Linee cellulari
Vaccini, aborti, giudizio bioetico e mondo pro-life
Renovatio 21 riprende da Duc in Altum questa lettera scritta al vaticanista Aldo Maria Valli in merito alla questione delle linee cellulari di feto abortito utilizzate dall’industria dei vaccini.
Carissimo dottor Valli,
la questione dei cosiddetti «vaccini COVID» è complessa e chiama in campo diverse competenze. Mi limito a rilevare che:
Una manipolazione del genoma umano (terapia genica), anche se non interviene direttamente a modificare il DNA ma si limita a modificare il funzionamento naturale delle cellule tramite RNA lasciando il DNA invariato, dal punto di vista bioetico presenta criticità tali che difficilmente potrebbe essere considerata legittima (sia in prospettiva cattolica, sia in un orizzonte di legge morale naturale) qualunque ne sia la finalità
1) non si tratta di vaccini ma di terapie geniche con auspicato effetto preventivo;
2) tali terapie geniche anti-Covid sono in fase sperimentale;
3) per la produzione e/o sperimentazione di tali terapie le industrie farmaceutiche hanno fatto uso di cellule fetali umane;
4) tali cellule fetali provengono da feti soppressi in aborti volontari.
Questi quattro punti sono certezze. È invece disputato il giudizio su ciascuno di questi punti. Per esempio, sul numero dei feti utilizzati o se tali feti risalgano a decenni orsono oppure vi siano stati nuovi aborti recenti.
Anche non volendo entrare nei campi disputati, i soli quattro punti certi mi portano a rilevare:
1) la necessità d’un giudizio bioetico sulla terapia genica in se stessa;
Vi sono poi tutte le questioni dei rischi sul piano biologico. Basterebbe questo, a mio avviso, per rifiutare tutti i cosiddetti vaccini anti-COVID oggi disponibili in Occidente.
2) la necessità d’un giudizio bioetico e giuridico sulla legittimità dell’utilizzo di massa di terapie sperimentali;
3) la necessità d’un giudizio etico e giuridico sulla legittimità dell’utilizzo (per produzione/sperimentazione) di cellule fetali umane ricavate da aborti volontari;
4) la necessità d’un giudizio bioetico e giuridico sulla legittimità della somministrazione di una terapia sperimentale al di fuori d’un protocollo di sperimentazione applicato esclusivamente a volontari consapevoli;
5) la necessità d’un giudizio etico sulla assunzione di una terapia sperimentale di cui si ignorano gli effetti;
È lecito diffondere massivamente un farmaco in fase sperimentale? È cioè lecita una sperimentazione di massa?
6) la necessità d’un giudizio etico sulla legittimità della somministrazione di una terapia la cui produzione ha comportato l’utilizzo di cellule fetali ricavate da aborti volontari;
7) la necessità d’un giudizio etico sulla liceità morale dell’assunzione di una terapia la cui produzione ha comportato l’utilizzo di cellule fetali ricavate da aborti volontari.
Il dibattito, in casa cattolica, si è concentrato quasi esclusivamente sul punto 7. Ritengo invece capitali i punti 1, 2 e 3.
Da un punto di vista etico (e anche giuridico, in base al diritto nazionale e internazionale) è illecito applicare una terapia di cui si ignorano gli effetti perché ancora in fase sperimentale. E questo è il secondo buon argomento per considerare inaccettabile (moralmente e giuridicamente) la cosiddetta campagna vaccinale anti-COVID
Una manipolazione del genoma umano (terapia genica), anche se non interviene direttamente a modificare il DNA ma si limita a modificare il funzionamento naturale delle cellule tramite RNA lasciando il DNA invariato, dal punto di vista bioetico presenta criticità tali che difficilmente potrebbe essere considerata legittima (sia in prospettiva cattolica, sia in un orizzonte di legge morale naturale) qualunque ne sia la finalità.
