Persecuzioni
Libano, i cristiani festeggiano la sostituzione del crocifisso da parte dei soldati UNIFIL dopo la profanazione israeliana
I cristiani in Libano hanno gioito mercoledì quando i soldati italiani in servizio nella Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) hanno contribuito a sostituire un grande crocifisso nella loro città, dopo che i soldati israeliani avevano profanato la precedente statua e pubblicato l’atto sui social media.
«Gli abitanti di Debel sono felicissimi e grati di poter riavere la statua di Gesù Cristo tra noi», ha dichiarato a Our Sunday Visitor padre Fadi Felefli, un sacerdote locale.
«Ieri, il nunzio apostolico in Libano, l’arcivescovo Paolo Borgia, è venuto a Debel per l’installazione della statua nella nostra città», ha detto il parroco della chiesa cattolica di San Giorgio a proposito dell’evento di mercoledì.
The Italian forces of UNIFIL replace the crucifix in Debel, Lebanon, which was destroyed by an Israeli soldier using a sledgehammer.
Video: debelalerts pic.twitter.com/4MiQVuh4PK
— Hillbilly Catholic (@RosaryQuotes123) April 22, 2026
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Debel è una delle città cristiane del Libano meridionale che hanno sfidato gli ordini di evacuazione israeliani e hanno deciso di rimanere nelle proprie case, considerandosi «la prima linea di difesa della presenza cristiana in Libano».
Domenica scorsa, su X e altri social media è apparsa una fotografia che mostrava un soldato israeliano mentre fracassava la testa della statua di Gesù Cristo con una mazza, mentre un altro soldato riprendeva l’accaduto e altri ancora assistevano senza intervenire. L’immagine è diventata virale in breve tempo, scatenando l’indignazione dei cristiani in tutto il mondo.
Lunedì, i vescovi cattolici di Terra Santa hanno emesso una «condanna senza riserve» della profanazione. Il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, ha affermato che l’atto «costituisce un grave affronto alla fede cristiana e si aggiunge ad altri episodi di profanazione di simboli cristiani da parte di soldati delle Forze di Difesa Israeliane nel Libano meridionale».
I vescovi hanno chiesto «un’azione disciplinare immediata e decisa, un processo di accertamento delle responsabilità credibile e chiare garanzie che tale condotta non sarà tollerata né ripetuta».
Forse in risposta all’indignazione diffusa, l’esercito israeliano (IDF) ha confermato l’autenticità della foto e ha dichiarato che la condotta del soldato era «totalmente incoerente con i valori che ci si aspetta dalle sue truppe», che l’incidente era «oggetto di indagine da parte del Comando Nord» e che «saranno presi provvedimenti adeguati nei confronti dei responsabili».
Nonostante i saccheggi di massa perpetrati dalle loro truppe durante la demolizione di case e ponti nella regione occupata, l’esercito israeliano ha aggiunto di non avere «alcuna intenzione di danneggiare le infrastrutture civili, inclusi edifici religiosi o simboli religiosi», e di «stare lavorando per aiutare la comunità a riportare la statua al suo posto».
Secondo alcune fonti, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) avevano offerto un crocifisso più piccolo e stilisticamente diverso per il precedente spazio all’aperto, ma i residenti e il clero preferirono e celebrarono una replica a grandezza naturale simile all’originale, fornita e installata dal contingente italiano dell’UNIFIL in coordinamento con la comunità, proprio in quel luogo.
La Presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha espresso gratitudine ai soldati italiani, ringraziando il Comandante Diodato Abagnara e tutto il Contingente Italiano dell’UNIFIL per aver deciso di donare un nuovo crocifisso al villaggio libanese di Debel.
It was actually Italy that sent a new crucifix to replace the one destroyed by an IDF soldier. Papal Nuncio Paolo Borgia visited the church in Debel to bless the corpus before it was installed on the cross by Italian UNIFIL forces.
