Oligarcato
Hillary Clinton prima interrompe l’udienza e poi spiega perché la complice di Epstein era al matrimonio della figlia
L’ex Segretario di Stato americano Hillary Clinton ha affermato ai giornalisti di non aver mai avuto alcun legame né comunicazione con il defunto Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali, e di aver conosciuto la sua complice Ghislaine Maxwell soltanto come una «conoscente» occasionale.
Parlando con la stampa giovedì, dopo una lunga deposizione a porte chiuse davanti alla Commissione di vigilanza della Camera, Clinton ha confermato la sua posizione iniziale, secondo cui «non aveva idea» delle attività criminali di Epstein.
«Non ho mai incontrato Jeffrey Epstein, non ho mai avuto alcun contatto, contatto o comunicazione con lui», ha dichiarato. «Non sono mai stata sulla sua isola, non sono mai stata a casa sua, non sono mai stata nei suoi uffici».
Pur ammettendo di conoscere Maxwell, ha descritto il rapporto come del tutto superficiale.
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— Luke Rudkowski (@Lukewearechange) December 29, 2021
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«Conoscevo Ghislaine Maxwell solo per puro caso», ha detto. Quando le è stato chiesto espressamente perché Maxwell fosse presente al matrimonio di sua figlia Chelsea nel 2010, Clinton ha precisato che la trafficante di sesso condannata non era un’ospite invitata direttamente dalla famiglia.
«È venuta come accompagnatrice, ospite di qualcuno che era stato invitato», ha spiegato Clinton ai giornalisti, senza rispondere ad altre domande.
La questione è emersa da documenti giudiziari resi pubblici che hanno mostrato come Maxwell, attualmente detenuta per aver reclutato e adescato ragazze minorenni per Epstein, avesse disertato una deposizione prevista in una causa civile intentata dall’accusatrice Virginia Giuffre proprio il giorno delle nozze.
La testimonianza di Clinton, da lei stessa definita «ripetitiva», è stata brevemente interrotta all’inizio della giornata da una foto trapelata online che la ritraeva all’interno della seduta a porte chiuse.
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L’ex Segretario di Stato ha criticato duramente la procedura, accusando i legislatori repubblicani di aver trasformato un’indagine seria in un «teatro politico di parte». Ha aggiunto che, verso la conclusione della sessione, le domande si sono spostate da Epstein a temi come gli UFO e la teoria del complotto del «Pizzagate».
Clinton è stata interrogata anche sui riferimenti al marito, l’ex presidente Bill Clinton, presenti nei file di Epstein. Alla domanda se fosse assolutamente certa che il marito non sapesse nulla dei crimini di Epstein, ha risposto che il suo rapporto con il finanziere si era interrotto anni prima che le attività criminali venissero alla luce, alla fine degli anni 2000.
«Penso sia giusto dire che la stragrande maggioranza delle persone che hanno avuto contatti con lui prima della sua dichiarazione di colpevolezza nel 2008 erano come la maggior parte delle persone», ha dichiarato Clinton. «Non sapevano cosa stesse facendo».
Venerdì Bill Clinton dovrebbe deporre davanti alla stessa commissione; i filmati di entrambe le audizioni saranno resi pubblici in un secondo momento.
Le risposte della Clinton hanno scandalizzato vari commentatori conservatori, che la accusano di essere una mentitrice senza scrupoli.
In seguito, a telecamere spente, ha deposto anche l’ex presidente, il marito Bill Clinton, che, non potendo dire di non aver mai conosciuto Epstein (ha viaggiato 26 volte nel suo aereo, ed è stato visitato alla Casa Bianca dal pedofilo 17 volte) ha dichiarato di essersi allontanato dopo aver scoperto riguardo ai suoi crimini nei confronti delle donne.
