Terrorismo
Forze congiunte ugandese e congolesi liberano 200 adolescenti ostaggi dell’ISIS
Le autorità ugandesi e congolesi hanno liberato oltre 200 adolescenti tenuti prigionieri dopo aver fatto irruzione in un campo gestito dalle Forze Democratiche Alleate (ADF), legate allo Stato Islamico, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, hanno dichiarato domenica.
Gli ostaggi sono stati liberati la scorsa settimana durante un’offensiva lungo il fiume Epulu, hanno dichiarato le Forze di Difesa del Popolo dell’Uganda (UPDF) in un comunicato stampa.
Diversi militanti sono stati uccisi e sono state sequestrate armi durante l’operazione congiunta nel campo, che secondo l’esercito era sotto il controllo del «noto» comandante dell’ADF Ssebagala, noto anche come Mzee Mayor.
«Tra i salvati c’era una ragazza di 14 anni, la più giovane, mentre il più anziano era un ragazzo di 19 anni. Molti hanno raccontato di condizioni di prigionia difficili, tra cui mancanza di cibo, lavori forzati e punizioni per disobbedienza», ha dichiarato l’UPDF.
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L’esercito ha aggiunto che molti di loro versavano in cattive condizioni e sembravano soffrire di malattie non curate, tra cui malaria, infezioni respiratorie ed esaurimento fisico.
L’ADF, originariamente un gruppo islamista ugandese, ha condotto per decenni una violenta insurrezione nella regione orientale del Congo, dilaniata dai conflitti, e nel 2019 ha giurato fedeltà all’ISIS. Da allora è diventato uno dei gruppi armati più letali operanti nella regione, e i suoi combattenti sono stati accusati di massacri, rapimenti e attentati dinamitardi.
Le forze ugandesi e congolesi hanno lanciato l’operazione Shujaa alla fine del 2021 per contrastare la minaccia dell’ADF dopo un’ondata di attentati dinamitardi e attacchi transfrontalieri mortali, ma il gruppo ha continuato a compiere incursioni altrettanto letali.
All’inizio di questo mese, l’esercito congolese ha dichiarato che almeno 43 persone sono state uccise e 44 case incendiate in un attacco dell’ADF contro la località di Bafwakowa, nella provincia di Ituri. Lo stesso gruppo armato ha attaccato il villaggio di Apakulu, sempre in Ituri, a gennaio, incendiando una casa con 15 uomini intrappolati all’interno, giustiziandone altri sette lungo una strada e uccidendone altri tre nelle comunità vicine.
Nel giugno 2023, il gruppo terroristico ha attraversato il confine con l’Uganda, ha saccheggiato la scuola secondaria di Lhubiriha e ha dato fuoco ai dormitori, uccidendo almeno 25 bambini.
L’esercito ugandese, tuttavia, ha affermato che le operazioni congiunte si sono intensificate da gennaio, «portando a significativi successi».
Come riportato da Renovatio 21, un mese fa era stata uccisa un’operatrice UNICEF francese tramite attacco con drone.
Oltre 40 cristiani sono stati massacrati in un attacco terroristico contro una chiesa in Congo lo scorso mese perpetrato dall’ADF . I vescovi congolesi hanno condannato l’assenza di risposta alla strage.
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Immagine di MONUSCO Photos via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Terrorismo
La polizia britannica arresta 5 uomini per l’allarme bomba all base aerea USA: tutti di origine immigrata?
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🚨 BREAKING: Donald Trump responds to the suspected bomb plot at RAF Fairford
“Working with Britain, it was an amazing job. We had them under investigation. They were looking to do big damage to our fort, and working with the British worked out great and we got them” pic.twitter.com/PlChiTQlSx — Politics UK (@PolitlcsUK) September 27, 2026
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La polizia valuta anche se qualcuno abbia agito, consapevolmente o no, per conto di uno Stato estero, come suggerito pubblicamente dal segretario di Stato Marco Rubio; l’ambasciata iraniana a Londra ha smentito ogni coinvolgimento.🚨 WATCH: Donald Trump says the RAF Fairford suspects should have not been bailed
“We know everything about them. We would have not released them” pic.twitter.com/3IoZDdquNj — Politics UK (@PolitlcsUK) September 28, 2026
Secretary Rubio tells Fox News tonight that the RAF Fairford incident involves “a foreign actor” and that it’s a very serious situation. pic.twitter.com/SJF8qcavwC
— Jason Brodsky (@JasonMBrodsky) September 29, 2026
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Terrorismo
Nuova misteriosa esplosione ad Aleppo: l’ultima di una serie
Una violenta esplosione si è verificata nella notte di ieri vicino ad Aleppo, importante città del nord della Siria, costringendo gli abitanti della zona a lasciare le case, con scoppi ripetuti visibili a chilometri di distanza.
