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Perché l’epidemia di Coronavirus è iniziata in Cina?

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Circola con forza la storia che il Coronavirus era già presente nel mondo ben prima della crisi para-pandemica, che altro non avrebbe fatto che portare il virus alla rilevazione medico-statistica mondiale. La storia, sussurrata da un po’ nei circoli dello scetticismo omepatico, approda  in TV per bocca di Bersani.

 

Difficile non vedere l’agenda politica di una simile dichiarazione: il governo ha fatto tutto il possibile, non ha colpe, non ci sono stati ritardi o falle, neanche nei confronti della Repubblica Popolare Cinese, che è veramente vostra amica.

Riteniamo molto pericolosa la rinunzia alla ricerca dell’origine del Male, perché la rinunzia della ricerca della Verità è sempre malefica

 

Tale teoria mette al riparo il governo dalle responsabilità e gonfia il petto allo scetticismo no-vax, per il quale si tratta solo di un’influenza di passaggio.

 

Tuttavia, il risultato è la creazione di una «notte in cui tutte le vacche sono nere», un grande magma indistinto in cui non si capisce quale sia l’origine dell’epidemia, né se l’epidemia sia una epidemia – con buona pace delle megalopoli cinesi militarizzate e desertificate e del probabile smog da cremazioni di massa visibile dal satellite.

Ecco la creazione di una «notte in cui tutte le vacche sono nere», un grande magma indistinto in cui non si capisce quale sia l’origine dell’epidemia, né se l’epidemia sia una epidemia

 

Riteniamo molto pericolosa la rinunzia alla ricerca dell’origine del Male, perché è sempre malefica, a nostro avviso, la rinunzia della ricerca della Verità. La quale Verità, come sappiamo, rende libere le persone e quindi scompagina le agende della Politica.

 

Che il virus possa provenire dal laboratorio di Microbiologia di Wuhan, l’unico in Cina a poter operare a BL4 (il massimo livello di sicurezza biologica secondo lo standard mondiale, sono i luoghi ultra-protetti dove si studiano batteri e virus per i quali non c’è cura o vaccino che tenga), è argomento che abbiamo già trattato su queste colonne.

 

Le teorie per cui il virus sarebbe derivato dal pipistrello a ferro di cavallo o dal pangolino (!) lasciano il tempo che trovano: anche qui, la scienza brancola nel buio.

 

Vale la pena di menzionare  una breve interessante riflessione gastronomico-religiosa pubblicata dal New York Times. L’autore, Yi-Zheng Lian, è un ex redattore capo dell’Hong Kong Economic Journal, docente universitario e opinionista sul quotidiano di Nuova York.

 

Due fattori culturali che aiutano a spiegare la diffusione virale sono per antonomasia, anche se non unicamente, cinesi

Lian ritiene che la definizione del Coronavirus come «cinese» (è il caso delle proteste contro un titolo su un giornale di Rupert Murdoch in Australia, l’Herald Sun) sia fuorviante, ma per quanto riguarda l’attuale epidemia, due fattori culturali che aiutano a spiegare la diffusione virale sono per antonomasia, anche se non unicamente, cinesi.

 

La Cina punisce il messaggero

Il primo fattore: la lunghissima storia della Cina che punisce  il messaggero. Un medico che aveva segnalato sui social media il rischio di un possibile focolaio virale è stato tra le diverse persone convocate dalla polizia a Wuhan all’inizio di gennaio e gli è stato intimato di non diffondere voci. È morto di recente dopo essere stato infettato da COVID-19.

La SARS nel 2002 era stata coperta dalle autorità locali da oltre un mese e il chirurgo che per primo lanciò l’allarme venne trattenuto in detenzione militare per 45 giorni

 

Allo stesso modo, l’epidemia di SARS – causata da un altro Coronavirus – scoppiata nella Cina meridionale alla fine del 2002 era stata coperta dalle autorità locali da oltre un mese e il chirurgo che per primo lanciò l’allarme venne trattenuto in detenzione militare per 45 giorni.

