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Armi biologiche

Dissidente PCC: la Cina ha liberato il COVID ai Giochi mondiali militari 2019

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In una rivelazione scioccante che solleva serie dubbi sulla narrativa ufficiale sulle origini di COVID in Cina, nuove rivelazioni di un informatore del PCC in esilio affermano che gli agenti cinesi hanno diffuso il COVID durante un evento sportivo internazionale tenutosi a Wuhan nell’ottobre 2019.

 

Secondo questa timeline epidemica, esso è  considerabile il primo evento super-spreader. Vi parteciparono migliaia e migliaia di persone da una vastità di Paesi del mondo.

 

Si sarebbe trattato, quindi, del luogo e del momento ideale per lo scatenamento di una pandemia.

 

«Penso che il governo cinese avrebbe colto l’occasione per diffondere il virus durante i Giochi militari, poiché molti stranieri si sarebbero presentati lì»

Il dissidente del Partito Comunista Cinese Wei Jingsheng ha proposto una tesi davvero estrema. Egli afferma che gli agenti cinesi hanno deliberatamente diffuso il COVID durante questi giochi militari. La gola profonda PCC ha anche affermato di aver cercato di avvertire l’amministrazione Trump del COVID cinque mesi prima dell’inizio della pandemia.

 

Il torneo internazionale per atleti militari si è tenuto esattamente Wuhan, proprio dove i pazienti malati avrebbero iniziato a travolgere gli ospedali e, a guardare le immagini che arrivavano dalla cina, a morire in strada. Tutto questo nemmeno tre mesi dopo che Pechino aveva notificato l’epidemia all’OMS a Capodanno.

 

Dopo i giochi, sostiene Wei, alcuni dei 9.000 atleti che hanno partecipato si sono ammalati di una misteriosa malattia, inclusi atleti francesi, americani e tedeschi.

 

L’Italia ha forse dimenticato il caso dello schermidore Tagliariol. Lo spadista trevigiano, già oro a Pechino, era i Mondiali militari come aviere capo dell’Aeronautica militare distaccato nel gruppo sportivo. Nel maggio 2020 dichiarò: «ci siamo ammalati tutti, 6 su 6 nell’appartamento e moltissimi anche di altre delegazioni. Tanto che al presidio medico avevano quasi finito le scorte di medicine». «Ho avuto febbre e tosse per 3 settimane – dice lo spadista azzurro – e gli antibiotici non hanno fatto niente; poi è toccato a mio figlio e alla mia compagna. Non sono un medico, ma i sintomi sembrano quelli del COVID-19». Poi vi furono ritrattazioni e smentite.

 

«Penso che il governo cinese avrebbe colto l’occasione per diffondere il virus durante i Giochi militari, poiché molti stranieri si sarebbero presentati lì», ha detto Wei nel documentario di Sky News Australia intitolato «Cosa è successo davvero a Wuhan?».

 

«Sapevo della possibilità che il governo cinese utilizzasse alcune strane armi, comprese le armi biologiche, perché sapevo che stavano facendo esperimenti di quel tipo»

Il Jingsheng dice che sapeva «della possibilità che il governo cinese utilizzasse alcune strane armi, comprese le armi biologiche, perché sapevo che stavano facendo esperimenti di quel tipo».

 

La competizione sportiva in questione si è svolta a Wuhan dal 19 al 27 ottobre 2019.

 

Wei afferma di essere andato da figure di spicco dell’amministrazione Trump nel novembre 2019, ma è stato ignorato. Ora sappiamo che i casi di COVID potrebbero essersi diffusi negli Stati Uniti in quel momento e sicuramente prima del Natale 2019. Anche se non ha voluto dire con quale funzionario ha parlato, afferma che era un «funzionario di alto livello» dell’amministrazione Trump.

 

Per News.au, David Asher, un ex investigatore COVID per il Dipartimento di Stato, afferma nel documentario che i Giochi erano «sospetti».

 

«Vediamo alcune indicazioni nei nostri dati… che c’era COVIDin circolazione negli Stati Uniti già all’inizio di dicembre, forse prima» ha detto.

 

«Alcune delle persone che sono tornate da questi Giochi erano malate di qualcosa».

«Alcune delle persone che sono tornate da questi Giochi erano malate di qualcosa».

 

Essendo stato esiliato negli Stati Uniti anni prima, Wei ha detto di essere stato informato di ciò che stava accadendo attraverso gli addetti ai lavori del PCC che condividevano le loro paure sulla situazione e descrivevano l’insabbiamento da parte del governo centrale.

