Geopolitica
Israele ammette l’«operazione speciale» in Siria
Israele ha effettuato un raid di terra in Siria per arrestare «un terrorista operativo» legato all’Iran, ha affermato domenica l’esercito israeliano. L’annuncio segna la prima volta dall’escalation del conflitto in Medio Oriente l’anno scorso che Israele ha ammesso che le sue truppe hanno operato sul suolo siriano.
Nelle ultime settimane lo Stato ebraico ha intensificato la sua campagna contro il movimento islamista Hezbollah, lanciando un’offensiva di terra in Libano e lanciando missili contro l’Iran.
Le Forze di difesa israeliane (IDF) non hanno specificato quando è avvenuta l’operazione in Siria. Tuttavia, l’agenzia AP ha citato una stazione radio siriana filo-governativa che domenica ha riferito che le forze israeliane avevano eseguito un’«operazione di rapimento» durante l’estate, prendendo di mira un uomo nel sud del Paese.
L’uomo, identificato come cittadino siriano Ali Soleiman al-Assi, è stato arrestato «durante un’operazione speciale delle IDF basata sull’Intelligence», ha affermato l’esercito israeliano in una dichiarazione su X domenica.
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Al-Assi, che l’IDF sostiene essere un agente operativo della rete terroristica iraniana, viveva nell’area di Saida, nella Siria meridionale, a circa 60 km dal confine con Israele. L’esercito israeliano lo ha accusato di «raccogliere informazioni sulle truppe dell’IDF nell’area di confine per future attività terroristiche».
«L’IDF non consentiranno ai delegati iraniani nella Siria meridionale di operare e minacciare i civili israeliani», si legge nella dichiarazione.
During an intelligence-based, special IDF operation, IDF soldiers detained an Iranian terror network operative in Syria named Ali Soleiman al-Assi.
Al-Assi, a Syrian citizen who lives in the area of Saida in southern Syria, was under IDF surveillance and was found to be a… pic.twitter.com/Q2yAGIliiC
— Israel Defense Forces (@IDF) November 3, 2024
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Nell’ultimo anno, Israele ha effettuato molteplici attacchi aerei in Siria, prendendo di mira membri di Hezbollah e funzionari iraniani. L’Iran è un alleato sia del movimento sciita che di Damasco. L’IDF non ha mai reso pubbliche in precedenza incursioni via terra nel Paese.
A settembre Israele ha intensificato notevolmente la sua campagna contro il gruppo militante sciita, lanciando l’operazione Northern Arrows per attaccare obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale.
Il ministero degli Esteri israeliano e le IDF sostengono di aver «eliminato» quasi tutti i principali leader militari di Hezbollah, tra cui lo storico segretario generale del movimento, Hassan Nasrallah, e il suo potenziale successore, Hashem Safieddine.
Ad aprile, Israele ha condotto un attacco aereo sul complesso dell’ambasciata iraniana di Damasco, uccidendo 16 persone, tra cui otto ufficiali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) e due civili siriani.
Come riportato da Renovatio 21, Israele ha colpito in questi anni plurime volte gli aeroporti siriani e plurime volte la capitale, anche in ore diurne.
Due anni fa, dopo uno di questi raid, si registrò una condanna da parte di Mosca di rara durezza.
Il mese scorso si sono registrati attacchi israeliani nell’aria di Jableh, nei pressi di una base aerea russa.
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Immagine di Israel Defense Forces via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC 2.0
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Geopolitica
Raid aerei pakistani in Afghanistan
Lunedì mattina l’aviazione pakistana ha colpito presunti nascondigli di militanti nell’Afghanistan orientale, uccidendo almeno tre persone e inasprendo nettamente le tensioni transfrontaliere.
Gli attacchi all’alba nel distretto di Nurgal, nella provincia di Kunar, e nel distretto di Barmal, nella provincia di Paktika, sono stati una rappresaglia per l’attentato suicida di venerdì in una moschea all’interno di una struttura di polizia nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, nel nord-ovest del Pakistan, che ha causato almeno 16 morti e numerosi feriti.
Secondo quanto riportato, funzionari pakistani avrebbero dichiarato di aver ucciso 28 presunti militanti dopo attacchi di aerei da combattimento e droni contro obiettivi nella zona di Patang, nel distretto di Nurgal, e nelle aree di Torkandi e Rukha, nel distretto di Barmal. Il governo talebano afghano ha invece affermato che gli attacchi hanno causato la morte di tre civili: una donna e due uomini.
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Il viceportavoce del governo afghano, Hamdullah Fitrat, ha dichiarato che la casa di un abitante del villaggio di Pathan, nel distretto di Nurgal, di nome Noor Ahmad, è stata distrutta, causando la morte sua e di due membri della sua famiglia e il ferimento di altri quattro parenti.
Gli attacchi aerei rischiano di aprire una nuova escalation tra i due Paesi confinanti. Un portavoce del governo talebano, Zabiullah Mujahid, ha condannato gli attacchi pakistani e ha promesso una «risposta adeguata».
«Condanniamo questa aggressione e oppressione, considerandola una ripetizione di tali crimini», ha scritto Mujahid su X. «Gli ambienti militari pakistani hanno commesso ancora una volta un simile crimine per distogliere l’attenzione dai fallimenti in materia di sicurezza del loro Paese».
Negli ultimi mesi gli attacchi dei militanti sono aumentati nelle zone di confine del Pakistan. Islamabad ha accusato l’Afghanistan di ospitare i militanti e, in risposta, il suo esercito ha lanciato attacchi all’interno del Paese. Kabul, tuttavia, sostiene che gli attacchi colpiscono i civili, comprese donne e bambini.
Come riportato da Renovatio 21, tre mesi fa era emerso che l’Afghanistan aveva lanciato attacchi con droni all’interno del Pakistan. Ciò avveniva dopo che Islamabad ha lanciato attacchi di confine che hanno causato 28 morti nel Paese.
Nel corso dell’anno Afghanistan ha inoltre accusato il Pakistan di aver eseguito un raid aereo contro l’ospedale Omid di Kabul, una struttura con 2.000 posti letto specializzata nel trattamento delle dipendenze, che ha causato la morte di almeno 400 persone nel mese di marzo.
Come riportato da Renovatio 21, in primavera l’Afghanistan aveva accusato il Pakistan di «crimini di guerra imperdonabili».
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Islamabad ha ribadito più volte che i suoi attacchi in Afghanistan sono mirati contro gli insorti che operano sul suo territorio e non colpiscono i civili. Il Pakistan imputa in parte le tensioni con Kabul al crescente coinvolgimento del regime talebano con l’India, storica rivale di Islamabad. Nuova Delhi negli scorsi mesi ha dichiarato il sostegno a Kabullo.
Da mesi i due Paesi limitrofi si scambiano colpi nonostante le tregue. Il Pakistan accusa da tempo l’Afghanistan di dare rifugio a gruppi armati che compiono incursioni transfrontaliere e attacchi terroristici, tra cui l’attentato a una moschea di Islamabad nel febbraio scorso, che ha causato la morte di oltre 30 persone. I talebani hanno negato di fornire aiuto ai militanti che attaccano il Pakistan.
Come riportato da Renovatio 21, la Cina sta cercando di fare da paciere tra i due Paesi.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Capo della sicurezza diplomatica polacca cade dal terzo piano
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