Persecuzioni
Tribunale pakistano assolve un cattolico cieco condannato a morte per «blasfemia» contro l’Islam
Un tribunale pakistano ha assolto un uomo cattolico cieco che era stato imprigionato per 10 mesi con false accuse di blasfemia. Lo riporta LifeSite.
Un tribunale di Lahore, capitale della provincia del Punjab, ha assolto Nadeem Masih dall’accusa di «blasfemia» ai sensi dell’articolo 295-C della legge pakistana sulla blasfemia per mancanza di prove. La legge sulla blasfemia criminalizza gli insulti contro il «profeta» islamico Maometto. L’accusa di «blasfemia» prevedeva la pena di morte.
Masih era in custodia cautelare dall’agosto del 2025. Secondo Christian Solidarity International (CSI), l’uomo cattolico era stato vittima di false accuse da parte di speculatori immobiliari che volevano impossessarsi dei terreni del cinquantunenne.
Masih si guadagnava da vivere gestendo una bilancia per i visitatori del Nawaz Sharif Park. La sua famiglia ha affermato che alcuni appaltatori lo molestavano e gli chiedevano denaro, per poi denunciarlo alla polizia per presunta blasfemia.
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L’avvocato difensore Javed Sahotra ha affermato che le presunte prove presentate dall’accusa stessa minavano la sua tesi.
«Il rapporto della polizia affermava di aver ricevuto informazioni sulla presunta blasfemia alle 23:00, sebbene il parco chiuda alle 21:00. Inoltre, due testimoni dell’accusa hanno rilasciato dichiarazioni che sollevano seri dubbi sulle accuse», ha detto Sahotra al canale TV cattolico EWTN News.
L’avvocato difensore ha affermato che i 10 mesi di carcere sono stati particolarmente difficili per Masih a causa della sua disabilità. «Ha trascorso dieci mesi angoscianti in prigione. Semplici attività quotidiane come usare il bagno e procurarsi il cibo erano diventate enormi difficoltà», ha affermato l’avvocato. «Nemmeno un povero cieco è stato risparmiato.»
«In prigione, ero tormentato dalla costante paura di non riuscire mai più a uscire o di morire in quell’oscurità», ha raccontato Masih a CSI. Eppure, ha affermato: «Ho sentito il calore di Dio e le preghiere di tutti coloro che mi hanno sostenuto» mentre ero in prigione.
«Quando il giudice ha pronunciato la parola “assolto”, mi sono sentito come se un peso enorme mi fosse stato tolto dal petto e ho potuto davvero tirare un sospiro di sollievo per la prima volta in 10 mesi», ha detto Masih dopo il verdetto. Ha anche perdonato i suoi persecutori. «Non provo rabbia verso coloro che mi hanno fatto del male; sono semplicemente colmo di pura gioia nel poter stringere di nuovo la mano di mia madre Martha, nell’essere circondato dalle mie sorelle e nel ricevere la benedizione di Padre Shafiq in mezzo a una pioggia di petali di rosa», ha detto.
In Pakistan, le minoranze religiose, soprattutto i cristiani, vengono spesso «riportate all’ordine» con false accuse di blasfemia. Quando si diffondono accuse di blasfemia nei confronti di singoli individui, folle assaltano negozi o inseguono i cristiani per le strade.
Secondo un’organizzazione locale per i diritti umani, nel 2025 nella regione del Punjab sono state incarcerate 812 persone con l’accusa di blasfemia.
Negli ultimi cinque anni, CSI, che ha pagato le spese legali di Masih nel suo caso, ha contribuito a ottenere l’assoluzione di 15 persone accusate di blasfemia. Dieci di queste assoluzioni riguardavano cristiani e cinque musulmani.
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Masih ha ringraziato la CSI per l’aiuto: «Sapere che la CSI mi protegge mi dà una completa tranquillità. La mia libertà è un miracolo e siamo pronti a ricostruire le nostre vite a testa alta.»