 

Nel 2008, è scoppiato uno scandalo per le contaminazioni nel latte in polvere per bambini. Si scoprì che i principali produttori cinesi avevano aggiunto melanina al latte in polvere. Morirono 6 bambini sono morti, mentre altri 54.000 hanno dovuto essere ricoverati in ospedale. Quattro anni dopo, la gola profonda accusata di aver scoperto il problema fu accoltellato a morte in circostanze misteriose.

La gola profonda accusata di aver scoperto il problema del latte in polvere adulterato fu accoltellato a morte in circostanze misteriose

 

 

Questi sono esempi recenti, ma ciò non significa che debbano essere relegati esclusivamente al Partito Comunista Cinese: la pratica di punire chiunque porti verità imbarazzanti è stata all’ordine del giorno almeno dal tempo di Confucio, nel VI secolo a.C.

 

Confucio prese una pagina da un tratto ancora più antico, Sheh ChingIl libro delle Canzoni»), una raccolta di canzoni e poesie risalenti al X secolo a.C. o prima, considerate fra i classici della letteratura cinese. Vi era scritta una massima: «Per manifestare la via, per prima cosa tieni al sicuro il tuo corpo». (明哲保身)

La pratica di punire chiunque porti verità imbarazzanti è stata all’ordine del giorno almeno dal tempo di Confucio, nel VI secolo a.C.

 

Ciò può sembrare un consiglio abbastanza innocuo, financo saggio come il nostrano mens sana in corpore sano. Bisogna però considerare il destino di uno degli amati studenti di Confucio, Zi Lu , noto anche come Zhong You , dopo che si era imbattuto nel precetto: per aver cercato di rimproverare un usurpatore in una lotta di potere tra signori feudali, fu ucciso e il suo corpo tritato, causando, si dice, il rifiuto di Confucio di mangiare carne macinata.

 

«Il colpo colpisce l’uccello che tira fuori la testa»

Nel terzo secolo, la massima assunse un tocco letterario e una cinica svolta didattica in un saggio sul destino del filosofo Li Kang : «L’albero che cresce più alto della foresta sarà troncato da galassie».

 

Questo, a sua volta, alla fine ha dato origine al più vecchio adagio moderno, «Il colpo colpisce l’uccello che tira fuori la testa».

Carcasse di cane al mercato

 

«Certo, i governanti cinesi occasionalmente sollecitano opinioni oneste dai loro sudditi, ma solo di un certo tipo o di solito per un tempo limitato» scrive Lian. Mao Zedong, nella sua campagna dei «Cento fiori» della fine del 1956 e dell’inizio del 1957, chiese che i fatti e le opinioni critiche fossero dati liberamente.

 

Come noto, pochi mesi dopo seguì la «Campagna anti-destre» durante la quale centinaia di migliaia di persone istruite che avevano parlato durante i «Cento fiori» furono mandate in prigione, costrette all’esilio o sottoposte a anni di maltrattamenti, le loro carriere e le loro famiglie distrutte. «Il colpo colpisce l’uccello che fa tira fuori la testa»: quale migliore dimostrazione.

Punire le persone che dicono la verità è stata una pratica standard dell’élite al potere cinese per più di due millenni.

Punire le persone che dicono la verità è stata una pratica standard dell’élite al potere cinese per più di due millenni. La politica di repressione del messaggero ha indubbiamente contribuito a diffondere il Coronavirus, in Cina e quindi nel mondo.

 

Jinbu, il cibo magico

Un secondo fattore culturale alla base dell’epidemia sono le credenze tradizionali cinesi sui poteri di alcuni alimenti, che hanno incoraggiato alcune abitudini considerate pericolose.

Un secondo fattore culturale alla base dell’epidemia sono le credenze tradizionali cinesi sui poteri di alcuni alimenti

 

Vi è, in particolare, l’aspetto della cultura alimentare cinese noto come jìnbǔ(進補), la cui traduzione significa, approssimativamente, «colmare il vuoto». Alcune delle sue pratiche sono folkloristiche o esoteriche, ma anche tra i cinesi che non le seguono, il concetto è pervasivo.

 

Il jinbu è una teoria alimentare olistica, che parte del presupposto per cui è meglio curare una malattia con il cibo che con la medicina. Le malattie derivano quando il corpo è impoverito di sangue ed energia, sebbene non sia quel tipo di sangue ed energia studiato in biologia e fisica, ma una versione mistica di questi elementi.