Vi sono poi tutte le questioni dei rischi sul piano biologico, ma non è il mio campo. Basterebbe questo, a mio avviso, per rifiutare tutti i cosiddetti vaccini anti-COVID oggi disponibili in Occidente.
Vi è poi la questione della natura sperimentale di tali terapie. È lecito diffondere massivamente un farmaco in fase sperimentale? È cioè lecita una sperimentazione di massa?
Da un punto di vista etico (e anche giuridico, in base al diritto nazionale e internazionale) è illecito applicare una terapia di cui si ignorano gli effetti perché ancora in fase sperimentale. E questo è il secondo buon argomento per considerare inaccettabile (moralmente e giuridicamente) la cosiddetta campagna vaccinale anti-COVID.
Infine, il punto 3: gli stessi pessimi documenti della Congregazione per la Dottrina della Fede lasciano intendere l’illiceità morale dell’utilizzo delle cellule fetali salvo poi sostenere, con non pochi gesuitismi, la liceità morale dell’assunzione del vaccino.
Ponendo la questione della produzione e non dell’assunzione, ecco che il giudizio non può che essere la illiceità dell’uso di cellule embrionali o fetali umane ricavate uccidendo un essere umano in età prenatale
Bisognerebbe esaminare nel dettaglio i diversi documenti della CDF, prodotti nel tempo, e quelli della Pontificia Accademia della Vita. Vi sono state significative variazioni in peggio. Ma ponendo l’attenzione al punto 3 e non al punto 7, ovvero ponendo la questione della produzione e non dell’assunzione, ecco che il giudizio non può che essere la illiceità dell’uso di cellule embrionali o fetali umane ricavate uccidendo un essere umano in età prenatale.
Quindi ogni cristiano e ogni persona di buona volontà (così come ogni ordinamento giuridico informato a giustizia) dovrebbe affermare l’assoluta illiceità dell’utilizzo di cellule umane ottenute dalla soppressione di una persona in età prenatale.
I giudizi relativi ai punti 4, 5, 6 e 7 sono, secondo me, una conseguenza dei punti 1, 2 e 3. A mio avviso:
4) compie un illecito morale (e giuridico) chi (medico, infermiere, ecc.) somministra una terapia di cui ignora gli effetti perché ancora in fase sperimentale;
Quindi ogni cristiano e ogni persona di buona volontà (così come ogni ordinamento giuridico informato a giustizia) dovrebbe affermare l’assoluta illiceità dell’utilizzo di cellule umane ottenute dalla soppressione di una persona in età prenatale
5) pecca contro le virtù di prudenza e di giustizia chi accetta di assumere una terapia di cui si ignorano gli effetti perché ancora in fase sperimentale;
Trattandosi di terapia genica, l’illecito morale di chi somministra e di chi assume è, a mio avviso, ancor più grave perché non si tratta solo di ignorare gli effetti e dunque di sottoporsi o sottoporre il prossimo a rischi non calcolati e potenzialmente sproporzionati moralmente inaccettabili, ma anche di sottoporre/sottoporsi a una pratica (intervento genico) di quasi certa illiceità/illegittimità morale.
Sui punti 6 e 7 mi limito solo a dire che, anche non fosse peccato mortale somministrare e/o assumere volontariamente una terapia la cui produzione ha richiesto l’uso di cellule umane ricavate dall’uccisione di persone in età prenatale, sarebbe dovere di ogni cristiano e di ogni persona di buona volontà dichiarare il proprio giudizio netto e forte di illiceità circa il punto 3 e dare testimonianza rifiutando il prodotto ottenuto dall’immonda strumentalizzazione della vita umana innocente.
Bergoglio, la CDF e la CEI hanno de facto annullato la battaglia pro-life con una sola decisione: benedire il «vaccino» prodotto utilizzando le cellule fetali
Ritengo che non si possa essere pro-life solo a parole.
