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Intelligence

Le origini della CIA e la nascita delle operazioni coperte

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Nel suo saggio storico Disciples lo scrittore e giornalista Douglas Waller racconta come Richard Helms (1913-2002), agente segreto e futuro direttore della CIA, spiegasse come la lega dei gentleman – come William J. «Wild Bill» Donovan (1883-1959) amava chiamarla – conteneva vari disadattati sociali e diversi annoiati uomini d’affari di Wall Street in cerca d’azione.

 

Secondo Helms probabilmente il servizio segreto americano OSS aveva avuto un minimo effetto sulla guerra, si sarebbe potuta vincere anche senza di esso ma nonostante questo Donovan aveva dato prova di essere un leader e un visionario. Il generale aveva avuto il merito di far conoscere il Pentagono e gli americani nel difficile mondo della guerra non convenzionale.

 

Con la fine della seconda guerra mondiale, il presidente Harry S. Truman (1884-1972) sciolse l’OSS. La battaglia per la gestione dell’Intelligence nel mondo tra Donovan e J. Edgar Hoover (1895-1972) si risolse in un pareggio a reti inviolate. Ne trasse vantaggio Allen W. Dulles (1893-1969) che inizialmente formò la parte più clandestina con l’aiuto di Frank Wisner (1909-1965) ed infine ne prese formale controllo diventandone direttore.

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Allen Dulles, assieme anche a suo fratello John Foster Dulles (1888-1959) che ricoprì parallelamente l’incarico di segretario di Stato con Dwight D. Eisenhower (1890-1966), concorse a determinare quasi due decenni di politica estera americana. La sua esperienza come spia però venne plasmata agli ordini di Donovan a capo dell’ufficio svizzero e come molti altri colleghi ebbe un rapporto difficile con Wild Bill nonostante la stima reciproca. 

 

Un editorialista scrisse che Donovan aveva avuto una vita da cavaliere medievale, o forse quello che più poteva avvicinarsi per il mondo americano a quell’ideale romantico di stampo prettamente europeo. Scappato dalla povertà della comunità irlandese di Buffalo, visse gli anni del college come quarterback della squadra di football, si laureò alla Columbia in classe con Franklin Roosevelt (1882-1945), venne insignito della medaglia al valor militare per eroismo durante la Grande guerra e divenne miliardario come avvocato di Wall Street.

 

All’alba della seconda guerra mondiale Roosevelt gli diede l’incarico di formare i servizi segreti americani, quello che poi venne chiamato OSS. Sotto il suo comando assemblò una macchina da più di 10 mila spie, organizzazioni paramilitari, propagandisti e analisti che combatterono l’Asse ovunque nel mondo.

 

Donovan considerava Dulles, nell’immediato dopoguerra, la sua migliore spia. Ma allo stesso modo aveva sempre sospettato che Dulles pensasse di poter gestire meglio l’OSS di quanto non stesse facendo lui, e non a torto. Inoltre Donovan aveva sempre sospettato che Dulles pensasse di volergli prendere il posto prima o poi, e anche qui non a torto. 

 

Allo stesso modo di Donovan, Dulles, era convinto che il fine giustificasse i mezzi ed era necessario violare le rigide strutture etiche della società per una giusta causa. Dulles reclutò le menti più brillanti, più idealiste, più avventurose d’America e le spedì in giro per il mondo a combattere il comunismo come Donovan aveva fatto per il nazismo qualche anno prima. Li accomunava lo stesso trasporto per le spericolate missioni clandestine e la stessa insofferenza per quelle che non reputavano interessanti. Nonostante non l’avrebbe mai ammesso, l’esperienza nell’OSS durante la guerra l’aveva formato per la vita. 

 

Successivamente alla resa tedesca, Donovan mandò Dulles a Wiesbaden con l’ordine di gestire Germania, Svizzera, Austria e Cecoslovacchia. L’americano stabilì la sede centrale nella fabbrica della Henkell Trocken Champagne a Wiesbaden che, nonostante bombardata, oltre a mantenere attiva la produzione, aveva ancora le cantine sufficientemente gremite di spumante. 

 

Dulles in Wiesbaden portò vari agenti dei servizi e organizzò un sistema di raccolta informazioni e di reclutamento di nuovi agenti esteri a tempo pieno. L’idea dell’americano era quella di mantenere l’intelligence in vita sotto al suo comando. Per questo si circondò di analisti come Arthur M. Schlesinger Jr. (1917-2007) all’epoca agente dell’OSS, vari agenti del controspionaggio e in più tutta una serie di ufficiali esperti in medicina, comunicazioni e amministrazione. Helms e Ides Van der Gracht gestivano la sezione spionaggio, dopo il rifiuto al ruolo di capo dell’intelligence di William J. Casey (1913-1987) la posizione venne affidata a Frank Wisner (1909-1965). 

