Terrorismo
Il Cremlino: occidentali coinvolti negli attacchi terroristici in Mali
I Paesi occidentali potrebbero aver avuto un ruolo in uno dei più grandi attacchi terroristici coordinati mai perpetrati in Mali, che ha colpito l’aeroporto internazionale di Bamako, la città di guarnigione di Kati e altre tre città del Paese. Lo sostiene il ministero degli Esteri russo
In un messaggio su Telegram pubblicato sabato, il ministero ha affermato che circa 250 combattenti avevano preso di mira l’aeroporto internazionale Modibo Keita e una base militare adiacente a Bamako. L’attacco è stato rivendicato dal JNIM, affiliato regionale di Al-Qaeda, e dal Fronte di Liberazione dell’Azawad (FLA), gruppo ribelle separatista a maggioranza tuareg. L’incursione è stata infine respinta dalle forze maliane.
Le autorità locali non hanno fornito un bilancio ufficiale delle vittime dell’attacco, che secondo alcune fonti avrebbe preso di mira anche alti dirigenti, ma hanno affermato che 16 persone sono rimaste ferite.
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«La parte russa esprime profonda preoccupazione per gli eventi in corso», ha dichiarato il ministero, aggiungendo che i combattimenti «costituiscono una minaccia diretta alla stabilità del Mali, uno Stato che intrattiene relazioni amichevoli con la Russia», e rischiano di avere «le conseguenze più negative per l’intera regione circostante».
Il ministero ha aggiunto che le operazioni di rastrellamento sono ancora in corso e che «i dati preliminari indicano che i servizi di sicurezza occidentali potrebbero essere stati coinvolti nell’addestramento» degli insorti.
La Russia ha una presenza militare nel Paese dell’Africa occidentale, da anni afflitto dalla minaccia terroristica, denominata Africa Corps. Istituita nel 2023, l’unità opera sotto l’egida del ministero della Difesa russo e fornisce assistenza nella lotta al terrorismo e nell’addestramento delle forze locali.
In una dichiarazione separata, l’Africa Corps ha confermato il proprio coinvolgimento nella stabilizzazione della situazione, aggiungendo che l’attacco è stato supportato da «mercenari ucraini ed europei» armati con armi di fabbricazione occidentale. Le forze terroristiche hanno perso circa 1.000 militanti e oltre 100 veicoli, ha aggiunto.
Il Corpo ha inoltre diffuso diverse immagini delle conseguenze dei combattimenti e delle armi sequestrate.
La Russia ha ipotizzato un coinvolgimento occidentale nell’attacco dopo che il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, all’inizio di quest’anno, aveva affermato che la Francia stava «tentando di rovesciare governi nazionalisti indesiderati» nella regione del Sahara-Sahel, facendo affidamento su «gruppi terroristici veri e propri e militanti ucraini» e utilizzando quelli che ha definito «metodi coloniali». In un’altra occasione, Lavrov ha dichiarato che il sostegno francese ai terroristi in Mali è una vendetta per la scelta sovrana di Bamako di avvicinarsi a Mosca.
La Francia ha da tempo interessi nella sua ex colonia, ma negli ultimi anni ha visto diminuire la propria influenza nella regione. Nel 2022, la Francia ha posto fine alla sua missione antiterrorismo in Mali, durata quasi un decennio, dopo che le autorità locali avevano espulso le truppe accusando Parigi di sostenere i terroristi, un’accusa che i funzionari francesi hanno respinto.
Come riportato da Renovatio 21, lo scorso settembre la Francia aveva espulso due diplomatici del Mali.
A inizio 2025 l’esercito francese ha consegnato la sua base rimanente in Ciad, che era stata l’ultimo punto d’appoggio della Francia nella travagliata regione del Sahel dopo che Mali, Burkina Faso e Niger avevano tagliato i legami con Parigi per presunta incapacità di combattere gli insorti jihadisti – o addirittura, è stato sostenuto da alcuni, di sostenerli e fomentarli.
A novembre, il governo ciadiano ha posto fine alla cooperazione militare con il suo ex sovrano coloniale, dichiarando il patto ridondante. Il mese scorso sarebbe stato sventato in Ciad un attacco al palazzo presidenziale.
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Come riportato da Renovatio 21, cinque mesi fa il Ciad ha negato di aver accettato un ritorno delle truppe statunitensi.
Parigi aveva circa 1.000 soldati in Ciad, che era l’ultimo alleato militare dell’ex potenza coloniale nel Sahel dopo che Burkina Faso, Mali e Niger avevano espulso le truppe francesi per aver presumibilmente fallito nel combattere una mortale insurrezione jihadista nella regione. I tre stati dell’Africa occidentale hanno cercato alleanze alternative, e stretto legami di sicurezza più stretti con la Russia.