Vi sarebbero poi da dire molte cose sul COVID (la realtà del virus e della patologia da esso generata in opposizione alla sua rappresentazione mediatica), sull’azione dei governi, sulla dittatura sanitaria in atto e sull’esclusione criminale delle cure (tachipirina e vigile attesa) con tutte le energie concentrate sul «vaccino», così come sul carattere religioso che ha assunto il vaccino (anche grazie a Bergoglio e alla CEI). Tutti motivi in più per sviluppare ragionevoli sospetti e rifiutarlo.
Bergoglio, la CDF e la CEI hanno de facto annullato la battaglia pro-life con una sola decisione: benedire il «vaccino» prodotto utilizzando le cellule fetali.
Il mondo pro-life che accetta il «vaccino COVID» è quindi semplicemente suicida, si condanna a non poter più essere veramente pro-life
Tutti i gesuitismi casuistici e i cavilli utilizzati non salvano e non salveranno dalla obbiezione che da oggi in poi ogni abortista potrà loro fare: se il vaccino è la salvezza e il vaccino lo abbiamo grazie al lavoro svolto sulle cellule fetali ottenute da aborti, significa che l’aborto di quei feti ci/vi ha salvati!
Il mondo pro-life che accetta il «vaccino COVID» è quindi semplicemente suicida, si condanna a non poter più essere veramente pro-life. E purtroppo il papa, la CDF e la CEI sono tra questi suicidi!
Lettera firmata
Bioetica
Kennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
All’improvviso, dopo un sopimento di anni, riaffiora nel discorso pubblico la verità più agghiacciante: i vaccini sono fatti con gli aborti. Come dire: un pezzo di aborto finisce nella siringa a cui obbligano voi e – soprattutto – i vostri bambini.
L’occasione è uno scontro pubblico tra vertici dell’amministrazione americana.
Il segretario alla Salute USA Robert F. Kennedy Jr. ha attaccato il governatore democratico della Pennsylvania Josh Shapiro per il rifiuto delle esenzioni religiose dai vaccini e ha confermato l’impiego di tessuti di feti abortiti nella realizzazione del vaccino MMR, chiamato in Italia vaccino MPR, il siero trivalente morbillo-parotite-rosolia, contenuto da noi ora nel quadrivalente MPRV (più varicella), somministrato in prima dose a 12-15 mesi e poi richiamato a 5-6 anni.
«Nella sua conferenza stampa di oggi, il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro mi ha accusato di promuovere teorie del complotto perché gli avevo detto, durante una precedente conversazione telefonica, che alcuni americani avevano obiezioni religiose al vaccino MMR perché conteneva tessuto fetale. “Non c’è tessuto fetale nel vaccino MMR”, mi ha detto», ha raccontato Kennedy in un lungo post su X.
— Robert F. Kennedy Jr (@RobertKennedyJr) August 26, 2026
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«Il virus della rosolia utilizzato nel vaccino MMR-II viene coltivato su una linea cellulare composta da tessuto polmonare di un embrione femminile abortito di tre mesi, e indicata come ‘fibroblasti polmonari diploidi umani WI-38’ tra gli ingredienti del vaccino MMR-II, poiché porzioni di queste cellule finiscono in ogni fiala di MMR-II», ha specificato Kennedy.
Kennedy ha inserito una clip tratta da una deposizione videoregistrata di Stanley Plotkin, ideatore del vaccino MMR, datata 2018. L’audizione è stata condotta dall’avvocato Aaron Siri, noto per la sua battaglia sul tema dell’obbligo vaccinale.
Nel corso della testimonianza, Plotkin ha ammesso di aver «massacrato» 76 feti abortiti, tutti di età superiore ai tre mesi, «in uno solo dei tanti studi che hanno portato allo sviluppo del suo vaccino», ha dichiarato il segretario dell’HHS.
Kennedy ha inoltre evidenziato che in ogni fiala del vaccino MMR-II sono presenti «circa 646 miliardi di frammenti» di DNA provenienti da una linea cellulare di un feto abortito. «Oltre al DNA umano, ogni dose di MMR-II contiene anche una quantità imprecisata di detriti cellulari umani», ha affermato.