La Clinton aveva interrotto brevemente un’inchiesta del Congresso sul suo presunto coinvolgimento con il defunto condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein, dopo che l’influencer conservatore Benny Johnson ha diffuso online una sua foto scattata durante la seduta a porte chiuse. Dopo circa un’ora dall’inizio dei lavori, il podcasterro Benny Johnson ha pubblicato una foto dell’ex segretario di Stato sul suo account X, sostenendo che si trattasse della «prima immagine di Hillary Clinton che testimonia sotto giuramento su Jeffrey Epstein al Comitato di vigilanza repubblicano».
Appresa la notizia del post, gli avvocati di Clinton hanno chiesto la sospensione della deposizione. «L’udienza è stata sospesa brevemente per capire da dove provenga la foto e perché i membri del Congresso stiano violando le regole della Camera», ha dichiarato ai giornalisti il portavoce di Clinton, Nick Merrill.
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Il Johnson ha affermato che «Hillary Clinton si è appena allontanata dalla deposizione di Epstein perché ho pubblicato una sua foto mentre testimoniava». Il commentatore ha precisato di aver ricevuto la foto dalla deputata Lauren Boebert e di averla pubblicata con il suo permesso.
«È una follia. La deposizione è stata filmata e sarà pubblicata integralmente. Hillary voleva che fosse fatta IN DIRETTA TV», ha aggiunto il commentatore conservatore. La Boeberta ha difeso il podcaster, sostenendo di «non aver fatto nulla di sbagliato».
Secondo quanto riferito da diversi media, la procedura è ripresa circa 30 minuti dopo. Nella sua dichiarazione di apertura, diffusa da Clinton su X prima dell’inizio della deposizione, l’ex segretario di Stato ha sostenuto di «non avere idea» delle attività di Epstein e di «non ricordare di averlo mai incontrato».
Clinton ha inoltre accusato i legislatori repubblicani di aver sostituito un’indagine con un «teatro politico di parte», volto a distogliere l’attenzione pubblica dalle «azioni» del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e «dalle decine di migliaia di volte in cui compare nei file di Epstein».
L’anno scorso, la Commissione di Vigilanza della Camera ha citato in giudizio Clinton e suo marito, l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. La coppia ha accettato di comparire solo dopo essere stata minacciata di essere ritenuta colpevole di oltraggio al Congresso.
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Immagine screenshot da YouTube
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Gola profonda del caso Epstein trovato morto in Tailandia
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I am the British whistleblower who reported evidence concerning Howard Lutnick, his links to Jeffrey Epstein, and Cantor Fitzgerald and BGC to the FBI in 2020–21.
Listen to the BBC File on 4 documentary about my whistleblower story: https://t.co/rLRDnZA4Dv BBC News: https://t.co/DdNNOosnKL I later shared evidence with the House Oversight Committee, which subsequently questioned Lutnick behind closed doors. My disclosures also contributed to regulatory action in the US and UK, including a £96m HMRC tax assessment relating to BGC’s partnership scheme. I believe the true tax exposure is substantially higher. I also reported to the FBI and financial regulators matters involving Cantor Fitzgerald’s Relief Fund and BGC/Cantor’s annual 9/11 Charity Day. The personal consequences of whistleblowing, and the retaliation I say followed, have been devastating for my family and me. Mother Jones previously reported that documents I uncovered revealed a years-long business tie between Howard Lutnick, Cantor Fitzgerald and Jeffrey Epstein through AdFin, including a 2018 exchange in which Lutnick and Epstein discussed the company directly: https://t.co/aRdn302v4i https://t.co/aRdn302v4i Follow me here on X and on LinkedIn. I intend to share more of the evidence and the story behind what happened. — Simon Andriesz (@SAndriesz) August 9, 2026
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La Norvegia indaga sui legami tra la sua élite ed Epstein
Il Parlamento norvegese ha aperto un’inchiesta pubblica sui legami tra l’élite politica e diplomatica del Paese e il finanziere statunitense Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali su minori. Saranno sentiti undici ministri degli Esteri e dello Sviluppo, tra cui l’attuale e l’ex titolare degli Esteri, e il primo ministro Jonas Gahr Stoere, che ricoprì quella carica dal 2005 al 2012.
