Connettiti con Renovato 21

Internet

Google ha incontrato più volte il governo tedesco per discutere di «incitamento all’odio» e «disinformazione»

Pubblicato

il

Google ha incontrato decine di volte alti funzionari tedeschi tra l’inizio del 2022 e la primavera del 2024 per discutere della repressione dei «discorsi d’odio» e della «disinformazione» in rete. La notizia emerge dalle risposte fornite dal governo tedesco a un’interrogazione parlamentare sulla censura online emergono dati significativi.

 

Le principali piattaforme online e i motori di ricerca (X, Facebook, TikTok, Google ecc.) sono obbligati ad adottare misure contro i «discorsi d’odio illegali» – secondo gli standard delle leggi europee – e contro la «disinformazione» ritenuta dannosa ai sensi del Digital Services Act (DSA) dell’UE. Come evidenziato dal recente rapporto della Commissione Giustizia della Camera dei Rappresentanti statunitense sulla censura di Internet in Europa, le aziende tech mantengono contatti costanti con i funzionari dell’UE per l’«applicazione» del DSA.

 

La risposta parlamentare del governo tedesco dimostra però che esistono contatti regolari e approfonditi anche direttamente con le autorità tedesche su questi temi, e che di gran lunga i più frequenti sono stati quelli con Google. Il DSA conferisce poteri di censura non solo all’UE nel suo insieme, ma anche ai singoli Stati membri; la Germania è nota per farne un uso particolarmente esteso. Sono infatti le leggi nazionali sulla libertà di espressione – tra le più severe in Europa proprio in Germania – quelle che le piattaforme devono applicare in base al DSA.

 

Queste rivelazioni risultano rilevanti non solo per i tedeschi, ma anche per americani, britannici e, di fatto, per il mondo intero, poiché l’applicazione del DSA non conosce limiti territoriali né linguistici. Si estende a qualsiasi tipo di discorso, in qualsiasi lingua e da qualsiasi fonte, purché visibile su internet all’interno dell’Unione Europea. Le piattaforme possono conformarsi bloccando geograficamente certi contenuti – in particolare i presunti «incitamenti all’odio» – solo nell’UE dove risultano illegali. Tuttavia spesso optano per la soluzione più semplice e meno costosa dal punto di vista tecnologico: rimuovere del tutto il contenuto in questione.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Il DSA sanziona esplicitamente il filtraggio della visibilità, cioè la limitazione algoritmica della portata dei contenuti anziché la loro cancellazione, e tale filtraggio è per natura globale. Influenza la reperibilità e la visibilità dei materiali in tutto il mondo. Come dimostrato in vari casi, sotto la pressione del DSA il filtraggio della visibilità è diventato il metodo preferito dalle piattaforme social per sopprimere presunte «false» o «disinformazioni».

 

I motori di ricerca come Google possono agire in modo ancora più incisivo per limitare la diffusione di presunte «disinformazioni», ad esempio declassando siti o pagine web nei risultati di ricerca o escludendoli completamente.

 

L’interrogazione parlamentare presentata dal partito di opposizione tedesco AfD (Alternativa per la Germania) nel marzo 2024 riguarda espressamente entrambi i metodi di censura, ovvero ciò che i suoi autori definiscono «rimozione o limitazione della visibilità di post o account utente».

 

Sia la domanda che la risposta portano il titolo «Incontri di rappresentanti del governo federale con aziende [tecnologiche] e organizzazioni non governative finanziate sui temi dell’«odio» o della «disinformazione su Internet»». Una prima parte dei dati riguarda gli incontri con le ONG, tra cui ad esempio l’organizzazione tedesca HateAid, finanziata con fondi pubblici e riconosciuta come «segnalatore affidabile» di contenuti online problematici ai sensi del DSA.

 

Un secondo blocco di dati riguarda invece gli incontri su «incitamento all’odio» e «disinformazione» con le aziende tecnologiche stesse. Fornisce dettagli – data, luogo, partecipanti, argomento etc. – su non meno di 53 incontri nel periodo considerato. (Il governo ha incluso anche alcuni incontri su altri temi, come la tutela dei minori).