 

Ma alla fine dell’autunno, le lamentele sul COVID avevano già iniziato a spuntare sui social media in Cina, dove sono state immediatamente censurate dal PCC, aggiunge Wei.

 

Alla fine, quando il virus si è diffuso e i primi sforzi per coprirlo e contenerlo sono falliti, a Pechino non è rimasta altra scelta che rivolgersi all’OMS. Anche a quel punto, Pechino ha continuato a negare le prove della diffusione da uomo a uomo, fino a quando non è diventato ovvio nei giorni a seguire.

 

Sebbene non ci siano prove concrete che la Cina abbia usato il COVID come arma biologica, ci sono molti elementi che suggeriscono che il laboratorio di Wuhan stava lavorando su un virus che assomigliava molto al COVID-19

Come riporta il documentario TV della giornalista Sharri Markson, non ci sono prove concrete che la Cina abbia usato il COVID come arma biologica, tuttavia ci sono molti elementi che suggeriscono che il laboratorio di Wuhan stava lavorando su un virus che assomigliava molto al COVID-19.

 

Recentemente sono stati condivisi documenti che mostrano un’agenzia statunitense – il celebre e misterioso braccio ricerca e sviluppo dell’esercito, la DARPA – che rifiuta una proposta di Peter Daszak che chiede soldi per finanziare la ricerca per infettare i pipistrelli con coronavirus da un pipistrello manipolato.

 

L’offerta è stata presentata da Daszak, che lavora per conto della EcoHealth Alliance con sede negli Stati Uniti (che è stata avvolta nella controversia del dottor Fauci e dei suoi alleati per aggirare un divieto statunitense sulla ricerca gain of function che potrebbe o meno aver contribuito alla pandemia globale di COVID), e Daszak sperava di utilizzare l’ingegneria genetica per mettere «siti di scissione specifici per l’uomo» sul COVID dei pipistrelli «che avrebbe reso più facile per il virus entrare nelle cellule umane», un metodo che per coincidenza risponderebbe a una domanda precisa che circola nella comunità scientifica: come il SARS-CoV-2 si è evoluto per diventare così contagioso per l’uomo?

 

Questi ricercatori stavano inavvertitamente aiutando i cinesi a sviluppare l’arma biologica più potente dell’era moderna?

 

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Kazakistan, i rivoltosi hanno attaccato un laboratorio militare di bioarmi?

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Funzionari kazaki hanno negato che un «laboratorio biologico militare» finanziato dagli Stati Uniti sia stato sequestrato dai rivoltosi durante i recenti disordini, che hanno visto almeno 160 morti da quando la violenza è scoppiata solo una settimana fa, tra cui membri della polizia o della guardia nazionale nonché agenti dei servizi segreti kazaki, di cui sono circolate foto durante i disordini.

 

Secondo i media russi, un laboratorio biologico nei pressi di Almaty – costruito nel 2017 e utilizzato per studiare focolai di infezioni particolarmente pericolose – sarebbe stato «compromesso», provocando una potenziale fuga di agenti patogeni pericolosi.

 

Funzionari dello Stato kazako hanno negato l’affermazione dei russi.

 

Secondo i media russi, un laboratorio biologico nei pressi di Almaty – costruito nel 2017 e utilizzato per studiare focolai di infezioni particolarmente pericolose – sarebbe stato «compromesso», provocando una potenziale fuga di agenti patogeni pericolosi

Secondo il britannico Daily Mail, si tratterebbe di un biolaboratorio segreto finanziato dal dipartimento della difesa degli Stati Uniti  che ha collegamenti con scienziati russi e cinesi. Il laboratorio sarebbe stato compromesso nei disordini, e, secondo alcuni post usciti sui social media, sequestrato dai rivoltosi.

 

«Questo non è vero. La struttura è sorvegliata », ha affermato il ministero della Salute che è responsabile del Laboratorio centrale di riferimento, ad Almaty.

 

L’agenzia di stampa ufficiale russa TASS aveva evidenziato presunti racconti sui social media secondo cui la struttura era stata occupata da «persone non identificate» e « specialisti in tute di protezione chimica stavano lavorando vicino al laboratorio, quindi potrebbe essersi verificata una fuga di agenti patogeni pericolosi».

 

L’esistenza del laboratorio è  controversa e nel 2020 il Paese ha formalmente negato che venisse utilizzato per fabbricare armi biologiche.

 

Nel 2018 è stato riferito che un nuovo ceppo di meningite era fuoriuscito dal laboratorio, cosa che è stata negata come in questo caso

All’epoca, il governo kazako dichiarò che «nessun sviluppo di armi biologiche è in corso in Kazakistan e nessuna ricerca è condotta contro altri Stati».

