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I Clinton si rifiutano di testimoniare nell’inchiesta su Epstein

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L’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e l’ex segretario di Stato Hillary Clinton hanno rifiutato di ottemperare alle citazioni in giudizio emesse dalla Commissione di vigilanza della Camera per testimoniare nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione governativa del caso Jeffrey Epstein.

 

La commissione aveva fissato la deposizione di Bill Clinton per martedì e quella di Hillary Clinton per mercoledì. Tuttavia, attraverso una lettera legale di otto pagine e una dichiarazione pubblica firmata individualmente, i Clinton hanno definito le citazioni «invalide e legalmente inapplicabili».

 

«Ogni persona deve decidere quando ne ha abbastanza ed è pronta a combattere per questo Paese, i suoi principi e il suo popolo, indipendentemente dalle conseguenze», hanno scritto i Clinton.

 

Il presidente della commissione James Comer, repubblicano del Kentucky, ha lasciato simbolicamente una sedia vuota al tavolo delle deposizioni per rimarcare l’assenza dell’ex presidente, esprimendo delusione e annunciando che la prossima settimana la commissione procederà con un voto per dichiarare Bill Clinton in oltraggio al Congresso.

 

«Nessuno accusa Bill Clinton di alcun illecito. Abbiamo solo delle domande», ha dichiarato Comer ai giornalisti. Qualora l’intera Camera approvasse la risoluzione per oltraggio, spetterebbe al Dipartimento di Giustizia decidere se procedere penalmente.

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Il rifiuto giunge mentre il Dipartimento di Giustizia continua a rendere pubblici migliaia di documenti relativi all’indagine su Epstein. Il primo lotto, divulgato nel dicembre 2025, includeva numerose fotografie di Bill Clinton insieme a Epstein e alla sua collaboratrice Ghislaine Maxwell, prive tuttavia di contesto o date specifiche.

 

I legami documentati tra Clinton ed Epstein risalgono alla fine degli anni Novantae ai primi anni 2000. I registri di volo indicano che Clinton e il suo entourage hanno effettuato diversi viaggi internazionali a bordo del jet privato di Epstein, noto come «Lolita Express», verso destinazioni quali Bangkok, Brunei, Ruanda, Russia e Cina. Epstein ha inoltre visitato più volte la Casa Bianca durante la presidenza Clinton.

 

I Clinton hanno ribadito di non possedere informazioni rilevanti e si sono detti disponibili a fornire dichiarazioni scritte giurate, come avvenuto per altre figure di alto profilo esentate dalla testimonianza orale. Il loro team legale ha sostenuto che le citazioni rappresentano un tentativo politicamente motivato di molestarli e di distogliere l’attenzione dai presunti legami del presidente Donald Trump con Epstein.

 

La portavoce di Clinton, Angel Urena, aveva in precedenza chiesto la pubblicazione integrale di tutti i file su Epstein, accusando il Dipartimento di Giustizia di aver diffuso selettivamente materiali che menzionano l’ex presidente al solo scopo di insinuare illeciti inesistenti.

 

A novembre Trump aveva ordinato un’indagine sui legami di Epstein con Bill Clinton.

 

Come riportato da Renovatio 21, negli anni sono emerse imbarazzanti foto di Bill Clinton assieme ad Epstein e il suo entourage. Ha fatto scalpore inoltre la foto al matrimonio di Chelsea Clinton che mostra Ghislaine Maxwell, che si dice pure fosse amante di Bill, tra gli invitati. È stato ricostruito dai registri che Epstein e la Maxwell avrebbe visitato la Casa Bianca dei Clinton decine di volte.

 

A gennaio 2024 erano uscite le parole dalla testimonianza in tribunale di Johanna Sjoberg, la quale ha riferito che Epstein «ha detto una volta che a Clinton piacciono giovani, riferendosi alle ragazze».

 

Come riportato da Renovatio 21, il caso più inquietante della Clinton-Epstein connection è tuttavia quello di Mark Middleton, ex consigliere di Bill Clinton considerato filo conduttore tra l’ex presidente e il miliardario pedofilo, trovato appeso a un albero con un colpo di fucile al petto all’inizio di maggio 2022 fuori da un ranch in Arkansas.