Interrogato al riguardo, Plotkin ha dichiarato di essere consapevole delle obiezioni all’inclusione di tessuti di feti abortiti nello sviluppo dei vaccini e del fatto che tali tessuti facciano effettivamente parte degli ingredienti dei vaccini stessi.
«Sono a conoscenza di queste obiezioni», ha affermato Plotkin, che si definisce ateo. «La Chiesa cattolica ha infatti pubblicato un documento in merito, in cui si afferma che le persone che necessitano di vaccini dovrebbero riceverli a prescindere da tutto».
«Credo che implichi che io sia la persona destinata all’inferno a causa dell’utilizzo di tessuti abortiti, cosa che mi fa piacere», ha dichiarato lo scienziato.
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Plotkin ha prestato per decenni consulenza alle grandi aziende farmaceutiche, indicando come realizzare i loro prodotti. Nella deposizione del 2018 ha ammesso a Siri di aver impiegato vaccini sperimentali su orfani e malati di mente a scopo di test.
In un’intervista del dicembre 2024 con Tucker Carlson, Siri ha rivelato al conduttore sbalordito che alcuni vaccini pediatrici contengono «letteralmente milioni di frammenti della linea cellulare coltivata di un feto abortito in ogni singola iniezione» e che i vaccini vengono coltivati su «tessuto fetale abortito» che è «vivo».
The New York Times claims the evil Bobby Kennedy wants to ban the polio vaccine and paralyze children. That’s an absurd lie, explains his lawyer Aaron Siri.
(0:00) The Establishment’s Attempt to Discredit Bobby Kennedy Jr.
(8:18) The Vaccine Religion
(18:57) Did Anyone Protest… pic.twitter.com/li0KhP5aye— Tucker Carlson (@TuckerCarlson) December 27, 2024
Mercoledì Siri è intervenuto anche sui social per sostenere la replica di Kennedy al governatore Shapiro.
«RFK Jr. ha ragione», ha affermato Siri. «Il fatto è che in ogni dose iniettata di vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MMR), varicella ed epatite A sono presenti miliardi di frammenti di detriti cellulari umani e di DNA proveniente dalla linea cellulare coltivata di un feto abortito.»
Siri ha poi condiviso link ad articoli che illustrano l’impiego di tessuto cellulare fetale proveniente da aborti nello sviluppo dei vaccini.
RFK Jr. is correct. The fact is that there are billions of fragments of human cellular debris and DNA from the cultured cell line of an aborted fetus in every injected dose of MMR, chicken pox, and Hep A vaccines.
Because viruses multiply in cells, living cells are used to… https://t.co/x5MOeSBhrK
— Aaron Siri (@AaronSiriSG) August 26, 2026
«Poiché i virus si moltiplicano nelle cellule, per la produzione di vaccini si utilizzano cellule viventi, comprese le linee cellulari coltivate di feti abortiti. Due di queste linee cellulari sono la MRC-5 e la WI-38, descritte da un’azienda che le commercializza come segue: “La linea cellulare MRC-5 è stata derivata da tessuto polmonare normale di un embrione maschio di 14 settimane” e “la linea cellulare WI-38 è la prima linea cellulare diploide umana utilizzata nella preparazione di vaccini umani (…) è stata isolata dal tessuto polmonare di un embrione femmina di 3 mesi» spiega l’avvocato.
«Gli ingredienti dei vaccini contro la varicella, la rosolia e l’epatite A includono ciascuno frammenti cellulari e di DNA derivati da queste linee cellulari fetali. L’elenco degli ingredienti di Varivax (varicella) include “cellule diploidi umane MRC-5 contenenti DNA e proteine”, quello di MMR-II (che include la rosolia) include “fibroblasti polmonari diploidi umani WI-38” e quello di Havrix (epatite A) include “proteine cellulari MRC-5″».
