dei Giochi a quelli che sembrano militari di varie razze. Ecco, difficile trovare immagine più letterale del Nuovo Ordine Mondiale, del regno transnazionale cui siamo destinati con la tribolazione. Tutto questo, teniamo a mente, è andato in mondovisione… servito a grandi e piccini di ogni nazione terrestre.

 


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Andiamo oltre: ecco la scena più granguignolesca, talmente inopportuna che viene anche qui da stropicciarsi gli occhi: ecco che compare la regina Maria Antonietta decapitata che intona il canto rivoluzionario (cioè di coloro che le hanno tagliato la testa, e che tuttora sono a capo del Paese) Ah! ça ira.

 

«Ah ! ça ira, ça ira, ça ira! / Les aristocrates à la lanterne, / Ah ! ça ira, ça ira, ça ira! /Les aristocrates on les pendra!» sono i versi della canzone nella versione sanculotta. «Ah! Si farà, si farà, si farà! / Gli aristocratici al lampione / Ah! Si farà, si farà, si farà! Gli aristocratici li s’impiccherà!»

 

 

Schitarra in sottofondo una band metal (esistono ancora?), tali Gojira, non il massimo dell’originalità. Sono un gruppo del cosiddetto Death Metal, genere sottocategorico dove talvolta il satanismo è forsennato. Negli anni Novanta, apprendiamo hanno fatto da spalla ai tour dei Cannibal Corpse (band con testi di violenza indicibile) e dei finlandesi Impaled Nazarene, dove il nome («Nazareno impalato») dice tutto.

 

La scena si svolge sulla facciata del palazzo della Conciergerie, il luogo dove Maria Antonietta fu tenuta prigioniera durante il Terrore prima di essere ghigliottinata il 16 ottobre 1793. La chiusura della sequenza vede esplosioni di colore rosso – schizzi di sangue, a fiumi? – che partono dalle finestre della regina ghigliottinata e coprono la facciata per riversarsi in istrada.

 

Il canale YouTube della TV Eurosport lo definisce «EPIC», tutto maiuscolo. Epico. Sì: storico, pure.

 

Ora, con l’insulto sanguinario alla sovrana, capiamo che siamo dinanzi ad un déjà vu, ad un fenomeno di cui già vi abbiamo parlato, quello dell’ansia rivoluzionaria, dell’incubo giacobino di perdita del controllo. I rivoluzionari massoni, che sono ancora al potere, sanno che il loro dominio è innaturale, è fragile. Sanno che può essere rovesciato in ogni momento, perché temono che sottoterra covi il vulcano della «cristianissima Francia», la Francia figlia prediletta della Chiesa. La Francia delle campagne, la Francia delle famiglie, la Francia delle tradizioni. La Francia di monsignor Lefebvre.

 

Ecco perché, con frequenza incredibile, pare che il potere francese voglia «vaccinare» la popolazione contro la sua stessa identità, cioè, in ultima analisi, la sua fede. Fino al grottesco tentativo visto qui: sostituite il cristianesimo con la religione gnostica transgender, imparate che porteremo la Francia nel Nuovo Ordine dei Secoli, accettate che vi abbiamo ucciso la regina cristiana, lo faremo ancora, all’infinito.

 

Non è che ci si può aspettare altro. Abbiamo cercato di scriverlo su Renovatio 21: quella che abbiamo visto in questi mesi è la Francia dell’aborto in Costituzione e della guerra atomica minacciata contro Putin.

 

È la Francia di Macron, e delle voci assurde su sua moglie. E se fosse vero… chi hanno messo a capo della potenza atomica europea? Hanno voluto intronizzare una vittima, o meglio, una vittima che non si ritiene tale al punto da sposare il carnefice? Sono ipotesi lunatiche che circolano negli ambienti dissidenti francesi. Tuttavia, l’accusa lanciata da Macron riguardo all’atto vandalico subito da un’opera d’arte definita pedofila al Palais de Tokyo sappiamo essere realtà di cronaca di un anno fa.

 

Cosa rappresenta, allora, Emmanuel Macron? Chi sta con lui, o dietro di lui, ai vertici del potere di Parigi?

