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CRISPR

«Supersoldati geneticamente modificati», gli USA accusano la Cina

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John Ratcliffe, il direttore dell’intelligence nazionale degli Stati Uniti, afferma che la Cina sta utilizzando la tecnologia CRISPR per cercare di trasformare i membri dell’esercito in supersoldati.

 

I media la stanno prendendo come un’affermazione provocatoria, come uno dei tanti argomenti di quel Ratcliffe sul  Wall Street Journal  sostenne che la Cina è la più grande minaccia per gli Stati Uniti e il mondo. È certamente possibile che la sperimentazione umana sia avvenuta – il governo cinese probabilmente ha sostenuto la produzione delle

, o almeno l’ha tollerata.

 

«L’Intelligence statunitense mostra che la Cina ha persino condotto test umani su membri dell’Esercito Popolare di Liberazione nella speranza di sviluppare soldati con capacità biologicamente potenziate»

Ratcliffe ha scritto di aver trovato riprovevole il presunto supersoldato della ricerca CRISPR.

 

«L’Intelligence statunitense mostra che la Cina ha persino condotto test umani su membri dell’Esercito Popolare di Liberazione nella speranza di sviluppare soldati con capacità biologicamente potenziate», ha scritto Ratcliffe.

 

«Non ci sono confini etici alla ricerca del potere da parte di Pechino».

 

Né Ratcliffe, né la CIA, né il governo cinese – hanno risposto alla richiesta di dettagli da parte della NBC. D’altra parte l’esercito americano ha svolto molte ricerche sui supersoldati , anche se senza cercare di creare superpoteri tramite CRISPR – almeno a quanto ci è dato di sapere.

 

«Non ci sono confini etici alla ricerca del potere da parte di Pechino»

I leader militari cinesi hanno affermato che la biotecnologia ha un potenziale incredibile per le applicazioni militari, riferisce la NBC.

 

«Quando iniziamo a giocare con gli organismi genetici, potrebbero esserci conseguenze impreviste», ha detto al network statunitense l’ex ufficiale della Marina Wilson VornDick.

 

 

 

 

 

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Alimentazione

Allucinante video di Bill Gates sulla pannocchia: la bioingegneria del Grande Reset alimentare diventa cringe

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Il magnate globale Bill Gates ha lanciato sul suo canale un allucinante video che parla di pannocchie.

 

Nel filmato il primo finanziatore dell’OMS appare con una maglietta con stampata sopra una pannocchia mentre parla con una voce distorta di bambina.

 

La musica mostra una serie di immagini montate rapidamente, come un videoclip, dove foto apparentemente ritoccate di Gates bambino si alternano a immagini di grano, campi e a scritte didascaliche sull’importanza del granturco.

 

Nel filmato il miliardario continua a cantare con la voci di bimba anche mentre addenta con avidità una gialla pannocchia.

 

Si tratta con certezza di una delle vette di quello che oggi si chiama cringe.

 

 

Il video è pensato sin dal titolo («It has the juice – and it’s at risk») per trasmettere l’idea che le coltivazioni di grano sono a rischio: di qui immagini catastrofiche di campi resi infertili, aiutano a capire le didascalie, dall’«impatto del cambiamento climatico».

 

Il filmato è stato postato nel canale YouTube ufficiale di Bill Gates, lo stesso che, come sa il lettore di Renovatio 21, aveva ospitato i suoi stranissimi e costosissimi spot all’ingegneria genetica CRISPR-CAS9, nei quali peraltro parlava proprio dei suoi investimenti per bioingegnerizzare l’agricoltura.

 

Come noto, Bill Gates nel 2020 è divenuto il primo proprietario terriero degli USA – curiosa coincidenza in un mondo dove il suo amico di Davos Klaus Schwab dice al resto dell’umanità «non avrai nulla e sarai felice».

 

Come l’immane investimento in latifondi si incastri con il resto dei suoi investimenti, dall’elettronica ai vaccini, lo spiegò in un articolo di due anni fa Robert F. Kennedy jr.

 

«Per un uomo ossessionato dal controllo monopolistico, l’occasione di dominare anche la produzione alimentare deve sembrare irresistibile» scrisse Kennedy.