 

Va sottolineato che, per ammissione dello stesso governo, i dati non sono completi e riguardano soltanto gli incontri che hanno coinvolto alti funzionari, come ministri o «segretari di Stato». I contatti a livelli inferiori sono esclusi e il governo precisa di non avere obbligo legale di registrare tutti gli incontri, neppure quelli ai massimi livelli.

 

Alcuni incontri sono stati resi pubblici dal governo tedesco al momento del loro svolgimento, ma la maggior parte è rimasta riservata. Lo dimostrano i dati stessi, che indicano come certi incontri siano stati giudicati «non adatti» alla divulgazione pubblica, mentre in altri casi si è semplicemente ritenuto «non necessario» informare i cittadini.

 

Tra gli esempi figurano un incontro avvenuto nel gennaio 2023 a San Francisco tra Elon Musk, da poco acquirente di Twitter, e l’allora ministro tedesco per gli affari digitali Volker Wissing, sul tema «come Twitter gestisce le informazioni false, nuovi requisiti previsti dalla legge sui servizi digitali». Questo incontro è stato reso pubblico in Germania.

 

I dati registrano inoltre non meno di 13 incontri con rappresentanti di Meta su argomenti quali «la disinformazione nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina» (3 marzo 2022 presso il ministero degli Affari Digitali a Berlino) e «questioni di sicurezza informatica e come Meta affronta la disinformazione» (12 febbraio 2024, con un funzionario del ministero degli Interni tedesco a Menlo Park, California). TikTok è stato coinvolto in sette di questi incontri.

 

Di gran lunga il maggior numero di incontri si è però svolto con Google: almeno 34 in totale, di cui non meno di 29 bilaterali tra Google o la sua casa madre Alphabet e il governo tedesco. Anche YouTube, società controllata da Google, è stata talvolta coinvolta.

 

L’allora cancelliere Olaf Scholz (indicato con le iniziali «BK» – Bundeskanzler) ha partecipato a due degli incontri con Google e a tre in totale. Tra gli altri partecipanti tedeschi figuravano il capo di gabinetto di Scholz Wolfgang Schmidt, il segretario di Stato Jörg Kukies, il ministro dell’Interno Nancy Faeser, il ministro della Giustizia Marco Buschmann, il ministro dell’Economia Robert Habeck, alti funzionari del ministero degli Esteri e del Ministero della Digitalizzazione, nonché Klaus Müller, capo dell’Agenzia federale per le reti (responsabile dell’attuazione del DSA in Germania), che ricopre ancora oggi la carica sotto il cancelliere Friedrich Merz. Anche il vicepresidente dell’agenzia Wilhelm Eschweiler ha incontrato Google in due occasioni.

Iscriviti al canale Telegram

Tra i rappresentanti di Google hanno partecipato Sundar Pichai, CEO di Alphabet/Google, il Presidente degli Affari Globali, il Vicepresidente per la Fiducia e la Sicurezza e il Direttore degli Affari Governativi e delle Politiche Pubbliche. Lo stesso CEO Sundar Pichai ha preso parte personalmente ad almeno quattro incontri.

 

Gli argomenti discussi includevano «incitamento all’odio, notizie false e disinformazione sul web», «disinformazione nel contesto della guerra tra Russia e Ucraina», «Digital Services Act e come affrontare la disinformazione e la misinformazione sulle piattaforme», «disinformazione, democrazia resiliente, contenuti illegali, crimini d’odio», «rafforzare la resilienza della democrazia e contrastare la disinformazione», «le principali sfide di Google e YouTube in materia di sicurezza informatica e disinformazione» e simili.

 

Gli incontri si sono svolti presso il ministero dell’Interno, il ministero degli Esteri e altri ministeri a Berlino, nonché negli uffici dell’Agenzia federale per le reti. Non meno di tre si sono tenuti presso la Cancelleria federale di Berlino, l’equivalente tedesco della Casa Bianca.