 

Chi ha guardato la cerimonia dei Giochi in TV con i propri figli, può pure farsi qualche domanda più personale, terra-terra: pensavate davvero vi avrebbero lasciati stare? Pensavate avrebbero lasciato stare i bambini?

 

Pensavate che l’odio per Cristo – cioè contro la Vita, cioè contro di voi, contro la vostra discendenza – non esistesse? Pensavate che lo Stato moderno possa accettare Gesù e non combatterlo? Pensavate che la Necrocultura non finisca in ogni attività della vostra esistenza, comprese le più apparentemente innocenti, come lo sport?

 

La storia non è altro che la storia del tentativo delle forze del Male di sconfiggere Gesù Cristo. Studiate pure la metafisica, la filosofia della storia, quel che volete, ma è davvero tutto qua.

 

E allora, i demoni possono pure prendersi i Giochi Olimpici, e magari anche gli apparati di un’intera nazione scristianizzata dotata di armi termonucleari.

 

Non basterà: verranno sconfitti, schiacciati. Lo sanno anche loro, ma invece che pentirsi, vanno di baccanali orgiastici, gozzovigliano disgustosamente.

 

Sanno di avere, oramai, ancora poco tempo. E poca voglia di convertirsi.

 

Roberto Dal Bosco

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Danza di guerra pagana azteca invade il santuario della cattedrale cattolica

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L’Arcidiocesi di Los Angeles ha autorizzato lo svolgimento di un concerto di una «Misa Azteca» («Messa Azteca»), che ha incluso musica, danze e poesie azteche pagane, nella Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli il mese scorso. Lo riporta LifeSiteNews.   L’evento sacrilego del 27 giugno, svoltosi nella chiesa madre della più grande arcidiocesi degli Stati Uniti, ha unito la musica sacra della Messa cattolica, come il solenne canto del Kyrie e l’Ite Missa Est, a ritmi aztechi pagani e strumenti indigeni che accompagnavano l’orchestra della cattedrale.   L’evento ha incluso anche danze di guerra azteche eseguite vicino all’altare, con i danzatori vestiti in modo immodesto, e poesie Nahua.   Joseph Julian Gonzalez, compositore della «Misa Azteca», ha affermato che la composizione della Messa nacque dalla sua devozione alla Madonna di Guadalupe e ricordò di essersi sentito ispirato a scriverla dopo che il Kyrie della Messa solenne, eseguito con un ritmo di danza azteca, gli era balzato in testa, credendo che si trattasse di «ispirazione divina».   «È meraviglioso il modo in cui Dio ha voluto davvero portare a sé tutte le persone, compresi gli indigeni», ha detto González. «Arricchisce la nostra conoscenza dell’evento di Guadalupe e arricchisce il nostro cattolicesimo».    

