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Persecuzioni

Guinea-Bissau: preoccupante aumento della militanza islamica

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Per la prima volta nella storia del Paese una chiesa, recentemente ricostruita con il sostegno di Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN), è stata saccheggiata. Gli autori dell’attacco sono ancora sconosciuti, ma preoccupa l’ascesa della militanza islamica nella regione.

 

 

La popolazione cattolica della Guinea-Bissau, piccolo Paese situato a sud del Senegal, è preoccupata per l’attacco e il vandalismo di una chiesa cattolica, Sant’Isabella di Gabú, il 2 luglio 2022. Le immagini dei danni causati dall’attacco sono stati ampiamente pubblicizzati sui social.

 

L’amministratore della diocesi di Bafatá, don Luccio Brentegani, ha denunciato il vandalismo affermando che «nulla e nessuno può separare la comunità cristiana» dal resto del Paese. I cristiani sono una minoranza di poco meno del 13% in questa ex colonia portoghese nell’Africa occidentale.

 

I musulmani costituiscono la maggioranza, con circa il 46% della popolazione, mentre i seguaci delle religioni tradizionali africane costituiscono circa il 40%. Nonostante ciò, è il primo episodio di vandalismo ecclesiastico a memoria d’uomo nel paese.

 

 

Distruzione di immagini e crocifissi

La chiesa, costruita nel 1946, è stata riaperta esattamente un anno fa, nel luglio 2021, dopo che ACN ha aiutato con vari lavori di riparazione all’edificio fatiscente. Il tetto rischiava di crollare.

 

I vandali distrussero statue: quelle della Madonna e di Sant’Elisabetta, patrona della parrocchia. Distrutto anche un crocifisso e un’immagine della Madonna della Gebra. Fr. Luccio, sacerdote italiano, spiega che quest’ultima immagine è «popolare tra tutti i cattolici dell’est del Paese, e costituisce un antichissimo simbolo della presenza cattolica in Guinea-Bissau».

 

Il segretario regionale di Gabú, Mussá Câmara, ha affermato che le autorità sono impegnate a trovare e assicurare alla giustizia chiunque sia responsabile del vandalismo.

 

Da parte sua, interrogato dalla stampa, il presidente della Guinea-Bissau, Umaro Sissoco Embaló, ha minimizzato la vicenda.

 

«Quante volte sono state derubate le moschee? Se derubiamo una chiesa, dobbiamo solo lasciare che la polizia faccia il suo lavoro. Se una chiesa è stata vandalizzata, è così grave? Con quale frequenza vengono rubati orologi, ventilatori elettrici o condizionatori d’aria dalle moschee? Anche in Vaticano, o alla Mecca, ci sono casi di furto, è così grave?»

 

 

Crescente tensione nella regione

Sebbene non sia ancora chiaro a chi sia attribuito questo atto, vi sono forti preoccupazioni che sia legato all’aumento dell’estremismo in Guinea-Bissau, contro il quale l’ultimo rapporto sulla libertà religiosa dell’ACN aveva già lanciato un monito.

 

Questo rapporto indica che «sta crescendo la tensione» in questo Paese africano, sottolineando anche che «alcuni gruppi terroristici jihadisti sono stati coinvolti in attività illegali», come il traffico di droga.

 

La crescente presenza di gruppi terroristici islamici in questa parte dell’Africa aveva già portato la Conferenza episcopale regionale dell’Africa occidentale francofona – che comprende i vescovi della Guinea-Bissau – a pubblicare un messaggio pastorale comune nel maggio 2019.

 

Nel messaggio, richiamano l’attenzione sulla «preoccupante ondata di violenza» che i cristiani della regione devono affrontare.

 

Sebbene sia molto probabile che nella regione siano attivi gruppi terroristici, finora ciò non si è tradotto in atti di violenza o intimidazioni contro la popolazione non musulmana, «ma resta da vedere se la crescente presenza islamista radicale cambierà questo», afferma il rapporto di ACN.