L’organizzazione Voice of the Victims of Blasphemy Business Group ha affermato che l’assoluzione è un raro esempio di un tribunale di grado inferiore che archivia un caso di blasfemia. Secondo l’organizzazione, la pressione dell’opinione pubblica di solito impedisce ai tribunali di grado inferiore di archiviare tali accuse.
L’organizzazione ha dichiarato di sperare che i tribunali stiano diventando meno suscettibili alla pressione dell’opinione pubblica nei confronti di coloro che sono accusati di blasfemia.
Come riportato da Renovatio 21, il fenomeno dei cristiani accusati di blasfemia – tra condanne a morte e aggression e torture e linciaggi e terrificanti omicidi extragiudiziali, sempre su false accuse – va di pari passo con l’impunità per chi brucia le chiese o rapisce le bambine cristiane per convertirle e sposarle.
Ma non c’è solo il Pakistan: due anni fa il deputato mussulmano britannico Tahir Ali ha chiesto leggi anti-blasfemia anche in Gran Bretagna.
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Immagine di khalid via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Persecuzioni
Chiesa ortodossa canadese con opere d’arte inestimabili distrutta da un incendio
🚨 BREAKING: Church goes up in flames in Meadow Lake, Saskatchewan, hours after Truth and Reconciliation Day.
City officials and the fire chief have confirmed the fire. Cause not yet released. pic.twitter.com/Pd8D3iDcm0 — Efrain Flores Monsanto 🇨🇦🚛 (@efloresmonsanto) October 1, 2026
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Persecuzioni
Colombia, la FSSPX lasciata fuori dalla basilica di Chiquinquirá
Giunti in pellegrinaggio alla Madonna di Chiquinquirá, patrona della Colombia, i fedeli della Fraternità San Pio X non sono potuti entrare nella basilica per rinnovare anche quest’anno la consacrazione della Casa Autonoma dell’America Centrale e dei Caraibi.
Il pellegrinaggio annuale della Fraternità San Pio X a Chiquinquirá si è svolto il 26, 27 e 28 settembre 2026. Due giorni prima del loro arrivo al santuario, la Fraternità era stata informata che sarebbe stato loro negato il permesso di rinnovare la consacrazione all’interno della basilica. Domenica 28 settembre, dopo la Messa e la processione, i pellegrini si sono riuniti sulla scalinata della basilica, dove padre Ezequiel Rubio, Superiore della Casa Autonoma, ha rinnovato la consacrazione.
Questo divieto segna una rottura con gli anni precedenti. Nel luglio 2023, con l’accordo delle autorità ecclesiastiche locali, la Fraternità aveva ottenuto l’autorizzazione a celebrare una Messa solenne all’altare maggiore della basilica, davanti all’immagine miracolosa della Madonna di Chiquinquirá. Circa 700 fedeli avevano partecipato.
Nel 2024 e nel 2025, nella basilica si continuavano ancora a celebrare messe della Fraternità. Il rifiuto giunge quindi quest’anno, dopo le consacrazioni episcopali del 1° luglio 2026, rese necessarie per garantire la continuità del ministero della Fraternità, e le sanzioni ingiustamente comminate in seguito a tali consacrazioni.
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Esortazione di don Ezequiel Rubio FSSPX
Cari pellegrini,
siamo giunti alla casa di nostra Madre. Siamo giunti alla Basilica di Nostra Signora di Chiquinquirá per rinnovare la consacrazione della Casa Autonoma dell’America Centrale e dei Caraibi al Cuore Materno di nostra Madre, Maria.
Quest’anno, però, non celebreremo questa consacrazione all’interno, bensì all’esterno. Quest’anno la celebreremo qui, su questi gradini. Non per preferenza, non per desiderio di innovazione, non perché vorremmo cambiare qualcosa. La celebreremo qui fuori perché non ci è permesso entrare.
Nonostante i nostri migliori desideri, l’autorità competente del luogo ci ha negato il permesso persino di avvicinarci ai piedi di nostra Madre per rinnovare questa consacrazione.
