Intelligenza Artificiale
Robolupi in azione con l’Esercito di Liberazione del Popolo cinese
Robolupi – cioè versioni militarizzate dei noti robocani – sono stati recentemente impiegati in un’esercitazione collaborativa tra droni e umani. Lo riporta la stampa cinese, tra cui il Global Times.
Si tratta della prima apparizione del robot quadrupede in un’esercitazione dell’Esercito Popolare di Liberazione (ELP) cinese mostrata al pubblico.
Sul campo di addestramento, due compagnie di fanteria motorizzata di una brigata del 76° Gruppo d’Armata dell’ELP hanno condotto un’esercitazione di confronto con operazioni d’assalto collaborative tra droni e umani, come riportato martedì dal canale militare della China Central Television (CCTV).
PLA training w/ drones & robot wolf pack.
Drones/FPV training have been common for a few yrs now.Wolf pack has really picked up in the past yr. We are even seeing them in Tibetan highlands (not this video). pic.twitter.com/Kn1nhmPfpT
— tphuang (@tphuang) July 13, 2025
“Robot Wolf Squad” at the 2024 Zhuhai Airshow.
Maybe in the future every PLA soldier can be equipped with a robot wolf as a partner.🤔pic.twitter.com/UNcN6N6H4h— ShanghaiPanda (@thinking_panda) November 10, 2024
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Basandosi sulle tradizionali tattiche offensive di fanteria, l’esercitazione ha integrato sistemi senza pilota come droni e lupi robot per svolgere operazioni di combattimento, tra cui verifiche preliminari di ricognizione, attacchi di precisione su obiettivi chiave e cariche di copertura durante gli sfondamenti.
Le riprese delle telecamere a circuito chiuso mostrano che l’esercitazione si è svolta in un’area collinare e su praterie. Soldati umani armati di fucili d’assalto QBZ-191, fucili da cecchino QBU-191 e lanciarazzi portatili avanzavano insieme a lupi robot, anch’essi equipaggiati con fucili d’assalto QBZ-191 o sistemi di ricognizione. Nel frattempo, gli operatori di droni aerei, indossando tute mimetiche, nascosti nell’erba, hanno schierato droni con visuale in prima persona (FPV) per svolgere missioni di ricognizione e attacchi suicidi.
«Questa esercitazione segna la prima volta che comando e opero il lupo robot», ha dichiarato Hu Te, un membro della brigata, secondo il rapporto. «Le nostre aziende di livello primario mirano a utilizzare al meglio i nuovi equipaggiamenti senza pilota e a integrarli con gli esseri umani», ha affermato lo Hu.
Il robolupo era stato presentato per la prima volta al pubblico all’Airshow China 2024, tenutosi a Zhuhai, nella provincia meridionale cinese del Guangdong.
Con un peso di circa 70 chilogrammi, il robolupo costituisce una piattaforma robotica quadrupede di utilità con varianti per missioni di attacco, ricognizione, trasporto e supporto. La macchina cinoide ha un’elevata mobilità e adattabilità in terreni complessi. Può operare al fianco di soldati umani, superare ostacoli alti e salire su scale, scrive il Global Times dopo aver sentito il suo sviluppatore, la China South Industries Group Corporation, di proprietà dello Stato cinese.
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Secondo l’azienda controllata dal Partito Comunista Cinese, più robolupi possono operare in formazioni coordinate, creando reti tra operatori umani, veicoli e lupi robot. Ciò potenzierà le capacità di combattimento delle forze operative speciali e delle unità di fanteria che operano in ambienti complessi come aree urbane, altipiani d’alta quota e regioni montuose.
Fu Qianshao, un esperto di affari militari cinese, ha dichiarato al Global Times che l’aggiunta di robot terrestri al combattimento potrebbe essere ancora più efficace e impattante dell’impiego di droni aerei. Il Fu ha affermato che quando i soldati incontrano robot, anziché nemici umani, possono provare un forte stress psicologico. Anche se si riesce a distruggere alcune unità, altre potrebbero continuare ad avanzare incessantemente, rappresentando minacce persistenti e potenzialmente inducendo alla resa.
Con l’impiego di un maggior numero di robot terrestri, potrebbero verificarsi grandi cambiamenti sul campo di battaglia. Queste tecnologie potrebbero ridefinire le dinamiche del campo di battaglia, alterare la natura del conflitto e rivoluzionare gli approcci tattici, ha aggiunto il Fu.
Mesi fa un breve videoclip che riprende uno «scontro a fuoco» tra un drone e un robocane era circolato con prepotenza sui social media cinesi.
Durante le esercitazioni congiunte Golden Dragon 2024 con la Cambogia del maggio scorso, l’Esercito Popolare di Liberazione della Cina ha mostrato una serie di robot militari, tra cui una macchina cinoide comandata a distanza e dotata di un fucile d’assalto e in grado di pianificare autonomamente i propri percorsi ed evitare gli ostacoli.