 

Come riportato da Renovatio 21, la scorsa settimana un tribunale tedesco ha stabilito che chiamare il cancelliere Friedrich Merz «Fritz il bugiardo» debba essere perseguito penalmente per «interesse pubblico», infliggendo al colpevole una multa pari a uno stipendio mensile medio, ovvero più di 2.000 euro.

 

Il carattere orwelliano della repressione della libertà di espressione da parte del governo tedesco è stato attaccato direttamente dal vicepresidente USA JD Vance e dal dipartimento di Stato di Marco Rubio.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato si videro raid all’alba contro cittadini che su internet criticavano il governo.

 

In alcuni casi, è scoppiato uno scandalo nazionale quando i dettagli dei casi sono diventati pubblici, come nel caso di un pensionato, Stefan Niehoff, la cui abitazione è stata perquisita per aver definito «idiota» l’ex ministro dell’Economia Robert Habeck.

 

La repressione più dura si abbatte in Germania da anni, prendendo di mira soprattutto AfD, perseguitata dagli stessi servizi di sicurezza della Budesrepubblica. Infatti, i servizi di sicurezza interna tedeschi BfV hanno messo sotto sotto sorveglianza il loro stesso ex capo, Hans-Georg Maaßen.

Mesi fa un tribunale distrettuale tedesco ha condannato il caporedattore della rivista conservatrice Deutschland-Kurier a sette mesi di carcere per aver diffamato l’allora ministro degli Interni Nancy Faeser – proprio quella dei corsi contro l’estremismo di destra per i bambini di tre anni nei kindergarten – con quello che era chiaramente un meme satirico.

Aiuta Renovatio 21

La repressione delle espressioni dei cittadini trova un alleato nel partito dei Verdi tedeschi, con parlamentari che, oltre che per la guerra contro la Russia, premono apertamente per la censura dei social network.

 

Come riportato da Renovatio 21, due anni fa un tribunale di Amburgo ha condannato un uomo a tre anni di galera per aver giustificato l’«aggressione russa» all’Ucraina su Telegram.

 

Mesi fa è stata de-bancarizzata una delle più importanti TV anti-globaliste di lingua tedesca, AUF1. L’anno passato, era stato debancarizato anche il leader di Alternative fuer Deutschald (AfD) Tino Chrupalla.

 

Come riportato da Renovatio 21, il caso più avanzato di repressione di libertà di parola pare essere la Gran Bretagna, dove almeno 12 mila persone all’anno sono messe in galere per frasi sui social. In Albione si è arrivati a condannare persino chi prega con la mente.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Internet

Ingegnere Meta delle «esperienze digitali per bambini» arrestato per messaggi espliciti verso un’utente ritenuta minorenne

Pubblicato

il

Da

Un ingegnere newyorkese che sosteneva di occuparsi della creazione di «esperienze digitali per bambini» presso il gigante dei social media Meta è stato arrestato dopo aver confessato di aver cercato di inviare messaggi a sfondo sessuale a una ragazza di tredici anni nel corso di un’operazione sotto copertura. Lo riporta il quotidiano New York Post.   L’uomo, 44 anni, al momento in congedo dall’azienda che controlla Facebook, ha ammesso di aver adescato e scambiato messaggi a sfondo sessuale con qualcuno che riteneva essere una minorenne, nell’ambito di un’operazione condotta sotto copertura dai Predator Poachers Long Island, un collettivo di vigilantes impegnato a smascherare potenziali pedofili.   «Anche se erano già successe cose inappropriate, vorrei quasi essere suo padre», avrebbe dichiarato — sposato e padre di un bambino piccolo — a un membro del gruppo che si fingeva la nonna della presunta vittima, come emerge dal filmato dell’incontro che sarà diffuso lunedì.   L’uomo, che in un profilo LinkedIn ormai rimosso si descriveva come responsabile ingegneristico per lo sviluppo di «esperienze digitali per bambini» presso Meta, aveva contattato a maggio l’account civetta del gruppo, operativo da tredici anni, continuando poi a scambiare messaggi con loro con regolarità, secondo quanto riferito dall’organizzazione.

