Essere genitori
Marchio di moda accusato di sessualizzazione dei bambini
«Balenciaga, costretto a ritirare “immediatamente” la sua controversa campagna in cui mescola i bambini al sadismo e alla pedopornografia» titola El Mundo.
Il marchio di moda di lusso Balenciaga si è scusato, ha cancellato tutti i suoi contenuti Instagram dopo essere stato accusato per una serie di foto del catalogo online che mostravano bambine che tengono in braccio orsi di pelouche con imbragature sadomaso.
L’account Twitter di Balenciaga parrebbe pure essere stato chiuso da una decina di giorni, cioè da prima dello scoppio dello scandalo. Sulla dipartita dell’azienda dal social media non erano arrivate spiegazioni. Tuttavia i giornali avevano scritto che il clima della gestione Musk, tra hate speech e fake news, preoccupava i brand mondiali.
Ora invece Twitter è pieno di utenti che accusano Balenciaga, e non solo per la campagna con la bambina e il pelouche BDSM.
Un’altra foto da una campagna del marchio criticata in queste ore mostrerebbe un pagina da un caso della Corte Suprema USA inerente alla pornografia infantile. È davvero difficile capire perché, sia pur sepolto nella scenografia, dovesse esserci proprio quel documento.
I media di tutto il mondo stanno ampiamente ignorando il caso, che gli utenti dei social invece definiscono «inquietante». In Italia pochi hanno riportato l’accaduto: se guardate online vi sono più articoli sul fatto che Adidas, marchio collegato a Balenciaga, ha licenziato il cantante Kanye West per delle sue frasi giudicate antisemite.
Internet invece non sta mollando la questione.
«Il marchio “Balenciaga” ha appena fatto un… interessante… servizio fotografico per i loro nuovi prodotti di recente, che includeva un documento giudiziario volutamente malamente nascosto sulla “pornografia infantile virtuale”, ha scritto il popolare commentatore di Twitter Shoe. «Roba normale», ha aggiunto.
the brand "Balenciaga" just did a uh….. interesting… photoshoot for their new products recently which included a very purposely poorly hidden court document about 'virtual child porn'
normal stuff pic.twitter.com/zjMN5WhZ0s
— shoe (@shoe0nhead) November 21, 2022
Balenciaga using photos of little girls playing with teddy bears dressed in bondage gear on their website. Lovely. pic.twitter.com/mYnt0CJuif
— Slarty Bartfast (@DatCatDer) November 20, 2022
— Goblin????Shaman???? (@M3T4LGoblin) November 21, 2022
Sul caso ha invece insistito, pure in apertura di un suo programma, il popolare giornalista TV americano Tucker Carlson.
«Quella foto mostrava le pagine di un parere della Corte Suprema che annullava una legge progettata per combattere la pornografia infantile. Chiunque abbia organizzato il servizio fotografico si è assicurato di includere una parte di quell’opinione che usa la parola “sesso” o “sessuale” quattro volte e, naturalmente, non è stato un incidente. Balenciaga voleva che tu lo notassi» ha accusato il Carlson.
Si tratta di un documento che fa riferimento ad Ashcroft vs Free Speech Coalition, il caso giudiziario che ha reso legali negli Stati Uniti immagini e video di abusi sessuali su minori virtuali o falsi.
«Qui hai un importante marchio di vendita al dettaglio internazionale che promuove il porno per bambini e il sesso con i bambini», ha continuato Carlson. «E non promuovendolo in modo sottile, ma allo scoperto».
«Ci scusiamo sinceramente per qualsiasi offesa che la nostra campagna possa aver causato», ha dichiarato la società in una nota. «Ci scusiamo per aver mostrato documenti inquietanti nella nostra campagna. Prendiamo la questione molto seriamente e stiamo intraprendendo un’azione legale contro le parti responsabili della creazione del set e dell’inclusione di articoli non approvati per il nostro servizio fotografico della campagna Primavera 23. Condanniamo fermamente qualsiasi forma di abuso sui bambini. Sosteniamo la sicurezza e il benessere dei bambini».
Tuttavia, come ricorda l’utente Twitter Nick Perry, è «spaventoso quanti adulti devono essere stati coinvolti in questo… genitori, fotografi, direttori creativi, copywriter, web designer, personale di agenzie di design, produttori, manager, inserzionisti… e nessuno di loro ha pensato “aspetta un minuto”?»