Lo scoppio è avvenuto in una base militare di un centro periferico, ferendo almeno quattro persone; è seguita una catena di esplosioni che ha sparso schegge su tutta l’area.
L’agenzia di stampa statale siriana SANA ha poi citato il ministero delle Emergenze e della Gestione dei Disastri, secondo cui un deposito di munizioni sarebbe stato fatto esplodere.
A massive explosion at an ammo depot in Aleppo, Syria occurred earlier, with the Syrian government saying the explosion was due to an accident. At the time of writing, all reports that the Israelis conducted a strike on the depot are false. pic.twitter.com/QW7wIT61Zu
— OSINTdefender (@sentdefender) September 20, 2026
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Mentre procedevano le evacuazioni, le squadre di soccorso erano in «stato di massima allerta… a causa delle continue esplosioni», dopo non essere riuscite all’inizio ad avvicinarsi per i boati persistenti e successivi.
Un testimone nel quartiere di Hamdaniyeh ad Aleppo ha detto all’agenzia AFP di un’«enorme esplosione» e che chi era in zona poteva vedere «grandi fiamme in lontananza».
Di solito la prima paura dei siriani è di essere di nuovo colpiti dai caccia israeliani, scenario ripetutosi centinaia di volte negli ultimi anni di guerra. Non sono uscite dichiarazioni iniziali sulle cause del disastro.
Sotto il nuovo governo Jolani, insediatosi da poco, si sono però già verificati diversi incidenti legati a munizioni e depositi militari. Ad esempio, all’inizio di settembre un deposito di armi del ministero della Difesa è andato a fuoco e 14 persone sono morte.
Il Paese soffre ora di prezzi del carburante altissimi, mentre si tenta di contenere l’inflazione, di salari fermi e di sforzi per riavviare l’economia postbellica. La recente revoca delle sanzioni imposte da Washington nell’era Assad non ha ancora dato effetti immediati.
Le proteste sono durate diversi giorni in varie città, dopo che i nuovi governanti di Damasco hanno cancellato all’improvviso i sussidi sui carburanti per la popolazione. Il 13 settembre la decisione del governo ha fatto salire di colpo i prezzi del diesel del 40% e quelli della benzina del 28%, dopo non solo anni ma decenni di controlli e sussidi statali.
È noto che Israele abbia di recente occupato la Siria meridionale, con il pretesto di difendere i drusi, nonché condotto operazioni per impedire che la Siria disponga di armi o munizioni avanzate o pesanti. Nelle operazioni, lo Stato Giudaico è arrivato ad effettuare manovre di disturbo elettronico dei caccia degli ulteriori stakeholder della nuova Siria, i turchi.
Il Paese era già stato devastato da una guerra per procura e da pesanti sanzioni americane, per non parlare dell’occupazione decennale da parte delle truppe statunitensi dei giacimenti di petrolio e gas nel Nord-Est della Siria, che ha strozzato la popolazione nel tentativo di rovesciare il leader laico baathista Bashar al-Assad.
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Come riportato da Renovatio 21, colloqui tenuti a Parigi tra gli israeliani e le nuove autorità jihadiste damascene un anno fa erano ufficialmente falliti.
L’ex capo dell’antiterrorismo statunitense Joe Kent sei mesi fa ha affermato che gli USA hanno «lavorato direttamente» con i terroristi in Siria per conto dello Stato Ebraico.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar aveva definito i nuovi regnanti «jihadisti educati». ex capo della Direzione dell’Intelligence militare israeliana Tamir Hayman in un’intervista alla Radio dell’esercito ha affermato «il caos in Siria è vantaggioso. Lasciamoli combattere tra loro».
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Terrorismo
Alleanza di gruppi armati vuole rovesciare il premier dell’Etiopia
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