Sostieni Renovatio 21

L’uomo avrebbe fatto poi affermazioni specifiche, arrivando a tentare di spiegare alla ragazza come masturbarsi, a inviarle diverse foto e video di sé mentre faceva lo stesso, e persino a provare a organizzare incontri dal vivo, ha raccontato al NY Post Mike Villani, uno degli specialisti nella cattura di predatori sessuali che ha coordinato l’operazione.   Mercoledì il gruppo lo ha affrontato di sorpresa fuori dal suo appartamento. L’uomo in un primo momento ha tentato di allontanarsi, ma ha poi accettato di fermarsi a parlare in un luogo nelle vicinanze, poiché sua suocera si trovava in casa e non voleva che lo sentisse mentre tradiva la moglie adescando quella che riteneva fosse una minorenne, come si vede nel video.   Messo davanti alle proprie conversazioni, l’uomo ha ammesso di aver scambiato messaggi con quella che credeva fosse la giovane adolescente — in realtà mai esistita — e ha rivelato che non si trattava del primo episodio del genere, secondo quanto mostrato nel filmato.   «L’ho già fatto una volta con un’altra ragazza minorenne», ha detto, arrivando a paragonare in modo inquietante le adolescenti a «qualsiasi porto sicuro in caso di tempesta».   L’uomo ha poi attribuito in modo bizzarro la responsabilità alla moglie e al loro matrimonio privo di vita sessuale, sostenendo che questo avesse alimentato le sue fantasie morbose, spingendolo verso gli angoli più oscuri di internet.   L’incontro con il gruppo, durato quasi due ore, si è concluso con l’arrivo della polizia poco dopo la fine della sua confessione, e con il suo arresto a pochi isolati dall’appartamento di Manhattan. Egli è accusato di diffusione di materiale osceno a minori e di messa in pericolo del benessere di un minore.   Giovedì, durante l’udienza preliminare, si è dichiarato non colpevole e tornerà in tribunale il 9 settembre.   Un portavoce di Meta ha riferito al giornale neoeboraceno che l’uomo è stato posto in congedo. «Collaboreremo con le forze dell’ordine nelle indagini», ha dichiarato il portavoce.

Sostieni Renovatio 21

Come riportato da Renovatio 21, a marzo Meta, la società che controlla Facebook e Instagram, è stata condannata dal dipartimento di Giustizia dello Stato del Nuovo Messico a pagare 375 milioni di dollari per aver consapevolmente danneggiato la salute mentale dei bambini e per aver occultato prove di sfruttamento sessuale minorile sulle proprie piattaforme di social media. Un altro processo di grande risonanza è a Los Angeles, dove famiglie e istituti scolastici hanno intentato causa contro i principali giganti dei social media – Meta, TikTok e YouTube – nel primo caso di responsabilità da prodotto: le piattaforme sarebbero state progettate consapevolmente per indurre dipendenza nei bambini e compromettere la loro salute mentale   Come riportato da Renovatio 21, negli anni si sono accumulate varie accuse e rivelazioni su Facebook, tra cui accuse di uso della piattaforma da parte del traffico sessuale, fatte sui giornali ma anche nelle audizioni della Camera USA.   Due anni fa durante un’audizione al Senato americano era stato denunciato da senatori e testimoni come i social media ignorano le reti pedofile che operano sulle loro piattaforme.   Secondo il Wall Street Journal, che già in passato aveva trattato l’argomento, Meta avrebbe un problema con i suoi algoritmi che consentono ai molestatori di bambini sulle sue piattaforme. La cosa stupefacente è il fatto che ai pedofili potrebbe essere stato concesso di connettersi sui social, mentre agli utenti conservatori no.   Le accuse sono finite in una storia udienza a Washington di Mark Zuckerberg, che è stato indotto dal senatore USA Josh Holloway a chiedere scusa di persona alle famiglie di bambini danneggiati dal social.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 
Continua a leggere

Internet

I fratelli Tate arrestati a Miami: via all’estradizione in Gran Bretagna

Pubblicato

il

Da

Gli influencer dei social media Andrew e Tristan Tate sono stati arrestati negli Stati Uniti dopo che i procuratori britannici hanno presentato ulteriori accuse contro di loro e ne hanno richiesto l’estradizione.