Di fatto il fotografo della campagna con gli orsi, un italiano già vincitore di prestigiosi premi, si sarebbe già difeso su Newsweek, dicendo: «non sono in grado di commentare le scelte di Balenciaga, ma devo sottolineare che non ero autorizzato in alcun modo a scegliere né i prodotti, né i modelli, né la combinazione degli stessi». Insomma il possibile capro espiatorio non ci sta, e a ragione. Difficile pensare che quanto mostrato in una campagna fotografica di moda sia deciso dal fotografo, e questo nonostante il marchio possa difendersi dicendo che il lavoro era non approvato.
C’è pero la questione dell’altro scatto, che non parrebbe proprio dello stesso fotografo, con quei documenti sul caso inerente all’abuso di minori presentato alla Corte Suprema.
Il complesso industriale dei fact-checker si è messo subito al lavoro, dicendo che la notizia è fake (o fuori contesto, o qualsiasi altra espressione del loro gergo) perché le immagini delle bambine più gli orsetti sadomaso e quelle con i documenti del caso della Corte Suprema riguardante abusi su minori non provenivano dalla stessa campagna.
Si tratta di un dettaglio, a dire il vero, che potrebbe inquietare ancora di più. Tuttavia l’importante è emettere il bollino di fact-check, che oramai non vale più nulla.
Nel frattempo la rete si è scatenata alla ricerca di dettagli nelle immagini e nella storia dell’azienda. Vi sono dettagli che paiono interessanti, altri forse meno, nessuno di questi può essere davvero spiegato.
Alcuni notano che in un’altra pubblicità con bambino vi sarebbe scritta la parola BAAL, che oltre a richiamare il marchio è il nome di una antica divinità fenicia a cui venivano offerti bambini in sacrificio umano.
One of the pics from the Balenciaga child photos has Balenciaga spelled on tape spelled BAALenciaga pic.twitter.com/74n3Dwwf7H
— Vade ???? (@pope_head) November 23, 2022
Utenti hanno analizzato i disegni, tra cui quello in cui pare esservi un demonio cornuto (stile Baal) in una casa.
The drawing in one of the pics ???? pic.twitter.com/eVtFTr33OI
— iDiscover2share (@ydiscover30) November 21, 2022
L’utente Twitter Natly Denise avrebbe riconosciuti altri dettagli che definisce inquietanti nelle campagne del marchio.
In uno scatto vi sarebber un libro dedicato al pittore Michael Borremans. Wikipedia riporta che «nel 2018, Borremans ha tenuto una mostra personale a Hong Kong, intitolata “Fire from the Sun”. Nella sua recensione dell’omonimo dipinto di Borremans, in cui bambini di due o tre anni giocano con il fuoco e con quelle che sembrano essere membra umane, Kartya Tylevich ha detto: “I bambini sono tutti putti dalla pelle chiara stile-Sistina, a volte coperti di sangue I bambini non sembrano essere angosciati o disturbati (anche se alcuni spettatori in galleria potrebbero esserlo)».
???? OHHHHHH MYYYYY G— #BALENCIAGA… ???????? ???????????????? ????????????????????!!!!!!!!!!!???? pic.twitter.com/Fa6TOO6EXk
— NΛTLY DΞNISΞ (@itsnatlydenise) November 23, 2022
#Balenciaga had this Michael Borremans book laying out in the office desk to the side of red-head model… look at these themes yall… can’t make this up even if I tried!!! pic.twitter.com/GaFACxtviJ
— NΛTLY DΞNISΞ (@itsnatlydenise) November 23, 2022
#Balenciaga had this artist’s book in their shoot. I was really reluctant to repost some of these images, but sometimes our hearts need to be disturbed. Let the world know!!! pic.twitter.com/JMCGW4aB1X
— NΛTLY DΞNISΞ (@itsnatlydenise) November 23, 2022
Il Borremans è un famoso pittore. Un’immagine introdurre ad una sua mostra (inquietante anche quella) la regina Matilde del Belgio.
