Oligarcato
«A Davos si riuniscono i padroni e i servi della cupola globalista»: Monsignor Viganò contro il WEF e Bergoglio che invia messaggi di saluto a Klaus Schwab
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha attaccato l’élite globale riunita a Davos in un duro messaggio si Twitter, prendendo spunto dal messaggio, pubblicato sul sito del Vaticano, che papa Francesco ha inviato oggi personalmente al guru World Economic Forum «prof. Klaus Schwab» (sic)
«A Davos si riuniscono i padroni e i servi della cupola globalista: personaggi che dichiarano apertamente di voler ridurre la popolazione mondiale attraverso guerre, carestie e pestilenze organizzate; personaggi che si avvalgono della complicità dei nostri governanti, delle istituzioni internazionali e soprattutto dell’alta finanza e dell’informazione, totalmente nelle loro mani» scrive monsignor Viganò.
«Come avrebbe parlato Nostro Signore al sinedrio di criminali eversori del World Economic Forum? Cosa avrebbero detto ai partecipanti del Forum di Davos tutti i Papi da San Pietro a Pio XII? Non quello che ha detto Bergoglio, sicuramente. E questo dimostra ancora una volta che il Gesuita argentino è un servo dell’élite globalista: che lo faccia per interesse o per ricatto, conta poco» tuona l’ex nunzio apostolico a Washington.
«Bergoglio appoggia esplicitamente il colpo di Stato mondiale e coopera attivamente all’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale. Cos’altro serve per capire che si sono avverate le parole di Leone XIII? che la profezia di Nostra Signora a La Salette si sta compiendo sotto i nostri occhi? “Roma perderà la fede e diventerà sede dell’Anticristo”».
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Come riportato da Renovatio 21, in questi anni monsignore è stato prodigo di attacchi al WEF come fucina del Nuovo Ordine Mondiale, di cui la chiesa bergogliana, secondo una recente definizione di Viganò scritta alla luce dell’«eresia manifesta» della Fiducia Supplicans, è divenuta «concubina».
Per Viganò il mondialismo è un culto e il Grande Reset promosso da Schwab e dalla setta di Davos è una dottrina satanica.
«L’essenza del mondialismo è satanica, l’essenza del satanismo è mondialista», dice l’arcivescovo, che ha chiesto ai fedeli di lottare contro il Nuovo Ordine anticristico e l’élite globalista diabolica «che ci tiene in ostaggio».
Nel progetto demoniaco in corso di riprogrammazione dell’umanità – cioè, ciò che si discute ogni anno a Davos – monsignore non ha esitato a sottolineare il ruolo del vaccino e della follia pandemica.
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)
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Oligarcato
Modellaro legato ad Epstein è stato trovato morto nei pressi di Parigi
Un talent scout del settore della moda francese, legato al defunto pedofilo Jeffrey Epstein, è stato trovato morto nei pressi di Parigi, hanno comunicato i pubblici ministeri all’AFP mercoledì.
Daniel Siad, di 69 anni, sarebbe stato rinvenuto privo di sensi nella sua cucina lunedì da una donna di 28 anni che conviveva con lui. «A seguito del ritrovamento, lunedì sera è stata aperta un’indagine per accertare le cause del decesso», hanno dichiarato i procuratori francesi in un comunicato stampa ripreso dai media locali. Nell’ambito dell’inchiesta verrà eseguita un’autopsia.
Al momento della sua morte, Siad era sottoposto a un’indagine della procura francese a seguito di diverse denunce, tra cui accuse di stupro. L’inchiesta era stata affidata a un ufficio specializzato nella lotta contro la tratta di esseri umani.
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Diverse ex modelle hanno accusato Siad di aver sfruttato la sua posizione di talent scout per adescare giovani donne promettendo loro carriere nel mondo della moda, per poi abusarne sessualmente o presentarle a uomini potenti.
Il nome di Siad compare più di 2.000 volte nei documenti relativi al caso Epstein pubblicati dal Dipartimento di Giustizia statunitense. Questi documenti contengono corrispondenza tra Siad ed Epstein, in cui il talent scout francese suggerisce diverse modelle al defunto pedofilo, gli chiede denaro e si scambia battute a sfondo sessuale.
L’ex talent scout non è stato il primo degli ex collaboratori di Epstein a morire prima di poter testimoniare in tribunale. Jean-Luc Brunel, fondatore di un’agenzia di modelle creata con il sostegno finanziario di Epstein, fu arrestato nel 2020 con l’accusa di stupro e traffico sessuale di minori.
Morì in carcere nel 2022, in attesa di processo. Le autorità francesi classificarono la sua morte come suicidio. Il Brunel, accusato di aver preso parte al presunto giro di traffico sessuale gestito dal magnate caduto in disgrazia, era stato arrestato il 16 dicembre 2020 e accusato dai pubblici ministeri francesi di stupro di minore.
Il fondatore dell’agenzia di modelle MC2, che ha lavorato con Christy Turlington, Angie Everheart, Sharon Stone e Milla Jovovich, era stato incriminato a dicembre per stupro di minore e molestie sessuali nell’ambito dell’indagine riguardante Jeffrey Epstein.
Il Brunel sosteneva di aver lanciato la carriera anche della modella texana Jerry Hall ex miss Mick Jagger, ora moglie del media moghul Rupert Murdoch.
Nel 2019 era stata riportata di una sua fuga in Brasile. Pare che l’uomo, per un periodo, abbia vissuto anche in un appartamento della Trump Tower a New York.
Brunel aveva incontrato la «dama» di Epstein Ghislaine Maxwell, che ha cittadinanza francese, negli anni ’80. Fu la Maxwell, ora in carcere dopo la condanna di poche settimane fa, che lo presentò all’uomo d’affari e sono stati i finanziamenti di Epstein «fino a un milione di dollari» nel 2004 che hanno aiutato lo scout francese a lanciare la sua agenzia di modelle.
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Il francese aveva citato in giudizio Epstein nel 2015, sostenendo che lui e la sua agenzia «hanno perso numerosi contatti e affari nel settore delle modelle a causa delle azioni illegali di Epstein».
Nel settembre 2019, la casa e gli uffici di Brunel a Parigi sono stati perquisiti da investigatori francesi nell’ambito dell’indagine Epstein. Il 16 dicembre 2020 Brunel è stato intercettato dalla polizia all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi. È stato rinviato in custodia cautelare per accuse relative a stupro, aggressione sessuale, associazione a delinquere e traffico di esseri umani.
Brunel era stato formalmente incriminato nel settembre 2021 con un’unica di stupro, derivante dall’accusa di aver drogato una modella di 17 anni in una discoteca e di averla violentata negli anni ’90.
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Immagine screenshot da YouTube
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