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È stato notato che l’affermazione di González secondo cui la devozione alla Madonna di Guadalupe avrebbe ispirato la creazione di questa composizione è profondamente ironica, dato che la Madonna apparve a San Juan Diego per convertire gli Aztechi e altri popoli indigeni del Nuovo Mondo alla fede cattolica.   Nonostante il chiaro insegnamento della Chiesa, il sincretismo si è diffuso in molte chiese cattoliche del mondo negli ultimi decenni. L’episodio forse più scandaloso si è verificato durante il Sinodo sull’Amazzonia del 2019, quando una cerimonia in onore della «dea» andina della fertilità, Pachamama, si è tenuta nei Giardini Vaticani alla presenza di Papa Francesco, cardinali, vescovi e sacerdoti.   Un gruppo, tra cui frati francescani, si è inginocchiato e prostrato, con la fronte a terra, davanti a due statue lignee di Pachamama. Il rito è stato guidato da una donna con il volto dipinto e un copricapo, che in seguito si è recata da Papa Francesco e gli ha messo degli anelli al dito. Una seconda donna gli ha portato una statua di Pachamama, e Francesco si è fatto il segno della croce davanti ad essa, l’ha benedetta e l’ha presa in dono dalla donna.   Dopo la cerimonia, le statue di Pachamama furono portate in processione nell’Aula Paolo VI, dove il papa, i cardinali e i vescovi si riunirono per discutere del Sinodo sull’Amazzonia. Successivamente, la statua di Pachamama fu portata in processione nella Basilica di San Pietro, dove, ancora una volta, il papa e i cardinali si riunirono intorno ad essa in preghiera.   Questa «messa azteca» segue la «messa maya», un rito oramai ufficializzato dal Vaticano. Al contempo, Bergoglio avviò la «fase sperimentale» di un ulteriore «rito amazzonico» due anni fa. Il rito amazzonico è un prodotto del controverso Sinodo dell’Amazzonia. Tra le numerose proposte sollevate dal suo documento finale ci sono l’apertura dello stato clericale alle donne e l’ammissione degli uomini sposati al sacerdozio, nel tentativo di rendere la Chiesa più attraente per i cattolici della regione.   Va rilevato come il paganesimo verso cui ora sembra volgersi la Chiesa di Roma nn è quello classico mediterraneo ed europeo, in grande parte finito assimilato, ma quello delle Americhe, che come noto era fatto di riti assassini massivi. La tendenza alla ripaganizzazione precolombiana non interessa solo la neochiesa conciliare.   Come riportato da Renovatio 21, curiosamente al World Economic Forum di Davos dello scorso gennaio si è avuto un momento inquietante quando sul palco è stata chiamata a «benedire» i potenti globali lì riunitisi uno sciamano-donna dell’Amazzonia. Curiosa coincidenza, o corrispondenza di amorosi sensi: lo sciamanesimo amazzonico interessa parallelamente, e concretamente, sia l’élite mondialista che le riforme vaticane…   Ci troviamo ancora una volta dinanzi a quello che Renovatio 21 a più riprese ha definito catto-paganesimo papaleadulterazione idolatrica se non demoniaca del rito spinta dallo stesso vertice del papato.   La chiesa dirige decisamente verso il ritorno del sacrificio umano per gli dèi – cioè l’esatto contrario della Santa Messa, che è il sacrificio divino, il sacrificio di Dio, per gli uomini.  

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Vescovo accetta l’onorificenza dai buddisti dopo aver finanziato una statua e una scuola buddiste

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Un vescovo cattolico che ha contribuito a finanziare la costruzione di una statua di Budda, una pagoda e una scuola buddista in Cambogia ha ricevuto un’importante onorificenza da un ordine buddista. Lo riporta LifeSite.

 

Il 13 giugno il vescovo Olivier Schmitthaeusler, vicario apostolico di Phnom Penh, ha ricevuto il titolo onorifico di «Anziano Grande Sostenitore Laico e Difensore della Dispensazione del Budda» durante una cerimonia pagana. L’onorificenza è stata conferita dal Patriarca Supremo Nun Nget dell’ordine buddista Mohanikaya della Cambogia. I leader buddisti hanno affermato che il riconoscimento premia la «lunga» collaborazione del vescovo con le istituzioni buddiste attraverso iniziative educative, umanitarie e comunitarie.

 

Schmitthaeusler, missionario francese appartenente alla Società delle Missioni Estere di Parigi, da anni destina fondi a sostegno di progetti buddisti, tra cui una scuola elementare dove gli alunni ricevono un’istruzione basata su materie buddiste, non cristiane. Il suo aiuto ha incluso anche il finanziamento di insegnanti buddisti, il sostentamento di giovani monaci buddisti, la costruzione di una pagoda, la residenza dell’abate buddista e persino una statua di Budda. È possibile che i fondi utilizzati dal vescovo provenissero dalle donazioni della chiesa dei fedeli cattolici locali, ma ciò non è stato confermato.

 

«Questo è un segnale potente: quando le religioni camminano insieme, il mondo assisterà alla vera pace», ha affermato Schmitthaeusler durante la cerimonia.

 

Il vescovo ha inoltre descritto il premio come un’importante pietra miliare nel rapporto tra la Chiesa cattolica e la comunità buddista cambogiana, inquadrando il riconoscimento come il risultato di anni di collaborazione intrapresa a beneficio del popolo cambogiano.