 

I due fratelli, che possiedono sia la cittadinanza statunitense che quella britannica, sono stati arrestati sabato a Miami in virtù di un mandato di cattura sigillato. Gli agenti federali del distretto meridionale della Florida hanno effettuato gli arresti «in conformità con le procedure di estradizione», ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Giustizia alla CBS News.

 

Una fonte a conoscenza dei fatti ha riferito all’Associated Press che i due dovrebbero comparire davanti al tribunale federale all’inizio di questa settimana.

 


Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Nella stessa giornata, il Crown Prosecution Service (CPS) del Regno Unito ha annunciato di aver deciso di formulare 38 ulteriori capi d’accusa relativi a quattro presunte vittime, portando il totale complessivo a 59 capi d’accusa riguardanti sette presunte vittime. I reati sarebbero stati commessi tra luglio 2010 e agosto 2017.

 

Andrew Tate, 39 anni, già più volte campione del mondo di kickboxing, ora deve rispondere di 42 capi d’accusa. Le nuove accuse includono sette capi d’imputazione per stupro, tre per favoreggiamento della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, tre per aggressione con lesioni personali e 19 reati relativi a immagini indecenti di minori e pornografia estrema.

 

Tristan Tate, 38 anni, deve rispondere complessivamente di 17 capi d’accusa, tra cui sei nuovi: due per stupro, uno per violenza sessuale e tre per favoreggiamento della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale.

 

Entrambi gli uomini negano ogni accusa. Il loro avvocato statunitense, Joseph McBride, ha definito le nuove accuse «sporcizia e calunnia» volte a far deragliare le cause per diffamazione intentate dai fratelli negli Stati Uniti.

 

Le accuse erano partite da Londra ancora un anno fa. «Stanno facendo di tutto per assicurarsi che questi individui non abbiano mai la possibilità di comparire in tribunale», ha dichiarato all’AP.

 

Andrew, ora convertito all’Islam, ha attirato per la prima volta l’attenzione del grande pubblico dopo la sua partecipazione al reality show britannico Big Brother nel 2016, per poi costruirsi un ampio seguito online promuovendo uno stile di vita ipermascolino tra auto di lusso e belle fanciulle ad abundantiam. Il Tate ha spesso criticato le autorità britanniche e l’establishment politico del Paese.

 

I fratelli si sono trasferiti in Romania nel 2016 e sono stati arrestati lì nel dicembre 2022 con l’accusa di traffico di esseri umani e di aver formato un’organizzazione criminale. Andrew è stato anche accusato di stupro, trascorrendo tre mesi in carcere in custodia cautelare prima di essere trasferiti agli arresti domiciliari e successivamente posti sotto sorveglianza giudiziaria.

Sostieni Renovatio 21

Un tribunale rumeno ha successivamente rinviato il caso originale alla procura per irregolarità legali e procedurali, ma le accuse non sono state archiviate.

 

La Romania ha revocato le restrizioni di viaggio imposte ai fratelli nel febbraio 2025, consentendo loro di volare in giro per il mondo. La decisione è giunta dopo le indiscrezioni secondo cui funzionari dell’amministrazione Trump avrebbero sollevato la questione con Bucarest, sebbene i funzionari rumeni abbiano negato di aver subito pressioni dagli Stati Uniti.

 

Era stato persino ipotizzato che fondi dell’ente di aiuto internazionale USAID, chiuso da Trump in un blitz appena reinsediatosi alla Casa Bianca, fossero stati utilizzati per spingere la persecuzione giudiziaria romena dei due fratelli.

