Terrorismo
Giornali britannici elogiano i «jihadisti favorevoli alla diversità»
Le forze jihadiste siriane che hanno recentemente guidato l’assalto a sorpresa alla città di Aleppo potrebbero essere più abili dell’attuale regime nel governare il popolo e proteggere le minoranze. Lo scrive un articolo del quotidiano britannico Telegraph.
La rubrica riporta la campagna di pubbliche relazioni di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), il gruppo terroristico di Idlib precedentemente noto come affiliato di Al-Qaeda Jabhat al-Nusra, e del suo attuale leader Abu Mohammad al-Jolani. La scorsa settimana, ha condotto un’offensiva militare contro le forze governative siriane e, insieme a gruppi militanti alleati, è riuscito a invadere Aleppo.
L’autore, Aaron Zelin, ricercatore presso il Washington Institute for Near East Policy, un think tank filo-israeliano, sostiene che, nonostante le origini e la natura autoritaria di HTS, potrebbe rivelarsi «pronto a governare e anche a combattere».
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Il Jolani, che ha una taglia di 10 milioni di dollari USA sulla sua testa, ha fatto una serie di osservazioni per «assicurarsi che nessuno molesti o danneggi la comunità cristiana o curda» a Idlib, ha detto Zelin. In una delle sue dichiarazioni ha usato la frase «la diversità è una forza», una frase che ritiene «più evocativa dei dipartimenti delle risorse umane occidentali che dei signori della guerra jihadisti», ha affermato il ricercatore statunitense. Il gruppo terrorista HTS ha definito Aleppo «un luogo di incontro di civiltà con diversità culturale e religiosa per tutti i siriani», si legge nell’articolo.
Lo Zelin ha riconosciuto che il messaggio potrebbe essere solo una campagna di pubbliche relazioni, ma ha detto anche che l’opposizione del gruppo terroristico al governo del presidente Bashar Assad lo rende attraente per alcune persone in Occidente. Ma altri funzionari hanno citato la regola dei proxy secondo cui «il nemico del mio nemico può ancora essere mio nemico».
La Siria è stata gettata in una guerra prolungata nel 2011, quando vari gruppi antigovernativi hanno cercato di rovesciare il governo di Assad. Le forze jihadiste, in particolare quelle che impiegavano combattenti stranieri e ricevevano assistenza militare dall’estero, sono emerse come attori dominanti tra l’opposizione. Nel frattempo, gli Stati Uniti e altre nazioni occidentali, che chiedevano che «Assad se ne andasse», hanno affermato che i «ribelli moderati» avrebbero potuto alla fine prevalere nel conflitto.
La Russia è intervenuta nelle ostilità nel 2015, prestando la sua potenza aerea a Damasco. Il governo siriano ha ripristinato il controllo sulla maggior parte del paese, ma alcuni luoghi, tra cui la provincia di Idlib vicino al confine turco, rimangono fuori dalla sua portata.
Israele ha accusato Damasco di aver fornito copertura all’Iran per condurre attività militari sul suolo siriano, anche fornendo armi al gruppo militante Hezbollah con sede in Libano.
Come riportato da Renovatio 21, l’esercito israeliano conduce regolarmente attacchi aerei in Siria.
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Terrorismo
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Terrorismo
Israele finanzierà i coloni estremisti
Il governo israeliano avrebbe delineato un piano per erogare finanziamenti statali ai membri del gruppo estremista di coloni Hilltop Youth, stanziando circa 5,5 milioni di shekel (1,65 milioni di euro) per sussidi mensili ai suoi membri. Lo riporta la stampa israeliana.
Fondato alla fine degli anni Novanta, il gruppo opera in Cisgiordania e mantiene una rete di avamposti illegali nei territori palestinesi occupati. Nel corso degli anni, Hilltop Youth è stato coinvolto in numerosi episodi di violenza contro i palestinesi, tra cui incendi dolosi e omicidi, con un’impunità pressoché totale. Il gruppo, che si ritiene abbia meno di 1.000 membri attivi, è stato riconosciuto come entità estremista e sanzionato dall’UE e dall’Ufficio per il controllo dei beni esteri degli Stati Uniti già nel 2024.
