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Agenti del Mossad si vantano dell’attacco di massa con cercapersone in Libano. Ci crediamo?

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Ex agenti del Mossad hanno rivelato nuovi dettagli sugli attacchi terroristici tramite cercapersone e walkie-talkie condotti da Israele contro i membri di Hezbollah in interviste rilasciate questa settimana al programma 60 Minutes della CBS News.

 

Secondo un ex agente dell’intelligence israeliana chiamato «Michael», Hezbollah avrebbe acquistato più di 16.000 dispositivi esplosivi. Quando il capo del Mossad David Barnea diede il via libera all’attacco a settembre, i cercapersone e i walkie-talkie vennero fatti esplodere nei giorni successivi.

 

Circa 42 persone sono state uccise, tra cui due bambini, mentre circa 4.000 sono rimaste ferite. Molti hanno perso mani e occhi o hanno avuto lo stomaco squarciato dalle esplosioni.

 

Il «Michael» ha detto che le batterie del walkie-talkie, che includevano dispositivi esplosivi, sono state prodotte in Israele in una struttura del Mossad.

 

 

 

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Il Mossad avrebbe creato quindi delle società fantasma per infiltrarsi nella catena di fornitura e vendere i dispositivi a Hezbollah. I walkie-talkie sarebbero progettati per essere inseriti nei giubbotti tattici corazzati usati in battaglia.

 

«Creiamo un mondo di finzione. Siamo una casa di produzione globale: scriviamo la sceneggiatura, siamo i registi, siamo i produttori, siamo gli attori principali», si è vantato il «Michael». «E il mondo è il nostro palcoscenico».

 

Un altro ex agente del Mossad, chiamato semplicemente «Gabriel», ha detto a 60 Minutes che l’agenzia di spionaggio dello Stato Ebraico avrebbe iniziato a sviluppare cercapersone con trappole esplosive nel 2022. Volevano un dispositivo che i membri di Hezbollah avrebbero portato con sé in ogni momento, non solo in battaglia.

 

Gabriel ha detto che il Mossad aveva scoperto che il movimento di resistenza libanese stava acquistando cercapersone da una società di Taiwan chiamata Gold Apollo.

 

Il Mossad avrebb ecreato delle società fantasma, tra cui una in Ungheria, per produrre i cercapersone esplosivi e commercializzarli in base a un accordo di licenza con Gold Apollo.

 

I cercapersone non avevano capacità di Intelligence e non potevano essere usati per rintracciare i membri di Hezbollah o raccogliere informazioni su di loro, ha detto Gabriel. Potevano essere fatti esplodere solo per uccidere o mutilare chiunque li tenesse in mano.

 

I membri di Hezbollah, sia nell’ala militare che in quella civile, hanno usato i cercapersone invece dei cellulari per comunicare, per evitare di essere sorvegliati da Israele. «Questo è un dispositivo molto stupido per natura. Questo è il motivo per cui lo stanno usando. Non c’è quasi modo di intercettarlo», ha detto Gabriel.

 

Il Mossad ha pagato per falsi annunci su YouTube, promuovendoli come antipolvere, impermeabili e con una lunga durata della batteria. Hanno anche pubblicato false testimonianze online per i cercapersone.

 

«È diventato il miglior prodotto nel settore dei cercapersone al mondo», ha detto Gabriel. «Quando acquistano da noi, non hanno la minima idea di acquistare dal Mossad. Siamo come il “Truman Show”, tutto è controllato da noi dietro le quinte», ha affermato Gabriel.

 

 

 

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Una società fantasma del Mossad ha assunto anche la venditrice di Gold Apollo con cui Hezbollah stava già lavorando, offrendo a Hezbollah il primo lotto di cercapersone come aggiornamento, gratuitamente. Al momento dell’attacco terroristico del settembre 2024, circa 5.000 membri di Hezbollah portavano con sé i cercapersone.

 

Alle 15:30 del 17 settembre, il Mossad ha fatto esplodere i cercapersone. I walkie-talkie sono stati fatti esplodere il giorno seguente, con gli ospedali si sono riempiti di feriti, tra arti e dita sono stati mutilati e persone accecate e persino con buchi nello stomaco e con castrazione vera e propria.

