Spazio
Russia e Birmania firmano un accordo per lo sviluppo dello spazio extra-atmosferico
Il 26 settembre, il Direttore Generale di Roscosmos, Dmitry Bakanov, ha accolto una delegazione guidata dal Presidente facente funzioni della Birmania, Min Aung Hlaing, presso il Centro Spaziale Nazionale in Russia, secondo quanto riferito dall’agenzia statale russaTASS.
L’agenzia di stampa governativa birmana ha sottolineato che la delegazione è stata ricevuta con un «caloroso benvenuto».
La delegazione ha osservato un modello in scala di un satellite prossimo al lancio e ha visitato la sala di controllo, responsabile della gestione dei satelliti in orbita. Bakanov e il Generale di Divisione Hlaing si sono poi riuniti negli uffici di Roscosmos per discutere della «promozione della cooperazione nell’uso e nell’esplorazione pacifici della tecnologia spaziale», toccando temi come la navigazione satellitare, il telerilevamento della Terra e opportunità di borse di studio per studenti specializzati in tecnologia spaziale, come riportato dal Ministro dell’Informazione.
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Bakanov e il Direttore Esecutivo dell’Agenzia Spaziale del Myanmar, il Dott. Soe Myint Maung, hanno firmato accordi intergovernativi per la cooperazione nell’esplorazione e nell’uso pacifico dello spazio extra-atmosferico, alla presenza del Generale di Divisione.
Il Myanmar ha istituito la propria Agenzia Spaziale il 1° giugno 2025, sotto la supervisione del leader della giunta, Min Aung Hlaing. L’agenzia gestisce progetti spaziali, incluse operazioni satellitari e l’archiviazione di immagini satellitari.
In quel periodo, Russia e Myanmar hanno siglato diversi protocolli d’intesa per lo sviluppo e l’esplorazione pacifica dello spazio, come riportato dalla newsletter The Irrawaddy.
Vari Paesi del Terzo Mondo si stanno rivolgendo alla Russia, oltre che per la tecnologia nucleare, per quella spaziale, consci del fatto che il futuro della sovranità di uno Stato si giuocherà nelle orbite.
La politica spaziale dell’Italia, terzo Paese a uscire dal pianeta dopo USA e URSS il 15 dicembre 1964 con il satellite San Marco-1, è ovviamente legata strettamente, come in tutto il resto, all’Europa e al suo ente spaziale, l’ESA.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Spazio
La minaccia di una guerra lunare negli anni 2030 spinge la NASA e Elon Musk a una corsa contro il tempo per costruire una base sulla Luna
Time to build major base on the Moon! https://t.co/frVoXiV0tn
— Elon Musk (@elonmusk) May 26, 2026
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Spazio
Razzo Blue Origin esplode sulla piattaforma di lancio
Giovedì, nel corso di un test statico pre-lancio su una rampa di lancio a Cape Canaveral, in Florida, il razzo New Glenn di Blue Origin è esploso. La società di Jeff Bezos ha riferito che si è verificata «un’anomalia» e che tutto il personale è al sicuro.
Le immagini trasmesse in diretta streaming mostrano il razzo che esplode in una gigantesca palla di fuoco.
Here’s our video of the explosion at Launch Complex 36. It happened about 9 pm ET (0100 UTC) as Blue Origin was beginning a static fire test of its New Glenn rocket.
Watch live views: https://t.co/tm2wZQmAVD pic.twitter.com/PmbgQC6Qmq
— Spaceflight Now (@SpaceflightNow) May 29, 2026
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L’azienda aerospaziale si stava preparando per il quarto lancio del suo razzo vettore pesante, equipaggiato con un primo stadio riutilizzabile.
Secondo la CBS News, la missione, provvisoriamente fissata per il mese prossimo, mirava a mettere in orbita 48 satelliti per il servizio internet Leo di Amazon. I satelliti non erano presenti a bordo del razzo al momento dell’incidente.
Fondata da Jeff Bezos nel 2000, Blue Origin è l’azienda aerospaziale che incarna la visione del fondatore di Amazon per un futuro multiplanetario. Il motto “Gradatim Ferociter” (passo dopo passo, ferocemente) riassume l’approccio: sviluppare tecnologie riutilizzabili per rendere lo spazio accessibile e preservare la Terra come un’oasi.
Il razzo New Shepard ha segnato tappe storiche con voli suborbitali abitati, tra cui il primo volo di Bezos nel luglio 2021. Blue Origin sta ora sviluppando il potente New Glenn, razzo orbitale alto 98 metri, e motori BE-4 destinati anche a missioni per la NASA. Con investimenti personali di miliardi di dollari, l’azienda punta a colonie spaziali, turismo orbitale e infrastrutture lunari, competendo con SpaceX in un settore privato in rapida espansione.
Come riportato da Renovatio 21, Bezos pare trarre ispirazione dal fisico Gerard K. O’Neill (1927-1992), contrario alla colonizzazione di Marte o altri pianeti (un obiettivo oggi perseguito con determinazione da Elon Musk). O’Neill riteneva che tali sforzi potessero al massimo raddoppiare la capacità di ospitare la popolazione umana, un tema cruciale negli anni Settanta.
In alternativa, O’Neill proponeva colonie spaziali orbitanti, enormi strutture tubolari posizionate nei punti di Lagrange, zone del cosmo stabili grazie ai campi gravitazionali di Terra e Luna. Queste colonie, dove la gravità sarebbe generata dalla rotazione, potrebbero ospitare città a misura d’uomo, parchi naturali e complessi residenziali capaci di accogliere miliardi di persone.
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In sostanza, l’obiettivo è trasferire l’umanità nello spazio per «salvare il pianeta», preservando la Terra come un luogo «blu». Bezos sottolinea che non esiste un piano B per il nostro pianeta, poiché mantenere l’umanità in un unico luogo rappresenta, in termini informatici, un single point of failure.
Di più: nello spazio l’assenza di gravità rende i lavori pesanti (assemblare un’automobile, una petroliera) molto più semplici e meno dispendioso. Non è improbabile che quindi chi ha i mezzi stia ipotizzando uno spostamento della manifattura nello spazio. Il rientro delle merci spaziali sulla terra sarà in effetti un tema.
In un recente evento pubblico con il controverso erede Agnelli John Elkan, Bezos ha sottolineato l’importanza di creare un’infrastruttura spaziale per l’Intelligenza Artifciale, con Data Center orbitali, un progetto perseguito anche da Elone Musk,
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Immagini screenshot da Twitter
Spazio
Startup dice che il suo razzo a fusione nucleare potrebbe accorciare il tempo di viaggio per Marte
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