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Monsignor Schmitthaeusler aveva già ricevuto un altro riconoscimento dalle autorità buddiste cambogiane nel 2022, quando era stato nominato «Grande Benefattore Laico» in riconoscimento del suo sostegno economico alle comunità buddiste.

 

Il vescovo era presente anche all’udienza vaticana del 19 gennaio 2023, durante la quale papa Francesco ha incontrato una delegazione buddista cambogiana. Nel corso dell’incontro, Francesco ha ribadito la sua posizione secondo cui la «crisi ambientale» ha «radici umane», sollecitando quella che definisce una conversione ecologica.

 

Bergoglio aveva inoltre evidenziato i punti di convergenza con l’insegnamento buddista e ha incoraggiato un’ulteriore collaborazione con il Dicastero per il Dialogo Interreligioso al fine di promuovere iniziative ecologiche comuni in Cambogia e nella regione.

 

Per una disanima del rapporto tra cristianesimo e la religione del Budda, comprese le persecuzioni dei buddisti contro i cattolici nel passato e nel presente, rinviamo al libro del direttore di Renovatio 21 Roberto Dal Bosco, Contro il Buddismo.

 

Il volume, uscito con successo oramai 14 anni fa, è in attesa di essere ristampato in versione aggiornata non appena la casa editrici di Renovatio 21 sarà pronta a partire. In questo, chiediamo, come sempre, una mano ai nostri lettori.

 

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Immagine di shankar s. via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

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Misteri

L’esorcista: l’ossessione per gli alieni è un tentativo di «sostituire il cristianesimo»

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Il noto esorcista statunitense padre Chad Ripperger ha affermato durante un recente podcast che l’obiettivo della narrativa sugli alieni è «soppiantare il cristianesimo». Lo riporta LifeSite.   Durante una discussione su alieni e demoni con il podcaster cattolico Timothy Gordon e l’ospite del podcast Quite Frankly, padre Ripperger – ad oggi il più ascoltato esorcista d’America – ha confermato una correlazione tra l’occulto e le segnalazioni di alieni, quando Frank glielo ha suggerito.   Uno dei segnali del legame tra «alieni» e demoni è la presunta storia di questi esseri extraterrestri, che offre una «spiegazione alternativa» della creazione dell’universo, secondo la quale gli alieni sarebbero venuti sulla Terra e ci avrebbero «generati» come prole. Questa idea esclude la comprensione biblica del peccato originale e di Adamo ed Eva, ha osservato padre Ripperger.