 

Dopo gli attacchi terroristici con cercapersone e walkie-talkie, l’aeronautica militare israeliana ha scatenato una massiccia campagna di bombardamenti in Libano. I bombardamenti hanno ucciso oltre 500 persone solo il primo giorno.

 

Il 27 settembre Israele ha sganciato oltre 80 bombe da 2.000 libbre (circa 907 chilogrammi) sul bunker del leader di Hezbollah Hassan Nasrallah, assassinandolo.

 

Nei due mesi successivi, Israele e Hezbollah combatterono una guerra di vasta portata, che si concluse con un cessate il fuoco di 60 giorni entrato in vigore il 27 novembre.

 

Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa il premier israeliano Beniamino Netanyahu ha rivendicato la responsabilità dell’attacco dei cercapersone. A seguito dell’attacco, che ha scioccato il mondo, vi sono state reazioni come quella del presidente venezuelano Nicolas Maduro ha messo in guardia i membri del suo governo dal accettare dispositivi elettronici come regali di Natale.

 

Renovatio 21, che ha sentito un esperto di tecnologia radio, ribadisce che è possibile avere dubbi sull’ipotesi degli esplosivi inseriti nei dispositivi, una versione che potrebbe coprire una verità altamente destabilizzante per il mondo intero: cioè, che cercapersone e walkie-talkie sono stati fatti esplodere hackerando da remoto la batteria al litio del dispositivo sino a farla esplodere.

 

È stata fatta subito circolare la storia secondo cui l’Intelligence israeliana avrebbe lavorato all’attacco per 15 anni tra società fittizie ed esplosivi piazzati nei dispositivi.

 

Tuttavia, non tutti credono a questa versione dei fatti: se l’attacco fosse avvenuto manipolando informaticamente da remoto i dispositivi, il suo significato, per tutti noi, è che portiamo in tasca una piccola bomba che possono far detonare quando vogliono.

 

Un articolo di analisi di Renovatio 21 ha scandito le varie ipotesi rispetto alle possibili tecnologie implicate.

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Cina

L’FBI arresta una presunta spia cinese all’aeroporto di Los Angeles

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Domenica scorsa, le forze dell’ordine federali hanno arrestato una sospetta agente cinese all’aeroporto internazionale di Los Angeles, mentre si preparava a imbarcarsi su un volo per Shanghai.   La sospettata, Wanying «Heather» Zhang, un’agente immobiliare di Irvine, in California, è accusata di aver agito come agente straniero non registrato, in seguito alle accuse di spionaggio ai danni del figlio del presidente di Taiwan, residente negli Stati Uniti. Secondo una denuncia penale presentata al tribunale federale da un agente del controspionaggio dell’FBI di Los Angeles, la Zhang e un complice si sarebbero recati a Seattle, nello Stato di Washington, nel settembre 2025 per fotografare la residenza suburbana della famiglia di un alto funzionario taiwanese. L’individuo preso di mira sarebbe stato Ting-Yu Lai, figlio del presidente taiwanese Ching-Te Lai.   Il Ting-Yu, ingegnere sulla trentina che attualmente lavora per l’azienda tecnologica olandese Philips, ha studiato in un’università statunitense e vive con la moglie, Hsiao Chen, e il loro figlio nato in America.