I pipistrelli vengono serviti come alimenti salutari anche in Laos

 

Per gli uomini, è molto importante riempire il vuoto di energia, che è legato alla virilità e alla potenza sessuale; per le donne, l’accento è posto sulla sostituzione del sangue, che migliora la bellezza e la fertilità.

 

Si pensa che piante rare e animali selvatici portino il miglior apporto, specialmente se mangiati freschi o crudi. Si dice che l’inverno sia la stagione in cui il corpo ha bisogno di più alimenti jinbu e ciò, si chiede Lian, «potrebbe aiutare a spiegare perché sia ​​la SARS che l’attuale epidemia sono scoppiati in quel periodo dell’anno?»

Si pensa che piante rare e animali selvatici portino il miglior apporto, specialmente se mangiati freschi o crudi

 

I più convinti credenti convinti del jinbu sembrano considerare il principio per cui (Yǐ xíng bǔ,以形補形)«Le forme simili mangiate rafforzano le forme simili», principio non distante dal nostro «Similia similibus curantur», espressione attribuita a Samuel Hahnemann, considerata il fondamento dell’omeopatia.

 

Nel caso cinese però la parola xíng (形), «forme» è a volte riferita agli organi umani e alle loro funzioni. Gli aderenti al jinbu contano come preferiti una lunga lista di cibi esotici «i cui metodi di approvvigionamento o preparazione possono essere tremendamente crudeli, con alcuni semplicemente troppo rivoltanti per descrivere qui».

Gli aderenti al jinbu contano come preferiti una lunga lista di cibi esotici «i cui metodi di approvvigionamento o preparazione possono essere tremendamente crudeli, con alcuni semplicemente troppo rivoltanti per descrivere qui»

 

«Ho visto serpenti e peni di tori o cavalli – ottimi per gli uomini, secondo la teoria – offerti in ristoranti in molte città della Cina meridionale».

 

Le cistifellea e la bile raccolte da orsi vivi sono buone per il trattamento dell’ittero; l’osso di tigre aiuta le erezioni.

 

Più banale ma non meno popolare è lo zibetto , un piccolo quadrupede selvaggio sospettato di aver trasmesso il virus SARS all’uomo. Se in umido con carne di serpente, si dice che curi l’insonnia.

 

Le persone meno abbienti possono nutrirsi della carne di cane – preferibilmente «un cane che è stato inseguito prima di essere macellato, perché alcune persone credono che si ottengano più benefici jinbu dal mangiare un animale il cui sangue ed energia sono aumentati».

 

Le persone meno abbienti possono nutrirsi della carne di cane – preferibilmente un cane che è stato inseguito prima di essere macellato

Allo stesso modo, si pensa che gli animali uccisi poco prima di servire siano più potenti in termini di jinbu, e questo è uno dei motivi per cui nei cosiddetti «wet market» («mercati umidi», espressione che nell’inglese di Hong Kong e singapore indica mercati bagnati erano tradizionalmente luoghi che vendevano animali morti e vivi all’aperto, tra cui pollame, rettili, maiali, etc.) le offerte più esotiche tendono a essere vendute vive, rendendoli anche vettori più potenti per qualsiasi virus che potrebbero contenere.

 

Dobbiamo quindi parlare di uno degli animali considerati come probabile base dell’epidemia; gli animali che statisticamente raccolgono su di essi e nel loro guano quantità incredibili di patogeni: i chirotteri.

 

Si dice che i pipistrelli, che sono ritenuti la fonte originale sia dell’attuale Coronavirus che del virus SARS, siano buoni per ripristinare la vista

«Si dice che i pipistrelli, che sono ritenuti la fonte originale sia dell’attuale Coronavirus che del virus SARS, siano buoni per ripristinare la vista – specialmente le feci granulari degli animali, chiamate Yèmíng shā, “sabbie di splendore notturno”».

 

Il consumo di animali selvatici esotici è stato a lungo sostenuto dagli studiosi ed elevato a pensiero mistico. Esso è incluso nel trattato esoterico Huángdì nèijīngIl Canone Interiore dell’Imperatore Giallo»), scritto circa 2000 anni fa e ancora oggi venerato da molti cinesi che hanno a cuore la salute.