 

I Tate si sono mossi spesso negli ultimi mesi, andando a soggiornare a Dubai nel momento in cui la città veniva bombardate dall’Iran e facendo una capatina in Russia solo poche settimane fa. Quando i fratelli l’anno scorso arrivarono in Florida, il governatore Ron DeSantis prese subito le distanze, dichiarando pubblicamente che non erano i benvenuti nello Stato.

 

Andrew Tate, chiamato dai fan «Top G», è stato quattro volte campione mondiale di kickboxing, arte marziale competitiva molto impegnativa e non troppo retribuita, dove era conosciuto con il nome di «King Cobra». È figlio di Emory Tate, il primo grande campione di scacchi di origini afroamericane; Andrew, che era divenuto un fenomeno della scacchiera già da bambino, sostiene oggi che il padre avesse lavorato anche per la CIA.

 

Inseparabile dal fratello Tristan, Andrew ha raccontato la sua versione dei fatti in una lunga intervista con Tucker Carlson, che ha poi sentito anche Tristan Tate. Andrew, dopo anni di ateismo manifesto, si è convertito all’islam a Dubai lo scorso anno, mentre Tristan avrebbe riscoperto la religione cristiana grazie al padre della madre di sua figlia, un religioso ortodosso romeno.

Iscriviti al canale Telegram

Andrew Tate è una figura di spicco sui social media dopo essere apparso nella versione britannica del reality «Grande Fratello» nel 2016, mantenendo nei suoi post un atteggiamento sfacciato per molti irritante, vantandosi della sua grande ricchezza e incoraggiando i suoi giovani seguaci maschi a frequentare e pagare corsi in cui promette di aiutarli a superare il loro insuccesso con il denaro e le donne.

 

I critici hanno accusato Tate di diffondere misoginia e di avere una cattiva influenza sui giovani. Lui ha sempre negato con forza tali accuse.

 

I suoi discorsi, che spesso colpiscono per profondità ed articolazione, hanno molti estimatori ben al di fuori della cosiddetta «manosphere», ossia la sottocultura che rivendica il ruolo dei maschi nella società.

 

Tate fu uno delle prime figure pubbliche a rifiutare la narrazione pandemica, trasferendosi, allo scoppio del COVID, in Svezia, Paese che definiva «noioso» ma dove non c’era restrizioni, come mostravano i suoi tanti video con ragazze nei locali, pubblicati mentre il resto del mondo era chiuso in casa dai lockdown.

 

Poco dopo, d’improvviso, i suoi canali social furono chiusi, mentre partirono quantità di articoli e servizi che contenevano contro di lui e il fratello accuse sessuali e criminali.

 

Alcuni ritengono che l’origine dei problemi di Tate potrebbero essere proprio in meccaniche profonde del Dipartimento di Stato USA, o forse ancora più in alto, dove l’ideologia gender de-mascolinizzante è penetrata al punto da divenire una policy precisa, come peraltro dimostrerebbe l’avversione materiale per i Paesi africani che hanno istituito leggi anti-sodomia – lo stesso portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale (NSC) di Biden, l’ammiraglio John Kirby, ha di fatto definito pubblicamente i diritti LGBT come «il fondamento della politica estera americana».

 

Andrew ha più volte preconizzato pubblicamente il ritorno di una persecuzione giudiziaria da parte della Gran Bretagna, che considera il suo vero Paese.

 

Le istituzioni britanniche sembrano infatti davvero preoccupate di come il messaggio di Tate si stia diffondendo tra i giovani maschi delle scuole britanniche. Ciò è provato dall’interesse che lo stesso governo britannico ha dimostrato per la serie Netflix Adolescence, dove ad usare violenza non sono i maranza d’Albione ma i seguaci della «manosfera» di Tate.