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Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno intensificato la lotta allo spionaggio cinese, che le autorità considerano una delle principali minacce alla sicurezza nazionale. Il caso più discusso sui media è quello di Christine Fang, detta Fang Fang.   Secondo un’inchiesta di Axios del 2020, tra il 2011 e il 2015 la donna, arrivata dalla Cina come studentessa, si sarebbe infiltrata negli ambienti politici della California, finanziando campagne elettorali, organizzando raccolte fondi e coltivando rapporti con amministratori locali giovani e in ascesa. Tra questi c’era Eric Swalwell, democratico, che la conobbe quando era consigliere comunale e poi deputato al Congresso. Fang avrebbe contribuito alla sua campagna e fatto collocare una stagista nel suo ufficio.   Secondo la testata americana, la Fang avrebbe avuto relazioni intime o sessuali con almeno due sindaci del Midwest.   Le accuse e le battute da parte degli avversari conservatori sulla relazione sessuale tra lo Swalwell e la spia cinese si sono sprecate. L’uomo si è ora dimesso e ritirato dalla politica dopo un compromettente video sessuale divenuto pubblico. Swalwell non è mai stato accusato di alcun illecito, mentre Fang lasciò gli Stati Uniti nel 2015 e non è mai stata processata. Il caso ha alimentato il dibattito sulle strategie di influenza di Pechino, fondate su relazioni personali di lungo periodo più che sul furto di documenti.   Altri casi sono più classici. Jerry Chun Shing Lee, ex agente della CIA, è stato condannato a 19 anni nel 2019 per aver passato informazioni a Pechino, mentre l’ex funzionario CIA Kevin Mallory ha avuto 20 anni. Xu Yanjun, ufficiale dei servizi cinesi arrestato in Belgio ed estradato negli USA, è stato condannato a 20 anni per il tentato furto di segreti industriali aeronautici. Nel 2023 l’attenzione è salita con il pallone spia abbattuto al largo della Carolina del Sud e con l’arresto di due uomini per una presunta stazione di polizia cinese clandestina a Nuova York. Il fenomeno della stazioni di polizia clandestine cinesi sarebbe presente anche in Europa e pure in Italia.

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Nel 2025 il marinaio Jinchao Wei è stato condannato per aver venduto informazioni militari a un agente cinese. Pechino respinge sistematicamente tutte le accuse.   Il caso forse più memorabile è tuttavia quello di Katrina Leung, nome in codice «Parlor Maid». Nata in Cina e trasferita a Los Angeles, Leung era un’imprenditrice che dal 1982 lavorava come informatrice dell’FBI nell’ambiente cinese-americano, con compensi di circa 1,7 milioni di dollari. Per quasi vent’anni ebbe una relazione con il suo referente, l’agente James J. Smith. Secondo l’accusa avrebbe copiato documenti riservati dalla sua valigetta per passarli al ministero della Sicurezza di Stato cinese. Avrebbe avuto una relazione anche con William Cleveland, altro agente di rilievo del controspionaggio, impegnato proprio nelle indagini sulle fughe di segreti nucleari da Los Alamos.   Lo Smith e la Leung furono arrestati nel 2003. Il caso crollò per errori e abusi dell’accusa: Leung patteggiò per reati fiscali e Smith per un reato minore, entrambi con pene lievi. Leung ha sempre negato di aver spiato per Pechino.  

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La Germania rischia un potenziale «conflitto violento» con la Russia: parla il capo dei servizi tedeschi

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Il capo dell’Intelligence estera tedesca ha avvertito che la Germania potrebbe essere «coinvolta in un violento conflitto con la Russia», indicando il misterioso incidente del drone all’aeroporto di Lipsia come esempio della minaccia «reale e imminente» rappresentata da Mosca.

 

Lunedì, in audizione davanti ai parlamentari, il capo del Bundesnachrichtendienst (BND), Martin Jaeger, ha dichiarato che «lo scontro che stiamo affrontando con la Russia ha assunto una dimensione nuova e più pericolosa».

 

«La Germania rischia di essere coinvolta in un violento conflitto con la Russia: il tentato attentato di Lipsia ne è solo un esempio», ha proseguito, riferendosi al ritrovamento, in agosto, di un drone carico di esplosivo accanto a un aereo da trasporto ucraino all’aeroporto della città.

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Le autorità tedesche non hanno prodotto alcuna prova che colleghi l’episodio alla Russia. Mosca lo ha definito una «provocazione improvvisata» che serve «esclusivamente agli obiettivi di Kiev e dell’ala militarista della classe politica europea». «È ovvio che la Germania stia perseguendo un’ulteriore escalation», ha dichiarato il mese scorso il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

 

Lo Jaeger ha comunque sostenuto che la Russia sta conducendo una «guerra occulta» e che esiste una minaccia «reale e imminente» di attacchi contro obiettivi in Germania. «Nessun altro Paese rappresenta attualmente una minaccia così diretta, completa e concreta per la Germania», ha aggiunto.