 

È vero che  queste pratiche non sono comuni in tutta la Cina. Né sono unicamente cinesi. Ma in Cina è che queste credenze sono accettate anche tra le persone che non le mettono in pratica

In sostanza, la cultura cinese è profondamente permeata da credenze sui benefici per la salute di alcuni alimenti della fauna selvatica. Tali idee  sono discusse apertis verbis sui giornali e su numerosi siti Internet dedicati, nonché sono insegnate nelle scuole mediche cinesi, che in Cina costituiscono un curriculum parallelo ed equivalente rispetto alla medicina occidentale: ambo le medicine sono infatti presenti negli ospedali cinesi.

 

«È vero – scrive Lian –  queste pratiche non sono comuni in tutta la Cina. Né sono unicamente cinesi: molte persone in molti altri paesi mangiano anche cibi esotici. Ma ciò che è notevole della Cina è che queste credenze sui poteri speciali di alcuni alimenti sono state accettate anche tra le persone che non le mettono in pratica. Si sono saldamente radicati nella coscienza collettiva cinese».

 

E quindi ci sono forti ragioni per dire che l’attuale scoppio di COVID-19 sia  stato aiutato da due pratiche culturali fondamentalmente cinesi. «Questo può essere scomodo da sentirsi dire; l’idea potrebbe persino considerare alcune persone come offensive. Ma è necessario indagare su tutte le cause di questa epidemia mortale, qualunque sia la loro natura – perché se non lo facciamo, stiamo solo preparando la prossima».

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I test DNA commerciali usabili per produrre bioarmi personalizzate: lo dice Commissione Intelligence USA

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La genetica di consumo, sempre più diffusa, può servire per curare e per intrattenere la curiosità degli utenti – ma potrebbe anche essere usata per ucciderli.

 

Due membri dei comitati di Intelligence del Congresso hanno avvertito gli americani che le informazioni raccolte dai kit di test del DNA come 23andMe – popolare servizio di test genetico fondato dal giro di Google e poi partecipato da AstraZeneca –  così come quelle utilizzate in agricoltura, potrebbero essere utilizzate per sviluppare armi biologiche mirate a gruppi di americani o persino a individui specifici.

 

Lo ha rivelato lo scorso venerdì all’Aspen Security Forum il rappresentante democratico del Connecticut Jason Crow, che siede nel comitato di intelligence della Camera ammonendo riguardo al fatto che gli americani si fidano troppo di trasmettere loro DNA nelle mani di società private.

 

«Ora ci sono armi in fase di sviluppo, e sviluppate, progettate per prendere di mira persone specifiche», ha affermato il Crow, un ex Ranger dell’esercito.

 

«Non si può discutere di questo senza parlare di privacy e protezione dei dati commerciali perché le aspettative sulla privacy sono peggiorate negli ultimi 20 anni», ha aggiunto il politico statunitense. «I giovani in realtà hanno pochissime aspettative sulla privacy, questo è ciò che mostrano i sondaggi e i dati».

 

Ciò comporta un rischio di sicurezza esiziale per la popolazione della Superpotenza.

 

«Ecco cos’è: è una cosa dove si può effettivamente prendere il DNA di qualcuno, sapete, il suo profilo medico, e si può prendere di mira con un’arma biologica che ucciderà quella persona o la metterà fuori gioco sul campo di battaglia o la renderà inutilizzabile».

 

Durante lo stesso panel, la senatrice repubblicana dell’Indiana Joni Ernst, un membro del Comitato per i Servizi Armati del Senato, ha ampliato l’argomento, aggiungendo che gli avversari statunitensi potrebbero utilizzare la stessa tecnologia per attaccare la sicurezza alimentare degli Stati Uniti, prendendo di mira bestiame e raccolti per indurre una carestia.

 

«Se guardiamo alla sicurezza alimentare e cosa possono fare i nostri avversari con le armi biologiche che sono dirette alla nostra agricoltura animale, al nostro settore agricolo… influenza aviaria ad alta patogenicità, peste suina africana», ha dichiarato la senatrice. «Tutte queste le cose sono circolate in tutto il mondo, ma se presi di mira da un avversario, sappiamo che provoca insicurezza alimentare. L’insicurezza alimentare genera molte altre insicurezze in tutto il mondo».