 

Nel 2018 è stato riferito che un nuovo ceppo di meningite era fuoriuscito dal laboratorio, cosa che è stata negata come in questo caso.

 

Secondo i funzionari, nessun personale statunitense sarebbe coinvolto nel lavoro del laboratorio, tra le cui mansione avrebbe avuto lo studio del COVID.

 

 

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Armi biologiche

Deputato USA: «il COVID è un’arma biologica creata nel laboratorio di armi biologiche di Wuhan del Partito Comunista Cinese»

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Durante un’apparizione di sabato sul canale TV Fox News, il deputato repubblicano dell’Alabama Mo Brooks ha affermato che la pandemia COVID-19 sarebbe un’«arma biologica» artificiale creata dal Partito Comunista Cinese. Lo riporta Breitbart.

 

Brooks, un candidato al Senato degli Stati Uniti in Alabama, ha detto al programma Fox News Live che si tratta qualcosa che dovremmo «imparare ad affrontare» nonostante la riluttanza a discutere della pandemia da parte dei leader democratici.

 

«La linea di fondo è questa, e le persone devono capirlo: questa è un’arma biologica creata nel laboratorio di armi biologiche di Wuhan del Partito Comunista Cinese, in collaborazione con l’Esercito di liberazione del Popolo» ha dichiarato il membro della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti.

«Ho visto abbastanza informazioni: alcune classificate, altre no, altre costituite da incontri privati ​​con qualcuno che ha lavorato in quel programma nella Cina comunista, che faceva parte del loro programma di armi biologiche, dicendoci cosa stava succedendo»

 

«Rimarrà in circolazione per molto tempo e dobbiamo imparare ad affrontarlo. Non possiamo chiuderci, che è una delle politiche che purtroppo ha fatto così tanto danno alla nostra economia con l’assistenza dei governatori democratici, dei sindaci e, in una certa misura, del presidente Joe Biden. Non funzionerà».

 

«È un’arma biologica. È artificiale, ed è stato creato dall’uomo nel laboratorio di armi biologiche di Wuhan»

Il conduttore della trasmissione TV Fox Jacqui Heinrich ha messo in dubbio la fondatezza dell’affermazione di Brooks, aggiungendo che «non c’è  alcuna prova» dell’affermazione che si tratterebbe di un’«arma biologica».

 

Brooks ha insistito sul fatto di aver visto le prove e ha insistito sulla sua dichiarazione.

 

«Ho visto abbastanza informazioni: alcune classificate, altre no, altre costituite da incontri privati ​​con qualcuno che ha lavorato in quel programma nella Cina comunista, che faceva parte del loro programma di armi biologiche, dicendoci cosa stava succedendo. È un’arma biologica. È artificiale, ed è stato creato dall’uomo nel laboratorio di armi biologiche di Wuhan. Ora, posso dirlo con certezza al cento per cento? No. Ma posso dirlo con un alto, alto, alto grado di fiducia, e questa è la mia convinzione».

 

 

 

Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

 

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Il COVID arma biologica della «guerra-non guerra». Parla il professor Tritto

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Giuseppe Tritto è il presidente della WABT, che sta per World Academy of BioMedical Technologies, un ente che lavora in cooperazione con l’UNESCO. Tritto, medico urologo e andrologo, è microchirurgo. Ha ricoperto il ruolo di professore di microtecnologie e nanotecnologie in Gran Bretagna e India. La sua carriera lo ha portato a lavorare in tutto il mondo, compresa la Cina.

 

Avevamo parlato di Tritto nell’estate 2020 quando uscì il suo libro, denso di rivelazioni, Cina Covid-19. La chimera che ha cambiato il mondo.

 

Tritto aveva sostenuto sin dall’inizio che il COVID era stato creato in laboratorio ed era nelle mani dell’Esercito di Liberazione del Popolo, cioè l’armata della Cina Popolare.

 

Ora negli scorsi giorni il professor Tritto ha dato un’intervista al gruppo OVALmedia di importanza capitale.

 

Si tratta di un concentrato di rivelazioni che lascia a bocca aperta pure chi come Renovatio 21 da ben prima della pandemia si occupa della spirale del silenzio attorno ai pericoli della manipolazione di virus in laboratorio. e che sta continuando a tenere traccia del fenomeno (lo strano caso del vaiolo, nominato da Bill Gates in relazione al bioterrorismo, e poi trovato in fiale misteriose in un magazzino)

 

Il filmato contiene rivelazioni che francamente non abbiamo visto in nessun’altro contesto e in nessun altra lingua.