 

Lo Jaegerro è una delle decine di figure politiche, militari e mediatiche occidentali che nelle ultime settimane hanno accusato la Russia di condurre una «guerra ibrida» o «guerra ombra» contro l’Europa. Accuse di questo tipo, per loro natura, sono impossibili da verificare. Mosca le ha respinte come pretesti per intensificare il coinvolgimento occidentale nel conflitto russo-ucraino, giustificare l’aumento delle spese militari ed estendere la sorveglianza e la persecuzione degli oppositori interni.

 

Il cancelliere Friedrich Merz ha descritto in modo esplicito e senza prove il partito più popolare del Paese, l’AfD di destra, come «sostenuto dalla Russia». Martina Rosenberg, capo del Servizio di controspionaggio militare tedesco (Militärischer Abschirmdienst, o MAD), ha ripreso quell’affermazione nel briefing di lunedì, dicendo ai parlamentari che il Paese è «minacciato da diversi pericoli sia esterni che interni».

 

Jaeger, Rosenberg e il capo dell’Intelligence interna (BfV), Sinan Selen, hanno elogiato i recenti sforzi di Merz per attribuire al BND maggiori poteri offensivi e hanno chiesto un ulteriore rafforzamento delle capacità del MAD e del BfV. I critici accusano invece di un ritorno della Gestapo o della Stasi.

 

Nonostante le accuse di «guerra ibrida», i leader europei hanno più volte precisato di non credere che la Russia stia pianificando attacchi concreti contro il territorio della NATO. Il BND non ha riscontrato «alcun segnale di un imminente attacco russo su larga scala contro il territorio della NATO», ha aggiunto lo Jaeger.

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Come riportato da Renovatio 21, di recente è emersa una bozza di legge del governo tedesco introdurrebbe una norma che impedirebbe alle persone con opinioni «estremiste» di acquistare una casa. Quattro mesi fa un cittadino tedesco è stato multato per aver definito il Merz «Fritz il bugiardo».

 

Nel corso dell’anno è pure emerso che Google ha incontrato più volte il governo tedesco per discutere di «incitamento all’odio» e «disinformazione». Tre anni fa la Germania aveva mandato in carcere un uomo per aver sostenuto la Russia in messaggi su Telegram.

 

La follia orwelliana in atto in Germania era stata condannata l’anno scorso dal segretario di Stato USA Marco Rubio e dal vicepresidente statunitense JD Vance.

 

La persecuzione civile e politica del partito è multidimensionale: nel giugno 2025 l capo della polizia del Bundestag tedesco, Uli Grötsch, ha chiesto che tutti i membri del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) vengano rimossi dal servizio di polizia.

 

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Immagine © Olaf Kosinsky via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 3.0-de

 


 

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«Stasi 2.0»: Merz vuole una polizia segreta

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I parlamentari dell’opposizione tedesca hanno accusato il governo del cancelliere Friedrich Merz di voler creare una «polizia segreta» ampliando in modo drastico i poteri dei servizi segreti del Paese.   Le accuse sono emerse giovedì, durante il primo dibattito parlamentare sulla riforma, con i deputati di Alternativa per la Germania (AfD), Die Linke e Verdi che hanno espresso preoccupazioni su sorveglianza e diritti fondamentali. Il governo sostiene che i cambiamenti siano necessari per far fronte alle crescenti minacce alla sicurezza.   In base a una riforma approvata dal governo il mese scorso, l’agenzia di intelligence estera BND e il servizio di sicurezza interna BfV otterrebbero poteri operativi più ampi, potendo andare oltre la semplice raccolta e analisi di informazioni.   Tra le modifiche proposte, il BND potrebbe sabotare aziende straniere, penetrare in sistemi informatici esteri e disattivare armi considerate una minaccia per la Germania. Il BfV, invece, potrebbe entrare clandestinamente nelle abitazioni e accedere a computer e telefoni cellulari in determinate circostanze.