The Israeli replacement is actually quite small… https://t.co/neUtCwJT1n pic.twitter.com/rglrArpt6W
— Christine Niles (@ChristineNiles1) April 22, 2026
Debel, Lebanon:
The statue, destroyed by an Israeli soldier with a sledgehammer, has been replaced by the Italian forces of UNIFIL. pic.twitter.com/VA4CioVAYT
— Adrian F. Pascal 🇻🇦 (@deusimpera) April 22, 2026
Italian Forces kisses Jesus statue on the head with tears in his eyes as the Italian forces of UNIFIL replace the crucifix in Debel, Lebanon, which was destroyed by an Israeli soldier using a sledgehammer
The world was shown to cheer them on as he and the people who helped have… pic.twitter.com/iomKSglJmM
— Waziri 🕊️ (@Ahmadwazirikk) April 23, 2026
✝️Merci aux forces italiennes d’@UNIFIL_ d’avoir remplacé le crucifix à Debel, au Liban, qui avait été détruit par un soldat israélien à l’aide d’un marteau-pilon 🙏🏻 pic.twitter.com/PD4QQqN2Ul
— Ligue Saint Amédée (@SaintAmedee) April 23, 2026
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I due soldati direttamente coinvolti nella profanazione – uno che ha brandito la mazza e uno che ha filmato – sarebbero stati condannati dalle Forze di Difesa Israeliane a 30 giorni di carcere militare e rimossi dal servizio di combattimento. Altri sei soldati presenti che non sono intervenuti né hanno denunciato l’accaduto sono stati convocati per chiarimenti.
Commentando l’incidente in una puntata di giovedì, Tucker Carlson ha ribadito l’affermazione del cardinale Pizzaballa secondo cui questa particolare profanazione di proprietà e simboli religiosi cristiani non è un episodio isolato operato da soldati israeliani o da cittadini ebrei radicali.
Dopo aver fornito molti altri esempi di tale comportamento, ha intervistato Alice Kisiya, un’attivista cristiana palestinese di Betlemme che, oltre a condividere la sua straziante storia di difesa della proprietà della sua famiglia dalle aggressioni di ebrei radicali, ha anche affermato che tali profanazioni anticristiane da parte di questi gruppi sono all’ordine del giorno.
Rispondendo a una domanda sull’incidente di Debel, ha confermato che «non è la prima volta… I coloni hanno vandalizzato i nostri simboli cristiani più volte… Hanno rotto la statua della Vergine Maria, hanno rotto anche l’icona, l’immagine della Vergine Maria, hanno vandalizzato la croce… Hanno sputato sui nostri sacerdoti e scritto parolacce sulle chiese». Quindi, riguardo a questa profanazione della croce, Kisiya ha commentato: «Non sono sorpresa».
Secondo il ministero della Salute pubblica libanese, dall’inizio dell’escalation del conflitto, il 2 marzo 2026, Israele ha ucciso circa 2.483 libanesi, tra cui 177 bambini e almeno un sacerdote, ferendone 7.602. Ha inoltre causato lo sfollamento di oltre 1,2 milioni di persone, pari al 20% della popolazione nazionale, continuando l’occupazione militare di fatto nel Libano meridionale, distruggendo case e impedendo agli sfollati di farvi ritorno.
Dall’ottobre 2023, gli israeliani hanno ucciso almeno 72.568 persone a Gaza, tra cui circa 22.000 bambini e 33.000 donne.
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Immagine screenshot da Twitter
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Persecuzioni
Performance blasfema a tema LGBT all’interno di un’ex chiesa
Una settimana dopo che centinaia di giovani cattolici australiani si sono inginocchiati e hanno recitato il Rosario fuori da un’ex chiesa cattolica, provocando l’immediata interruzione dello spettacolo blasfemo a tema LGBT che si stava svolgendo all’interno, l’arcivescovo di Sydney è intervenuto per difendere la fede dalle accuse di omofobia cattolica.
«Gli spettacoli e le iniziative promozionali legate al Divine Playhouse, allestito in un’ex chiesa cattolica di Sydney, non sono espressioni neutre di arte», ha scritto l’arcivescovo Anthony Fisher, OP, di Sydney, per The Catholic Weekly. «Le immagini sui social media mostrano un maiale che offre patatine fritte di McDonald’s come “Corpo di Cristo”, artisti maschi vestiti da suore ed eventi promossi con titoli come “Disordine della domenica” e “Confessioni empie”».
Le foto pubblicate su X due settimane fa mostrano giovani uomini e donne cattolici che pregano e tengono in mano rosari proprio di fronte alla chiesa dove si svolgevano le performance scandalose.
Catholics in Australia pray the Rosary outside a former Catholic church in Sydney, now converted into a nightclub, after a performance inside mocked Christian symbols, including the Eucharist. pic.twitter.com/hAhLHOwEwv
— Sachin Jose (@Sachinettiyil) July 18, 2026
Sydney nightclub has closed after Catholics prayed the Rosary outside a former Catholic church, now converted into a nightclub, following a performance that mocked Christian symbols, including the Eucharist.
