Internet
La Spagna sospende Telegram
Il tribunale nazionale spagnolo ha ordinato ai fornitori di servizi Internet di sospendere l’uso del servizio di messaggistica istantanea Telegram, in attesa di un’indagine sulle accuse di violazione del copyright.
La sentenza di venerdì è arrivata dopo che le quattro principali organizzazioni mediatiche spagnole – Mediaset, Atresmedia, Movistar ed Egeda – hanno presentato una denuncia sostenendo che la piattaforma consente agli utenti di distribuire i propri contenuti senza autorizzazione.
Secondo i media locali, il giudice Santiago Pedraz ha richiesto alcune informazioni ai proprietari di Telegram come parte dell’indagine. Poiché la richiesta non è stata soddisfatta, ha ordinato il blocco dell’accesso all’app a partire da lunedì. Il giudice ha descritto la misura come “precauzionale” e ha citato la mancanza di collaborazione di Telegram. La sospensione dovrebbe durare per tutta l’indagine.
Il quotidiano El Pais afferma che Telegram resta in gran parte accessibile in Spagna, anche se alcuni utenti hanno iniziato a segnalare problemi con il servizio già da venerdì sera.
Sostieni Renovatio 21
La sentenza è stata accolta con diffuse critiche. L’organismo di vigilanza sui diritti dei consumatori FACUA lo ha definito “assolutamente sproporzionato” e ha affermato che il blocco del popolare servizio causerà «un danno enorme».
«Sarebbe come chiudere Internet perché ci sono siti web che ospitano illegalmente contenuti protetti da copyright, o tagliare l’intero segnale televisivo perché ci sono canali che praticano la pirateria», ha detto in una nota il segretario generale della FACUA, Ruben Sanchez.
Fernando Suarez, presidente del Consiglio Generale delle Associazioni Professionali dell’Ingegneria Informatica in Spagna, ha espresso un concetto simile, paragonando la sospensione di Telegram alla «chiusura completa di una provincia del nostro Paese perché in quella zona si è verificato un caso di traffico di droga o di furto».
Secondo un sondaggio condotto dall’autorità indipendente di regolamentazione della concorrenza CNMC, quasi il 19% degli spagnoli utilizza Telegram. Secondo il sito di notizie di settore Business of Apps, ha raggiunto 800 milioni di utenti attivi nel 2023 in tutto il mondo.
C’è da notare come in tanti altri social media circolino interi film caricati da utenti in cerca di monetizzazione, ma quelli – gli stessi che poi ti censurano per violazione del pensiero unico – restano aperti.
Poche settimane fa un deputato facente parte della commissione per la libertà di parola del parlamento ucraino aveva chiesto la messa al bando di Telegram, descrivendo l’applicazione come una minaccia alla sicurezza nazionale. La questione era stata sollevata alla tavola rotonda dello scorso mese Standard giornalistici ed etica professionale in condizioni di guerra» organizzata con l’aiuto dell’USAID, l’agenzia governativa americana di aiuto internazionale.
«I partecipanti alla tavola rotonda sono convinti che sia necessario cercare modi per vietare le attività [di Telegram] in Ucraina», si legge in una dichiarazione rilasciata dal comitato dopo l’incontro.
Come riportato da Renovatio 21, mesi prima il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina aveva dichiarato che Telegram è un servizio «pericoloso».
Come riportato da Renovatio 21, nei mesi della pandemia la Germania ha apertamente valutato la possibilità di chiudere Telegram, unico social che – di origine russa con server negli Emirati – pareva non censurare le opinioni degli utenti come invece facevano tutte le altre piattaforme.
Nel 2022, il governo tedesco ha accusato Telegram di fornire una piattaforma per negazionisti del COVID-19 e «radicali di destra» e ha persino minacciato di bloccare l’app se la società dietro di essa non avesse collaborato con Berlino e fermato la diffusione dell’incitamento all’odio e dell’estremismo.
Aiuta Renovatio 21
Come riportato da Renovatio 21, l’anno scorso la Germania ha messo in galera un uomo per aver sostenuto la Russia su Telegram.
In Italia la questione Telegram era stata posta, su altre basi, all’inizio del lockdown 2020: gli editori italiani lamentarono che esistevano sull’app alcuni canali dove si potevano scaricare gratuitamente giornali e riviste – praticamente, un angolo di pirateria diffusa. La Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) chiese all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) di «un provvedimento esemplare e urgente di sospensione di Telegram, sulla base di un’analisi dell’incremento della diffusione illecita di testate giornalistiche sulla piattaforma che, durante la pandemia, ha raggiunto livelli intollerabili per uno Stato di diritto».
Due settimane dopo, a fine aprile 2020, Telegram, con una mossa inedita, rispose ad una mail dei giudici italiani e disattivò i canali accusati. Come scrisse trionfalmente La Repubblica: «Il primo grande risultato nella lotta alla contraffazione dell’editoria arriva nella notte da Dubai alla casella di posta elettronica della procura di Bari: “Hello, thank you for your email”, esordiscono brevemente i manager della piattaforma di messaggistica, prima di dare l’annuncio: “Abbiamo appena bloccato tutti i canali che ci avete indicato, all the best”, firmato: “Telegram Dmca”».
Telegram è una società basta a Dubai e fondata dal russo, con trascorsi a Torino, Pavel Durov.