I documenti su Epstein, resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia statunitense all’inizio di quest’anno, hanno messo in luce i suoi rapporti spesso tossici con politici, membri di famiglie reali e altre figure di spicco, per i quali si ritiene abbia procurato ragazze minorenni a scopo sessuale. Quelle rivelazioni hanno innescato indagini parlamentari e di polizia in Norvegia.
La Commissione permanente per il controllo e gli affari costituzionali del Parlamento sta esaminando la gestione dei fondi per gli aiuti internazionali da parte del ministero degli Esteri, i controlli interni e se i rapporti personali con Epstein possano aver inciso sulle decisioni del governo. Il membro della commissione Jonas Andersen Sayed ha detto che l’esecutivo deve spiegare che cosa sta facendo per ricostruire la fiducia nel servizio diplomatico.
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Restano aperti anche interrogativi sui finanziamenti norvegesi all’International Peace Institute (IPI), che tra il 1997 e il 2018 ha ricevuto dal Ministero degli Esteri circa 130 milioni di corone (12 milioni di euro). Il think tank internazionale è stato guidato dal diplomatico norvegese Terje Roed-Larsen dal 2005 al 2020.
La Norvegia, sede del Premio Nobel per la Pace e da tempo attore centrale della diplomazia internazionale, è finita sotto una luce sempre più intensa per i legami di Epstein con i suoi ambienti politici e diplomatici.
Roed-Larsen, figura chiave dei negoziati di pace in Medio Oriente negli anni Novanta e tra i principali artefici degli Accordi di Oslo del 1993, è uno dei norvegesi di spicco indagati dall’Oekokrim, l’autorità per i crimini economici, dopo la pubblicazione dei documenti del caso Epstein.
Sotto inchiesta ci sono anche l’ex primo ministro Thorbjoern Jagland e l’ex diplomatica Mona Juul. La Juul e lo Jagland sono sospettati di corruzione aggravata, Roed-Larsen di complicità nello stesso reato. Tutti e tre hanno respinto gli addebiti.
Edward Juul Rod-Larsen, 25 anni, è stato trovato morto a Oslo pochi giorni dopo che le polizie francese e norvegese avrebbero avviato un’indagine congiunta sui suoi genitori, Mona Juul e Terje Rod-Larsen; si è sospettato il suicidio. Anche lo Jagland avrebbe cercato di suicidarsi, finendo all’ospedale.
Come riportato da Renovatio 21 ex ministro degli Esteri Boerge Brende ha intanto testimoniato davanti alla commissione, dopo essersi dimesso a febbraio da presidente e amministratore delegato del World Economic Forum in seguito alle indagini sui suoi contatti con Epstein.
In parallelo il parlamento ha nominato una commissione indipendente di accademici ed esperti legali per esaminare le questioni sollevate dai dossier Epstein. Le conclusioni dovranno arrivare entro il 31 gennaio 2028.
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Come riportato da Renovatio 21, i contatti norvegesi dell’Epstein comprendono anche quella che, dopo la recentissima morte di re Aroldo, è ora la regina di Norvegia Mette-Marit.
Secondo i documenti relativi al caso Epstein, la principessa ereditaria si scambiò centinaia di email con l’oscuro oligarca molestatore sessuale tra il 2011 e il 2014 e soggiornò persino nella sua casa in Florida per quattro giorni. Questi scambi sono avvenuti anni dopo che Epstein aveva ammesso di aver sollecitato una minorenne alla prostituzione.
La corrispondenza, personale e a tratti civettuola, ha dimostrato che la loro relazione è durata molto più a lungo di quanto il palazzo avesse pubblicamente affermato. Mette-Marit si è poi scusata per quello che ha definito un errore di valutazione, dicendo che avrebbe dovuto indagare più a fondo sul passato di Epstein.
Come riportato da Renovatio 21, a giugno il figlio di primo letto della regina è stato condannato a 4 anni di reclusione per stupro.
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Immagine di Torbjørn Kjosvold/SMK via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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Bill Gates ha usato i fondi destinati ai vaccini per fare pressione sui governi: parla Angela Merkel
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