Politica
Candace Owens appoggerebbe Tucker Carlson per la Casa Bianca
La commentatrice conservatrice statunitense Candace Owens appoggerebbe il giornalista Tucker Carlson se si candidasse alla presidenza degli Stati Uniti, ma si candiderebbe lei stessa solo se gli elettori la accettassero come «dittatrice».
In un’intervista esclusiva al Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF) con Rick Sanchez, già giornalista CNN passato alla testata governativa russa RT, alla Owens è stato chiesto delle speculazioni negli Stati Uniti secondo cui un giorno potrebbe candidarsi alla Casa Bianca.
«Dico sempre ai miei ascoltatori che non mi candiderei mai alla presidenza. Mi candiderei solo a dittatore», ha affermato Owens. «Non ho a che fare con il Congresso, non ho a che fare con le lobby, non ho a che fare con Lindsey Graham che invoca un’altra guerra».
Candace scherzato dicendo che se gli elettori la volevano, avrebbero dovuto accettare la condizione che lei sarebbe diventata «dittatrice degli Stati Uniti», aggiungendo di non avere alcun interesse a breve termine per una carica politica a causa dell’«inautenticità» di Washington.
L’attivista ha affermato che sarebbe invece disposta a fare campagna elettorale per qualcuno come Tucker Carlson, qualora decidesse di candidarsi, aggiungendo che sarebbe pronta a girare il Paese per conto di Carlson, paragonando l’idea alla sua precedente collaborazione politica con Charlie Kirk.
Sostieni Renovatio 21
La Owens ha quindi affermato che Carlson, insieme a Megyn Kelly, era stata anche una delle poche voci conservatrici di spicco disposte a parlare onestamente del cambiamento di opinione di Charlie Kirk verso la fine della sua vita.
Owens si è inizialmente fatta conoscere alla fine degli anni 2010 esortando gli elettori afroamericani a smettere di sostenere i Democratici. In seguito è diventata una delle voci più autorevoli dei media conservatori, prima di rompere con il Daily Wire, diretto dall’ebreo Shapiro, a seguito di una disputa pubblica sulla guerra di Israele a Gaza e per aver usato l’espressione «Christ is King» («Cristo è Re»), considerata incredibilmente come slogan «antisemita»da tutti i supporter di Israele, pagati e non.
La Owens, sotto gli auspici del marito George Farmer, figlio di un Lord ed ex ministro britannico, si è convertita al cattolicesimo e sembra attenersi ad una linea di pensiero vicina a quella del tradizionalismo francese, che vede la Francia derivata dalla rivoluzione come uno Stato retto dalla perversione, con la pedofilia che impazza tra le élite occulte e nemmeno occulte.
Con estrema pervicacia Candace aveva raccontato in una serie del suo podcasto la storia di Brigitte Macron nata uomo, servendosi dei lavori di Xavier Poussard, giornalista e scrittore francese riparato a Milano, stranamente non oggetto di una denuncia diretta da parte della coppia presidenziale, come lo sono invece altri personaggi che hanno sostenuto l’incredibile tesi in questi anni. Una fra costoro ha scelto di chiedere l’asilo politico alla Russia.
I Macron hanno denunziato la Owens negli USA – dove sono fortissime le leggi a protezione della libertà di parola – asserendo che porteranno prove inconfutabili del sesso femminile della première dame di Francia.
Le voci erano state respinte da Macron, noto per le sue smentite, ancora due anni fa.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine da Instagram
Politica
I democristiani tedeschi vogliono che gli anziani vendano le loro case per pagare l’assistenza
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Politica
Joe Biden fa causa al governo americano
L’ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha avviato una causa legale contro il Dipartimento di Giustizia (DOJ) per impedire la pubblicazione di interviste concesse al suo ghostwriter, materiali che sono poi entrati a far parte di un’inchiesta del procuratore speciale riguardante la gestione scorretta di documenti classificati.
Secondo il Daily Intelligencer, i file comprendono 70 ore di registrazioni audio e relative trascrizioni di dialoghi tra Biden e lo scrittore Mark Zwonitzer, effettuate mentre quest’ultimo lavorava al libro di memorie dell’ex presidente risalente al 2017.