 

Mesi fa era emerso che l’ex presidente Clinton aveva scritto a mano una nota personale per l’album di compleanno del 2003 di Epstein, elogiandone in modo forse inquietante la «curiosità infantile»: «È rassicurante, non è vero? Essere sopravvissuti così a lungo, in tutti questi anni di apprendimento e conoscenza, avventure e [parola illeggibile], e avere anche la curiosità infantile, la spinta a fare la differenza e il conforto degli amici».

 

Tra i personaggi di spicco che hanno contribuito con i loro messaggi all’album figurano anche il miliardario Leon Black, la stilista Vera Wang e il magnate dei media Mort Zuckerman, si legge nel quotidiano.

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Obama dice che gli alieni esistono davvero. L’intervistatore glissa

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L’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha dichiarato di ritenere che gli alieni siano «reali», ma ha escluso le teorie cospirative di lunga data secondo cui gli Stati Uniti nasconderebbero prove di vita extraterrestre in una base militare segreta nota come Area 51.   Queste affermazioni sono state rilasciate da Obama durante il podcast «No Lie» condotto dallo YouTube progressista Brian Tyler Cohen, andato in onda sabato. Alla domanda se gli alieni «esistano davvero», l’ex presidente ha risposto positivamente, precisando: «Non li ho visti e non sono tenuti nell’Area 51».   «Non esiste una struttura sotterranea, a meno che non ci sia questa enorme cospirazione e l’abbiano nascosta al presidente degli Stati Uniti», ha aggiunto il presidente teoricamente originario delle Hawaii.    

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Interrogato su quale fosse la domanda a cui avrebbe desiderato una risposta una volta diventato presidente, Obama ha risposto scherzando che era: «Dove sono gli alieni?»   Nessun’altra domanda sul tema è stata posta al presidente. Ciò ci dà la misura dell’acume degli YouTuber a cui oggi è affidata l’informazione: qualsiasi giornalista, ad un’apertura simile, sia pur scherzosa, avrebbe replicato con domande di follow up per spremere più possibile riguardo all’argomento, tanto più che se lo youtuberro si fosse preparato avrebbe saputo che non è la prima volta che Obama usa questo tipo di retorica.   Questo è, purtroppo, il livello della nuova informazione, e in particolare degli influencer di sinistra.   L’Area 51 è una installazione altamente segreta dell’Aeronautica Militare statunitense situata a Groom Lake, nel sud del Nevada. La CIA ha riconosciuto ufficialmente l’esistenza del sito nel 2013, quando documenti desecretati hanno rivelato che dal 1955 veniva utilizzata per testare l’aereo spia U-2 e altri velivoli sperimentali.   Il riserbo che circonda la struttura ha alimentato per decenni speculazioni su attività legate a presenze extraterrestri, incluse teorie secondo cui vi sarebbero custodite astronavi aliene precipitate o che si tratti di un luogo per contatti con extraterrestri. Alcuni avvistamenti di UFO nella zona sono stati segnalati, ma la CIA ha spiegato che si trattava di voli di prova dell’aereo spia U-2.   L’Area 51 ha cercato di essere normalizzata anche da film hollywoodiani come Zero Dark Thirty (2012), pellicola sull’assassinio in Pakistan dello sceicco saudito Osama Bin Laden: una scena ripetuta in rete vede le forze speciali e la CIA, all’epoca proprio sotto il governo Obama, ispezionare un elicottero stealth sperimentale proprio in un hangar dell’Area 51.  

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Tuttavia, le speculazioni sono state rafforzate anche da centinaia di presunti avvistamenti UFO in altre località. Nel maggio 2022 funzionari del Pentagono hanno riferito al Congresso che quasi 400 segnalazioni di fenomeni aerei non identificati erano state presentate da personale militare, un numero in crescita rispetto alle 144 registrate tra il 2004 e il 2021. Nel 2024 il Pentagono ha comunque precisato di non possedere «alcuna prova che indichi che vita extraterrestre abbia visitato il pianeta».   Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di non «credere» nella vita extraterrestre, pur aggiungendo di aver incontrato «persone serie che affermano che vedono volare cose davvero strane là fuori». In un’altra occasione, intervistato dal figlio Don jr., ha fatto il sornione dicendo di sapere e che si tratta di qualcosa di sconvolgente.   Nelle scorse ore Obama ha corretto il tiro scrivendo che stava solo scherzando e di non aver prove dell’esistenza, per quanto statisticamente probabile, della vita extraterrestre.