 

«Cosa possono fare i nostri avversari con le armi biologiche dirette al nostro settore agricolo?» si è chiesta infine la senatrice.

 

A novembre il dipartimento dello sceriffo della contea di Los Angeles aveva notificato al consiglio dei supervisori della contea che non avrebbe più lavorato con un’azienda di genetica legata alla Cina assunta dalla contea per condurre test e registrazione di COVID-19, dopo che l’FBI aveva condiviso «informazioni molto preoccupanti» sull’azienda in questione, la quale aveva avuto il contratto per assegnazione diretta.

 

«Questa lettera è per informarvi che il dipartimento (dipartimento) dello sceriffo della contea di Los Angeles non parteciperà alla registrazione o al test COVID-19 con Fulgent Genetics Corporation (Fulgent), poiché i dati del DNA ottenuti non sono garantiti per essere sicuri e protetti da governi stranieri e “saranno probabilmente condivisi con la Repubblica cinese», aveva scritto lo sceriffo Alex Villanueva in una lettera.

 

È noto che la Cina abbia intenzione di creare un grande database genetico. Sulla questione sempre a novembre 2021 lanciò l’allarme il controspionaggio nazionale chiedendo alle aziende americane di mettere al sicuro le tecnologie critiche, perché Pechino vuole dominare quella che chiamano l’era «della bioeconomia».

 

Un mese dopo, l’amministrazione Biden aveva inserito nella lista nera 12 istituzioni biotecnologiche cinesi coinvolte nella tecnologia di raccolta di massa del DNA e nella sorveglianza.

 

Durante le Olimpiadi invernali a Pechino, era emerso il rischio per cui, grazie ai tamponi COVID imposti agli atleti, la Cina potrebbe aver raccolto il DNA dei migliori atleti stranieri.

 

Va ricordato inoltre che l’ex direttore dell’Intelligence americana John Ratcliffe aveva accusato Pechino di avere un programma di produzione in laboratorio di esseri umani geneticamente modificati di modo da servire da «supersoldati». Come sappiamo la Cina è stata, per lo meno ufficialmente, il primo Paese al mondo a modificare eugeneticamente degli embrioni tramite la tecnologia CRISPR. La Cina è così a suo agio con i bambini sintetici da aver visto la pubblicazione di «regole per il benessere» dei bambini geneticamente modificati.

 

Come riportato da Renovatio 21, anni fa, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin si chiese perché gli americani stessero raccogliendo DNA russo.

 

«Sapete che il materiale biologico viene raccolto in tutto il Paese, in diversi gruppi etnici e persone che vivono in diverse regioni geografiche della Federazione Russa? La domanda è: perché viene eseguita questa raccolta? È stato fatto intenzionalmente e professionalmente».

 

È stato detto che nella sua visita a Mosca a inizio anno, il presidente francese Emmanuel Macron abbia rifiutato il testo PCR per paura che i russi possano mettere le mani sul suo DNA.

 

Negli incontri bilaterali tra Nord Corea e USA voluti da Trump, emerse che il leader di Pyongyang Kim Jong-un viaggiasse con strumenti che consentivano di non rilasciare le sue deiezioni nel sistema fognario dei luoghi sedi dei meeting: nelle feci e nelle urine vi sono troppe informazioni (non solo genetiche…) che possono servire all’Intelligence straniera per determinare lo stato di salute del vertice della Nazione e, al contempo, magari generare un’arma biologica personalizzata del tipo ora riconosciuto i deputati americani.

 

Ma non sono solo le armi a dover preoccupare: Renovatio 21 sta insistendo sull’avvicinarsi della gametogenesi umana (In Vitro Gametogenesis, o IVG), cioè la possibilità di creare cellule sessuali (spermatozoi, ovuli) a partire da poche cellule raccolte da un individuo, magari cellule della pelle prese dal letto dove ha dormito, magari a sua insaputa.