 

«L’approccio tipico di Gates ai problemi globali pone la tecnologia e i suoi partner dell’industria chimica, farmaceutica e petrolifera al centro di ogni soluzione. La “strategia innovativa” di Gates per la produzione alimentare è stata quella di imporre il fallimentare sistema americano di agricoltura basata su OGM, prodotti chimici e combustibili fossili ai poveri agricoltori africani».

 

«Il numero di africani che soffrono di fame estrema è aumentato del 30 per cento nei 18 Paesi presi di mira da Gates. La povertà rurale si è metastatizzata in modo drammatico e il numero di persone che soffrono la fame in queste nazioni è salito a 131 milioni»

 

«Sotto il sistema di piantagioni di Gates, le popolazioni rurali africane sono diventate schiave sulla propria terra di una tirannica servitù di strumenti high-tech, meccanizzazione, orari rigidi, condizionalità gravose, crediti e sussidi che sono le caratteristiche distintive della “Rivoluzione Verde” di Bill Gates» accusa Kennedy jr.

 

«Gates ha imparato a ingrassare sulle crisi globali, che si tratti di pandemie, clima, carestia o estinzione di massa. Il cambiamento climatico ha fornito a Gates una scusa per creare monopoli su sementi, cibo e agricoltura (…)Nel costruire il suo impero agricolo, Gates si è ripetutamente dimostrato disposto a ignorare le voci di scienziati e agricoltori e di calpestare leggi, trattati, tradizioni, diritti civili, scienza e sensibilità».

 

«Gates rafforza la sua logica in materia di brevetti utilizzando la tecnologia CRISPR per modificare selettivamente il patrimonio genetico dei semi, apportando modifiche sufficienti per resistere alle sfide dei brevetti (…) Centralizzando le Banche dei Semi e manipolando le leggi sulla proprietà intellettuale, Gates ha lanciato una campagna di «colonialismo genetico» per depredare i contadini del mondo e gli agricoltori indigeni dei loro sudati semi e della loro conoscenza».

 

Queste considerazioni era condivise anche dall’analista geopolitico William F. Engdahl, il quale ha dettagliato in un articolo di due anni fa come la Fondazione Gates abbia operato una sorta di prova generale in Africa distruggendone di fatto l’economia alimentare.

 

Engdahl spiegò che la Gates Foundation è un azionista significativo di Monsanto, ora parte di Bayer. «La Fondazione Bill e Melinda Gates ha ereditato l’agenda dei Rockefeller dal complesso medico-industriale all’istruzione alla trasformazione dell’agricoltura».

 

L’agenda alimentare Rockefeller, è possibile leggere in un altro articolo pubblicato da Renovatio 21, è risalente…

 

«La globalizzazione della produzione alimentare mondiale e la creazione dell’agrobusiness, prima guidata dalla Fondazione Rockefeller e oggi con la Fondazione Gates che assume un ruolo più visibile, è forse il fattore più minaccioso per la salute e la mortalità mondiale, molto più di quanto qualsiasi coronavirus abbia dimostrato di esserlo» spiegava Engdahl, che dava dettagli su programmi disastrosi avvenuti in Africa i quali riguardavano esattamente il mais.

 

Come riportato da Renovatio 21, con ogni evidenza Gates sta preparando un Grande Reset alimentare.

 

«La Gates Foundation, alimentata da una “empia alleanza” tra il grande capitale, le istituzioni scientifiche e tecnologiche e gli stati, abbia stabilito un impero globale sulla vita» scrive un vecchio articolo di Children’s Health Defense.

 

Si tratta della diligente conseguenza di chi vuole il controllo – cifra principale della cibernetica – sull’umanità: si persegue il controllo dell’uomo per via biochimica tramite i canali di assunzione di sostanze dell’organismo, i medicinali (come i vaccini…) e financo gli alimenti.

 

Pensateci un secondo. Cerchiamo di ripetere il concetto.

 

Dopo aver ottenuto l’accesso al sistema sanitario mondiale – cioè a sostanze immesse nel corpo dell’umanità per via sottocutanea – Gates sta ottenendo il controllo sul sistema alimentare, cioè sulle sostanze immesse per via digerente.

 

C’è un salto di qualità: i farmaci si possono rifiutare, dei vaccini si può fare a meno. Del cibo no.

 

È il dominio biochimico sulla vita che si sta realizzando, giorno dopo giorno, sotto i nostri occhi.