Info: ABC pic.twitter.com/TvoX0Oazj1
— Sachin Jose (@Sachinettiyil) July 18, 2026
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L’arcivescovo ha descritto il contenuto dello spettacolo come «un’appropriazione deliberata, una sessualizzazione e una denigrazione di simboli e rituali specifici e sacri della fede cattolica», aggiungendo: «Le affermazioni secondo cui questi eventi non erano stati concepiti per deridere i cattolici non sono convincenti».
«Molti cattolici considerano questo comportamento una provocazione deliberata nei confronti delle persone di fede», ha affermato Fisher, spiegando ulteriormente:
«Per i cattolici, l’Eucaristia non è un motivo culturale che si presta alla parodia. È il sacramento al centro del nostro culto: la presenza di Cristo stesso, donata realmente e veramente. Gli abiti religiosi non sono costumi da indossare per una fotografia o per fare umorismo; raccontano di donne che hanno dedicato tutta la loro vita a Dio e al servizio degli altri. Il crocifisso non è un semplice oggetto di scena; è l’immagine di un uomo che muore per amore di coloro che lo deridono».
L’arcivescovo Fisher ha affermato senza mezzi termini che i critici dei cattolici che hanno cercato di far interrompere gli spettacoli sbagliano a definire le loro obiezioni come «un attacco alla comunità LGBT».
«L’obiezione», ha affermato monsignor Fisherro, «riguarda la deliberata derisione di credenze e pratiche che i cattolici considerano sacre».
«Per troppo tempo, il pregiudizio anticattolico è stato trattato come una forma di intolleranza relativamente accettabile. Abbiamo il diritto di chiedere che le nostre sacre credenze non vengano prese di mira e derise con i soldi dei contribuenti, e che quando protestiamo pacificamente, le nostre obiezioni non vengano travisate come odio», ha dichiarato.
Una resistenza alla dissoluzione in realtà esiste ad ogni latitudine.
Come riportato da Renovatio 21, a luglio un uomo è stato arrestato dopo aver abbattuto con una sega l’asta di una bandiera arcobaleno LGBT esposta davanti alla chiesa di San Sebastiano a Mannheim.
Due anni fa un fedele cattolico anonimo ha distrutto una raffigurazione blasfema e indecente della «Nostra Signora» all’interno della cattedrale di Santa Maria a Linz, in Austria dopo che la scultura aveva suscitato indignazione. «L’ho fatto prima di tutto per la Madre di Dio!», ha detto il cattolico che desidera rimanere anonimo ad un suo connazionale austriaco.
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Vi era poi stato il caso del fedele austriaco che aveva gettato nel Tevere le statue della Pachamama piazzate dentro la chiesa di Santa Maria in Traspontina, vicino al Vaticano. Con prontezza incredibile, i carabinieri (italiani…) dissero di aver recuperato dal fiume le statuette, addirittura intatte. Papa Francesco confermò pubblicamente il ritrovamento da parte dell’arma, scusandosi formalmente con chiunque si fosse sentito offeso dal furto e precisando che le statuette erano state esposte senza alcuna intenzione idolatrica.
Tuttavia gli eventi blasfemi o persino idolatrici continuano in tanti spazi sacri.
Una serie di eventi legati alla Nuit Blanche di Parigi che si svolgevano in chiesa sotto la direzione dell’attivista LGBT Barbara Butch, hanno suscitato indignazione tra i cattolici, che si erano radunati fuori dalla chiesa di San Lorenzo per pregare e protestare pacificamente prima di essere dispersi con la forza dalla polizia, tra cui donne di tutte le età.
In un’intervista rilasciata il 16 maggio 2025 all’emittente radiofonica lionenese M Radio, la cantante francese Julie Zenatti ha affermato di essersi esibita per diversi mesi in chiese e cattedrali in tutta la Francia, descrivendo questi edifici come luoghi dall’atmosfera particolare. La Zenatti ha ammesso nell’intervista di non essere una cristiana praticante e che il suo album sulla spiritualità che verrà presentato in tournée nelle chiese francesi, esprime una forma di «spiritualità pagana».
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Immagine di Priz_matik via Flickr pubblicata su licenza CC BY SA 2.0
Persecuzioni
Un’altra chiesa profanata dai vandali in Romagna
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