Abbiamo ricevuto questo rifiuto solo due giorni fa. Abbiamo quindi colto l’occasione per rispondere al Vescovo e al parroco locale, per esprimere la nostra sorpresa, la nostra tristezza e le ragioni per cui non condividiamo questa decisione.
Oggi, che la gerarchia ama proclamare l’apertura, e tutti voi lo sapete bene quanto me; oggi, che sentiamo dire che siamo in una Chiesa aperta, una Chiesa che ascolta, una Chiesa disposta ad accompagnare e non a condannare; oggi, che siamo in una Chiesa che ora si definisce «sinodale», questo stesso discorso sembra applicarsi a tutti tranne che alla Fraternità.
E perché? Qual è il motivo? Qual è la nostra colpa? Qual è la ragione? Aderire pienamente, completamente alla nostra santa fede cattolica, apostolica e romana.
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Oggi, che sentiamo con tanta tristezza la proliferazione di errori ed eresie; oggi, mentre la dottrina diventa più umana che divina, mentre la morale diventa relativa, piena di princìpi soggettivi e umani; oggi, mentre la liturgia viene desacralizzata, mentre la liturgia si innova, riceve l’inculturazione; oggi, mentre la struttura stessa della Chiesa appare così disgiunta; Noi che desideriamo difendere la nostra Santa Madre Chiesa, noi che desideriamo preservare questa fede, questa morale, questa liturgia millenaria e questa disciplina ecclesiale, veniamo respinti, screditati, condannati, etichettati, come abbiamo scritto al Vescovo nella lettera che gli abbiamo inviato di recente.
Le porte della Basilica di Chiquinquirá, chiuse per noi, sono ben diverse dal Cuore Immacolato e materno di Maria. Le porte saranno chiuse, ma il Cuore Immacolato rimane aperto ai suoi figli. Noi che siamo figli della Vergine, noi che siamo figli della Chiesa, oggi ci troviamo fuori.
Ma questo non dovrebbe alimentare il risentimento, bensì farci crescere: crescere in questo amore per la Chiesa, crescere in questo spirito di perseveranza sul cammino tracciato per noi dal nostro amato fondatore, mons. Lefebvre.
Questo non dovrebbe scoraggiarci; al contrario. Dobbiamo offrire questo sacrificio, dobbiamo offrire questa persecuzione, dobbiamo offrire questo rifiuto per la Chiesa, per la salvezza delle anime.
Tertulliano disse, parlando dei martiri, che essi erano il seme dei cristiani. Ebbene! Questi sono i martiri fisici, coloro che hanno versato il proprio sangue… noi, che dobbiamo sopportare questo martirio morale ricevendo ingiuste critiche, offriamolo affinché la nostra Madre in Cielo ci benedica, benedica le nostre famiglie, benedica i nostri figli, moltiplichi le vocazioni, moltiplichi le famiglie cristiane.
E allora, perché non essere ancora più numerosi l’anno prossimo?
Possa il ricordo di questa Messa celebrata qui, sotto questo grande tendone, e della processione che abbiamo appena concluso, sostenere in noi questo fervore, questo desiderio di perseverare.
E perché no? E perché non conservare, qui, in questa terra di Chiquinquirá, un ricordo vivido di questo evento, per tutti coloro che hanno potuto assistere a queste benedette consacrazioni episcopali? Ora ci inginocchieremo per rinnovare la consacrazione alla Beata Vergine davanti all’immagine della nostra Beata Madre.
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Atto di Consacrazione della Fraternità Sacerdotale San Pio X alla Madonna di Chiquinquirá
O Vergine di Chiquinquirá, eccoci qui oggi, prostrati con fiducia davanti alla tua santa immagine.
Mentre il diavolo attacca incessantemente la Chiesa e la società per distruggere il Cristianesimo, noi crediamo e professiamo che troveremo in te consolazione nei nostri dolori e forza nelle terribili battaglie che dobbiamo affrontare ogni giorno contro di lui, contro noi stessi e contro il mondo.