 

Anche a suon di video talmente cringe da farceli sanguinare.

 

 

 

 

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CRISPR

Bioingegneria CRISPR usata contro i danni delle ubriacature giovanili

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Bioingegneria CRISPR utilizzata per invertire i «danni epigenetici» causati dall’eccesso di alcol degli adolescenti.

 

«Un “reset di fabbrica” ​​del cervello, utilizzando l’editing del genoma , potrebbe essere utilizzato per trattare la dipendenza da alcol e l’ansia» riporta BioNews che cita un gruppo di scienziati.

 

Il team di ricercatori dell’Università dell’Illinois di Chicago (UIC), aveva precedentemente collegato le ubriacature adolescienziali ad alterazioni a lungo termine nella programmazione epigenetica del gene ARC, con conseguente diminuzione dell’espressione di ARC nell’amigdala di roditori e umani.

 

L’amigdala è una parte del cervello che aiuta a definire e regolare le emozioni e questi cambiamenti epigenetici determinano una predisposizione all’ansia e al disturbo da consumo di alcol nell’età adulta.

 

Nel presente studio, i ricercatori hanno dimostrato che questa riprogrammazione epigenetica indotta dall’esposizione all’alcol adolescenziale può essere invertita utilizzando l’editing del genoma.

 

«Le ubriacature precoci possono avere effetti significativi e duraturi sul cervello e i risultati di questo studio offrono la prova che l’editing del genoma è un potenziale antidoto a questi effetti», ha affermato l’autore senior, il professor Subhash Pandey , professore di psichiatria e direttore del Centro per la ricerca sull’alcol in epigenetica presso l’UIC. Il Pandey ha anche affermato che questa tecnica potrebbe «offrire una sorta di ripristino delle impostazioni di fabbrica per il cervello, se vuoi».

 

Insomma: un grande reset biomolecolare del vostro cervello ottenuto tramite ingegneria genetica.

 

Il team, che ha pubblicato i risultati su Science Advances , ha esposto per la prima volta i ratti all’eccesso di alcol in un momento del loro sviluppo che coincideva con l’adolescenza umana. L’ansia è stata misurata dall’attività esplorativa dei ratti nei test del labirinto e la preferenza per l’alcol è stata misurata monitorando la quantità di liquido consumato quando ai ratti è stata presentata una scelta di due bottiglie costituite da opzioni come acqua del rubinetto, acqua zuccherata e concentrazioni variabili di alcol.

 

Gli scienziati hanno utilizzato l’approccio di modifica del genoma CRISPR-dCas9 per manipolare i processi di acetilazione e metilazione dell’istone nel gene ARC, che sono modificazioni epigenetiche note.

 

Lo studio ha scoperto che quando dCas9 è stato utilizzato per promuovere l’acetilazione dell’istone nei ratti adulti esposti all’alcol durante l’adolescenza, l’espressione del gene ARC è tornata alla normalità e il successivo aumento dei livelli di proteine ​​​​ARC ha portato a una riduzione dell’ansia e del consumo di alcol.

 

Al contrario, quando dCas9 è stato utilizzato per promuovere la metilazione dell’istone nei ratti adulti non esposti all’alcol durante l’adolescenza, l’espressione del gene ARC è diminuita portando ad un aumento dell’ansia e del consumo di alcol.

 

Questi risultati dimostrano che l’editing epigenomico del gene Arc nell’amigdala può migliorare l’ansia degli adulti e la dipendenza dall’alcol dopo l’esposizione all’alcol da adolescente.

 

«Le ubriacature negli adolescenti sono un serio problema di salute pubblica e questo studio non solo ci aiuta a capire meglio cosa succede nei cervelli in via di sviluppo quando sono esposti ad alte concentrazioni di alcol, ma soprattutto ci fa sperare che un giorno avremo trattamenti efficaci per il malattie complesse e sfaccettate dell’ansia e del disturbo da consumo di alcol», ha affermato il professor Pandey.

Gli autori notano inoltre che, mentre questi dati suggeriscono che l’editing epigenomico ad ARC può modulare in modo bidirezionale i cambiamenti comportamentali causati dall’esposizione all’alcol adolescenziale, sono necessari ulteriori studi.

