Cervello
Pubblicati i dettagli sugli studi della CIA sul controllo mentale
Un gruppo per la trasparenza sta pubblicando documenti che fanno luce sui programmi di controllo mentale della CIA risalente a decenni fa.
Il National Security Archive, una ONG statunitense dedita all’uso delle richieste del Freedom of Information Act (FOIA) per rivelare segreti governativi, ha messo online alcuni documenti lunedì per celebrare i 50 anni da quando le attività della CIA sono state rivelate dal New York Times. Una raccolta completa di oltre 1.200 documenti sarà ospitata da ProQuest, una società di assistenza alla ricerca accademica.
A partire dai primi anni Cinquanta, la CIA cercò segretamente modi per controllare il comportamento umano attraverso droghe, tra cui l’allora nuovo allucinogeno LSD, l’ipnosi e maltrattamenti estremi, come la deprivazione sensoriale.
Gli esperimenti, compresi quelli condotti su soggetti inconsapevoli, derivavano in gran parte dall’interesse per i sentimenti anti-guerra espressi dalle truppe statunitensi che avevano combattuto nella guerra di Corea e avevano subito prigionia. I media coniarono il termine «lavaggio del cervello» («brainwash») per spiegare perché i soldati simpatizzassero con il nemico comunista. La CIA sperava di poter replicare l’effetto, conducendo ricerche con i nomi in codice BLUEBIRD, ARTICHOKE e MKULTRA.
Il direttore della CIA Richard Helms e il capo dell’MK Ultra Sidney Gottlieb distrussero la maggior parte dei documenti originali nel 1973 in quella che l’Archivio definì «forse la più infame copertura nella storia dell’Agenzia». La maggior parte dei suoi documenti proveniva dall’autore John Marks, che nel 1979 scrisse un libro sul controverso programma.
Uno dei promemoria evidenziati dalla ONG sosteneva di aver ottenuto successo nell’indurre l’amnesia in «agenti russi sospettati di essere stati resi agenti doppi». In un altro, Gottlieb ha firmato la somministrazione di dosi maggiori di LSD ai detenuti federali di Atlanta come parte della ricerca. L’Archivio ha puntato il dito contro il gigante farmaceutico Eli Lilly & Company come fornitore di «quantità in tonnellate» di LSD alla CIA.
Si tratta di «una storia segnata da una quasi totale impunità a livello istituzionale e individuale per innumerevoli abusi commessi nel corso di decenni», ha affermato il gruppo. Alcune delle ricerche erano simili a quelle svolte in precedenza dai “medici nazisti che furono processati a Norimberga».
L’articolo di denuncia di MKULTRA del dicembre 1974 sul NYT era stato scritto dal giornalista investigativo Seymour Hersh, il veterano reporter che, tra i diversi articoli-bomba pubblicati nel corso dei decenni, ha scritto di recente che il governo degli Stati Uniti avrebbe fatto esplodere i gasdotti Nord Stream che collegano Russia e Germania nel 2022.
Come riportato da Renovatio 21, vi è sempre più luce sul fatto che casi di violenza con risonanza mondiale abbiano avuto dietro soggetti del programma MK Ultra. È stato affermato, ad esempio, che Ted Kaczynski, il terrorista noto come Unabomber, fosse finito per fare da cavia al programma di controllo mentale CIA quando era giovanissimo studente universitario, subendo crudeltà ed angherie di ogni sorta.
Parimenti, anche Mark Chapman, assassino del celeberrimo musicista dei Beatles John Lennon, si dice possa essere uscito dai laboratori dell’MK Ultra. Sarebbero stati «pazienti» MK anche il guru della famigerata banda assassina Charles Manson e il brutale mafioso irlandese bostoniano Whitey Bulger.
La CIA ha eseguito esperimenti, anche con uso di sostanze psicogene come l’LSD, pure su cittadini inconsapevoli.
Come riportato da Renovatio 21, in una bizzarra dichiarazione emessa di recente, la CIA ha comunicato non aver utilizzato programmi di controllo mentale sul ventenne che ha tentato di assassinare l’ex presidente Donald Trump.
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Cervello
Inaugurato il primo data center al mondo alimentato da cellule cerebrali umane
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Cervello
La Cina batte Neuralink di Musk nella commercializzazione di impianti cerebrali
Chirurghi cinesi hanno impiantato un’interfaccia cervello-computer in un paziente con mobilità ridotta della mano, in quella che viene indicata come la prima procedura commerciale al mondo che impiega un dispositivo non invasivo approvato di questo genere.
L’operazione è stata eseguita lunedì in un ospedale di Sciangai. Il paziente aveva riportato una lesione al midollo spinale in un incidente stradale dieci anni prima e, nonostante anni di riabilitazione, conservava una funzionalità limitata alla mano.