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Il ministro degli Interni tedesco Alexander Dobrindt ha detto che la riforma inaugurerà una «nuova era», trasformando i servizi segreti del Paese in «vere e proprie agenzie di intelligence» in grado di contrastare attivamente le minacce, aggiungendo che la Germania deve portare i propri servizi al livello dei partner europei.   Il deputato dell’AfD Gottfried Curio ha definito la proposta di riforma del BfV «Stasi 2.0», in riferimento alla famigerata polizia segreta della Germania dell’Est, e ha definito la riforma un «colpo di stato contro lo stato di diritto». L’AfD, tuttavia, sostiene la concessione di maggiori poteri operativi al BND.   L’agenzia di intelligence tedesca BfV è a sua volta coinvolta in una battaglia legale con l’AfD. Nel 2025 l’agenzia aveva classificato il partito più popolare in Germania come un’organizzazione «di estrema destra confermata», ma a febbraio un tribunale di Colonia le ha impedito di applicare tale classificazione in attesa della conclusione del procedimento.   La sentenza è arrivata mesi prima che l’AfD ottenesse importanti successi alle elezioni regionali. All’inizio di questo mese ha conquistato il 43,8% dei voti in Sassonia-Anhalt e domenica scorsa il 38,3% nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore.   Il deputato dei Verdi Konstantin von Notz ha detto che concedere al BfV poteri così ampi sarebbe un «grave errore» e ha messo in dubbio che alcune parti della riforma possano superare il vaglio della Corte costituzionale. Ciononostante ha appoggiato l’attribuzione di maggiori poteri al BND.   La deputata del partito di sinistra Clara Buenger è andata oltre, avvertendo che il BfV potrebbe diventare una «nuova polizia segreta tedesca».   «Qui si stanno calpestando i diritti fondamentali», ha affermato, sostenendo che l’agenzia otterrebbe poteri tradizionalmente riservati alla polizia.   Il dibattito si inserisce nel contesto della preparazione del governo Merz alla crescente influenza dell’AfD a livello regionale. The Telegraph e Die Welt hanno riportato a luglio che Berlino stava elaborando un «piano segreto» per contrastare il potenziale «ostruzionismo» delle autorità regionali, consentendo al governo federale di scavalcarle in caso di crisi.   Il governo tedesco vuole che la riforma dei servizi segreti entri in vigore all’inizio del 2027. Resta necessaria l’approvazione sia del Bundestag sia del Bundesrat.   Come riportato da Renovatio 21, la caccia dell’Intelligence germanico a AfD è risalente.   A livello federale, il partito di destra è soggetto a una classificazione di livello inferiore che consente comunque il monitoraggio, sebbene con controlli giudiziari più rigorosi. Tuttavia, le autorità federali hanno richiesto un innalzamento del livello di sorveglianza per l’AfD, e la decisione finale è attualmente sospesa in attesa dell’esito di un ricorso legale presentato dal partito.

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Come riportato da Renovatio 21, di recente è emersa una bozza di legge del governo tedesco introdurrebbe una norma che impedirebbe alle persone con opinioni «estremiste» di acquistare una casa.   La follia orwelliana in atto in Germania era stata condannata l’anno scorso dal segretario di Stato USA Marco Rubio e dal vicepresidente statunitense JD Vance.   La persecuzione civile e politica del partito è multidimensionale: nel giugno 2025 l capo della polizia del Bundestag tedesco, Uli Grötsch, ha chiesto che tutti i membri del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) vengano rimossi dal servizio di polizia.   Negli scorsi mesi il Bundesamt für Verfassungschutz (BfV) – il servizio di sicurezza interno, che secondo il nome dovrebbe difendere la Costituzione – mette sotto osservazione il partito: ad aprile 2023 era emerso che i servizi avevano etichettato l’organizzazione giovanile AfD come «estrema destra» in modo da poter sorvegliarne i membri. Pochi mesi fa il BfV aveva reiterato la classificazione di AfD come «estremista».  

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