 

Il CRISPR, rivoluzionaria tecnica di ingegneria genetica di precisione recentemente promossa da Bill Gates con spot e investimenti ultramilionari, si candida ad essere la porta attraverso cui deve passare ogni essere vivente, sia prima di nascere che poi.

 

Come riportato da Renovatio 21, la scopritrice del CRISPR Jennifer Doudna ha recentemente dichiarato l’intenzione di bioingegnerizzare nuove specie per lottare contro il Cambiamento Climatico.

 

I bambini in provetta a breve potrebbero essere obbligatori (esattamente così come si ha l’obbligo dei bambini vaccinati) e la medicina sta del resto trasformandosi sempre più in genetica.

 

L’OK per la transizione della medicina biochimica a quella genomica è stato dato dal grande referendum chiamato COVID.

 

Una volta che miliardi di persone hanno accettato l’alterazione genica del vaccino mRNA, si tireranno indietro dinanzi a qualsiasi terapia genica CRISPR, presentata peraltro in modo così mriacolistica da essere in grado di cancellare i propri «peccati» giovanili?

 

Nel frattempo, criceti modificati geneticamente con il CRISPR si sono rivelati mostruosamente aggressivi.

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Animali

Esperimento genetico CRISPR trasforma criceti in mostri ultra-aggressivi

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Roditori domestici resi mostruosi e cattivi dalla bioingegneria CRISPR.

 

Utilizzando la nuova tecnologia di editing genetico CRISPR, il team di neuroscienze della George State University ha scoperto che l’eliminazione di un recettore della vasopressina – un ormone associato all’aggressività, alla comunicazione e al legame sociale sia negli esseri umani che nei criceti – sembrerebbe sovraccaricare i peggiori istinti dei criceti OGM.

 

«Avevamo previsto che se avessimo eliminato l’attività della vasopressina, avremmo ridotto sia l’aggressività che la comunicazione sociale», ha affermato in una dichiarazione il ricercatore di neuroscienze della GSU H. Elliott Albers. «Ma è successo il contrario».

 

Futurism nota giustamente che «i ricercatori della Georgia State University potrebbero aver pubblicato l’ eufemismo scientifico dell’anno dicendo che il loro esperimento CRISPR con i criceti “ha scoperto che la biologia alla base del comportamento sociale potrebbe essere più complessa di quanto si pensasse in precedenza”».

 

Gli scienziati avevano scelto specificamente i criceti siriani, noti per la loro aggressività, perché «forniscono un modello potente per gli studi sul comportamento sociale perché la loro organizzazione sociale è molto più simile a quella umana di quella osservata nei topi».

 

Il team della GSU è stato sorpreso di scoprire che i loro tentativi di reprimere l’aggressività nei criceti geneticamente modificati li hanno resi sia più aggressivi che più socievoli, un effetto che a qualcuno potrebbe ricordare il caso dei simpatici Mogwai, che nella famosa pellicola diventano mostruosi Gremlins.

 

Questi risultati “controintuitivi” hanno suggerito «una conclusione sorprendente», ha affermato Albers nella dichiarazione: che i recettori neurali e i comportamenti a cui sono associati potrebbero non essere in grado di essere attivati ​​e disattivati ​​individualmente, e che i tentativi di farlo potrebbero essere ardui.

 

«Sviluppare criceti geneticamente modificati non è stato facile», ha concluso Albers in un altro eufemismo.

 

È chiaro al lettore a questo punto dove Renovatio 21 lo vuole portare: una volta ottenuto questo risultato con i roditori, cosa impedirà l’uso della bioingegneria comportamentale sugli esseri umani?

 

Cosa impedirà i padroni del vapore di dichiarare illegali i bambini non geneticamente filtrati contro l’aggressività? (Quale coppietta per bene non vorrebbe un figlio calmo, tranquillo e socievole, invece di un bimbo a rischio ADHD e conseguenti terapie di psicofarmaci anfetamicni?)

 

E dall’altro lato, pure: cosa impedirà l’uso di risultati come quello della GSU per la creazione di individui programmaticamente aggressivi?

 

Come riportato da Renovatio 21, la Cina è stata accusata dagli USA di perseguire un programma di supersoldati geneticamente modificati

 

Un po’ di aggressività indotta geneticamente – invece che procurata con farmaci occulti come il BZ – non guasterebbe alle guerre di prossima generazione, da tutte le parti in giuoco.

 

 

 

 

 

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