 

I giornali americani lo hanno chiamato «scenario Brad Pitt»: sarà possibile riprodurre il divo semplicemente ottenendo qualche sua cellula. Ciò ha già spinto in molti a pensare che bizzarre inserzioni sui siti di aste online, come il chewing gum sputato dalla diva, o lo stecco del gelato buttato nella spazzatura dal campione, potrebbero aprire a prospettive terrificanti.

 

La genetica, come l’informatica, è un’arma a doppio taglio: fornisce all’uomo abbondanza di informazioni e comodità, ma può essere usata per spiare gli esseri umani, o perfino per uccider li o, antiteticamente, riprodurli artificialmente a piacimento.

 

Non deve essere un mistero per il lettore quindi il fatto che l’uomo che grazie al software più si è arricchito, Bill Gates, da decenni stia concentrando investimenti sulla genetica e la bioingegneria.

 

 

 

 

 

Immagine di obliczcompl via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

 

 

 

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Kiev ha condotto esperimenti «con malattie estremamente pericolose»: deputato russo

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I militari ucraini sono stati sottoposti a esperimenti batteriologici nel loro Paese: lo ha detto ai giornalisti Konstantin Kosachev, copresidente della commissione parlamentare russa per indagare sulle attività dei biolaboratori ucraini finanziati dagli USA.

 

«L’analisi dei campioni di sangue di quei militari ucraini che sono stati catturati, conferma che per una serie di malattie, comprese quelle atipiche per gli ucraini, il contenuto delle sostanze corrispondenti nel sangue è diverse volte, forse decine di volte superiore alle norme esistenti» ha sottolineato il deputato russo.

 

Secondo il legislatore russo, ciò significa che sul territorio dell’Ucraina sono stati condotti esperimenti nel campo delle malattie infettive estremamente pericolose. «In determinate circostanze, queste malattie potrebbero essere diffuse per scopi offensivi», ha aggiunto Kosachev.

 

Separatamente, ha annunciato i piani della sua commissione per lo sviluppo e l’introduzione di un disegno di legge sui centri di biorisorse e le raccolte biologiche, dicendo: «suggerisco di consolidare tutti i nostri sforzi e agire come coautori [del documento], data la massima importanza di questo argomento , questa legge per tutto il nostro Paese».

 

La scorsa settimana, il deputato aveva  promesso che la commissione avrebbe elaborato una serie di progetti di legge volti a garantire la sicurezza batteriologica della Russia.

 

Kosachev ha osservato che la legge sulla sicurezza biologica in Russia, entrata in vigore il 1° luglio, prevede la creazione di un catalogo nazionale dei ceppi raccolti di microrganismi patogeni e virus. Il catalogo dovrebbe contenere e aggiornare tempestivamente le informazioni su tutti i batteri e virus patogeni.

 

Ciò è avvenuto dopo che Alexander Bastrykin, il capo del comitato investigativo russo, ha dichiarato all’inizio di maggio che gli investigatori erano riusciti a identificare un numero di persone coinvolte nello sviluppo di armi biologiche in Ucraina, inclusi rappresentanti del ministero della Difesa statunitense e società con un importo di finanziamenti che superano i 224 milioni di dollari.

 

Bastrykin ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno costantemente condotto lavori di modernizzazione e riequipaggiamento di circa 30 istituzioni scientifiche legate al ministero della salute e dell’agricoltura ucraino, nonché di diverse strutture sanitarie ed epidemiologiche del ministero della Difesa ucraino.

 

Secondo il capo del comitato investigativo , «i risultati della ricerca sono stati trasferiti nei territori controllati da Kiev» prima dell’inizio dell’operazione militare speciale russa in Ucraina.

 

Ad aprile, Igor Kirillov, il capo della difesa dalle radiazioni, chimica e biologica delle forze armate russe, aveva affermato che ufficiali dell’Intelligence russa avevano trovato tre droni ucraini dotati di spruzzatori di sostanze chimiche nella regione di Kherson, aggiungendo che nel gennaio 2022 l’Ucraina acquistato più di 50 dispositivi simili che possono essere utilizzati per applicare formulazioni biologiche e sostanze chimiche tossiche.