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La Maxwell propone un accordo per scagionare Trump e Clinton

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Ghislaine Maxwell, complice del defunto misterioso miliardario e molestatore sessuale Jeffrey Epstein, si è detta disponibile a fornire informazioni che, a quanto pare, scagionerebbero il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e l’ex presidente Bill Clinton, in cambio di un atto di clemenza.

 

L’ex madame del pedofilo condannato sta attualmente scontando una pena di 20 anni di carcere per molteplici reati, tra cui il traffico sessuale di minori. La Maxwell è finita nuovamente al centro dell’attenzione, mentre i legislatori cercano di fare luce su come Epstein, un finanziere ben introdotto, sia riuscito ad abusare sessualmente di minorenni per anni.

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Sia Trump che Clinton compaiono ritratti e menzionati nei file di Epstein, ma entrambi negano qualsiasi comportamento illecito.

 

Lunedì la Maxwell si è rifiutata di rispondere alle domande presentate dalla Commissione di Vigilanza della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Durante un’udienza virtuale dal carcere in Texas, ha invocato il suo diritto, garantito dal Quinto Emendamento, a non autoincriminarsi. L’avvocato della Maxwella, David Oscar Markus, ha dichiarato che la sua assistita avrebbe testimoniato se le fosse stata concessa la clemenza.

 

«Sia il presidente Trump che il presidente Clinton sono innocenti di ogni illecito. Solo la signora Maxwell può spiegarne il motivo», ha scritto l’avvocato su X.

 

Clinton e sua moglie, l’ex Segretario di Stato Hillary Clinton, dovrebbero presentarsi in udienza entro la fine del mese.

 

Il presidente della commissione di controllo della Camera, James Comer, ha sconsigliato al presidente di concedere la clemenza a Maxwell.

 

La Maxwell è l’unica persona condannata per crimini legati a Epstein, nonostante nello scandalo siano coinvolte numerose personalità di alto profilo della politica e della finanza.

 

I critici hanno ipotizzato che abbia ricevuto un trattamento di favore quando è stata trasferita in un’altra prigione federale dopo un colloquio con il vice procuratore generale nel 2025, sostenendo che avrebbe potuto beneficiare di una potenziale grazia.

 

La Casa Bianca ha negato che la clemenza sia in fase di valutazione. Quando gli è stato chiesto di una possibile grazia a novembre, Trump ha dichiarato di non averci pensato.

 

Lunedì, i membri del Congresso hanno iniziato a esaminare le versioni non censurate dei file Epstein. In seguito alla revisione, i deputati Thomas Massie e Ro Khanna hanno dichiarato di aver trovato almeno sei nomi inappropriatamente censurati nelle versioni pubbliche, suggerendo di voler rivelare i nomi pubblicati alla Camera.

 

L’ultima serie di documenti rilasciati dal Dipartimento di Giustizia e provenienti dalla famiglia Epstein ha scatenato ricadute politiche in diversi paesi, tra cui il Regno Unito, dove il primo ministro Keir Starmer è sotto pressione affinché si dimetta a causa della nomina dell’ex inviato britannico Peter Mandelson, che aveva legami con Epstein.

 

Ghislaine Maxwell è una delle figlie del magnate dei media inglese Robert Maxwell, che aveva cambiato nome nascondendo le sue origini ebraico-carpatiche: vero nome Ján Ludvík Hyman Binyamin Hoch, nato a Slatinske Doly in Rutenia (ora Ucraina) in una famiglia povera e numerosa che praticava l’ebraismo ortodosso e parlava solo yiddish. Robert Maxwell è stato definito come una «superspia» dello Stato di Israele, per il quale avrebbe trafficato segreti atomici. Morto misteriosamente nell’Atlantico mentre era sul suo panfilo (chiamato Lady Ghislaine), al funerale in Israele erano presenti vari capi del Mossad e vertici dello Stato Ebraico.

 

La Maxwell stava scontando una pena di 20 anni presso l’Istituto correzionale federale di Tallahassee per traffico di ragazze minorenni a fini sessuali, dove ha adottato la «fede ebraica del defunto padre», ricevendo di conseguenza, con l’aiuto di un’organizzazione del movimento ebraico Chabad-Lubavitch, il beneficio di differenze nei pasti e nell’estensione del tempo libero.