Pechino ha inoltre militarizzato altri modelli di robocane, portandoli sul sempre irrequieto confine himalayano con l’India, dove è schierato il robo-yak. Un video particolarmente inquietante mostra un robocane armato essere trasportato in cima ad un palazzo da un drone.
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Varie volte i cinesi hanno mostrato le capacità di allevamento di robocani, pubblicando video di branchi minacciosi che si muovono in armonia.
La Cina parla di implementazione dei robot killer già per il prossimo conflitto di Pechino.
Come riportato da Renovatio 21, i robocani hanno pattugliato le strade di Shanghai durante il colossale lockdown della primavera 2022, dove per sorvegliare e punire i 26 milioni di abitanti usarono, oltre agli androidi quadrupedi, anche droni che volavano tra i palazzi ripetendo frasi come «contieni la sete di libertà del tuo spirito».
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Intelligenza Artificiale
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Genetica
Scienziati iniettano ad un essere umano un virus creato dall’IA
Per la prima volta in assoluto, gli scienziati hanno iniettato in un essere umano un virus progettato dall’Intelligenza Artificiale. L’esperimento rientrebbe in un tentativo di trovare modi per combattere i microbi resistenti agli antibiotici, che non rispondono alle forme di trattamento tradizionali. Lo riporta il quotidiano britannico Indipendent.
Una startup californiana chiamata Radical Numerics ha iniettato a un paziente dei virus creati dal suo modello di IA, Omnii-1. Il paziente soffriva di una grave infezione batterica.
Il modello di AI progetta i batteriofagi, un tipo speciale di virus che infetta e uccide i batteri senza attaccare le cellule umane. I batteriofagi sono già utilizzati come trattamento sperimentale per gravi infezioni batteriche, ma questa è la prima volta che viene utilizzato un batteriofago progettato interamente dall’intelligenza artificiale.
Anziché cercare un batteriofago in grado di colpire i batteri responsabili dell’infezione del paziente, Omnii-1 ne ha progettato uno da zero. L’azienda afferma che l’intero processo di progettazione e trattamento potrebbe richiedere solo pochi giorni.
Il trattamento è stato somministrato tramite un programma speciale che consente di tentare terapie sperimentali quando le altre opzioni sono limitate.
Radical Numerics ha affermato che si tratta della prima volta che dei fagi progettati con l’intelligenza artificiale vengono utilizzati per trattare un paziente umano. L’annuncio è stato pubblicato sul sito web dell’azienda, ma non è stato confermato da uno studio sottoposto a revisione paritaria e l’azienda non ha specificato se il trattamento abbia effettivamente aiutato il paziente.»
Finora, l’azienda non ha rilasciato alcun dettaglio sulla diagnosi del paziente o sull’esito del trattamento.
L’utilizzo dell’AI per sviluppare nuove terapie mediche è stato accolto con entusiasmo e al contempo con apprensione.
Come riportato da Renovatio 21, ad agosto era emerso che i team dell’Università di Stanford e del Broad Institute del MIT e di Harvard hanno utilizzato l’IA per ideare migliaia di genomi virali completi per la creazione di batteriofagi, generati a partire da un fago naturale denominato ΦX174. Alcune delle varianti create dall’IA si sono rivelate più efficaci di quelle presenti in natura nell’eliminare ceppi di E. coli diventati resistenti.
Quasi 300 di questi progetti sono stati poi sintetizzati in laboratorio e sottoposti a test, riuscendo a ottenere 16 virus vitali.
L’IA era già stata ampiamente applicata alla progettazione di singoli geni e proteine, ma i ricercatori hanno dichiarato che questa rappresenta la prima prova concreta della capacità dei modelli generativi di concepire un intero genoma virale operativo.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa i dirigenti delle principali aziende di Intelligenza Artificiale si sono uniti agli esperti di biotecnologie in un appello urgente per rendere obbligatori i controlli di sicurezza per l’acquisto di DNA sintetico.
Il timore per le armi biologiche create dell’AI era presente anche in una lettera che 60 figure del movimento MAGA avevano indirizzato al presidente Trump chiedendo controlli sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. «I sistemi aeronautici sono sottoposti a una rigorosa certificazione. I sistemi di Intelligenza Artificiale più potenti, che ora possono, o presto potranno, contribuire alla progettazione di armi biologiche, all’infiltrazione in infrastrutture critiche o alla manipolazione dei mercati finanziari, dovrebbero essere trattati con la stessa serietà e attenzione» hanno scritto i firmatari, tra i quali spiccava il nome di Steve Bannon.
Come riportato da Renovatio 21, un ricercatore esperto di sicurezza di Anthropic che aveva lavorato sul fronte delle armi biologiche si licenziò lasciando un monito preciso. «Il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora», ha scritto Mrinank Sharma rivolgendosi ai colleghi.
Come riportato da Renovatio 21, a settembre Anthropic ha sostenuto di aver individuato scienziati che impiegavano i suoi modelli di AI per ricerche potenzialmente utili allo sviluppo di armi biologiche.
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Immagine generata artifizialmente
Intelligenza Artificiale
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