Negli anni, vari Paesi dell’Africa francofona si erano sparsa la voce che sia la Francia ad addestrare e sostenere i terroristi che dice di voler combattere. Di conseguenza il Paese l’anno scorso ha messo al bando le ONG finanziate dalla Francia e annullato gli accordi militari con l’ex Paese colonizzatore, che in questi giorni ha visto pure un golpe in un’altra sua ex colonia dell’area, il Gabon.
La fine definitiva del dominio francese in Africa sembra oramai una realtà storica.
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Immagini di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Terrorismo
Trump accusato di aver usato i giornalisti come esche nei piani di assassinio da parte dell’Iran
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Immigrazione
Tra i migranti marocchini giunti in Spagna c’erano anche terroristi islamici: rapporto
Terroristi islamici avrebbero approfittato del disordinato afflusso di immigrati clandestini marocchini in Spagna per introdursi nel Paese. Lo riportano varie testate.
Euronews riferisce, citando El Español e altri giornali, che ufficiali del Commissariato Generale per l’Informazione (CGI) della Polizia Nazionale e del Quartier Generale dell’Intelligence della Guardia Civile (JIGC) hanno individuato, nelle immagini di sorveglianza dei migranti, una serie di «individui che erano stati precedentemente arrestati, condannati e successivamente deportati in Marocco per reati legati al terrorismo jihadista».
Ciò conferma le valutazioni degli esperti secondo cui le attività jihadiste tendono a diventare meno centralizzate, facilitando lo sfruttamento di situazioni come questa.
Ufficialmente il governo cerca di sdrammatizzare: il ministero dell’Interno ha dichiarato: «non abbiamo mai confermato tali notizie. Le forze di sicurezza spagnole svolgono un lavoro continuo di monitoraggio e contrasto al terrorismo jihadista in tutto il Paese, non solo a Ceuta. Il pubblico spagnolo e gli abitanti di Ceuta possono essere certi che gli arrivi del 30 luglio non rappresentano una minaccia per la sicurezza pubblica».
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Non si tratta di una novità, ma di una tremenda realtà sottaciuta dalla stampa e dalla politica immigrazionista: con gli immigrati arrivano attivamente anche terroristi già programmati per uccidere gli europei.
È il caso dei terroristi del Bataclan, dove nel 2015 operativi dell’ISIS hanno finto di essere profughi per sbarcare in Grecia e muoversi verso il centro Europa con documenti falsi.
La grande porta del jihadismo immigrato in Europa è, ovviamente, l’isola di Lampedusa.
L’attentato ai mercatini di Natale di Berlino del dicembre 2016 è stato compiuto da Anis Amri, un cittadino tunisino che era arrivato in Europa sbarcando a Lampedusa nel 2011, dove si era finto minore registrandosi con generalità false prima di radicalizzarsi durante la detenzione in un carcere italiano.
Un altro caso emblematico di infiltrazione è l’attentato del 29 ottobre 2020 all’interno della cattedrale di Nizza, perpetrato da Brahim Aouissaoui, un ventunenne tunisino sbarcato a Lampedusa circa un mese prima e giunto in Francia in modo irregolare poco prima di colpire.
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Immagine screenshot da YouTube
Terrorismo
Autobombe in Colombia pochi giorni prima che il leader sostenuto da Trump «el Tigre» prenda il potere
Desde otros puntos de Cúcuta también fueron captadas las explosiones en contra del comando de la Policía de Norte de Santander.
El atentado estaría dirigido contra la Unidad de Operaciones Especiales Jungla. Video: cortesía 99.9FM📻 pic.twitter.com/aLmuGXOfAt — Caracol Radio Cúcuta (@CaracolCucuta) August 1, 2026
#EnDesarrollo | Al menos una decena de personas heridas, entre uniformados y civiles, deja un violento ataque con exposivos contra el comando de la Policía Norte de Santander, en Cúcuta.
Los hechos ocurrieron en la madrugada de este sábado cuando fueron activadas varias cargas… pic.twitter.com/CjpANSGbVc — Metropolitano Noticias (@metropolitano_X) August 1, 2026
🔴Un atentado con explosivos se registró en la madrugada de este sábado 1 de agosto en inmediaciones del comando del Departamento de Policía de Norte de Santander, en Cúcuta.
Imágenes en el video 📹 Más detalles aquí ⬇️https://t.co/cJSBEPpC25 pic.twitter.com/E46Y09q18x — EL TIEMPO (@ELTIEMPO) August 1, 2026
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