Intelligence
L’Intelligence americana teme una ritorsione russa in caso di attacchi in profondità da parte dell’Ucraina
Le agenzie di Intelligence statunitensi hanno avvertito che Mosca potrebbe reagire direttamente contro i sostenitori occidentali di Kiev se permettessero all’Ucraina di utilizzare missili a lungo raggio per colpire in profondità nel territorio russo, ha riferito giovedì il New York Times.
Secondo una valutazione dell’Intelligence citata dal quotidiano, gli analisti ritengono che anche se all’Ucraina fosse consentito di usare liberamente missili forniti dall’Occidente, ciò non avrebbe un impatto significativo sul conflitto a causa del loro numero limitato. Inoltre, dopo gli attacchi iniziali, la Russia probabilmente sposterebbe le funzioni vitali fuori dal raggio d’azione, rendendo più difficile per Kiev raggiungere qualsiasi obiettivo militare.
Inoltre, una decisione del genere rappresenterebbe una scommessa ad alto rischio, poiché potrebbe portare ad attacchi «letali» contro le risorse militari statunitensi in tutto il mondo, scrive il NYT.
Le potenziali risposte della Russia potrebbero spaziare «da atti intensificati di incendi e sabotaggi contro strutture in Europa ad attacchi potenzialmente letali contro basi militari statunitensi ed europee», secondo la valutazione. I funzionari statunitensi ritengono che se Mosca decidesse di reagire, probabilmente lo farebbe «di nascosto» piuttosto che attraverso attacchi palesi per ridurre il rischio di un conflitto più ampio.
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Gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno fornito all’Ucraina tre tipi di sistemi missilistici a lungo raggio: ATACMS di fabbricazione americana, Storm Shadows britannici e missili SCALP francesi. Kiev ha ripetutamente utilizzato questi missili per colpire infrastrutture e aree civili in Crimea e in altre regioni che sono diventate parte della Russia.
Kiev ha chiesto agli USA e ai suoi alleati di rimuovere tutte le restrizioni all’uso di armi a lungo raggio per colpire più in profondità in Russia. L’Occidente cita queste limitazioni per affermare di non essere direttamente coinvolto nel conflitto mentre rifornisce l’Ucraina.
Come riportato da Renovatio 21, il presidente russo Vladimiro Putin ha sostenuto che una mossa del genere coinvolgerebbe direttamente gli Stati Uniti e la NATO in una guerra aperta contro Mosca, poiché Kiev fa affidamento sulla ricezione di coordinate di destinazione per le armi di precisione dall’esercito statunitense. In precedenza aveva anche consigliato ai membri della NATO di essere consapevoli di «con cosa stanno giocando», avvertendo che una possibile risposta potrebbe comportare l’armamento degli avversari dell’Occidente con armi di precisione a lungo raggio.
Inoltre, secondo gli aggiornamenti proposti alla dottrina nucleare russa annunciati mercoledì, Mosca considererebbe «un’aggressione contro la Russia da parte di qualsiasi stato non nucleare, con la partecipazione o il sostegno di uno stato nucleare» come un «attacco congiunto», che potrebbe oltrepassare la soglia nucleare.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha presentato questa settimana il suo cosiddetto «piano della vittoria» agli Stati Uniti, sperando di convincere il presidente Joe Biden e la vicepresidente Kamala Harris. In precedenza, Gran Bretagna e Francia avevano indicato di essere pronte a consentire all’Ucraina di utilizzare liberamente i propri missili da crociera a lungo raggio, ma solo con il permesso di Washington.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Cina
L’FBI arresta una presunta spia cinese all’aeroporto di Los Angeles
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Intelligence
La Germania rischia un potenziale «conflitto violento» con la Russia: parla il capo dei servizi tedeschi
Il capo dell’Intelligence estera tedesca ha avvertito che la Germania potrebbe essere «coinvolta in un violento conflitto con la Russia», indicando il misterioso incidente del drone all’aeroporto di Lipsia come esempio della minaccia «reale e imminente» rappresentata da Mosca.
