Geopolitica
Gli Houthi rivendicano un attacco a portaerei USA
Gli Houthi hanno dichiarato dichiarato di aver preso di mira un gruppo di portaerei della marina statunitense con due attacchi a lungo raggio nelle ultime 24 ore, definendo gli attacchi una rappresaglia per la mortale campagna di bombardamenti organizzata da Washington nel fine settimana.
Il gruppo ha dichiarato domenica di aver lanciato circa 18 missili balistici e droni contro la «portaerei USS Harry Truman e le sue navi da guerra di accompagnamento».
L’attacco è stato seguito da un altro attacco a lungo raggio, ha detto il gruppo lunedì. Gli Houthi non hanno affermato di aver colpito le navi da guerra, mentre il Pentagono non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sul presunto attacco.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato sabato una «potente azione militare» contro i militanti, per quella che ha descritto come una «incessante campagna di pirateria, violenza e terrorismo».
Il gruppo Houthi, ufficialmente noto come movimento Ansar Allah, ha preso il controllo di una vasta e popolosa area dello Yemen dilaniato dalla guerra, tra cui la capitale Sanaa, dalla metà degli anni 2010, agendo di fatto come autorità de facto del Paese.
Gli attacchi di sabato hanno ucciso almeno 53 persone e ne hanno ferite quasi 100, secondo il ministero della Salute del Paese, gestito dagli Houthi. Il consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, Mike Waltz, ha affermato che gli attacchi «hanno colpito diversi leader Houthi e li hanno eliminati».
Altri attacchi sono stati segnalati dai media locali affiliati agli Houthi domenica sera. Gli obiettivi avrebbero incluso uno stabilimento di sgranatura del cotone situato nella regione costiera occidentale di Hodeidah e una nave ro-ro israeliana sequestrata dagli Houthi più di un anno fa.
Il gruppo ha lanciato numerosi attacchi alle spedizioni internazionali che ritiene siano collegate a Israele dalla fine del 2023, in una campagna organizzata in solidarietà con i palestinesi. Gli Houthi hanno anche ripetutamente condotto attacchi con missili balistici a lungo raggio e droni su Israele, così come su navi militari occidentali dispiegate nella regione.
Gli Stati Uniti, il Regno Unito e Israele hanno ripetutamente bombardato presunti siti militari Houthi come rappresaglia, ma gli attacchi non sono riusciti in larga parte a fermare gli attacchi al traffico navale.
Gli Houthi hanno sospeso la loro campagna all’inizio di quest’anno dopo che Israele e il gruppo militante palestinese Hamas hanno raggiunto una tregua a Gaza. Il gruppo ha annunciato la ripresa dei loro attacchi la scorsa settimana dopo che Israele non è riuscito a rispettare la scadenza per sbloccare il flusso di aiuti umanitari a Gaza.
Tre mesi fa gli Houthi avevano dichiarato di aver lanciato un missile ipersonico su Tel Aviv.
Come riportato da Renovatio 21, gli Houthi aveva dichiarato di aver lanciato un missile ipersonico su Tel Aviv anche la settimana scorsa. Tre mesi fa c’era stato un primo attacco al centro di Israele che, secondo i portavoce, avrebbe utilizzato un vettore ipersonico.
Israele in questi mesi ha attaccato varie volte obiettivi in Yemen. Secondo i media locali, domenica gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno colpito alcuni siti jihadisti nella provincia di Hodeidah.
Il movimento sciita ha cominciato a dichiarare di possedere la tecnologia ipersonica ancora mesi fa. Missili ipersonici dell’Iran, sponsor degli Houthi, hanno colpito Israele tre mesi fa durante la rappresaglia per l’attacco subito da Teheran.
Gli Houthi un anno fa avevano sequestrato una nave – la prima di una serie che ha bloccato il Mar Rosso e quindi il traffico mondiale delle merci attraverso Suez – affiliata ad Israele. Gli Houthi hanno attaccato altresì navi militari e droni USA.