Meanwhile in Belgium The Artist, Angel and Queen (Borremans, yours truly, Queen Mathilde) #oneforthegrandchildren pic.twitter.com/3sQ9C4lexD
— Hannelore Knuts (@Ultramegalore) May 27, 2014
Un altro libro visibile nello scatto dove si intravede il libro di Boormans è Cremaster Cycle, granguignolesca serie di «opere d’arte» di Matthew Barney, artista celebrato negli anni Novanta più che altro come compagno della cantante islandese Bjork.
????????????????!!!!!!!!! The bottom book is “The Cremaster Cycle” by Matthew Barney #Balenciaga pic.twitter.com/4dzuqj7T5C
— NΛTLY DΞNISΞ (@itsnatlydenise) November 23, 2022
El de más abajo, identificado como “The Cremaster Cycle”, de Matthew Barney. Este proyecto está compuesto por cinco películas, esculturas, fotografías, dibujos y el cuaderno del autor. El eje es el músculo cremasterico, encargado de regular la tensión y distensión del escroto. + pic.twitter.com/D8ab5tMrZZ
— Victoria (@vsonntagmuller) November 23, 2022
Absolutamente normal la simboligia masonica. pic.twitter.com/WEiI2kOrxe
— Millo (@Millonaxel) November 23, 2022
Notiamo, tuttavia, che questi ultimi riferimenti, fatti via presenza di libri nell’inquadratura, appartengono ad un’altra campagna, senza bambini. Si tratta di un milieu artistico e culturale, a cui il personale che lavora nella moda, per alcune ragioni, non è estraneo, dove le immagini scioccanti o direttamente orripilanti sono non solo tollerate, ma celebrate.
Un’altra coppia di artisti che dagli anni Novanta fa cose del genere, i fratelli Chapman, potrebbero tornare alla mente. Si ricordano loro sculture oscene con bambini dal volto sfigurato, o con il muso da animale, o con un pene al posto del naso.
Art by JAKE and DINOS CHAPMAN
Probably the most offensive art we've ever seen. Totally controversial and political, almost never seen in the US.
It speaks for itself. pic.twitter.com/vOy2yTbUj9
— Hollywood Horror Museum (@horrormuseum) August 4, 2020
I Chapman sono tra gli artisti di cui è collezionista il padrone di Balenciaga, monsieur Pinault, capo del megagruppo del lusso Kering e uomo tra i più ricchi del pianeta. Il lettore di Renovatio 21 può ricordare che abbiamo parlato di lui, del figlio e della nuora hollywoodiana Salma Hayek riguardo al film sulla famiglia Gucci, prodotto dalla moglie di Ridley Scott ed ex sodale di Lele Mora.
Come noto, il Pinault ha comprato Punta della Dogana a Venezia, che ha reso un museo per l’arte degenerata di cui è avido collezionista. I fratelli Chapman sono tra coloro esposti, con opere sempre inquietanti e/o rivoltanti.
Qualcuno potrebbe dire che siamo in zona Marina Abramovic. Ricordate? John Podesta, poi quella cosa del Pizzagate, che poi si rimangiarono buona parte dei complottisti che lo avevano tirato fuori, non prima di aver dissezionato ogni possibile simbolo che capitava.
Tuttavia va specificato che tutta questa ricerca di significati arcani in opere d’arte e campagne pubblicitarie – significati che pure potrebbero essere presenti – non coprono l’idea di alcuni per cui la società si stia muovendo velocemente verso una normalizzazione della sessualizzazione dei bambini.
«È un punto fermo delle cosiddette teorie del complotto che ai massimi livelli della politica e della finanza ci sia un’oscura cabala di pedofili che usano il loro potere per nascondere i crimini che commettono contro i bambini. La gente lo pensa. A noi sembra piuttosto lontano. Troppo oscuro e strano per essere vero e, ovviamente, non stiamo appoggiando quell’idea. D’altra parte, puoi capire perché le persone potrebbero crederci» ha detto Tucker Carlson aprendo il suo programma, attaccando l’idea di una crescente tolleranza nei confronti della pedofilia.
«Nessuna società sana può tollerarlo e, di fatto, nessuna l’ha mai tollerato. Non c’è mai stato un momento nella storia americana in cui la pedofilia fosse considerata qualcosa di diverso dalla cosa peggiore, il crimine più orribile che si possa immaginare. I pedofili notoriamente vengono uccisi in prigione perché persino gli assassini li considerano immorali. Ecco quanto è ed è sempre stato proibito sessualizzare i bambini» sentenzia il Carlson.