 

La conferenza di Potsdam nell’estate del 1945 sancì l’inizio della guerra fredda. La paranoia di Stalin sulla rinascita della Germania e delle elezioni libere nei Paesi dell’Est Europa andava di pari passo con la sua profonda sfiducia verso le mosse americane. Gli States non avrebbero potuto capire quel momento senza mantenere una presenza fissa in Europa. Berlino divenne il centro di gravità permanente dell’intelligence del dopoguerra e così da Wiesbaden l’ufficio venne traslocato nella capitale tedesca. 

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Spiare i Russi divenne la priorità per tutta l’agenzia di Dulles a Berlino. Ma venne il giorno in cui Truman avvisò che sarebbe stata creata una nuova agenzia e che l’OSS sarebbe stata soppressa. I fondi a Berlino vennero tagliati e il morale allo stesso modo calò in maniera direttamente proporzionale al passare del tempo finché Dulles per primo non rassegnò le dimissioni e ritornò in America.

 

Allen Dulles ritornato alla sua carriera da avvocato non riuscì ad abbandonare l’entusiasmo per gli affari internazionali. Crebbe la sua vicinanza con Truman che gli offrì un ruolo da ambasciatore ma venne convinto dal fratello Foster a non accettare seguendo in questo modo la sua aspirazione maggiore. In seguito a un rapporto che scrisse per Truman dove delineò i problemi che stava avendo la CIA nella sua breve nuova vita, gli venne richiesto, in risposta, di gestire le operazioni clandestine.

 

Il passaggio successivo, dopo un breve periodo, divenne quello di ottenere il ruolo di vice direttore della CIA sotto il generale Walter Bedell Smith (1895-1961). La disciplina marziale richiesta ai suoi subordinati non si accostava al giovane Dulles con il quale nacquero diverse incomprensioni. Nel momento in cui Dwight Eisenhower divenne presidente, nominò sottosegretario il generale Bedell Smith sotto John Foster Dulles che divenne il nuovo segretario di stato.

 

La potenza di fuoco di John Foster consegnò in mano al fratello il ruolo tanto agognato di direttore della CIA. Bedell Smith, si oppose alla nomina di Dulles considerando la sua passione per le operazioni coperte nociva per l’agenzia e l’intera politica estera americana. Donovan, che si era speso moltissimo con «Ike» Eisenhower per ottenere la carica, allo stesso modo predisse che il suo sottoposto al tempo dell’OSS avrebbe mandato tutto all’aria.

 

Nonostante le gufate dei suoi ex colleghi, Allen assieme al fratello condussero per un’intera decade la politica estera americana fino all’ascesa politica di John Fitzgerald Kennedy alla presidenza e al disastro della Baia dei Porci del 1962. 

 

Marco Dolcetta Capuzzo

 

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Intelligence

Ingegnere saudita accusato di avere messo microspie in OpenAI

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Un dipendente di OpenAI è stato arrestato con l’accusa di aver installato un dispositivo di registrazione in una sala conferenze della sede californiana dell’azienda, dove i dirigenti discutevano informazioni altamente riservate, ha dichiarato martedì il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.   Il direttore dell’FBI Kash Patel ha identificato il sospettato come Abdulrahman Alfozan, un cittadino saudita che lavorava come ingegnere presso OpenAI, la società che ha sviluppato ChatGPT, dal luglio 2025. In caso di condanna, rischia fino a cinque anni di carcere e una multa di 250.000 dollari.   Secondo una denuncia penale resa pubblica, il personale di OpenAI ha scoperto un dispositivo di registrazione audio collegato a una porta USB sul retro di un televisore in una sala conferenze per dirigenti presso la sede di San Francisco dell’azienda, intorno al 30 settembre. Il dispositivo «era nascosto nella carta igienica» e il suo contenuto era crittografato.

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Le immagini delle telecamere di sicurezza mostrerebbero l’Alfozan entrare nella sala conferenze e guardare dietro il televisore, dove era stato piazzato il dispositivo. Il personale di sicurezza di OpenAI ha poi scoperto che il sospettato aveva lasciato una borsa contenente un secondo dispositivo di registrazione in un’altra stanza.   Secondo la denuncia, l’Alfozan avrebbe utilizzato uno strumento di produttività per effettuare numerose richieste di informazioni sui luoghi in cui si tenevano le riunioni dei dirigenti, pur non avendo l’autorizzazione a parteciparvi. Il documento afferma inoltre che un account chatbot associato alla moglie di Alfozan conteneva messaggi relativi a dispositivi di registrazione nascosti.   «Questa grave situazione sottolinea perché vincere la corsa globale all’Intelligence sia una prerogativa della sicurezza nazionale», ha affermato il direttore dell’Intelligence nazionale Jay Clayton.   L’incidente si verifica in un contesto di crescente competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina, nonché di preoccupazioni sollevate da OpenAI e altre aziende tecnologiche riguardo alla possibilità che modelli di IA sempre più sofisticati possano accedere a reti esterne o agire senza autorizzazione.   Jacob Coxon, ex ricercatore di Anthropic e OpenAI, ha affermato all’inizio di questo mese che la Cina «ha già spie» in entrambe le aziende. Pechino ha negato le accuse di furto di segreti commerciali.   Trump ha appoggiato le richieste di maggiori garanzie per le aziende che si occupano di AI, ma ha respinto le proposte di rallentare lo sviluppo dei modelli di IA. All’inizio di questo mese, ha nominato il Clayton a capo di una task force della Casa Bianca sull’IA.