 

 

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.news

 

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

 

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Katy Perry, nuova fidanzata di Trudeau, canta «guardala bruciare» da una panca in chiesa

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Un video promozionale per l’ultimo singolo della pop star Katy Perry sta suscitando scalpore per aver accostato il testo di una canzone che parla di «guardarla bruciare» allo sfondo di una chiesa, un’immagine che alcuni sui social media collegano al fenomeno degli incendi dolosi di chiese in tutto il Canada, dove l’attuale fidanzato di Perry, Justin Trudeau, è stato premier. Lo riporta LifeSite.

 

Il 25 giugno Katy Perry ha pubblicato il suo ultimo singolo e video musicale, «Watch It Burn», che a quanto pare è una sorta di trattato sul superamento di un trauma, simboleggiato dall’incendio di una città.

 

 

In una clip su TikTok che promuove la canzone, segnalata dal giornalista Harrison Faulkner, Perry è seduta su una panca di chiesa mentre canta il ritornello: «Stasera è la notte in cui accendo un fiammifero / Lo getto forte dietro la mia schiena / Cercherò di perdonare e dimenticare / Accendo una sigaretta e la guardo bruciare».

 

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La rivista Elle, che ha pubblicato il testo completo per la recensione, riporta che Perry afferma che la canzone parla della «lotta con la mia oscurità», in particolare del suo «difficile» anno scorso. «Non mi sono data il permesso di essere arrabbiata per tutta la vita per cose per cui dovrei essere fottutamente arrabbiata. Quello che ho fatto è stato reprimere la rabbia, ma dovrei essere fottutamente arrabbiata. Ho il diritto di essere arrabbiata per un fottuto momento». Elle aggiunge che si ipotizza, sebbene non sia confermato, che la canzone parli almeno in parte della sua rottura con l’attore Orlando Bloom.

 

Il testo della canzone non menziona né allude alla religione, e il video non la raffigura come bersaglio della sua ira, ma sono presenti immagini religiose. All’inizio, viene portata d’urgenza al pronto soccorso dove un prete in tuta protettiva sembra impartirle l’estrema unzione. In seguito, si scatena per le strade della città, dando fuoco a un’edicola con in bella vista un sosia di Bloom su una copertina e causando altri piccoli danni prima di crollare all’ingresso di una chiesa, dove il video si conclude con Perry che viene sollevata e gettata in un fonte battesimale.

 

Il Faulkner ha osservato che «Quando Justin Trudeau era Primo Ministro, oltre 100 chiese in Canada sono state bruciate o vandalizzate», suggerendo che l’accostamento tra chiesa e incendio fosse di cattivo gusto, visti gli eventi che si stanno verificando nel mondo reale. Perry e Trudeau hanno una relazione pubblica dal luglio 2025. «Sono molto innamorata», ha dichiarato Perry, secondo Us Weekly.

 

Secondo quanto riportato da Juno News, «132 chiese cristiane in tutto il Canada sono state vandalizzate, rase al suolo o profanate» dopo l’annuncio della scoperta di fosse comuni senza nome vicino a un collegio residenziale a Kamloops, nella Columbia Britannica, «e ad oggi, NON è stata avviata alcuna inchiesta nazionale per affrontare questa crisi nazionale».

 

Lo scorso novembre, il deputato conservatore Kelly Block ha presentato il disegno di legge C-255, che inasprisce le pene per i criminali condannati per atti vandalici contro luoghi di culto.

 

Come riportato da Renovatio 21, solo quattro mesi la storica chiesa di San Polo a Montreal è stata distrutta da un incendio.

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La Perry ha dato altri problemi in passato alle istituzioni cattoliche.

 

Nel 2015 la curvacea cantante voleva comprare un ex convento a Los Angeles per trasformarlo nella sua residenza, ma due monache anziane si sono opposte per anni in tribunale. La disputa legale ha coinvolto anche l’Arcidiocesi di Los Angeles, che aveva accettato l’offerta di Katy Perry. Le suore, tuttavia, sostenevano di avere il diritto di vendere l’immobile a un’altra acquirente.

 

La situazione è diventata tragica nel marzo 2018, quando una delle religiose, Suor Catherine Rose Holzman, è deceduta improvvisamente per un malore proprio in tribunale durante una delle udienze. In seguito a questo evento, un’altra suora coinvolta, Suor Rita Callanan, ha accusato pubblicamente la popstar di avere «le mani sporche di sangue» per aver portato avanti la causa legale che ha logorato la consorella fino alla morte.