L’app, insieme a TikTok è stata vietata per «terrorismo» in Somalia. Telegram è completamento bloccato in Cina e parzialmente in Iran.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Focal Foto via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial 2.0 Generic
Internet
Meta dovrà pagare milioni di dollari per la crisi di salute mentale degli giovani
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Internet
Meta in tribunale per Whatsapp: avrebbe ingannato gli utenti sulla privacy
Il procuratore generale del Texas, Ken Paxton, ha intentato una causa che ha definito «storica» contro Meta, accusando l’azienda di aver «falsamente affermato» che i messaggi di WhatsApp sono crittografati e inaccessibili a terzi, compresi i suoi stessi dipendenti.
L’app di messaggistica, acquisita da Meta nel 2014, dichiara sul suo sito web che «nessuno al di fuori della chat, nemmeno WhatsApp, può leggere, ascoltare o condividere ciò che un utente dice».
Giovedì, l’ufficio del procuratore generale del Texas ha annunciato che Paxton ha avviato un’azione legale contro Meta, accusando la società di aver «ingannato i consumatori in merito alla solidità e alla portata delle sue protezioni della privacy» per WhatsApp.
Sostieni Renovatio 21
La causa sostiene che i materiali promozionali di Meta, che affermano di utilizzare la crittografia end-to-end, «hanno indotto milioni di utenti a credere che le loro comunicazioni siano completamente private».
L’ufficio del procuratore generale del Texas, citando articoli di stampa e testimonianze di informatori, ha sostenuto che tali affermazioni erano «palesemente inaccurate» e costituivano una «completa e totale falsificazione delle politiche sulla privacy di Meta».
Commentando la causa, il portavoce di Meta, Andy Stone, ha promesso che l’azienda si difenderà e ha insistito sul fatto che «WhatsApp non può accedere alle comunicazioni crittografate delle persone e qualsiasi affermazione contraria è falsa».
Pavel Durov, fondatore dell’app di messaggistica rivale Telegram, ha scritto su X che «ora sappiamo cosa intendeva il fondatore di WhatsApp quando ha detto di aver “venduto la privacy dei suoi utenti”».
Aiuta Renovatio 21
In un’intervista del 2018 a Forbes, il co-fondatore di WhatsApp, Brian Acton, ha ammesso: «Ho venduto la privacy dei miei utenti per un beneficio maggiore. Ho fatto una scelta e un compromesso», riferendosi alla vendita dell’app di messaggistica a quella che allora era conosciuta come Facebook per 22 miliardi di dollari, avvenuta quattro anni prima.
Durov aveva precedentemente affermato che «bisognerebbe essere senza cervello per credere che WhatsApp sia sicuro nel 2026», sostenendo che il team di Telegram aveva «scoperto molteplici vulnerabilità» nel suo sistema di crittografia.
Le dichiarazioni dell’imprenditore giungono nel contesto di un’importante azione legale collettiva intentata presso un tribunale distrettuale statunitense da un gruppo internazionale di querelanti contro Meta Platforms in merito alla crittografia end-to-end predefinita di WhatsApp.
I querelanti, citando informatori non specificati, hanno affermato che Meta e WhatsApp «memorizzano, analizzano e possono accedere praticamente a tutte le comunicazioni presumibilmente ‘private’ degli utenti di WhatsApp».
Pressappoco nello stesso periodo, Bloomberg ha riferito che le autorità federali statunitensi stavano indagando da tempo su accuse simili.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi anni l’imprenditore tecnologico Elone Musk ha più volte accusato Whatsapp di essere uno spyware, invitando gli utenti a disfarsene, aggiungendo che si dovrebbe abbandonare anche Facebook.
Musk aveva sottolineato quindi che «i fondatori hanno lasciato Meta/Facebook disgustati, hanno avviato la campagna #deletefacebook e hanno dato un contributo importante alla costruzione di Signal. Ciò che hanno appreso su Facebook e le modifiche a WhatsApp ovviamente li ha disturbati molto».
Anche l’ex presidente venezuelano Nicolas Maduro si era scagliato contro Whatsapp dichiarandone la natura di «imperialismo tecnologico».
Come riportato da Renovatio 21, a sua volta Whatsapp un anno fa aveva avvertio di un nuovo attacco cibernetico da parte di una società spyware israeliana avvisando un centinaio di giornalisti e membri della società civile di possibili violazioni dei dispositi.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Marina Stroganova via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC 2.0
Internet
Il CEO di Telegram: «le foto di voi ignudi sono al sicuro con noi»
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Spirito2 settimane faMons. Schneider: l’infiltrazione della massoneria è responsabile della crisi nella Chiesa
-



Essere genitori1 settimana faI bambini che libereranno Faccetta nera
-



Spirito1 settimana faBreve commento di mons. Viganò sull’enciclica di Leone sull’IA
-



Spirito1 settimana faBoy scout rifiuta di inchinarsi ad Allah durante una visita in moschea
-



Bizzarria2 settimane faBotte tra genitori dell’asilo cattolico
-



Intelligenza Artificiale1 settimana faL’enciclica sull’IA è stata scritta con l’IA?
-



Stragi5 giorni faCani e droni killer negli ospedali, stupri sistemici, affamati usati come pratica di tiro: chirurgo racconta gli orrori di Gaza
-



Gender7 giorni fa«L’omosessualità è un disturbo mentale»: psichiatra ad un congresso medico