«Per quanto riguarda la quantità di DNA umano in ogni fiala, per Varivax, come spiega la FDA: “le cellule umane MRC-5 sono il substrato su cui viene coltivato il ceppo Oka della varicella. Nel processo di isolamento del virus da queste cellule, si ottengono anche proteine e DNA derivati dalle MRC-5. I quasi 2 µg [2.000 nanogrammi] di DNA mammifero non modificato presenti in ogni dose di VARIVAX…» .
«Per quanto riguarda l’MMR-II, come ha fatto notare RFK Jr. qui sotto, durante la deposizione del dottor Plotkin, ho chiesto: “Non è vero che l’MMR-II contiene circa 150 nanogrammi di cellule substrato di DNA a doppio filamento e DNA a singolo filamento per dose, frammentate appositamente in frammenti di circa 215 paia di basi di lunghezza?” Il Dr. Plotkin ha risposto: “Sì, probabilmente è corretto, sì” (Vedi Tabella 3, che riflette una media di 142 nanogrammi di DNA a singolo filamento e 35 nanogrammi di DNA a doppio filamento nel componente del vaccino contro la rosolia di ciascuna dose di MMR-II; e una media di 276 nanogrammi di DNA a singolo filamento e 35,74 nanogrammi di DNA a doppio filamento in ciascuna dose di Havrix)».
«Per il DNA rimanente nella formulazione finale, supponendo che le aziende farmaceutiche seguano le linee guida della FDA, esse frammenterebbero “la dimensione del DNA a meno di circa 200 paia di basi”. (….) Facendo i calcoli, supponendo che rimangano solo 100 nanogrammi di DNA a doppio filamento, e che questi vengano scomposti in frammenti di 200 paia di basi, ciò equivale a circa 463 miliardi di frammenti di DNA umano provenienti da una linea cellulare fetale abortita in ogni dose di vaccino; il doppio per il DNA a singolo».
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Il post dell’avvocato Siri contiene link a tutto ciò che sostiene, collegamenti a quei paper con cui si esprimono «gli esperti» su grandi pubblicazioni mediche ufficiali, insomma «la scienza», o, come si diceva qualche anno fa, lascienzah.
Eppure, scommettiamo che, ancora oggi, dopo averlo visto e subito innumeri volte negli anni passati, vi sono giornalisti, fact-checker e saputelli vari (prezzolati o solo idioti) che stanno urlando: «bufala! Fake news! I vaccini non sono fatti con gli aborti!».
Mettiamocela via: tutte queste voci esistono per negare quella che, almeno a noi, pare una delle verità più terrificanti della nostra epoca: sì, molti vaccini sono fatti con gli aborti. E quindi, qualsiasi sia la vostra posizione rispetto al feticidio legalizzato – vetta necroculturale del XX secolo – un po’ di aborto ve lo siete iniettati, materialmente, sottopelle. Non solo: avete inoculato l’aborto pure dentro la vostra progenie, e per legem.
Il lettore sa che si tratta di una battaglia che Renovatio 21 porta avanti da un decennio. Cioè, da ben prima del COVID – anzi è possibile dire che si tratta di un tema centrale per la genesi stessa di Renovatio 21.
Tanto per capire il contesto: compreso il legame materiale e morale tra vaccino e aborto, avevamo cominciato, praticamente unici sulla scena, a pubblicare materiale a riguardo, e ad organizzare conferenze sulla questione. L’operazione, per la quale si scatenò per anni l’inarrestabile, insostituibile Cristiano Lugli, culminò nel marzo 2019 con un grande convegno a Roma su vaccini e feti abortiti, «Fede, Scienza e Coscienza».