A parte il caso in oggetto, è possibile scorgere un po’ dappertutto crescenti segnali di una normalizzazione della pedofilia.
Possiamo ricordare le recenti dichiarazioni del ministro spagnolo per l’uguaglianza che afferma, urlando convinta, che i bambini «possono amare o avere rapporti sessuali con chi vogliono». O anche il singolare episodio avvenuto a Dublino due anni fa, quando una protesta contro la pedofilia ha subito l’irruzione di un gruppo Antifa.
Lo scorso giugno era emerso il caso di un «professore di etica» norvegese secondo cui la pedofilia dovrebbe essere classificata come una «sessualità innata» e che informazioni sulla pedofilia dovrebbero essere insegnate nelle scuole. La parola usata qui «destigmatizzazione».
A inizio anno invece un professore universitario americano aveva asserito che sarebbe un «errore» pensare che la pedofilia sia sbagliata.
Sempre a giugno 2022 la testata americana USA Today ha cancellato frettolosamente una serie di tweet dopo che alcuni utenti si erano scandalizzati e avevano cominciato a sostenere che equivalevano alla «normalizzazione della pedofilia». Il giornale, nominando con sicumera «la scienza», affermava che la pedofilia era «determinata nel grembo materno».
Dell’anno scorso invece la notizia che i giornalisti australiani non possono più usare la parola pedofilia.
Nel 2018, una conferenza TED Talk in Germania, tolta dalla rete e spesso ricaricata da alcuni utenti, destò scandalo perché la speaker sosteneva che la pedofilia non era una scelta, ma un tratto immutabile della persona.
Vi è, in questo crescendo orrendo, una sigla che comincia ad emergere: MAP, «minor attracted person», cioè persona attratti da minori.
Sappiamo come il cambiamento del linguaggio sia il primo segno di un passaggio di fase nella Finestra di Overton.
Negare che stiano spingendo la pedofilia verso un percorso di oscena accettazione sociale è oramai ridicolo. Come scrive Elisabetta Frezza nel libro Malascuola, «una miriade di dati oggettivi e documentali sta a dimostrare come la pedofilia sia ormai lanciata sulla strada della normalizzazione attraverso le fasi della finestra di Overton, per diventare nella percezione diffusa una mera forma del comportamento sessuale».
Sì, la Finestra di Overton sulla pedofilia sembra essere spalancata da tempo. A prescindere dagli scandali del giorno.
Immagine screenshot da YouTube
Essere genitori
Bambina traumatizzata si butta dalla finestra. L’assistente sociale ha tatuaggi sul viso e corna da diavolo
Una bambina traumatizzata in Austria si è buttata da una finestra dopo essere stata prelevata da un assistente sociale dal look inquietante. Lo riporta LifeSite.
La precedente casa famiglia per bambini con problemi comportamentali, dove viveva la dodicenne, è stata chiusa dall’Agenzia per la tutela dell’infanzia e della gioventù di Vienna (MA 11) a seguito di alcune segnalazioni. I bambini di questa struttura avrebbero dovuto essere trasferiti in una nuova casa famiglia gestita da un organizzazione privata senza scopo di lucro il cui direttore era uno degli assistenti sociali che sono andati a prendere la ragazza.
Il caso si è trasformato in uno scandalo politico quando la ragazza è saltata da una finestra e si è rotta diverse ossa poco dopo aver incontrato l’uomo. La dodicenne tirolese è considerata traumatizzata a causa di sospetti gravi abusi. Secondo Pro Child Vienna, l’organizzazione che gestiva la sua precedente casa famiglia, la ragazza reagisce in modo molto negativo agli uomini e pertanto non dovrebbe essere affidata alle cure di assistenti sociali di sesso maschile.
Tuttavia, le linee guida non sono state rispettate quando la ragazza doveva essere prelevata da lì e portata in una nuova sistemazione condivisa, ha criticato Sabine Keri, portavoce dei giovani del Partito Popolare Austriaco (ÖVP) a Vienna. Alla Keri è stato fornito un resoconto scritto dell’incidente e ha affermato: «Era stato chiarito in modo inequivocabile che la ragazza non doveva essere prelevata da un uomo. E poi si presenta un uomo che esercita pressioni».