 

C’è stata «una vampata una vampata di ricerca negli Stati Uniti per risuscitare addirittura dei virus spariti come quello della polio»

Viene specificato quello che Renovatio 21 anni addietro  raccontava nell’articolo La resurrezione delle Pesti: vecchi flagelli estinti vengono «riattivati» in laboratori scientifici.

 

«Con le biotecnologie ormai potevi manipolare qualunque batterio qualunque virus e studiare le sue proprietà comprese quelle di virulenza limite fra quello che è consentito quello che non consentito quindi creare dei batteri dei virus che sono infinitamente più violenti» dichiara Tritto.

 

C’è stata «una vampata una vampata di ricerca negli Stati Uniti per risuscitare addirittura dei virus spariti come quello della polio … quindi lo hanno risuscitato… hanno rifatto il virus della polio sintetico il laboratorio a New York… poi hanno incominciato a isolare altri… hanno trovato i resti, cioè dei frammenti del virus famoso dell’influenza a spagnola e quindi hanno creato anche hanno ricreato i virus della spagnola».

 

«Nel 2015 la Cina fa il primo programma quinquennale dove introduce per la prima volta fra i 7 settori strategici dello sviluppo della Cina la biologia, e dice che la biologia è molto interessante, sostenuta tutto l’apparato militare cinese»

Tuttavia, è parlando della questione della armi biologiche cinesi che Tritto racconta dettagli impressionati

 

«Nel 2015 la Cina fa il primo programma quinquennale dove introduce per la prima volta fra i 7 settori strategici dello sviluppo della Cina la biologia, e dice che la biologia è molto interessante, sostenuta tutto l’apparato militare cinese. Con la biologia e con lo sviluppo possiamo fare le “guerre-non-guerra”. Cioè creiamo delle armi biologiche con cui possiamo infettare il nemico e poi noi arriviamo là sono tutti i malati e senza colpo ferire conquistiamo il Paese».

 

«Perché questa logica in Cina? Perché loro devono prendere Taiwan, devono controllare gli uiguri che stanno nel nord della Cina… Abbassare la protesta dei giovani studenti a Hong Kong… quindi prendi un virus influenzale modificato, sono tutti
malati, arrivi con i militari vaccinati totalmente  e conquisti paese senza colpo ferire».

 

«Ma c’è un altro concetto, è questo è scritto nei loro documenti. E cioè l’utilizzo di armi biologiche la guerra-non-guerra per scopi etnici – dicono per “scopi etnici”, ok, è scritto così, “ethnical purposes“».

 

«Con la biologia e con lo sviluppo possiamo fare le “guerre-non-guerra”. Cioè creiamo delle armi biologiche con cui possiamo infettare il nemico e poi noi arriviamo là sono tutti i malati e senza colpo ferire conquistiamo il Paese»

«E poi c’è un altro concetto che la Cina prendendo il modello americano e quello israeliano dice che si deve sviluppare verso modello di civil and military fusion, fusione militare e civile nell’ambito della ricerca biologica. Cioè chi fa ricerca biologica in Cina, in un’università, in realtà deve lavorare con militari… si deve affiancare o i militari si devono affiancare perché esiste questa fusione civile-militare».

 

«Questo è nei documenti ufficiali nel loro programma di sviluppo che chiunque può andare a controllare… prendi questo documento che del governo cinese e del Partito Comunista, quindi poi dopo dell’Accademia delle Scienze Cinese per cui da 2015 noi sappiamo che la Cina ha preso lo stesso modello di Israele: ogni cinese è anche un soldato, ogni civile cinese anche un soldato, ogni ricercatore cinese è anche un ricercatore che lavora per le forze armate».

 

«C’è un altro concetto, è questo è scritto nei loro documenti. E cioè l’utilizzo di armi biologiche la guerra-non-guerra per scopi etnici

Torneremo nei prossimi giorni sulle altre dichiarazioni fondamentali del professor Tritto.

 

L’intervista dura più di un’ora. Assicuriamo il lettore che si tratta di tempo ben speso.

 

 

Siamo grati al dottor Tritto che mette sul piatto la sua credibilità internazionale affinché possiamo guardare nell’abisso della bioingegneria dei patogeni.

 

Siamo grati a chiunque abbia il coraggio di rimirarlo, questo abisso, e svegliarsi una volta per tutte.

 

Il nucleare ha avuto decenni di paure diplomatiche, proteste piagnucolose, collaborazioni e trattati.

 

Le armi biologiche, invece, solo questo strano silenzio.

 

È compito della Civiltà cominciare a fare qualcosa.

 

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

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