FEDE SCIENZA E COSCIENZA video integrale del Convegno di Renovatio 21 su vaccini e cellule di feto abortito. Relatori: S.E.R. Cardinale Raymond Leo Burke ; Dr.ssa Theresa Deisher, ricercatrice e scienziata, Direttrice del Sound of Choice Pharmaceutical Institute; Dr.ssa Debi… pic.twitter.com/JajXVXJYXa
— Renovatio 21 (@21_renovatio) January 6, 2025
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Erano presenti esperti italiani ma pure due grandi nomi sulla ricerca, storica e medica, sulla questione degli aborti nei vaccini: Debi Winedge, fondatrice del seminale gruppo Children of God for Life, e la dottoressa Theresa Deisher, scienziata che ha effettuato ricerche uniche sui possibili effetti avversi nelle cellule di aborto nei vaccini. Al convegno è intervenuto pure un principe di Santa Romana Chiesa, sua eminenza il cardinale Raimondo Leone Burke.
Negli anni del COVID, YouTube ha cancellato il video e gli altri video ad essi legati, significando pure la sanzione di ulteriori restrizioni che Renovatio 21 deve subire per un filmato che stava lì da anni e rappresentava un evento di discussione pubblica.
La maggior parte dei lettori forse non lo può ricordare, ma si era nel periodo prepandemico in cui la battaglia antivaccinista era divenuta inevitabile per tanti genitori a cui, d’un colpo, veniva imposto di sottomettere i propri bambini alla siringa di Stato, cioè indirettamente all’aborto e alle sue linee cellulari, pena il non poterli mettere a scuola.
L’idea di Renovatio 21 era semplice: visto lo status di vacca sacra di cui gode l’obiezione di coscienza in Italia – il grande, ipocrita, paravento genocida dietro al quale i democristiani si nascondono mentre vengono trucidate centinaia di migliaia di piccoli esseri umani – lo avremmo utilizzato per disinnescare la legge, creando un tetto di libertà religiosa sotto cui poterci riparare. La presenza del cardinale Burke fu, in questo, un segnale fortissimo.
Fummo, ovviamente, travolti dagli eventi. Già avevamo capito, in quegli anni, che la gerarchia cattolica venduta aveva accettato l’obbligo vaccinale, pure nella consapevolezza del sacrificio umano soggiacente, con comunicati diramati da tutti i suoi enti, dove alle stupidaggini (come quella secondo cui le cellule per i vaccini vengono da un aborto lontano, quindi un peccato «scaduto», tipo yogurt, con buona pace di quelli che ancora credono al peccato originale, quello fatto ancora più anticamente, è il caso di dire) si aggiungevano quel tipo di menzogne palesemente manipolatorie che oggi chiamano gaslighting, come un editorialista del celeberrimo settimanale cattolico che aveva scritto che solo le cellule umane vanno bene per i sieri, quindi va ben così (se non lo sapete: i vaccini vengono fatti anche con ogni sorta di cellula: cane, criceto, verme, uovo, o tumore, come nel caso mostruoso delle cellule immortali della cervice di Henrietta Lacks, per cui si parla di una nuova forma di via vera e propria).
L’arrivo della pandemia, e della vaccinocrazia conseguente, ci diede ragione, mostrando che la nostra idea – creare l’obiezione cattolica ai vaccini – era giusta, ma al contempo distrusse ogni speranza. L’amministrazione Biden cominciò a negare l’esenzione religiosa persino ai soldati USA (un tempo coperti pienamente dall’obiezione) forte della posizione del Vaticano bergogliano, che al suo interno istituì un obbligo di siero (Pfizer: i rapporti erano radicati quanto misteriosi) davvero draconiano, con il pontefice che parlava a vanvera della vaccinazione obbligatoria come «atto d’amore» – cioè, per chi non vuole, sarebbe il caso di dire, «stupro». Il mondo si adeguò.
Rimanemmo con un pugno di mosche. La proposta di Renovatio 21 di un’obiezione di coscienza per le linee cellulari di aborto non decollò, perché le spezzarono le ali dall’alto, e bombardarono pure la pista. La «libertà religiosa» tanto invocata dai giornali e politici degli Stati «laici» (cioè, massonici) fu resa una barzelletta dai ban continui sui social, al punto da dover portare in tribunale la società di Zuckerberg. Anche dopo, cambiò poco: la decisione di soffocare chi si opponeva con lo spirito era stata presa, e la repressione è andata avanti-
La nostra battaglia, tuttavia, non si è arrestata. Siamo ancora qui a raccontare la verità: pezzi di bambini sacrificati vengono proiettati nel corpo di tutta la popolazione, e se ti opponi lo Stato moderno arriva a considerarti un reietto, un criminale, un mostro da punire se non eliminare.