‼️🇦🇹 Sexually abused 12y.o. girl jumps out of a window to escape “Pedagogical Managing Director” at a private youth welfare organization in Vienna — Kronen Zeitung
The girl had developed an acute, paralyzing phobia of men before being scheduled for transfer into the care of the… pic.twitter.com/jkzDkrJwAt
— Lord Bebo (@MyLordBebo) July 26, 2026
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I giornali viennesi sostengono che l’aspetto fisico dell’assistente sociale abbia spaventato la ragazza, poiché ha diversi tatuaggi sul viso, tra cui un pentagramma sulla fronte. L’uomo indosserebbe anche spesso delle piccole corna nere sulla testa che si possono avvitare e svitare, come si può vedere nel suo ritratto sul sito web ufficiale dell’organizzazione.
«Per me, quello è uno sguardo satanico. E non posso certo permettere a una persona con quell’aspetto di lavorare con bambini gravemente traumatizzati», ha detto la Keri.
L’uomo ha risposto alle accuse definendole diffamatorie e insistendo sul fatto di non essere un satanista, affermando di non indossare le piccole corna sulla testa quando è andato a prendere i bambini.
La dodicenne è saltata fuori dalla finestra non chiusa a chiave quando nessuno la guardava. La consigliera comunale Bettina Emmerling ha avviato un’indagine sull’accaduto. Tuttavia, sostiene che finora non ci siano prove che la ragazza si sia buttata per paura dell’assistente sociale. Secondo la Emmerling, l’uomo dall’aspetto satanico e la badante donna avevano già parlato con la bambina il giorno prima dell’incidente. La consigliera ha sostenuto che la paura per il suo aspetto non fosse la ragione del gesto, bensì la riluttanza della bambina a cambiare residenza o la persona a cui era affidata. Inoltre, ha affermato Emmerling in un’intervista, la bambina era stata anche con un badante uomo nell’appartamento condiviso prima dell’incidente.
«Il fatto che questa finestra non fosse chiusa a chiave non è consentito in un alloggio condiviso», ha affermato. «La finestra può essere lasciata leggermente aperta, ma in linea di principio, quando un bambino è solo in una stanza», le finestre devono essere chiuse a chiave.
Secondo Emmerling, la consigliera comunale non ha ancora ben chiaro se – e con quanta chiarezza – sia stato effettivamente comunicato che la ragazza non doveva essere prelevata da un uomo. Secondo quanto riferito, la ragazza si è ripresa dalla caduta e ora si trova in una nuova casa famiglia a Vienna. Le notizie non specificano se si tratti di una struttura della precedente organizzazione o di un’altra.
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Un altro elemento di dibattito politico in questo caso è il fatto che il responsabile dell’azienda che ha prelevato la ragazza, sia il figlio di un alto funzionario del MA 11. L’ÖVP e il FPO hanno criticato aspramente la cosa. La consigliera Emmerlinga ha difeso l’accordo: «il fatto che esistesse questo legame familiare è stato reso noto fin dall’inizio», ha dichiarato in un’intervista. Il padre del direttore (…) non aveva alcuna autorità né alcun ruolo nel processo decisionale relativo all’assegnazione degli appalti da parte dell’agenzia, ha aggiunto.
Anche il pubblico italiano ricorda prelievi traumatici eseguiti da assistenti sociali e forze istituzionali ai danni di famiglie, con azioni stile commando che tagliano la luce e ingannano i genitori per procedere al prelievo del minore. Il caso più noto degli ultimi anni, quello di un paesino emiliano, è finito con l’assoluzione dei principali accusati.
Nella dinamica di questi eventi è evidente come entri in giuoco uno scontro – metapolitico, metafisico – tra la sovranità della famiglia e la volontà dello Stato, con immani conseguenze filosofiche ed antropologiche: da una parte chi considera la famiglia come l’unita primigenia ed indivisibile del consorzio umano, dall’altra chi crede che lo Stato rappresenti una forza superiore che possa permettersi di scinderla e riformularla.
Da un punto di vista di filosofia del diritto, si deve parlare della primazia del diritto positivo dello Stato moderno contro la legge naturale che è base dell’esistenza della famiglia: da una parte chi crede che oltre lo Stato non vi sia nulla, e quindi che esso goda di un potere assoluto, dall’altra chi crede che lo Stato sia invece un’entità inferiore che si deve conformare a qualcosa di superiore – appunto, la legge naturale, o Dio… – e che non possa quindi infrangerne i principi.