Lunedì, in audizione davanti ai parlamentari, il capo del Bundesnachrichtendienst (BND), Martin Jaeger, ha dichiarato che «lo scontro che stiamo affrontando con la Russia ha assunto una dimensione nuova e più pericolosa».
«La Germania rischia di essere coinvolta in un violento conflitto con la Russia: il tentato attentato di Lipsia ne è solo un esempio», ha proseguito, riferendosi al ritrovamento, in agosto, di un drone carico di esplosivo accanto a un aereo da trasporto ucraino all’aeroporto della città.
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Le autorità tedesche non hanno prodotto alcuna prova che colleghi l’episodio alla Russia. Mosca lo ha definito una «provocazione improvvisata» che serve «esclusivamente agli obiettivi di Kiev e dell’ala militarista della classe politica europea». «È ovvio che la Germania stia perseguendo un’ulteriore escalation», ha dichiarato il mese scorso il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
Lo Jaeger ha comunque sostenuto che la Russia sta conducendo una «guerra occulta» e che esiste una minaccia «reale e imminente» di attacchi contro obiettivi in Germania. «Nessun altro Paese rappresenta attualmente una minaccia così diretta, completa e concreta per la Germania», ha aggiunto.
Lo Jaegerro è una delle decine di figure politiche, militari e mediatiche occidentali che nelle ultime settimane hanno accusato la Russia di condurre una «guerra ibrida» o «guerra ombra» contro l’Europa. Accuse di questo tipo, per loro natura, sono impossibili da verificare. Mosca le ha respinte come pretesti per intensificare il coinvolgimento occidentale nel conflitto russo-ucraino, giustificare l’aumento delle spese militari ed estendere la sorveglianza e la persecuzione degli oppositori interni.
Il cancelliere Friedrich Merz ha descritto in modo esplicito e senza prove il partito più popolare del Paese, l’AfD di destra, come «sostenuto dalla Russia». Martina Rosenberg, capo del Servizio di controspionaggio militare tedesco (Militärischer Abschirmdienst, o MAD), ha ripreso quell’affermazione nel briefing di lunedì, dicendo ai parlamentari che il Paese è «minacciato da diversi pericoli sia esterni che interni».
Jaeger, Rosenberg e il capo dell’Intelligence interna (BfV), Sinan Selen, hanno elogiato i recenti sforzi di Merz per attribuire al BND maggiori poteri offensivi e hanno chiesto un ulteriore rafforzamento delle capacità del MAD e del BfV. I critici accusano invece di un ritorno della Gestapo o della Stasi.
Nonostante le accuse di «guerra ibrida», i leader europei hanno più volte precisato di non credere che la Russia stia pianificando attacchi concreti contro il territorio della NATO. Il BND non ha riscontrato «alcun segnale di un imminente attacco russo su larga scala contro il territorio della NATO», ha aggiunto lo Jaeger.
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Come riportato da Renovatio 21, di recente è emersa una bozza di legge del governo tedesco introdurrebbe una norma che impedirebbe alle persone con opinioni «estremiste» di acquistare una casa. Quattro mesi fa un cittadino tedesco è stato multato per aver definito il Merz «Fritz il bugiardo».
Nel corso dell’anno è pure emerso che Google ha incontrato più volte il governo tedesco per discutere di «incitamento all’odio» e «disinformazione». Tre anni fa la Germania aveva mandato in carcere un uomo per aver sostenuto la Russia in messaggi su Telegram.
La follia orwelliana in atto in Germania era stata condannata l’anno scorso dal segretario di Stato USA Marco Rubio e dal vicepresidente statunitense JD Vance.
La persecuzione civile e politica del partito è multidimensionale: nel giugno 2025 l capo della polizia del Bundestag tedesco, Uli Grötsch, ha chiesto che tutti i membri del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) vengano rimossi dal servizio di polizia.
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Immagine © Olaf Kosinsky via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 3.0-de
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«Stasi 2.0»: Merz vuole una polizia segreta
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