Eutanasia
Gran Bretagna, proposta di legge sul suicidio assistito alla Camera dei Lord
Il Catholic Herald titolava: «I pari esaminano attentamente la legge sul suicidio assistito mentre cresce l’opposizione», riferendo che la Camera dei Lord discuterà il disegno di legge sugli adulti malati terminali (fine della vita) dopo la sua approvazione da parte della Camera dei Comuni.
Questo disegno di legge, presentato dal deputato laburista Kim Leadbeater, consentirebbe agli adulti malati terminali in Inghilterra e Galles di richiedere assistenza medica per porre fine alla propria vita. È stato approvato dalla Camera dei Comuni all’inizio di quest’estate, appena sette mesi dopo il primo dibattito parlamentare sulla questione.
Il testo è già stato letto alla Camera dei Lord il 23 giugno, un passaggio puramente procedurale senza dibattito. La seconda lettura del 19 settembre sarà la prima occasione per i Lord di esaminare il disegno di legge in dettaglio.
Il suo avanzamento è insolito per un disegno di legge presentato da un parlamentare di base, che in genere affronta un percorso difficile per l’adozione finale. I parlamentari hanno consentito che il disegno di legge fosse valutato nel merito, evitando tattiche procedurali: è stato approvato dalla Camera dei Comuni con voto libero.
Si prevede che la Camera dei Lord avvii il dibattito formale il 19 settembre, dopo una prima sessione puramente formale il 12 settembre. Se i Lord emendano il disegno di legge, questo tornerà alla Camera dei Comuni per un ulteriore esame in un processo parlamentare noto come «ping-pong».
Non è escluso che la Camera dei Lord respinga la legge nella sua interezza, a causa delle numerose lacune del suo quadro giuridico. Va notato che la Camera dei Lord ha già esaminato diversi progetti di legge sul suicidio assistito senza approvarli, con proposte presentate nel 2014, 2020, 2021 e 2024.
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La Camera non eletta comprende membri con esperienza in settori correlati al disegno di legge: medicina, diritto e diritto della disabilità. La Convenzione di Salisbury, che sconsiglia ai Lord di bloccare gli impegni previsti dal programma governativo, non si applica in questo caso. Tuttavia, è raro che i Lord respingano completamente un disegno di legge approvato dalla Camera dei Comuni.
Ma il momento giusto potrebbe rivelarsi decisivo. L’ultimo tentativo di legiferare sul suicidio assistito alla Camera dei Lord, dieci anni fa, fallì a causa dell’elevato numero di emendamenti. I Lord hanno il diritto di presentare e discutere ogni emendamento, il che potrebbe richiedere molto tempo parlamentare.
Gli oppositori avvertono che anche una legge limitata sul suicidio assistito potrebbe compromettere la tutela dei gruppi vulnerabili. Lord Shinkwin, disabile, ha dichiarato: «questo disegno di legge metterebbe una taglia sulla mia testa e su quella di molte persone disabili».
La Conferenza Episcopale Cattolica di Inghilterra e Galles ha espresso la sua opposizione. In documenti scritti presentati alla Commissione per la Legge sul Suicidio Assistito all’inizio di quest’anno, i vescovi hanno sostenuto che la vita è un dono sacro che deve essere apprezzato fino alla morte naturale e che qualsiasi modifica alla legge avrebbe conseguenze sociali dannose.
Hanno espresso preoccupazione per il fatto che il termine «suicidio assistito» offuschi la realtà del suicidio assistito e hanno avvertito che tale legislazione potrebbe minare la fiducia tra medici e pazienti. Hanno inoltre sottolineato che le persone più vulnerabili potrebbero essere messe a rischio da giudizi prematuri o errati.
I vescovi hanno inoltre avvertito che la legalizzazione potrebbe colpire in modo sproporzionato le persone con disabilità e gli anziani, in particolare in un contesto di pressione sui servizi sanitari e sociali. Citando l’esempio di altri Paesi, hanno affermato che una volta legalizzato il suicidio assistito, la sua portata tende ad espandersi oltre le circostanze inizialmente previste.
I vescovi hanno chiesto maggiori investimenti nelle cure palliative, accogliendo con favore l’obbligo legale introdotto nel 2022 per i consigli di assistenza integrati di fornire questi servizi. Hanno ribadito il loro impegno a sostenere i malati e i morenti attraverso l’assistenza pastorale, le cure palliative e l’assistenza spirituale negli ospedali, e hanno ribadito la loro opposizione a qualsiasi legislazione che autorizzi il suicidio assistito o l’eutanasia.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di ukhouseoflords via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Eutanasia
Australia, decessi per eutanasia sono aumentati del 400%
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Eutanasia
L’Olanda effettua la prima eutanasia in assoluto su un bambino di 24 mesi
Un bambino di quasi 24 mesi è stato il primo minore di 12 anni a essere sottoposto a una procedura di eutanasia nei Paesi Bassi, dopo le modifiche alla legge olandese sull’eutanasia.
L’episodio è avvenuto alla fine dello scorso anno, dopo che un medico e una commissione avevano stabilito che il bambino conduceva una vita di sofferenza destinata a non migliorare nel tempo.
Nato prematuramente a 26 settimane, il bambino ha riportato gravi danni cerebrali, paralisi cerebrale e cecità parziale. Il piccolo presentava anche problemi di muco che ostruivano la respirazione e crisi epilettiche intermittenti che, a quanto risulta, non potevano essere controllate con i farmaci.