Certo, se ci pensiamo anche ora, l’orrore di questo disegno si dà come una delle cose peggiori, come la riprova di un lucido progetto del Male sulle nostre società e sulle nostre stesse esistenze quotidiane.
Ecco, lo sentiamo ancora: questa è una collina per la quale vale ancora la pena di morire.
Roberto Dal Bosco
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Immagine di lunar caustic via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0; immagine modificata
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La Sanità USA pone fine a 17 progetti sui tessuti fetali denunciati da un gruppo di controllo
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Linee cellulari
Vaccino COVID mRNA inalato ora in fase di sperimentazione in Canada. Fatto con cellule di aborto
Una versione inalatoria finanziata dal governo canadese del vaccino mRNA contro il COVID, sviluppata con linee cellulari fetali contaminate da aborto, sta entrando nella fase 2 delle sperimentazioni cliniche. Lo riporta LifeSiteNews.
Il vaccino mRNA COVID sperimentale «a vettore adenovirale» chiamato «Serova» è stato sviluppato presso la McMaster University di Hamilton, Ontario, e i ricercatori sono ora impegnati nel reclutamento attivo di 350 volontari per gli studi randomizzati in doppio cieco.
Secondo i ricercatori, il progetto «AeroVax» ha ottenuto finanziamenti per 8 milioni di dollari dai Canadian Institutes of Health Research (CIHR). Nel 2023, era stata avviata la sperimentazione di Fase 1, a cui hanno partecipato 36 persone. Secondo i ricercatori, non si sono verificati effetti collaterali gravi durante la sperimentazione di Fase 1.
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In totale, il 75 percento dei partecipanti riceverà la versione reale del vaccino areale, mentre gli altri riceveranno placebo.
Nel 2021 sono state sviluppate due versioni del vaccino anti-COVID «da inalare», denominate «Tri:ChAd» e «Tri:HuAd», entrambe basate su una forma della proteina spike presente nel virus COVID.
È preoccupante che entrambe le versioni siano state realizzate con linee cellulari fetali HEK293 provenienti dall’aborto di un bambino.
«Tri:HuAd è stato confezionato e recuperato nelle cellule HEK293 tramite un sistema di co-transfezione a due plasmidi», si legge nel riassunto completo del vaccino.
Le linee cellulari fetali HEK293 sono state ricavate dal tessuto renale prelevato da un bambino abortito nei Paesi Bassi negli anni Settanta.
Secondo McMaster, gli studi preclinici sugli animali hanno «già» dimostrato che «il vaccino inalato tramite aerosol è molto più efficace nell’indurre risposte immunitarie protettive rispetto alle iniezioni tradizionali». McMaster sostiene che ciò è dovuto al fatto che una versione inalatoria del vaccino è mirata alle vie respiratorie superiori, dove i virus respiratori «entrano per la prima volta nel corpo».
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Come riportato da Renovatio 21, una versione di vaccino COVID nasale era stato sperimentato in Russia, con lo stesso presidente Vladimiro Putin a provarlo, ricevendo per l’occasione un richiamo del vaccino Sputnik. Anche quello era realizzato con tecnologia adenovirale.
Come riportato da Renovatio 21, il vaccino russo Sputnik, come i vaccini occidentali in circolo, è stato preparato con l’uso di linee cellulari di feto abortito HEK-293.
Come riportato da Renovatio 21, tre mesi fa una startup tedesca legata alla Fondazione Gates riceve 5 milioni di dollari per lo sviluppo del vaccino nasale mRNA.
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Immagine di NIAID via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic; immagine tagliata
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