 

Le osservazioni sono state precedute dal ministero della Difesa russo che ha rivelato a marzo che gli Stati Uniti avevano speso più di 200 milioni di dollari per il funzionamento di laboratori biologici in Ucraina, che secondo Mosca facevano parte del programma biologico militare americano.

 

Secondo il ministero, il fondo di investimento di Hunter Biden, figlio del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, avrebbe partecipato al finanziamento del programma.

 

I biolaboratori, nei quali secondo l’esercito russo sarebbero coinvolti Big Pharma e varie figure riconducibili al Partito Democratico USA, avrebbero svolto anche esperimenti sui coronavirus dei pipistrelli, proprio come a Wuhano.

 

Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso un altro politico russo, la vicepresidente della Duma Irina Yarovaja, aveva detto che i biolaboratori ucraino-statunitensi erano parte di un’operazione militare.

 

In un aggiornamento di due settimane fa, il tenente generale Kirillov aveva rivelato che «i risultati della revisione concludono che non esiste un sistema per proteggere gli agenti patogeni pericolosi in Ucraina».

 

Tra i programmi che Kirillov ha raccontato in un incontro con la stampa c’era uno che coinvolgeva lo studio delle zecche Ixodida che sono vettori di una serie di infezioni altamente pericolose (tularemia, febbre del Nilo occidentale, febbre del Congo-Crimea) gestito dall’Università del Texas.

 

«Le zecche venivano raccolte nelle regioni sudorientali dell’Ucraina, dove si trovano focolai naturali di infezioni caratteristici del territorio della Federazione Russa», ha affermato.

 

«Allo stesso tempo, il periodo di attuazione di questo lavoro ha coinciso con un rapido aumento dell’incidenza della borreliosi da zecche tra la popolazione ucraina, nonché con l’aumento del numero di zecche in varie regioni della Russia al confine con l’Ucraina».

 

Due mesi fa il ministero della Difesa russo aveva parlato di un attacco biologico a base di Tubercolosi sulla popolazione di Lugansk.

 

Due mesi fa, la Duma ha invitato a Mosca il sottosegretario di Stato USA per l’Eurasia Victoria Nuland – ritenuta la pupara di quanto avvenuto in Ucraina nell’ultimo decennio e oltre –  a spiegare i laboratori biologici USA in Ucraina.

 

Non è chiaro se la Nuland, che pure ha ammesso la sua preoccupazione per i biolab, abbia risposto all’invito.

 

 

 

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Laboratori biologici USA in Ucraina, il ministero della Difesa russo dà un aggiornamento

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Il comandante delle Forze russe di Protezione dalle radiologica, chimica e biologica, il tenente generale Igor Kirillov, ha dato un briefing di aggiornamento sull’indagine russa sui laboratori biologici statunitensi in Ucraina, accompagnato dalla pubblicazione di nuovi documenti.

 

Tra i documenti c’è un rapporto della Defense Threat Reduction Agency (DTRA) sulle attività biologiche per il periodo dal 2005 al 2016.

 

«Questo rapporto è un documento concettuale progettato per un’ulteriore pianificazione dell’attività biologico-militare del Pentagono in Ucraina che contiene conclusioni sull’attuazione delle linee guida del programma», ha affermato Kirillov.

 

«Nonostante il periodo di più di 10 anni di cooperazione nella presunta “riduzione delle minacce biologiche”, gli esperti hanno affermato: “Non esiste una legislazione sul controllo di agenti patogeni altamente pericolosi nel Paese, ci sono carenze significative nella biosicurezza

 

«L’attuale stato delle risorse rende impossibile per i laboratori rispondere efficacemente alle emergenze di salute pubblica. Il documento sottolinea che (…) negli ultimi cinque anni, l’Ucraina non ha mostrato alcun progresso nell’attuazione delle normative sanitarie internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità».

 

In altre parole, sembra che ci fossero poche misure di biosicurezza efficaci in atto – un po’ quello che si disse del laboratorio di Wuhano.

 

Il rapporto, continua il tenente generale russo, affermava che «che la maggior parte delle strutture è caratterizzata da numerose violazioni gravi, come sistemi di recinzione sbloccati, finestre che si aprono, sistemi di restrizione degli agenti patogeni rotti o inattivi, mancanza di sistemi di allarme».