 

Come riportato da Renovatio 21, attacchi incendiari alle chiese si stanno verificando in questi anni in tutto il mondo, dall’Europa alle Americhe, all’Asia, all’Africa.

 

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Anziano vescovo arrestato in Nicaragua dopo aver offerto preghiere per la «Chiesa perseguitata»

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La polizia del Nicaragua ha arrestato un vescovo cattolico di 80 anni dopo che questi aveva invitato pubblicamente a pregare per la Chiesa perseguitata nel Paese.   Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí, è stato fermato e trattenuto per diverse ore il 29 giugno dalle forze dell’ordine, il giorno successivo alla celebrazione di una messa in cui aveva invocato preghiere per la «Chiesa perseguitata» in Nicaragua.   L’arresto è avvenuto lunedì a mezzogiorno mentre il prelato si trovava in una clinica di Estelí per un controllo medico, dato che è portatore di un pacemaker. È stato quindi condotto al Centro Investigativo del Commissariato di Polizia Evaristo Vásquez Sánchez, dove è rimasto detenuto per alcune ore.   Il giorno prima, domenica 28 giugno, Mata aveva pronunciato un’omelia durante la Santa Messa nella chiesa della Croce del Calvario. In quell’occasione il vescovo «aveva chiesto preghiere per la Chiesa perseguitata e aveva pregato per i sacerdoti in esilio, tra cui il vescovo Rolando Alvarez e padre Frutos Constantino Valle Salmerón».   Secondo alcune fonti, a Mata sarebbe stato ora imposto il divieto di recarsi a Estelí e di celebrare messa in quel luogo.   Il vescovo Alvarez, citato da Mata nell’omelia, è amministratore apostolico di Estelí da quando Mata si è dimesso nel 2021 e attualmente risiede a Roma. È stato esiliato nel 2024 dopo aver scontato 11 mesi di una condanna a 26 anni di carcere, inflittagli per le sue continue critiche al dittatore Daniel Ortega e alla moglie e vicepresidente Rosario Murillo.   Padre Valle, che ha ormai più di 80 anni, ricopre il ruolo di «amministratore ad omnia» di Estelí e attualmente si trova agli arresti domiciliari presso il Seminario di Nostra Signora di Fatima.

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La ricercatrice Martha Patricia Molina, autrice del rapporto «Nicaragua: una Chiesa perseguitata», che documenta gli attacchi del governo Ortega contro i cattolici a partire dal 2018, ha dichiarato che «in Nicaragua, chiunque osi esprimere un’opinione, per quanto ovvia possa sembrare, finisce per offendere la dittatura ed è per questo che tengono i prelati sotto sorveglianza».   «Sono costantemente minacciati di prigione o esilio e, sebbene non tutti i casi diventino pubblici, diversi sacerdoti subiscono queste continue vessazioni senza denunciarle pubblicamente, perché la dittatura reagisce con maggiore durezza quando lo fanno», ha affermato Molina.   «Il vescovo Mata è stato una voce forte e coraggiosa che ha sempre detto la verità al potere, e questa verità e questa luce sono destabilizzanti. È una voce amata e credibile in Nicaragua», ha affermato Arturo McFields, ex ambasciatore del Nicaragua presso l’Organizzazione degli Stati Americani, in un’intervista con ACI Prensa.   «La dittatura tende a voler normalizzare ciò che accade nel Paese, e quanto accaduto al vescovo Mata ci dimostra che in Nicaragua non c’è nulla di normale», ha affermato McFields. «C’è una dittatura vendicativa, pericolosa, criminale e satanica, e questa deve essere denunciata perché è l’unico modo per porre fine a queste azioni, soprattutto contro qualsiasi voce che osi mettere in discussione il regime».   Il vescovo Silvio Baez, vescovo ausiliare di Managua attualmente in esilio a Miami, ha scritto su X: «Sono profondamente indignato e condanno senza riserve l’atto di aggressione commesso dalla polizia del regime contro mio fratello Juan Abelardo Mata, vescovo emerito di EstelíÐ.   «Queste azioni codarde dimostrano solo la debolezza e l’irrazionalità di una dittatura criminale», ha affermato Baez.   Come riportato da Renovatio 21, a marzo il regime aveva vietato le ordinazioni, mentre centinaia di preti, monaci e suore erano messi a tacere, con il clero confinato nelle chiese e arresti di preti. Ortega e la moglie sono arrivati quattro anni fa a vietare le processioni in onore dell’Immacolata Concezione.   L’anno scorso, in quella che è con evidenza una persecuzione sistematica, il regime di Ortega aveva sequestrato il seminario maggiore di Matagalpa, diocesi dove la polizia è arrivata a sequestrare il vescovo. I gesuiti sono stati classificati «personae non gratae» con la confisca dei beni e la revoca dello status giuridico. Il Vaticano, tuttavia, in questi anni ha giuocato la carta dell’appeasement, se non quella del silenzio più pilatesco.  