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Secondo quanto riportato dal giornale britannico The Sun, i medici avevano in precedenza valutato che il bambino «non soffriva in modo insopportabile e continuo» e che «l’epilessia causava un notevole disagio, ma le crisi epilettiche non erano continue». «La loro conclusione è stata che esistevano ancora alternative ragionevoli, come le opzioni palliative e altri farmaci che avrebbero potuto portare a un migliore controllo delle crisi epilettiche», afferma la testata inglese.
Poiché però le crisi convulsive non rispondevano ai farmaci, il medico avrebbe chiesto un secondo parere a un altro dottore, il quale avrebbe riscontrato che «l’insopportabile sofferenza del bambino era chiaramente visibile».
La Regeling beoordelingscommissie Late Zwangerschapsafbreking, Levensbeëindiging bij Pasgeborenen en Levensbeëindiging kinderen 1-12 jaar («Commissione di valutazione per l’interruzione della gravidanza in fase avanzata e l’interruzione della vita nei neonati e nei bambini 1-12 anni»), organismo che si occupa del controllo dei casi di interruzione attiva della vita nei neonati e nei minori, ha condiviso il parere del medico, dichiarando:
«Tutti gli aspetti dell’essere umano – per quanto riguarda le capacità motorie, il comportamento e la personalità – erano gravemente compromessi e non sarebbero migliorati (…) Nonostante tutti gli interventi medici e non medici, i genitori e il medico non hanno riscontrato alcun miglioramento nelle condizioni del bambino ed erano convinti che il piccolo stesse soffrendo in modo insopportabile e senza alcuna prospettiva di sollievo».
La notizia dell’eutanasia di un bambino di età inferiore ai 12 anni era già emersa a giugno, ma l’età effettiva del bambino è stata resa nota solo ora.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro della Salute Sophie Hermans aveva dichiarato che nei Paesi Bassi era è stata praticata l’eutanasia su un bambino di età inferiore ai 12 anni, sostenendo che fosse la prima volta. La procedura era stata eseguita in base alle norme introdotte nel 2024, che consentono ai medici del Paese di porre fine alla vita di bambini malati terminali in circostanze eccezionali. Il ministro non aveva rivelato l’età, il sesso o le condizioni di salute del bambino.
Prima della modifica legislativa dell’inizio del 2024, l’eutanasia era legale solo per i neonati e per i bambini di età superiore ai 12 anni. Il caso, che ha suscitato molte polemiche, segue la recente notizia di una nonna in Canada sottoposta a eutanasia contro la sua volontà.
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I Paesi Bassi sono stati il primo Paese al mondo ad approvare una legge sull’eutanasia nel 2002. In precedenza, nel 2014, il Belgio ha approvato una legge sull’eutanasia per i minori e, secondo quanto riportato, in base a tale legge sono stati uccisi due bambini di 9 e 11 anni che soffrivano di «sofferenze insopportabili».
Secondo i comitati regionali per la revisione dell’eutanasia dei Paesi Bassi, nel 2025 sono stati registrati oltre 10.000 casi di eutanasia, pari a circa il 6% di tutti i decessi a livello nazionale.
Nel 2025 un rapporto indicava un aumento del 60% nei casi di eutanasia olandese per «sofferenza psicologica» e malattia mentale. Il rapporto indica un aumento complessivo del 10% nel tasso di eutanasia dal 2023 al 2024, con quasi 10.000 olandesi morti per eutanasia nel 2024. Come riportato da Renovatio 21, la questione dell’eutanatizzazione in Olanda di persone con autismo o disabilità intellettuale è risalente.
Come riportato da Renovatio 21, la finestra di Overton sull’eutanasia dei bambini autistici (e sui danneggiati da vaccino) è aperta da diverso tempo. Da notare che uno studio di due anni fa dimostrava che di fatto l’eutanasia delle persone autistiche in Olanda era già iniziata.
Renovatio 21 lo aveva preconizzato apertis verbiis già nel lontano settembre 2017, in quella che fu forse la prima (o al massimo la seconda) conferenza pubblica . Era un incontro pubblico organizzato da Renovatio 21 a Reggio Emilia sul tema caldo di cui giorni: l’obbligo vaccinale per i nostri figli – la famosa «legge Lorenzin», che ha impedito a tanti bambini non vaccinati di frequentare le scuole materne, praticamente un test per quanto sarebbe successo tre anni dopo con sieri mRNA e green pass.
Autismo ed eutanasia infantile. Intervento di Roberto Dal Bosco dal convegno di Renovatio 21 «Vaccini fra obbligo e libertà di scelta», Reggio Emilia, 9 settembre 2017 pic.twitter.com/5aYBo27Gb8
— Renovatio 21 (@21_renovatio) April 17, 2024
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L’eutanasia infantile è forse una delle più platiche dimostrazioni del ritorno del sacrificio umano nella nostra società. Una regressione che, più che metafisica, è programmatica. Il ritorno di Baal e Moloch, degli dèi pagani antichi che chiedevano di essere adorati con il massacro dei figli.
La civiltà cristiana si è basata, per millenni, sull’opposto: sulla difesa della vita nascente, in qualsiasi sua forma di salute, perché essa è Imago Dei, perché la sua protezione è iscritta nel cuore degli uomini come legge naturale. Lo sforzo del nemico, nei secoli, è quello di pervertire il cuore degli uomini, cancellare la legge naturale, e spianare la strada a stragi infinite, come come desiderio di colui che è «omicida fin da principio» (Gv 8:44).
Un mondo che uccide i suoi bambini attende giocoforza la sua punizione.
Dal Vangelo secondo San Marco (18,6): «Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccini che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse sommerso nel profondo del mare».
Cosa dovrebbero fare, quindi, coloro che non scandalizzano i bambini, ma li uccidono?
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Eutanasia
Fine vita in Veneto: la reazione dei vescovi
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