Prostràti ai tuoi piedi, veniamo a consacrarti l’apostolato della Casa Autonoma dell’America Centrale e dei Caraibi della Fraternità San Pio X, in particolare in queste terre colombiane, affinché sia interamente tuo.
Rendilo un baluardo contro gli errori che si diffondono nel mondo, una fonte inesauribile di grazie e benedizioni, e una dimora di santità.
Accogli sotto la tua protezione il suo Superiore, i sacerdoti che vi svolgono il loro apostolato e i loro fedeli.
Regni ovunque l’unità nella carità e nella verità. A te affidiamo anche tutte le nostre preoccupazioni spirituali e temporali.
Desideriamo affidarci e consacrarci a te, noi che siamo figli ed eredi spirituali del nostro venerato ed eroico fondatore, l’Arcivescovo Marcel Lefebvre, e membri della sua opera, consapevoli di essere solo una piccolissima, infinitesimale parte della Santa Chiesa Cattolica, Corpo Mistico di Cristo, ma al tempo stesso consapevoli di portare la fiaccola della fede e il faro della Tradizione, fonti di vera restaurazione.
In questi tempi in cui il mondo, e in particolare la Chiesa, soffre di una crisi e di uno smarrimento senza precedenti, affidiamo a Te tutti coloro che un tempo hanno beneficiato del nostro apostolato ma che, purtroppo, se ne sono allontanati, chiedendo che rimangano nella grazia di Dio.
Sacro Cuore di Gesù, desideriamo consacrare a Te anche le nostre famiglie, affinché rimangano fedeli ai princìpi della Chiesa Cattolica, alla nostra patria e alle nostre tradizioni.
Benedici padri e madri, mariti e mogli nel loro lavoro.
A Te affidiamo gli adolescenti e i giovani, affinché in ogni fase della loro vita sappiano rivolgersi alla Tua protezione per preservare la virtù e la fede.
A Te affidiamo i bambini, affinché conservino sempre la loro innocenza e docilità.
A Te affidiamo gli ammalati, affinché trovino in Te, se non la guarigione, almeno sollievo e la grazia di una profonda conversione.
Affidiamo a Te gli anziani, affinché nel crepuscolo della loro vita non manchi loro il sostegno della Tua forza.
Infine, Ti supplichiamo per tutti coloro che ci hanno preceduto e che hanno chiuso gli occhi al tempo, affinché tu li apra all’eternità, e possano presto godere di riposo, luce e pace.
Infine, eleviamo le nostre preghiere per le nostre patrie, affinché Tu le preservi dalle leggi ingiuste che provocano l’ira divina.
Che sorga nelle nostre famiglie una generazione zelante per la fede cattolica, affinché le nostre terre tornino a essere cristiane.
La nostra Casa autonoma è ora, o Regina di Colombia, Tua proprietà.
Custodiscila nell’unità e nella santità.
Che sia un ramo vivo e fecondo della Santa Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana.
Rialzaci se cadiamo, ravviva la nostra carità se si raffredda e preserva la nostra volontà di servire Tuo Figlio e la Chiesa.
E, rafforzati dal nostro titolo di apostoli di Gesù e Maria, o Madre Corredentrice, promettiamo di lavorare fino all’ultimo respiro per la restaurazione di ogni cosa in Cristo e per il glorioso trionfo del tuo Cuore Addolorato e Immacolato.
Accetta, o Madre nostra, questa consacrazione, affinché un giorno, in Paradiso, possiamo, con tutta la famiglia della Tradizione e gli angeli, cantare le tue lodi.
Viva il Cuore Immacolato di Maria!
Viva il Sacro Cuore di Gesù!
Viva Cristo Re!
Messa della Fraternità Sacerdotale San Pio X nella Basilica di Nostra Signora di Chiquinquirá il 21 luglio 2024.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine da FSSPX.News
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