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Immagine di Lee Cohen via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Uomo arrestato con due lanciafiamme e oltre 500 proiettili fuori da una Chiesa

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Un uomo che si è spacciato per un agente delle forze dell’ordine è stato arrestato per aver portato un arsenale in una chiesa metodista della Carolina del Nord, negli Stati Uniti inclusi due lanciafiamme. Lo riporta LifeSite.

 

Secondo quanto riportato da Police1, la polizia è stata chiamata alla Wesley Memorial Church di High Point durante il fine settimana per gestire un uomo armato e vestito con abiti mimetici seduto nel suo camion nel parcheggio. Un agente di polizia fuori servizio presente sul posto ha inizialmente affrontato l’uomo che si era falsamente spacciato per un agente di polizia incaricato di far rispettare una norma sul divieto di fumo. Poco dopo sono arrivati altri agenti che lo hanno disarmato e arrestato.

 

L’uomo indossava anche un giubbotto antiproiettile e nel suo camion sono stati trovati un «lanciagranate a CO2, progettato per assomigliare a una pistola», un paio di lanciafiamme, un paio di balestre, oltre 500 proiettili, tre coltelli, ossicodone e un taccuino contenente indirizzi di chiese, scuole e altri edifici pubblici.

 

«Grazie al tempestivo intervento dei nostri agenti, un uomo armato è stato arrestato prima che qualcuno rimanesse ferito», ha dichiarato il capo della polizia di High Point, Curtis Cheeks III. «Gli agenti hanno impedito che una situazione potenzialmente pericolosa degenerasse e hanno contribuito a garantire che tutti i partecipanti alle funzioni religiose potessero tornare a casa sani e salvi. Vogliamo inoltre ringraziare i membri della comunità che hanno riconosciuto un potenziale pericolo e hanno avuto il coraggio di segnalarlo. Mentre ci impegniamo a mantenere High Point sicura, è fondamentale che continuiamo a prenderci cura gli uni degli altri».

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Le autorità non hanno ancora reso noti i dettagli su un possibile movente, ma negli ultimi anni si è registrato un preoccupante aumento della violenza contro i luoghi di culto.

 

Un rapporto del 2024 del Family Research Council ha rilevato che nei primi 11 mesi del 2023 si sono verificati almeno 436 atti di vandalismo, tentativi di incendio doloso, minacce di bombe, incidenti legati alle armi da fuoco, graffiti e altri atti di ostilità in 48 stati più il Distretto di Columbia, un numero più che doppio rispetto all’anno precedente. Il numero reale era tuttavia «indubbiamente molto più alto», poiché molti «probabilmente non vengono denunciati alle autorità e/o non sono riportati dai notiziari o da altre fonti online da cui abbiamo raccolto i dati». Il conteggio rappresentava un aumento dell’800% rispetto ai soli 50 casi documentati nel 2018.

 

Come riportato da Renovatio 21, adue anni fa un uomo ha puntato una pistola– che pare essersi incredibilmente inceppata – contro un pastore in un altro luogo di culto in Pennsylvania; pure quell’ incidente è stato ripreso in un video streaming.

 

A maggio 2024 un adolescente armato entra in chiesa durante le prime comunioni, ma era stato fermato dai fedeli.

 

L’anno passato una chiesa cattolica a Minneapolist fu teatro di una strage di bambini ad opera di un transessuale.

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