In teoria, la Costituzione repubblicana italiana considera la famiglia come il nucleo fondamentale della società, definendola espressamente una «società naturale fondata sul matrimonio». I principi costituzionali che regolano la famiglia sono contenuti principalmente negli articoli 29, 30 e 31.
All’articolo 29, che tratta della società naturale, lo Stato riconosce la famiglia come un’istituzione che esiste prima dello Stato stesso, dotata di propri diritti originari che la legge non crea, ma si limita a proteggere.
All’articolo 31 è detto che la La Repubblica deve agevolare la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi con misure economiche, con particolare riguardo alle famiglie numerose, e proteggere la maternità, l’infanzia e la gioventù.
Quanto la Costituzione Italiana che pure non riteniamo proprio essere un documento perfetto, sia presa sul serio dallo Stato repubblicano (con la Corte Costizionale che per allargare le maglie della morte parla di «Costituzione materiale»), lo lasciamo decidere al lettore di Renovatio 21 che ci segue sin da prima della devastazione pandemica.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Epidemie
I bambini nati durante il lockdown mostrano una ridotta funzione esecutiva all’età di 4 anni: studio
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Essere genitori
Il Canada propone il divieto di utilizzo dei social media per i minori di 16 anni
Il governo canadese ha avanzato una proposta di legge che proibirebbe l’accesso ai social media per i ragazzi sotto i 16 anni, prevedendo possibili deroghe per le piattaforme in grado di dimostrare l’adozione di «adeguate misure di sicurezza».
Mercoledì, Ottawa ha reso nota tramite un comunicato stampa questa iniziativa normativa, denominata Safe Social Media Act (Legge sulla sicurezza dei social media).
Una volta approvata, la norma costringerebbe i gestori delle piattaforme social a introdurre sistemi di verifica dell’età e a limitare l’esposizione dei minori a contenuti pericolosi, tra cui lo sfruttamento sessuale dei minori, immagini intime non consensuali, incitamento all’autolesionismo, bullismo, incitamento all’odio, violenza e materiale terroristico o estremista.
Il provvedimento regolamenterebbe altresì i chatbot basati sull’IA, obbligandoli a «mitigare il rischio» di esiti nocivi, e imporrebbe alle piattaforme un sistema più efficace di segnalazione nelle situazioni di crisi, per esempio quando gli utenti manifestano l’intenzione di fare del male a se stessi o ad altri.
Verrà inoltre creato un nuovo ente di regolamentazione della sicurezza digitale incaricato di vigilare sull’applicazione e sul rispetto delle regole.
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«Abbiamo visto le gravissime conseguenze che i danni online possono avere. Con l’evoluzione delle tecnologie, dobbiamo garantire che le nostre leggi si adeguino, perché i genitori non possono affrontare queste sfide da soli», ha dichiarato il ministro della Cultura canadese Marc Miller nel comunicato stampa del governo.
La proposta giunge in un contesto di crescente impegno internazionale per disciplinare l’attività online dei minori.
Alla fine dello scorso anno, l’Australia è diventata il primo Paese a vietare ai minori di 16 anni l’accesso alle principali piattaforme di social media, tra cui Facebook, Instagram, TikTok e YouTube. Brasile e Indonesia hanno introdotto limitazioni analoghe a maggio.
Come riportato da Renovatio 21, la Francia ha avviato un iter legislativo per proibire l’uso dei social media ai minori di 15 anni, benché la misura non abbia ancora completato il percorso parlamentare. Anche altri Stati, tra cui Regno Unito, Austria e Danimarca, stanno elaborando restrizioni simili.
Negli ultimi mesi, i giganti dei social media come Meta Platforms, TikTok e YouTube sono stati al centro di critiche sempre più aspre, anche in seguito a una rilevante causa per responsabilità da prodotto intentata a Los Angeles, basata sull’accusa di aver progettato intenzionalmente le proprie piattaforme per generare dipendenza nei bambini.
Nei documenti depositati in tribunale si sostiene inoltre che Facebook non abbia sorvegliato in modo adeguato gli account coinvolti nello sfruttamento sessuale e nel traffico di minori, con alcuni contenuti illeciti che sarebbero rimasti online nonostante fossero state segnalate 16 violazioni.
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