Durante l’intervento, un impianto delle dimensioni di una moneta è stato collocato sulla superficie del cervello del paziente. Il dispositivo è progettato per rilevare i segnali cerebrali e trasmetterli a un computer, che li converte in comandi per un guanto robotico.
Secondo quanto dichiarato dai funzionari, l’operazione si è svolta senza complicazioni e il paziente si sta riprendendo, con parametri vitali stabili. Hanno precisato che l’impianto ha catturato con successo segnali cerebrali stabili e di alta qualità.
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L’impianto, denominato NEO, è stato sviluppato dalla startup cinese Neuracle e approvato dall’ente regolatore medico cinese a marzo, permettendogli di superare la fase di sperimentazione clinica e di essere impiegato commercialmente negli ospedali.
Questo risultato ha consentito a Neuracle di precedere Neuralink, l’azienda di Elon Musk, nella gara alla commercializzazione di interfacce cervello-computer impiantabili. Sebbene anche Neuralink abbia impiantato chip in esseri umani e sostenga di avere 21 persone coinvolte in sperimentazioni cliniche in tutto il mondo, non ha ancora ottenuto l’approvazione commerciale completa negli Stati Uniti.
L’approccio di NEO si distingue da quello di Neuralink ed è concepito per essere non invasivo, poiché il dispositivo viene posizionato sulla superficie del cervello senza penetrarlo, con l’obiettivo di aiutare i pazienti a recuperare la funzionalità degli arti.
Il chip di Musk, al contrario, utilizza fili sottilissimi inseriti direttamente nel tessuto cerebrale grazie all’ausilio di un robot chirurgico. Anche il primo prodotto di Neuralink, Telepathy, è destinato a permettere alle persone paralizzate di controllare computer, telefoni e altri dispositivi con il pensiero.
Anche altre aziende hanno esplorato soluzioni meno invasive. Synchron, una startup statunitense, ha realizzato un impianto inserito attraverso una vena anziché tramite un intervento chirurgico a cranio aperto, mentre Meta sta sviluppando sistemi di intelligenza artificiale capaci di tradurre in testo le scansioni cerebrali non invasive.
Per il momento, l’impiego principale delle interfacce cervello-computer resta in ambito medico, in particolare per pazienti affetti da paralisi, lesioni del midollo spinale e gravi patologie neurologiche. Tuttavia, Musk ha previsto che tali chip finiranno per sostituire gli smartphone. I ricercatori del settore hanno inoltre discusso di possibili applicazioni future nell’elettronica di consumo, nella robotica e nel potenziamento umano.
Come riportato da Renovatio 21, Elone sostiene che gli impianti cerebrali neuralinki «aumenteranno drasticamente le capacità umane». L’anno scorso era emerso che un primo paziente neuralinko utilizzava il chip al cervello per imparare nuove lingue.
Due anni fa Musk disse che il primo paziente Neuralink era giunto a controllare il mouse del computer con i pensieri.
Come riportato da Renovatio 21, negli anni scorsi, in concomitanza con la partenza degli esperimenti sugli esseri umani approvati dall’ente regolatorio americano FDA, era emerso che alle scimmie su cui era stato sperimentato l’impianto erano successe «cose terribili», cosa che Musk ha poi negato.
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Neuralink, che aveva iniziato con impianti di microchip cerebrali sui suini, non è la prima azienda ad avviare sperimentazioni umane con un’interfaccia cervello-computer. Nel 2022, la società tecnologica con sede a New York Synchron, finanziata dai miliardari Bill Gates e Jeff Bezos, ha già impiantato il suo primo dispositivo per la lettura della mente in un paziente statunitense in una sperimentazione clinica.
Vi sono altri casi simili di impianti cerebrali che tentano di aiutare pazienti in condizioni estremamente critiche come quello portato avanti dagli scienziati della Stanford University, che consente ad un uomo con le mani paralizzate di poter «digitare» fino a 90 caratteri al minuto, semplicemente pensando alle parole.
Anche un colosso digitale come Facebook era interessato alla tecnologia del pensiero degli individui.
Chip cerebrali sono stati utilizzati per comandare piante carnivore. Pochi mesi fa è emerso che gli scienziati sono riusciti a far giocare sempre a Pong anche delle cellule cerebrali in vitro.
La trasformazione cibernetica della vita umana è uno dei punto focali del transumanismo, predicato sia da entusiasti della Silicon Valley più o meno innocui che da vertici planetari come il Klaus Schwab, patron del World Economic Forum di Davos, che immagina un mondo dove in aeroporto saranno fatte «scansioni cerebrali» per evitare che il passeggero nutra idee pericolose. «Una fusione della nostra identità fisica, digitale e biologica» dice Klaus Schwab.
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Bioetica
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