Tali registrazioni sono state acquisite dal procuratore speciale Robert Hur, nominato per verificare se Biden avesse conservato illegalmente documenti classificati nella propria residenza dopo il periodo trascorso come vicepresidente sotto Barack Obama, dal 2009 al 2017.
A maggio, la Heritage Foundation, un centro studi conservatore, ha promosso un’azione legale ai sensi del Freedom of Information Act (FOIA) per ottenere l’accesso a questi documenti. I legali di Biden sostengono che la loro diffusione violerebbe la sua privacy.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
«Ogni cittadino americano, compreso un vicepresidente in carica o ex vicepresidente, ha diritto alla privacy nelle conversazioni private che intrattiene all’interno della propria abitazione», si legge nella denuncia, secondo quanto riportato dal Washington Post.
Nella sua relazione finale pubblicata nel 2024, Hur ha concluso che Biden aveva «intenzionalmente trattenuto e divulgato» materiale secretato, inclusi documenti relativi alla politica militare in Afghanistan, ma ha evitato di proporre un’incriminazione penale.
Hur ha scritto che la memoria di Biden appariva «notevolmente limitata» sia durante le interviste del 2017 con il ghostwriter, sia in quelle successive con il procuratore speciale, aggiungendo inoltre che, se il caso fosse giunto a processo, Biden si sarebbe probabilmente presentato alla giuria come «un uomo anziano, simpatico e benintenzionato, con una memoria debole».
Le preoccupazioni per il peggioramento delle condizioni di salute di Biden hanno avuto un ruolo centrale nella campagna presidenziale del 2024. Egli si è ritirato dalla corsa dopo un dibattito televisivo disastroso con Donald Trump, che alla fine ha sconfitto la sua sostituta democratica, l’ex vicepresidente Kamala Harris.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Politica
Uomo armato delirante ucciso vicino alla Casa Bianca
Gli agenti dei Servizi Segreti hanno risposto al fuoco, colpendo il sospettato. Quest’ultimo è stato trasportato in un ospedale locale in condizioni critiche, dove è poi deceduto. Nell’incidente è rimasto gravemente ferito anche un passante, sebbene le autorità abbiano dichiarato che non è ancora chiaro se la persona sia stata colpita dai primi colpi sparati dal sospettato o durante il successivo scambio di colpi. Nessun agente dei Servizi Segreti è rimasto ferito. La corrispondente di ABC News Selina Wang stava registrando un video sul prato nord quando si sono uditi gli spari. «Sembrava che fossero stati esplosi decine di colpi di arma da fuoco», ha scritto Wang su X. «Ci hanno detto di correre nella sala stampa».A suspect was killed after opening fire on a Secret Service checkpoint outside the White House Saturday evening, a Secret Service spokesperson told CBS News in a statement.
President Trump has been briefed on the shooting that occurred outside the White House, a White House… pic.twitter.com/zZ8hFvtF8U — CBS News (@CBSNews) May 24, 2026
I was in the middle of taping on my iPhone for a social video from the White House North Lawn when we heard the shots. It sounded like dozens of gunshots. We were told to sprint to the press briefing room where we are holding now. pic.twitter.com/iqdQwh4soq
— Selina Wang (@selinawangtv) May 23, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Spirito2 settimane faMons. Schneider: l’infiltrazione della massoneria è responsabile della crisi nella Chiesa
-



Essere genitori1 settimana faI bambini che libereranno Faccetta nera
-



Spirito1 settimana faBreve commento di mons. Viganò sull’enciclica di Leone sull’IA
-



Spirito1 settimana faBoy scout rifiuta di inchinarsi ad Allah durante una visita in moschea
-



Bizzarria2 settimane faBotte tra genitori dell’asilo cattolico
-



Intelligenza Artificiale1 settimana faL’enciclica sull’IA è stata scritta con l’IA?
-



Stragi5 giorni faCani e droni killer negli ospedali, stupri sistemici, affamati usati come pratica di tiro: chirurgo racconta gli orrori di Gaza
-



Gender1 settimana fa«L’omosessualità è un disturbo mentale»: psichiatra ad un congresso medico