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Ghislaine è ritenuta essere un collegamento tra il caso Epstein e i servizi israeliani, sempre più sospettati di essere dietro l’immane operazione di ricatto dei potenti della Terra filmati mentre facevano sesso con ninfette nell’isola di San Giacomo piccolo nelle Isole Vergini britanniche o nelle magioni di Epstein (in Florida, in Nuovo Messico, a Parigi, a Nuova York aveva il più grande palazzo della città).

 

Come riportato da Renovatio 21, nel corso dello scorso mese la Maxwella si era detta «pronta» a testimoniare in un’audizione di una Commissione del Congresso a Washington.

 

La Maxwell, è emerso, ha fatto vari viaggi con Bill Clinton, di cui, secondo le voci, sarebbe stata pure amante.

 

Ad un giornalista che nel giorno dell’arresto della Maxwell chiedeva un commento a Trump, che la conosce personalmente come figura costante nel mondo dei party altolocati a Nuova York ed in Florida, il presidente reagì augurando alla donna buona fortuna.

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Le porte del pandemonio di Epstein

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Renovatio 21 traduce e pubblica questo articolo del Brownstone Institute.  

«Ci divertiremo», scrive Jeffrey Epstein il 7 dicembre 2009. Questa frase è la sua risposta a un’e-mail del consulente scientifico della Bill & Melinda Gates Foundation (e consulente scientifico di Bill Gates), Boris Nikolic, che sta stilando una lista di «stelle nascenti», molte delle quali sono scienziati, che «dovrebbero visitare insieme».

  A quel punto, tutti dovevano sapere che Epstein era un noto molestatore sessuale, già condannato. Era stato rilasciato dal carcere solo pochi mesi prima, il 22 luglio. Era sotto inchiesta dal 2005: i funzionari federali avevano identificato tre dozzine di ragazze che Epstein avrebbe abusato sessualmente (dopo un controverso patteggiamento concordato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, fu condannato solo per due reati).   Perché un alto funzionario della Fondazione Gates avrebbe voluto organizzare incontri tra Epstein e scienziati di spicco? Se si trattava di soldi, sicuramente avrebbero potuto trovare investitori più promettenti. Con cosa, alla fine, «si sarebbero divertiti»?  

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Una delle rivelazioni dell’ultima serie di documenti su Epstein è il suo forte interesse per virus, vaccini, pandemie e mRNA. Due mesi dopo essere uscito di prigione, scrive di virus, malattie infettive e di quella che chiama «La mia GRANDE idea».     Oppure, ad esempio, nel gennaio 2010 stava discutendo di mRNA e codoni. L’ultimo lotto di documenti dell’indagine su Jeffrey Epstein, pubblicato il 30 gennaio, è composto da oltre 3 milioni di pagine, con molti nomi censurati. È stata creata un’utile simulazione della casella di posta di Epstein, completamente ricercabile e che consente l’accesso al contenuto di oltre 7.000 email. Con parole chiave e pazienza, i documenti originali possono quindi essere reperiti sul sito web del Dipartimento di Giustizia.   Il trio Epstein-Nikolic-Gates figura in primo piano anche in una lunga lettera di accordo inviata da Epstein a Gates. Secondo questo documento del 2013, Gates «richiede espressamente» a Epstein di «rappresentare personalmente» Nikolic nelle trattative per la cessazione del suo rapporto di lavoro con Gates. La prima sezione di questa lettera di sei pagine afferma: «il signor Gates riconosce che il signor Epstein ha un rapporto collegiale esistente con il signor Gates, in base al quale il signor Epstein ha ricevuto informazioni riservate e/o proprietarie dal signor Gates». Un’analisi del suo contenuto e delle sue implicazioni più ampie è disponibile in un articolo dettagliato di Sayer Ji su Epstein, Gates e «Pandemics as a Business Model».   Nel marzo 2017, due anni e mezzo prima dell’Evento 201, tre anni prima che il COVID-19 fosse ufficialmente dichiarato pandemia dall’OMS, una discussione via email tra Gates e bgC3 (Bill Gates Catalyst 3, ora Gates Ventures) parla di «simulazione pandemica».  