Il governo israeliano sta ora cercando di fornire sussidi ai membri del gruppo per coprire le spese di cibo, vestiario e altri beni di prima necessità, ha riportato lunedì il quotidiano Yedioth Ahronoth, citando un documento emesso dalla ministra di estrema destra per gli Insediamenti e le Missioni Nazionali, Orit Strock. Il ministero ha identificato oltre 650 giovani che vivono in avamposti sulle colline della Cisgiordania e che hanno diritto al programma.
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Secondo quanto riportato dal giornale, i membri del gruppo riceveranno circa 477 euro al mese nell’ambito del programma a partire da giugno. Il piano prevede lo stanziamento di quasi 1,65 milioni di euro per finanziare il programma fino alla fine dell’anno.
I fondi fanno parte di un programma più ampio del valore di circa 120 milioni di shekel (35,87 milioni di euro), che dovrebbe affrontare la violenza contro i palestinesi perpetrata dai coloni, ha osservato il quotidiano. Il programma combina interventi educativi con attività di assistenza sociale, tra cui l’impiego di mediatori tra i giovani di Hilltop e le autorità locali, nonché l’incentivazione alla coscrizione militare.
Il movimento, che affonda le sue radici nel sionismo religioso, è composto in gran parte da coloni israeliani di età compresa tra i 16 e i 26 anni. I membri del gruppo scelgono di lasciare le proprie case, abbandonando gli studi o il lavoro, per vivere in avamposti sulle colline che dominano le comunità palestinesi, molestando la popolazione locale. La violenza dei coloni è in aumento in Cisgiordania dall’attacco a sorpresa di Hamas contro Israele nell’ottobre 2023, che ha scatenato un grave conflitto a Gaza.
Negli scorsi giorni terroristi ebrei provenienti da insediamenti israeliani illegali hanno nuovamente attaccato l’antica città cristiana di Taybeh, incendiando i suoi campi agricoli e cercando di bruciare le case, con segnalazioni di spari anche contro i civili.
Come riportato da Renovatio 21, Taybeh è stata obiettivo di attacchi mortali di coloni israeliani. I continui assalti dei coloni giudei terrorizzano le cittadine cristiane della Cisgiordania, i cui sacerdoti chiesero aiuto durante l’assedio di mesi fa. Negli scorsi giorni l’esercito israeliano ha aggredito cristiani e musulmani palestinesi che stavano celebrando la festa di San Giorgio in un monastero cristiano a sud di Betlemme, nella Cisgiordania occupata.
Due mesi fa il vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme William Shomali aveva dichiarato che dall’inizio dell’anno «le aggressioni contro i cristiani in Cisgiordania si stanno moltiplicando».
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa una festa mariana a Taybeh era stata interrotta dalle autorità israeliane. La festa è stata ripresa solo dopo l’intervento del cardinale Pierbattista Pizzaballa.
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L’annessione della Cisgiordania, considerata come il vero premio per Israele dell’attuale crisi, è nei progetti dello Stato Ebraico da tempo. Incursioni militari si sono viste a inizio anno a seguito dell’esplosione di alcuni autobus, e poco prima erano stati effettuati raid aerei con relativa strage a Tulkarem. Due anni fa si ebbe l’episodio dei commando israeliani che entrarono in un ospedale cisgiordano travestiti da donna.
A febbraio 2024 ministri del gabinetto Netanyahu si trovarono ad un convegno che celebrava la colonizzazione celebrato con balli sfrenati su musica tunza-tunza.
In una strana umiliazione inflitta agli USA, due mesi fa il Parlamento israeliano (la Knesset) aveva votato per la «sovranità» sionista sulla Cisgiordania proprio mentre era in visita il vicepresidente americano JD Vance, che disse di sentirsi «insultato» dalla «stupida trovata». Trump ha dichiarato quindi che toglierà i fondi ad Israele qualora annettesse la Cisgiordania. Il presidente americano, contrariamente a quanto auspicato da ministri sionisti all’epoca della sua elezione, non sembra voler concedere allo Stato Giudaico l’anschluss di quella che gli israeliano chiamano «Giudea e Samaria».
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Immagine di ISM Palestine via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Terrorismo
L’FBI sventa un complotto per un attacco con droni durante l’evento UFC alla Casa Bianca
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