 

 

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da YouTube

Continua a leggere

Internet

L’UE emana una maxi-multa a Google: rimpinguato il bilancio pro-Ucraina

Pubblicato

il

Da

L’UE si appresta a utilizzare una multa antitrust multimiliardaria inflitta a Google per contribuire ad alleviare la pressione sul bilancio del blocco, dopo anni di aumento delle spese militari e degli aiuti all’Ucraina.   Il colosso tecnologico statunitense ha pagato 4,6 miliardi di euro, interessi inclusi, dopo aver perso una lunga battaglia legale sulle restrizioni legate al suo sistema operativo Android. La somma equivale a oltre il 2% del bilancio dell’UE per il 2026.   La Commissione Europea ha imposto la sanzione nel 2018, accusando Google di abuso di posizione dominante sul mercato di Android, obbligando i produttori di smartphone a preinstallare Google Search e Chrome. All’inizio di questo mese, la Corte di giustizia dell’UE ha confermato la sanzione, aprendo la strada al pagamento.

Sostieni Renovatio 21

In base alle norme di bilancio dell’UE, le sanzioni riscosse dalla Commissione vengono versate nel bilancio comune del blocco, riducendo i contributi basati sul reddito nazionale lordo richiesti agli Stati membri.   Tuttavia, questa inattesa entrata non fornirà alcun sollievo diretto ai contribuenti, poiché i governi europei continuano a ridurre la spesa sociale, aumentando al contempo i bilanci militari e finanziando l’Ucraina.   Si prevede che il deficit dell’UE raggiungerà il 3,6% del PIL entro il 2027. Nonostante le difficoltà di bilancio, Bruxelles ha approvato un prestito di sostegno all’Ucraina di 90 miliardi di euro per il biennio 2026-2027, mentre Kiev continua a essere coinvolta in ripetuti scandali di corruzione che interessano alti funzionari e figure vicine a Volodymyr Zelens’kyj. I membri della NATO hanno inoltre promesso 70 miliardi di euro in aiuti militari, addestramento e attrezzature per l’Ucraina quest’anno, con l’intenzione di mantenere un sostegno simile anche nel 2027.   Allo stesso tempo, i governi europei sono stati sollecitati ad aumentare drasticamente la spesa militare, con Bruxelles che cita una presunta minaccia russa per giustificare il suo programma di riarmo. Mosca ha respinto tali affermazioni definendole «assurdità» volte a legittimare l’aumento vertiginoso dei bilanci militari a scapito dei programmi sociali.   Il cambiamento è già visibile nei bilanci nazionali. La Francia, ad esempio, ha tagliato circa 9 miliardi di euro da diversi ministeri, stanziando al contempo 6,5 miliardi di euro aggiuntivi per le forze armate.   In diversi paesi dell’UE, tra cui Ungheria e Slovacchia, i critici sostengono che Bruxelles stia scaricando il costo del suo sostegno incondizionato a un’Ucraina dilaniata dalla corruzione sui cittadini europei.

Aiuta Renovatio 21

L’ex primo ministro ungherese Viktor Orban ha definito la politica dell’UE nei confronti dell’Ucraina una «tragedia finanziaria», mentre il primo ministro slovacco Robert Fico ha etichettato i piani per l’eliminazione graduale dell’energia russa come un «suicidio economico» e ha promesso di opporsi a ulteriori prestiti militari per Kiev.   Come riportato da Renovatio 21, in passato l’UE ha multato Apple per 2 miliardi di dollari La corte UE aveva in seguito ordinato ad Apple di pagare all’Irlanda 13 miliardi di euro in tasse arretrate. X, dopo una lunga diatriba diretta con Elone Musk, era stata invece multata per 120 milioni.   La Russia quattro anni fa aveva multato Google per 366 milioni, per poi replicare nel 2024 con un’incredibile richiesta di 20 decimilioni di dollari a Google per le emittenti russe bandite da YouTube.   Un decimilione, parola sconosciuta sinora a moltissimi, è un numero costituito da un 1 seguito da 60 zeri. Per cui la mora inflitta dalla Federazione Russa alla società americana ammonta a 20. 000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000. dollari.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di GiullermoJM via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0
Continua a leggere

Più popolari