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Cina

L’FBI arresta una presunta spia cinese all’aeroporto di Los Angeles

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Domenica scorsa, le forze dell’ordine federali hanno arrestato una sospetta agente cinese all’aeroporto internazionale di Los Angeles, mentre si preparava a imbarcarsi su un volo per Shanghai.

 

La sospettata, Wanying «Heather» Zhang, un’agente immobiliare di Irvine, in California, è accusata di aver agito come agente straniero non registrato, in seguito alle accuse di spionaggio ai danni del figlio del presidente di Taiwan, residente negli Stati Uniti. Secondo una denuncia penale presentata al tribunale federale da un agente del controspionaggio dell’FBI di Los Angeles, la Zhang e un complice si sarebbero recati a Seattle, nello Stato di Washington, nel settembre 2025 per fotografare la residenza suburbana della famiglia di un alto funzionario taiwanese. L’individuo preso di mira sarebbe stato Ting-Yu Lai, figlio del presidente taiwanese Ching-Te Lai.

 

Il Ting-Yu, ingegnere sulla trentina che attualmente lavora per l’azienda tecnologica olandese Philips, ha studiato in un’università statunitense e vive con la moglie, Hsiao Chen, e il loro figlio nato in America.

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Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno intensificato la lotta allo spionaggio cinese, che le autorità considerano una delle principali minacce alla sicurezza nazionale. Il caso più discusso sui media è quello di Christine Fang, detta Fang Fang.

 

Secondo un’inchiesta di Axios del 2020, tra il 2011 e il 2015 la donna, arrivata dalla Cina come studentessa, si sarebbe infiltrata negli ambienti politici della California, finanziando campagne elettorali, organizzando raccolte fondi e coltivando rapporti con amministratori locali giovani e in ascesa. Tra questi c’era Eric Swalwell, democratico, che la conobbe quando era consigliere comunale e poi deputato al Congresso. Fang avrebbe contribuito alla sua campagna e fatto collocare una stagista nel suo ufficio.

 

Secondo la testata americana, la Fang avrebbe avuto relazioni intime o sessuali con almeno due sindaci del Midwest.

 

Le accuse e le battute da parte degli avversari conservatori sulla relazione sessuale tra lo Swalwell e la spia cinese si sono sprecate. L’uomo si è ora dimesso e ritirato dalla politica dopo un compromettente video sessuale divenuto pubblico. Swalwell non è mai stato accusato di alcun illecito, mentre Fang lasciò gli Stati Uniti nel 2015 e non è mai stata processata. Il caso ha alimentato il dibattito sulle strategie di influenza di Pechino, fondate su relazioni personali di lungo periodo più che sul furto di documenti.

 

Altri casi sono più classici. Jerry Chun Shing Lee, ex agente della CIA, è stato condannato a 19 anni nel 2019 per aver passato informazioni a Pechino, mentre l’ex funzionario CIA Kevin Mallory ha avuto 20 anni. Xu Yanjun, ufficiale dei servizi cinesi arrestato in Belgio ed estradato negli USA, è stato condannato a 20 anni per il tentato furto di segreti industriali aeronautici. Nel 2023 l’attenzione è salita con il pallone spia abbattuto al largo della Carolina del Sud e con l’arresto di due uomini per una presunta stazione di polizia cinese clandestina a Nuova York. Il fenomeno della stazioni di polizia clandestine cinesi sarebbe presente anche in Europa e pure in Italia.

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Nel 2025 il marinaio Jinchao Wei è stato condannato per aver venduto informazioni militari a un agente cinese. Pechino respinge sistematicamente tutte le accuse.

 

Il caso forse più memorabile è tuttavia quello di Katrina Leung, nome in codice «Parlor Maid». Nata in Cina e trasferita a Los Angeles, Leung era un’imprenditrice che dal 1982 lavorava come informatrice dell’FBI nell’ambiente cinese-americano, con compensi di circa 1,7 milioni di dollari. Per quasi vent’anni ebbe una relazione con il suo referente, l’agente James J. Smith. Secondo l’accusa avrebbe copiato documenti riservati dalla sua valigetta per passarli al ministero della Sicurezza di Stato cinese. Avrebbe avuto una relazione anche con William Cleveland, altro agente di rilievo del controspionaggio, impegnato proprio nelle indagini sulle fughe di segreti nucleari da Los Alamos.