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Diverse email contenute nei documenti di Epstein parlano di preparazione alle pandemie. Una di queste, del marzo 2015, invita esplicitamente a discutere «come coinvolgere ufficialmente l’OMS» per il bene del «co-branding» (sembra che il «prodotto» da «co-brandizzare» sia una pandemia).     Nel 2017, un’e-mail di Boris Nikolic indirizzata sia a Epstein che a Gates (quattro anni dopo la lettera di accordo in cui Epstein avrebbe mediato la rottura tra Nikolic e Gates) menziona la «pandemia» come un’area chiave per un Donor Advised Fund.  

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Nikolic è stato poi nominato esecutore testamentario nel testamento di Epstein , firmato due giorni prima della sua morte, ufficialmente per suicidio, nell’agosto 2019. (Mentre scrivo, un amico mi fa notare che, secondo Fortnite Tracker, un giocatore con il nome utente di Epstein, littlestjeff1, stava ancora giocando, da Israele, nel 2024…)   Epstein era un nodo di una vasta rete oscura, e la pubblicazione dei file potrebbe rappresentare una soglia di accesso. In un’intervista video inclusa nel comunicato, Epstein dichiara a Steve Bannon di essere solo il «livello uno», «il livello più basso» di predatore sessuale. Come ha affermato la ricercatrice Whitney Webb in una conversazione con James Corbett:   «Jeffrey Epstein era tanto un criminale finanziario quanto un criminale sessuale. C’è una ragione ben precisa per cui i media mainstream vogliono parlare solo dei suoi crimini sessuali tra il 2000 e il 2006. Jeffrey Epstein non era nemmeno un’anomalia nella rete in cui operava. Numerose persone sono coinvolte in ricatti sessuali e traffico di esseri umani. Se pensate che questi problemi siano scomparsi con Jeffrey Epstein, vi sbagliate di grosso. (…) E se tiraste fuori il filo di Epstein, direi che si inizia a svelare gran parte del quadro generale».   All’inizio del 2020, non tutti conoscevano la parola pandemia . Molto meno familiare era ancora la parola (più comune fino al 1900) pandemonio. Lo Shorter Oxford English Dictionary definisce pandemonio, nel suo primo significato, come «la dimora di tutti i demoni» e, in seguito, come «un luogo o stato di totale confusione e tumulto». Il COVID era un pandemonio: ha generato uno «stato di totale confusione». La parola fu coniata da John Milton nel Paradiso perduto (1667), dove Pandemonio è «il palazzo di Satana», «l’alta capitale di Satana e dei suoi pari» e «città e orgogliosa sede di Lucifero». A parte il prefisso pan- (greco per «tutto»), queste parole non sono correlate.   Sembra che Gates ed Epstein fossero molto più vicini di quanto si pensasse. Gates richiama alla mente, tra le altre cose, la preparazione alle pandemie (come nel caso del CEPI, la «Coalition for Epidemic Preparedness Innovations» e di Event 201, entrambi finanziati dalla Bill & Melinda Gates Foundation). Epstein richiama alla mente un’oscurità che ha comportato orribili violenze sui bambini e, molto probabilmente, l’esplicita invocazione di potenti forze del male, come è sempre più comune ai vertici del potere politico, economico e tecnologico. Gates ed Epstein, pandemia e pandemonio, potrebbero essere più vicini di quanto pensassimo.   Un’ultima parola. Ci troviamo in un mondo che, in larga misura, sta già collassando moralmente, cognitivamente e spiritualmente. Per affrontare questa oscurità senza esserne travolti, è essenziale essere consapevoli che la Fonte primordiale della realtà (chiamatela Dio o come vi pare) è in definitiva Luce, Bontà e Verità. Ed è questo che alla fine prevarrà.   Jordi Pigem Jordi Pigem ha conseguito un dottorato di ricerca in filosofia presso l’Università di Barcellona. Ha insegnato Filosofia della scienza al Master in Scienze Olistiche dello Schumacher College in Inghilterra. Tra i suoi libri figura una recente trilogia, in spagnolo e catalano, sul mondo attuale: Pandemia y posverdad (Pandemie e post-verità), Técnica y totalitarismo (Tecnica e totalitarismo) e Conciencia o colapso (Coscienza o collasso). È membro del Brownstone Institute e membro fondatore di Brownstone Spain.

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