 

«I risultati della revisione concludono che non esiste un sistema per proteggere gli agenti patogeni pericolosi in Ucraina».

 

«Il documento è allegato con commenti ambigui sugli sponsor e sugli attuatori del programma di riduzione delle minacce biologiche in Ucraina che non hanno nulla a che fare con problemi di biosicurezza», ha affermato Kirillov.

 

Poi, colpo di scena: «in particolare, la Fondazione Soros è citata con la notazione “contribuito allo sviluppo di una società aperta e democratica” …. Conferma ancora una volta che le attività ufficiali del Pentagono in Ucraina sono solo un fronte per militari illegali e ricerca biologica».

 

Un altro documento riguardava l’attività di Metabiota, azienda legata a Hunter Biden, figlio del presidente USA in carica.

 

«I dati disponibili suggeriscono che la società è semplicemente una copertura a livello internazionale per scopi dubbi e viene utilizzata dall’élite politica statunitense per svolgere attività finanziarie poco chiare in varie parti del mondo», ha il militare della Federazione Russa, che ha poi mezionato dettagli sul coinvolgimento di Metabiota nell’epidemia di Ebola in Africa occidentale nel 2015, dove non è riuscita a contenere la diffusione della malattia.

 

Un’altra caratteristica del rapporto di Kirillov è il coinvolgimento del Servizio medico congiunto delle forze armate tedesche, di cui Renovatio 21 aveva già dato conto riguardo al coinvolgimento nei laboratori in Ucraina.

 

«I professionisti della Bundeswehr hanno prestato particolare attenzione all’agente patogeno della febbre del Congo-Crimea», ha affermato il tenente generale. «È stato effettuato uno screening su larga scala della suscettibilità della popolazione locale a questa infezione che ha incluso una sintesi dei dati demografici, epidemiologici e clinici».

 

Tra i programmi che Kirillov ha identificato c’era uno che coinvolgeva lo studio delle zecche Ixodida che sono vettori di una serie di infezioni altamente pericolose (tularemia, febbre del Nilo occidentale, febbre del Congo-Crimea) gestito dall’Università del Texas.

 

«Le zecche venivano raccolte nelle regioni sudorientali dell’Ucraina, dove si trovano focolai naturali di infezioni caratteristici del territorio della Federazione Russa», ha affermato.

 

«Allo stesso tempo, il periodo di attuazione di questo lavoro ha coinciso con un rapido aumento dell’incidenza della borreliosi da zecche tra la popolazione ucraina, nonché con l’aumento del numero di zecche in varie regioni della Russia al confine con l’Ucraina».

 

Kirillov ha anche identificato una serie di altri progetti a cui è stata attribuita la diffusione di malattie, come l’influenza suina africana, non solo in Ucraina ma anche in altri Paesi dell’Europa orientale.

 

Come riportato da Renovatio 21, una settimana fa Irina Yarovaya, vicepresidente della Duma di Stato russa e copresidente della Commissione investigativa sulle attività dei laboratori biologici statunitensi in Ucraina, ha praticamente sostenuto che i biolaboratori ucraini finanziati dagli USA sarebberoparte di un’operazione militare.

 

La stessa Duma ha invitato a Mosca Victoria Nuland per testimoniare, ma è molto difficile che la Nuland si presenti al parlamento russo.

 

Il Pentagono al momento ha ammesso di aver finanziato ben 46 laboratori ucraini.

 

È stata avanzata anche l’idea che vi possa essere una connessione tra i biolaboratori ucraini e il COVID.

 

Il ministero della Difesa russa aveva fatto uscire un documento che mostrava come nel sistema delle attività biologiche statunitensi fossero coinvolti big del Partito Democratico e le Big Pharma. Secondo i russi, in Ucraina il Pentagono faceva esperimenti anche sul coronavirus di pipistrello.

 

Le autorità russe in questi mesi sono arrivate a parlare di un possibile dell’attacco che i russi della zona di Lugansk avrebbero subito con il patogeno della TBC.

 

La Russia è attiva anche nel Consiglio Sicurezza ONU per presentare le prove contro i biolaboratori Ucraina-USA.

 

 

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