 

Lo Smith e la Leung furono arrestati nel 2003. Il caso crollò per errori e abusi dell’accusa: Leung patteggiò per reati fiscali e Smith per un reato minore, entrambi con pene lievi. Leung ha sempre negato di aver spiato per Pechino.

 

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

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La Germania rischia un potenziale «conflitto violento» con la Russia: parla il capo dei servizi tedeschi

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Il capo dell’Intelligence estera tedesca ha avvertito che la Germania potrebbe essere «coinvolta in un violento conflitto con la Russia», indicando il misterioso incidente del drone all’aeroporto di Lipsia come esempio della minaccia «reale e imminente» rappresentata da Mosca.   Lunedì, in audizione davanti ai parlamentari, il capo del Bundesnachrichtendienst (BND), Martin Jaeger, ha dichiarato che «lo scontro che stiamo affrontando con la Russia ha assunto una dimensione nuova e più pericolosa».   «La Germania rischia di essere coinvolta in un violento conflitto con la Russia: il tentato attentato di Lipsia ne è solo un esempio», ha proseguito, riferendosi al ritrovamento, in agosto, di un drone carico di esplosivo accanto a un aereo da trasporto ucraino all’aeroporto della città.

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Le autorità tedesche non hanno prodotto alcuna prova che colleghi l’episodio alla Russia. Mosca lo ha definito una «provocazione improvvisata» che serve «esclusivamente agli obiettivi di Kiev e dell’ala militarista della classe politica europea». «È ovvio che la Germania stia perseguendo un’ulteriore escalation», ha dichiarato il mese scorso il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.   Lo Jaeger ha comunque sostenuto che la Russia sta conducendo una «guerra occulta» e che esiste una minaccia «reale e imminente» di attacchi contro obiettivi in Germania. «Nessun altro Paese rappresenta attualmente una minaccia così diretta, completa e concreta per la Germania», ha aggiunto.   Lo Jaegerro è una delle decine di figure politiche, militari e mediatiche occidentali che nelle ultime settimane hanno accusato la Russia di condurre una «guerra ibrida» o «guerra ombra» contro l’Europa. Accuse di questo tipo, per loro natura, sono impossibili da verificare. Mosca le ha respinte come pretesti per intensificare il coinvolgimento occidentale nel conflitto russo-ucraino, giustificare l’aumento delle spese militari ed estendere la sorveglianza e la persecuzione degli oppositori interni.   Il cancelliere Friedrich Merz ha descritto in modo esplicito e senza prove il partito più popolare del Paese, l’AfD di destra, come «sostenuto dalla Russia». Martina Rosenberg, capo del Servizio di controspionaggio militare tedesco (Militärischer Abschirmdienst, o MAD), ha ripreso quell’affermazione nel briefing di lunedì, dicendo ai parlamentari che il Paese è «minacciato da diversi pericoli sia esterni che interni».   Jaeger, Rosenberg e il capo dell’Intelligence interna (BfV), Sinan Selen, hanno elogiato i recenti sforzi di Merz per attribuire al BND maggiori poteri offensivi e hanno chiesto un ulteriore rafforzamento delle capacità del MAD e del BfV. I critici accusano invece di un ritorno della Gestapo o della Stasi.   Nonostante le accuse di «guerra ibrida», i leader europei hanno più volte precisato di non credere che la Russia stia pianificando attacchi concreti contro il territorio della NATO. Il BND non ha riscontrato «alcun segnale di un imminente attacco russo su larga scala contro il territorio della NATO», ha aggiunto lo Jaeger.

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Come riportato da Renovatio 21, di recente è emersa una bozza di legge del governo tedesco introdurrebbe una norma che impedirebbe alle persone con opinioni «estremiste» di acquistare una casa. Quattro mesi fa un cittadino tedesco è stato multato per aver definito il Merz «Fritz il bugiardo».   Nel corso dell’anno è pure emerso che Google ha incontrato più volte il governo tedesco per discutere di «incitamento all’odio» e «disinformazione». Tre anni fa la Germania aveva mandato in carcere un uomo per aver sostenuto la Russia in messaggi su Telegram.   La follia orwelliana in atto in Germania era stata condannata l’anno scorso dal segretario di Stato USA Marco Rubio e dal vicepresidente statunitense JD Vance.   La persecuzione civile e politica del partito è multidimensionale: nel giugno 2025 l capo della polizia del Bundestag tedesco, Uli Grötsch, ha chiesto che tutti i membri del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) vengano rimossi dal servizio di polizia.  

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Immagine © Olaf Kosinsky via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 3.0-de  
 
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