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Un altro indicatore del loro legame con il demoniaco è l’idea che gli alieni siano «venuti a salvarci da noi stessi» e a illuminarci con nuove conoscenze affinché possiamo «rimetterci in riga».   «L’obiettivo finale è quello di soppiantare il cristianesimo e il modo in cui comprendiamo… il rapporto tra l’uomo e Dio», ha affermato don Ripperger, che ha sottolineato come un numero significativo di persone che riferiscano di aver vissuto esperienze di rapimento alieno o di aver avvistato UFO affermano che, non appena invocano il nome di Cristo, Gesù, gli alieni scompaiono, evaporando nel nulla.   «Questo ci indica che c’è qualcosa di collegato all’occulto in qualche modo in relazione a tutto ciò», ha commentato l’esorcista, affermando che durante gli esorcismi i volti delle persone possedute spesso si trasformano in forme diverse, assumendo ad esempio l’aspetto di un animale. Numerosi esorcisti hanno riferito di aver visto i volti delle persone possedute trasformarsi in forme aliene, con una fronte e occhi enormi, mentre il demone che abitava la persona si riferiva a se stesso come un «Grigio». Questo è significativo perché coloro che affermano di aver incontrato esseri extraterrestri spesso li descrivono come «Grigi», esseri umanoidi con teste grandi che comunicano telepaticamente.   Tendono a dire all’esorcista che assiste all’incontro di essere un essere a metà tra gli angeli e gli uomini, né buono né cattivo, ha affermato padre Rippergerro, il quale ha insinuato che si tratti di una menzogna e di un tentativo di copertura per il demone.   Più avanti nella discussione, Gordon ha menzionato la rimozione di monsignor Stephen Rossetti dall’incarico di esorcista nell’arcidiocesi di Washington da parte del Cardinale Robert McElroy, per aver affermato che i demoni possono camuffarsi da alieni o UFO.   Don Ripperger ha fatto notare che lui stesso aveva espresso la stessa opinione a monsignor Rossetti più di un anno prima, così come avevano fatto almeno altri sei esorcisti in tutto il mondo, in una credenza che sembra diffusa e persistente tra gli operatori dell’esorcistato, in un contesto in cui certa parte della destra cristiana americana (sia cattolica che ortodossa che protestante) sembra aver abbracciato l’idea, che in USA e in Europa aveva già nello scorso secolo una certa letteratura, secondo cui gli UFO potrebbero essere manifestazioni di forze infernali – al punto che è emerso che il governo americano starebbe organizzando sessioni di preparazione con i pastori protestanti invitandoli a preparare le loro congregazioni alla prossima divulgazione di informazioni riguardanti la vita aliena e astronavi non identificate, che potrebbero mettere in crisi la fede cristiana.   «Dal punto di vista ecclesiastico, sembrava solo una scusa per sbarazzarsi di Monsignor Rossetti», ha detto don Ripperger. «La mia impressione è che fosse stato condannato per qualcosa che era l’opinione comune della maggior parte degli esorcisti, cosa che mi ha piuttosto sorpreso».   Non è raro che coloro che credono negli alieni percepiscano la loro esistenza come una minaccia alla religione cristiana. Il regista Steven Spielberg ha avvertito che il suo recente film Disclosure Day avrebbe «scosso la fede» dei cristiani perché racconta di otto decenni in cui il governo statunitense ha nascosto le prove di visite aliene.   Si tratta di un’operazione portata innanzi per decadi dallo Stato Profondo USA e dal suo braccio propagandistico principale, Hollywood.   Il ruolo attivo di operatori politici del Deep State americano come C.D. Jackson (190 –1964) – assistente speciale del presidente Eisenhower ed esperto di guerra psicologica nella Seconda Guerra Mondiale nonché dirigente del gruppo mediatico Time Inc. – in film di fantascienza hollywoodiane può essere ascritto a tale programma di decristianizzazione delle masse.   Il film Ultimatum alla Terra (1951), prodotto da Darryl Zanuck, considerato un «amico» da Jackson, esemplifica bene l’idea di inserire nella cultura popolare elementi di «acclimatazione» ad una futura «religione UFO» di carattere antibiblico: un gigantesco robot distruttore chiamato Gort arriva sulla Terra, ma un alieno di fattezze umane, tale Klaatu, lo implora di desistere.  

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L’alieno, a cui le autorità non credono quando parla del rischio che corre la terra se continua con le sue divisioni politiche e militari, finisce per lavorare come falegname. Un blackout globale di tutti i sistemi elettrici spinge a considerare la minaccia evocata da Klaatu, che viene però ucciso in una sparatoria con l’esercito, ma resuscita una volta portato nella sua astronave, dove però rivela alla donna coprotagonista che la sua resurrezione è temporanea.   La soluzione ai mali del mondo, dice infine Klaatu, sta nel disarmo totale e nella desovranizzazione di ogni potere umano: egli infatti dichiara infine ad un consesso di scienziati che un’organizzazione interplanetaria ha creato una forza di polizia di robot invincibili come Gort.   «In materia di aggressione, abbiamo dato loro un potere assoluto su di noi» dice Klaatu. «La vostra scelta è semplice: unitevi a noi e vivete in ​​pace, oppure proseguite il vostro corso attuale e affronterete l’annientamento. Aspetteremo la vostra risposta». Klaatu e Gort quindi ascendono al cielo con il loro disco volante.   Il lettore può da sé leggendo questa breve sinossi capire di cosa si tratta: parodia del cristianesimo, che va eliminato conservandone i tratti necessari alla credenza popolare, instaurazione di una tecnocrazia totale – un Nuovo Ordine Mondiale – alla quale tutti gli uomini devono sottomettersi. Si tratta di Predictive Programming al suo meglio, già più settanta anni fa.  

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