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Immagine di pubblico dominio CCo via Flickr
Geopolitica
USA e Cina istituiscono una linea diretta per le segnalazioni di «incidenti legati all’IA»
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Geopolitica
Trump ha detto a Zelen’skyj di incontrare Putin a Mosca
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe esortato il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj a recarsi a Mosca per colloqui di pace con il presidente Vladimir Putin. La Russia ha detto che Zelens’kyj può visitare Mosca in qualsiasi momento. Lo riporta Bloomberg, che cita fonti vicine a Zelens’kyj.
Secondo la testata, il presidente americano avrebbe avanzato la proposta durante un incontro con Zelens’kyj a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di questa settimana. Il leader ucraino avrebbe respinto l’idea, hanno riferito a Bloomberg persone a conoscenza della conversazione, aggiungendo che la proposta di Trump «lo ha turbato».
Mercoledì lo Zelens’kyj era visibilmente irritato con i giornalisti fuori dalla sede delle Nazioni Unite. Incalzato sulla possibilità di visitare Mosca, ha risposto: «Su un fottuto missile!»
😄 Zelensky answered persistent Russian propagandists asking when he plans to come to Moscow: “On a missile, b*itch!” https://t.co/GYd9zamCoF pic.twitter.com/dOy6Zz44vj
— NEXTA (@nexta_tv) September 24, 2026
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All’inizio di questa settimana l’Ucraina e 51 dei suoi sostenitori hanno rilasciato una dichiarazione in cui chiedevano alla Russia di accettare un «cessate il fuoco immediato e incondizionato» perché potessero iniziare i colloqui di pace. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha detto che Mosca non interromperà l’operazione militare, accusando i sostenitori europei dell’Ucraina di cercare una pausa solo «per rifornire di armi il regime di Kiev».
Trump ha recentemente rilanciato gli sforzi per risolvere il conflitto in Ucraina. Il suo inviato speciale, Steve Witkoff, e il genero Jared Kushner si sono recati a Mosca e Kiev all’inizio di questo mese. Witkoff ha dichiarato in seguito di essere soddisfatto dei colloqui e che l’amministrazione Trump spera che la diplomazia possa porre fine al conflitto.
Mosca ha detto di essere pronta a risolvere il conflitto in Ucraina a condizione che vengano affrontate le cause profonde e che si tenga conto della realtà sul campo.
Le richieste della Russia includono l’abbandono da parte dell’Ucraina dei piani di adesione alla NATO e l’adozione di uno status di neutralità, l’accettazione di restrizioni al suo esercito e il riconoscimento formale della Crimea e di altre quattro ex oblast’ ucraine come territorio russo. La Crimea ha votato per l’annessione alla Russia poco dopo il colpo di Stato del 2014 appoggiato dall’Occidente a Kiev. Le regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporiggia e Kherson hanno tenuto referendum nel settembre 2022.
Kiev ha sempre respinto le condizioni di Mosca, insistendo sull’adesione alla NATO e sul ripristino del controllo su tutti i territori che rivendica. Lo Zelens’kyj ha tuttavia detto di voler incontrare Putin di persona per risolvere il conflitto, nonostante si sia legalmente precluso qualsiasi colloquio con il leader russo.
Mosca ha indicato l’atteggiamento aggressivo di Kiev e la posizione ostile dei suoi sostenitori europei come ostacoli principali a una soluzione di pace. Il Cremlino ha però ribadito di essere pronto ad accogliere lo Zelens’kyj a Mosca se questi desidera davvero raggiungere un accordo, nonostante la Russia lo consideri illegittimo, dato che il suo mandato presidenziale è scaduto più di due anni fa e non ha indetto nuove elezioni.
Mercoledì il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che la Russia è pronta a fornire garanzie di sicurezza a Zelens’kyj qualora si recasse a Mosca.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Putin: la Russia non si sta preparando alla guerra con l’Europa
Putin mocked Estonia’s defense minister over comments about a possible war with Russia, saying: “The circus has left, but the clowns remain.” Putin called the remarks “complete nonsense” and “absolute rubbish,” adding that Estonia’s entire population is smaller than the Russian… pic.twitter.com/ZW7T5xrlxn
— Clash Report (@clashreport) September 25, 2026
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